Messiah

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Manifesto per la rappresentazione alla Boston Music Hall del 30 dicembre 1860

Il Messiah è un oratorio di Georg Friedrich Händel. È la sua composizione più famosa raggiunta forse da Wassermusik (Water Music o Musica sull'acqua).

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

L'idea per il Messiah fu di Charles Jennens, che aveva già scritto il libretto per l'oratorio Saul e aveva probabilmente composto il testo per Israel in Egypt basandosi su testi biblici. Nel luglio del 1741 disse ad un amico che voleva convincere Händel a musicare un'altra raccolta di testi biblici, per eseguirla nella Settimana Santa.

Ma Händel non voleva impegnarsi per la stagione 1741/42. Nella stagione precedente non era riuscito ad affermarsi con le sue opere liriche italiane Imeneo e Deidamia. Lo spunto per la composizione del nuovo oratorio provenne infine dall'invito per un serie di concerti a Dublino.

Händel scrisse la musica con la solita velocità, utilizzando parzialmente - come in altre opere e oratori - dei pezzi esistenti, tra cui le sue cantate italiane a duetto. Iniziò il 22 agosto 1741 terminando il primo atto il 28 agosto, il secondo il 6 settembre ed il terzo il 12 settembre. Con la strumentazione la partitura fu completata il 14 settembre – quindi dopo 24 giorni. Subito dopo proseguì con l'oratorio Sansone (Samson) e ne compose la maggior parte, rivedendolo poi nell'autunno del 1742.

Nel novembre del 1741 Händel si recò a Dublino. Il 2 ottobre là venne aperto "Mr Neale's Great Musick Hall in Fishamble Street" dove si proponevano da dicembre un serie di sottoscrizioni in cui venivano eseguiti L'Allegro, il Penseroso ed il Moderato ed altri oratori. Ancora prima della prima esecuzione del Messiah modificò alcuni passaggi e compose pezzi nuovi. La prima esecuzione il 13 aprile del 1742 (preceduta da una première con un pubblico più ridotto il 9 aprile[1]) fu annunciata come concerto di beneficenza per diverse organizzazioni caritative:

« For the Relief of the Prisoners in the several Gaols, and for the Support of Mercer's Hospital in Stephen's Street and of the Charitable Infirmary on the Inns Quay, on Monday the 12th of April [recte April 13], will be performed at the Musick Hall in Fishamble Street, Mr. Handel's new Grand Oratorio, call'd the MESSIAH, in which the Gentlemen of the Choirs of both Cathedrals will assist, with some Concertoes on the Organ, by Mr Handell. »

Dopo altre rappresentazioni del Messiah, Händel lasciò Dublino in agosto e tornò a Londra. In confronto all'accoglienza entusiastica di Dublino, assai più problematica fu la reazione nei concerti di Londra. Già con Israel in Egypt si erano sentite voci che criticavano la citazione di testi biblici in teatri profani; ora accadeva di peggio, con queste citazioni dai vangeli ad uso di un divertimento serale. Ancora anni dopo la composizione veniva giudicata blasfema.

Forse per via di questi pregiudizi l'oratorio venne annunciato come A New Sacred Oratorio per la rappresentazione del 19 marzo 1743 nella Covent Garden Theatre senza il titolo Messiah. Questa prassi venne mantenuta anche nel 1745 e nel 1749. Solo nel 1750 incominciò una tradizione d'esecuzione annuale in cui Händel concludeva la sua stagione di oratori nella quaresima con una rappresentazione del Messiah ed una dopo pasqua nella cappella dell'ospedale Foundling, il cui ricavato andava ai bambini trovatelli.

Händel stesso diresse il Messiah tante volte, modificandolo spesso per adattarlo alle più correnti esigenze. Conseguentemente nessuna versione può essere considerata autentica, e tante modifiche e arrangiamenti si sono aggiunti nei secoli seguenti, dei quali il più famoso è quello di Wolfgang Amadeus Mozart per conto di Gottfried van Swieten.

Prassi d'esecuzione[modifica | modifica sorgente]

Händel metteva il Messiah nei programmi dei concerti sempre nel periodo della Quaresima o di Pasqua, seguendo il testo che si basa specialmente nella terza parte sui concetti di risurrezione e redenzione. Ancora ai tempi di Händel era d'uso a Dublino eseguire nelle sale da concerto l'oratorio nel periodo dell'Avvento. Questa tradizione si estese presto specialmente nei paesi anglosassoni.

In seguito l'oratorio qualche volta venne suddiviso: nei concerti natalizi spesso si rappresentava solo la prima parte e l'Hallelujah, mentre a pasqua si suonavano le parti che riguardano la Risurrezione. L'aria del Soprano I Know that my Redeemer Liveth è tuttora spesso cantata nelle messe da morto.

Il brano più celebre dell'oratorio è l'Hallelujah, che conclude la seconda delle tre parti dell'opera. La melodia dell'Halleluja venne poi ripresa dallo stesso Händel nel concerto per organo e orchestra HWV 308. In alcuni Paesi è d'uso che il pubblico si alzi in piedi durante questa parte dell'esecuzione. La tradizione vuole che il re Giorgio II quando sentì questo coro per la prima volta era così agitato che balzò in piedi, seguito da tutti gli altri.

Nota: Nonostante l'oratorio sia conosciuto come The Messiah il suo titolo corretto è semplicemente Messiah, senza articolo.

Libretto[modifica | modifica sorgente]

Il Messiah è, oltre a Israel in Egypt, l'unico oratorio di Händel il cui testo consiste esclusivamente in versi biblici. La scelta dei versi è di Charles Jennens il quale si faceva ispirare dal Book of Common Prayer of the Church of England.

La maggior parte del testo viene dai libri dei profeti e dai salmi dell'Antico Testamento. In questo modo Jennens fa sì che il Cristo del Nuovo Testamento sia identificato dalla profezia del Messia dell'Antico Testamento.

Strumenti[modifica | modifica sorgente]

Nel Messiah Händel impiega quattro solisti (soprano, alto, tenore, basso) e un coro a quattro voci. Ma è documentato che distribuiva la parte solistica quasi sempre su cinque cantanti e divideva spesso le arie del soprano. Nelle rappresentazioni a Dublino vennero impiegati persino otto cantanti fra cui Christina Maria Avoglio (Soprano) e Susanna Maria Cibber (Alto), le quali presero parte anche alle successive rappresentazioni di Londra.

Gli strumenti previsti nel manoscritto di Händel sono: violino I/II, viola, violoncello, basso continuo, tromba I/II e timpani. Non sono presenti altri strumenti a fiato, forse perché Händel non sapeva durante la composizione quali strumenti sarebbero stati a disposizione a Dublino. Ma è certo che almeno nelle rappresentazioni di Londra c'erano oboi, fagotti e corni. Da una fattura del 1754 risulta che per questa esecuzione per l'ospedale Foundling erano impiegati 14 violini, 6 viole, 3 violoncelli, 2 contrabbassi, 4 oboi, 4 fagotti, 2 corni, 2 trombe e 2 timpani. Il coro era di 20 elementi, con i fanciulli della Chapel Royal per il Soprano e le voci di Tenore contraltino per l'Alto. Inoltre i solisti cantavano anche i brani del coro.

Struttura dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Aiuto
Messiah, parte I n° 5 (info file)
Messiah, parte I n° 5 - Thus said the Lord (recitativo, basso).
Aiuto
Messiah, parte II n° 16 (info file)
Messiah, parte II n° 16 (37) - The Lord gave the word (coro).

È da notare che fino ad oggi si eseguono diverse versioni dell'oratorio che si basano sulle varie modifiche di Händel.

Parte I

  1. Sinfonia (Preludio strumentale nella forma d'una Ouverture francese)
  2. Arioso (tenore): Comfort ye my people
  3. Aria (tenore): Ev’ry valley shall be exalted
  4. Coro: And the glory, the glory of the Lord
  5. Recitativo (basso): Thus said the Lord
  6. Aria (basso): But who may abide
  7. Coro: And He shall purify
  8. Recitativo (alto): Behold, a virgin shall conceive
  9. Aria (alto) und Chor: O thou that tellest
  10. Recitativo (basso): For behold, darkness shall cover the earth
  11. Aria (basso): The people that walked in darkness
  12. Coro: For unto us a Child is born
  13. Pifa (sinfonia pastorale)
  14. Recitativo (soprano): There were shepherds
  15. Recitativo (soprano): And lo, the angel of the Lord
  16. Recitativo (soprano): And suddenly there was with the angel
  17. Coro: Glory to God in the highest
  18. Aria (soprano): Rejoice greatly, O daughter of Zion
  19. Recitativo (alto): Then shall the eyes of the blind
  20. Duetto (alto, soprano): He shall feed his flock
  21. Coro: His yoke is easy

Parte II

  1. Coro: Behold the Lamb of God
  2. Aria (alto): He was despised
  3. Coro: Surely he hath borne our grieves
  4. Coro: And with his stripes we are healed
  5. Coro: All we like sheep
  6. Recitativo (tenore): All they that see Him
  7. Coro: He trusted in God
  8. Recitativo (tenore): Thy rebuke hath broken His heart
  9. Aria (tenore): Behold, and see if there be any sorrow
  10. Recitativo (soprano): He was cut off out of the land
  11. Aria (soprano): But thou didst not leave
  12. Coro: Lift up your heads
  13. Recitativo (tenore): Unto which of the angels
  14. Coro: Let all the angels of God worship Him
  15. Aria (alto): Thou art gone up on high
  16. Coro: The Lord gave the word
  17. Aria (soprano): How beautiful are the feet
  18. Coro: Their sound is gone out
  19. Aria (basso): Why do the nations so furiously
  20. Coro: Les us break their bonds asunder
  21. Recitativo (tenore): He that dwelleth in heaven
  22. Aria (tenore): Thou shalt break them
  23. Coro: Hallelujah!

Parte III

  1. Aria (soprano): I know that my Redeemer liveth
  2. Coro: Since by man came death
  3. Recitativo (basso): Behold, I tell you a mystery
  4. Aria (basso): The trumpet shall sound
  5. Recitativo (alto): Then shall be brought to pass
  6. Duetto (alto, tenore): O death, where is thy sting?
  7. Coro: But thanks be to God
  8. Aria (soprano): If God be for us
  9. Coro: Worthy is the Lamb / Amen

Una rappresentazione intera dura, a seconda della versione e dell'interpretazione, tra due ore e due ore e mezzo; qualche vecchia registrazione su disco arriva anche a tre ore di durata. Spesso si tralasciano le ultime arie e duetti, eccetto il coro finale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Yesterday morning, at the Musick Hall [...] there was a public reharsal of the Messiah, Mr. Handel's new sacred Oratorio [...] To the benefit of three very important public Charities, there will be a grand Performance of this Oratorio on Tuesday next [scil. 13 April) in the forenoon", «The Dublin News Letter», 10 April 1742.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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