Drury Lane (teatro)

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Dipinto del 1808 raffigurante l'interno del Drury Lane, dall'opera Microcosm of London 1808-11.

Il Theatre Royal Drury Lane è un teatro del West End theatre situato nel distretto londinese di Covent Garden. Il palazzo del teatro si affaccia su Catherine Street (un tempo chiamata Brydges Street) e ha sul retro la strada di Drury Lane.

L'attuale teatro è il quarto di una serie di stabili il cui primo risale al 1663, rendendolo quindi il teatro più vecchio di Londra[1]. Durante i primi due secoli della sua storia, il Drury Lane può essere considerato il teatro più importante di Londra[2]. Nel periodo del suo splendore esso era uno dei pochi teatri a godere del titolo di Patent theatre, ovvero un teatro che aveva la licenza di rappresentare drammi teatrali a seguito della riforma di Carlo II d'Inghilterra nel 1660[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il teatro venne realizzato per volere del drammaturgo ed impresario teatrale Thomas Killigrew, un favorito della corte di Carlo II. Nato con il nome di Theatre Royal in Bridges Street annoverava la presenza di attori come Nell Gwyn e Charles Hart. Esso venne distrutto da un incendio nel 1672 e venne ricostruito ampliato dallo stesso Killigrew, dietro la progettazione del celebre architetto britannico Christopher Wren.

Il nuovo teatro Theatre Royal in Drury Lane riaprì nel 1674 e venne diretto nei successivi 120 anni da nomi come il drammaturgo Colley Cibber, l'attore e impresario teatrale David Garrick e il drammaturgo irlandese Richard Brinsley Sheridan. Nel 1791, per volere di Sheridan, il teatro venne demolito per fare spazio ad uno stabile ampliato che riaprì nel 1794, il nuovo Drury Lane ebbe vita relativamente breve, 15 anni, e venne distrutto da un incendio nel 1809.

Lo stabile attuale riaprì nel 1812 ed ha ospitato celebrità del calibro di Edmund Kean, Dan Leno, i Monty Python e l'attore e cantante Ivor Novello. Attualmente il teatro è di proprietà del compositore e autore di musical Andrew Lloyd Webber e ospita per la maggior parte allestimenti di musical. Attualmente è annoverato tra l'elenco dei Listed building, ovvero dei palazzi di particolare importanza per la storia e la cultura londinese. Nel 1984 il premio Oscar Catherine Zeta-Jones esordì con 42nd Street.

Il primo teatro del 1663[modifica | modifica sorgente]

Dipinto risalente al 1650 raffigurante Thomas Killigrew, primo impresario del Drury Lane

Dopo la lunga decade di interregno tra l'assassinio di Carlo I d'Inghilterra e l'elezione di Carlo II, dominato dai Puritani, i quali avevano condannato e bandito la cultura teatrale come fonte di frivolezza, la restaurazione di Carlo II consentì con tanto di decreto a due compagnie di allestire nuovi spettacoli teatrali.

Uno dei beneficiari di questi permessi fu Thomas Killigrew, la cui compagnia divenne nota con il nome di King's Company, e per essa venne costruito il Drury Lane.

Il nuovo teatro, dietro progetto di un anonimo architetto, aprì i battenti il 7 maggio 1663 e divenne presto noto con il nome Theatre Royal in Bridges Street a causa del fatto che la sua entrata si affacciava lungo la strada di Bridges Street[4].

Portò anche altri nomi, compreso quello di "Teatro del Re". L'edificio era una struttura di legno a tre livelli, di 34 metri per 18[5]. Molto indietro rispetto alle strade più larghe, si raggiungeva il teatro attraverso stretti passaggi fra gli edifici.[6].

Sappiamo per certo che lo stesso sovrano era solito assistere alle rappresentazioni del Drury Lane, così come ci viene testimoniato da Samuel Pepys, i cui diari personali sono una fonte inestimabile per conoscere la storia del teatro londinese nel 1600. Il giorno successivo all'inaugurazione del teatro, Pepys assistette ad una rappresentazione di Francis Beaumont dal titolo The Humorous Lieutenant. Egli scrive nelle sue memorie:

« L'edificio è fatto con una certa maestria, seppur non pecchi di difetti, quali i passaggi troppo stretti che portano verso il palco, e la distanza eccessiva tra questo e le balconate. Oltre a ciò tutto il resto è ben fatto.[7] »

Capace di ospitare circa 700 spettatori, le rappresentazioni teatrali iniziavano intorno alle 15:00 per sfruttare al meglio la luce diurna, infatti la platea principale per il pubblico non aveva tettoia, in maniera da far penetrare la luce del sole. Per riparare il pubblico dalle intemperie venne costruita una cupola che però, a giudicare dalle memorie di Pepys, il quale insieme a sua moglie dovette rinunciare ad assistere ad una rappresentazione a causa di una tempesta, non era molto funzionale[8].

Fotomontaggio con il disegno di una mappa di Londra del 1700 e dell'ubicazione del Drury Lane.

Le panche della platea erano coperte di tela verde, usata anche per decorare i palchi (che avevano anche decorazioni di cuoio con dorature) e lo stesso palcoscenico.[9]

Le panche senza schienale della platea erano disposte a semicerchio di fronte al palcoscenico, secondo la testimonianza di una lettera del maggio 1663 di un certo Monsieur de Maonconys: "Tutte le panche della platea, dove siede anche la gente di rango, sono disposte a semicerchio, ogni fila più alta della precedente".[10] Le tre gallerie formavano un semicerchio intorno alla platea. La prima e la seconda galleria erano divise in palchi.

La King's Company fu costretta con una certa riluttanza a commissionare la costruzione di un teatro così costoso a causa degli enormi successi ottenuti dalla compagnia rivale, la Duke's Company che richiamava un ampio pubblico grazie agli stratagemmi dei loro scenari semoventi allestiti presso il Lincoln's Inn Fields[11]. Gli investimenti di Killigrew per una nuova scenografia portarono le due compagnie allo stesso livello dal punto di vista scenico e tecnico, tuttavia esse offrivano due tipi di rappresentazioni del tutto differenti, il Drury era ancora legato ad allestimenti drammatici, al contrario del Lincoln's Inn Fields, dove si rappresentavano spettacoli più vivaci e ammiccanti, sotto la guida di William Davenant.

I motivi di queste differenze erano legati soprattutto ai diversi equilibri interni delle due compagnie, nel Drury Lane, Killigrew aveva attori del calibro di Michael Mohun (che Pepys definì il più grande attore del mondo) e Charles Hart, i quali, oltre a ottenere esosi contratti da Killigrew, disprezzavano gli spettacoli barocchi. Al contrario di Davenant, che poteva contare su una compagnia priva di primi attori e composta da elementi molto giovani, il controllo di Killigrow sugli attori più anziani della sua compagnia non era certo un controllo totale[12].

La presenza di un maggiore squilibrio tra Killigrew ed i suoi attori furono motivo di frequenti conflitti all'interno della compagnia del Drury Lane, ciò comportò da una parte un grosso danno al teatro come impresa, ma la continua ricerca ed il dialogo con il mondo letterario consentirono anche una certa rinascita della drammaturgia inglese.

Da questo punto di vista il Drury Lane fu un caposaldo della cosiddetta Restoration comedy dominata dal drammaturgo William Wycherley e da John Dryden, che fece rappresentare molte delle sue opere al Drury Lane.

Attori del calibro di Hart e della favorita di Carlo II, Nell Gwyn, furono magistrali nel rendere ancora più vivaci le scene ideate e scritte da Dryden e Wycherley.

A causa dello scoppio della Grande epidemia di Londra nell'estate del 1665, il Theatre Royal, insieme a tutti gli altri luoghi pubblici di intrattenimento, venne chiuso per ordine del Lord Mayor e dell'aldermanno di Londra il 5 giugno 1665. Il teatro rimase chiuso per 18 mesi, nei quali subì un ampliamento del palcoscenico[13], ma, sebbene esso sopravvivesse al Grande incendio di Londra scoppiato nel settembre del 1666, esso venne completamente distrutto da un altro incendio il 25 gennaio 1672

Il secondo teatro del 1674[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la King's Company non riuscì a riprendersi mai del tutto dal punto di vista economico dalla perdita del teatro, essa fu costretta dalla concorrenza ad investire nella costruzione di un nuovo e più spazioso stabile, capace di contenere 2.000 persone.

Nacque così il Theatre Royal in Drury Lane, su progetto di Christopher Wren[14], che aprì i battenti il 26 marzo 1674. Il nuovo edificio venne costruito grazie ai risparmi della compagnia che investì tutte le sue risorse, per cui era necessario reperire la maggior quantità possibile di denaro dalle vendite al botteghino.

Sezione longitudinale del progetto di Christopher Wren per il nuovo Drury Lane.

Il nuovo stabile comprendeva un vasto auditorium e comprendeva dieci strutture connesse tra loro. All'interno di queste ultime si trovavano uffici, sale di prova, magazzini e spogliatoi al servizio degli attori e del personale del teatro, forte di circa settanta persone, insieme a circa una cinquantina di assistenti al palcoscenico[15]. Oltre a questi ambienti esistevano anche tre stanze adibite a scrittoio, una libreria per la conservazione delle opere e addirittura una stanza separata per la creazione delle singole parti per gli attori.

Questa vastità di ambienti risultava spesso un problema per la coordinazione dei vari dipartimenti del teatro, problema che venne affrontato e risolto da David Garrick quando rivestì la carica di impresario del teatro. L'intero complesso del teatro occupava circa 13.134 piedi quadrati, in uno spazio che fiancheggiava Drury Lane a est, Brydges Street a ovest, Great Russell Street a nord e Little Russell Street a sud[16].

Entrando nel teatro gli spettatori entravano in stretti corridoi, che passavano sotto i vari appartamenti del teatro per sfociare ai passaggi verso la platea ed i loggioni. L'interno del teatro mantenne il rivestimento in panno verde del vecchio stabile, e il viaggiatore francese Henri Misson così lo descrive nei suoi diari di viaggio durante uno spettacolo del 1868:

« La platea è piena di sedili senza schienale e ricoperti di panno verde. I gentiluomini, insieme alle nobildonne e alle loro damigelle, siedono qui tutti insieme e chiacchierano tra loro, giocano, scherzano e ascoltano e non ascoltano la rappresentazione. Più avanti, contro il muro, e sotto la prima galleria e opposta al palcoscenico, si erge un altro anfiteatro dove siedono le persone più in vista e tra le quali di solito ci sono pochi uomini. Le gallerie, che hanno solo due fila, sono piene di gente di poco conto.[17] »

Come sottolineato da questo viaggiatore, i posti del teatro erano suddivisi per ceto sociale, e così proporzionalmente i costi dei biglietti. Il costo dei loggioni, di solito usati dalla nobiltà e dai ricchi, era di 5 scellini, mentre la platea, dove sedevano soprattutto i critici e gli intellettuali, costava 3 scellini, mentre i posti più lontani erano riservati alle persone comuni, per il prezzo di un solo scellino. I posti non erano numerati, di conseguenza molti nobili mandavano i loro servitori ad acquistare i posti con molto anticipo[18].

Schizzo, probabilmente di Wren, per il palcoscenico del teatro del 1674.

Tutti gli spettatori del teatro godevano di una chiara visione del palcoscenico, ampio 14 metri e profondo 9. Il pavimento del palcoscenico era inclinato, così che un attore in piedi in fondo al palcoscenico si trovava quasi 40 cm più in alto di un attore alla ribalta. Verso la fine del XVIII secolo furono sistemate delle porte su entrambi i lati del palcoscenico, e una protezione di sporgenze appuntite lungo il bordo, per impedire al pubblico di arrampicarsi. In fondo alla scena, una porta si apriva su Drury Lane[19].

La grave crisi politica dovuta alle voci di un presunto complotto papista e la crisi dell'Exclusion Bill, allontanarono gran parte del pubblico dalle platee dei teatri. Ciò ebbe un effetto devastante sia per la King's Company che per la sua rivale, la Duke's Company. Nel 1682 le due compagnie teatrali furono costrette a unirsi, anche se sarebbe più corretto dire che la King's Company venisse assorbita dalla sua rivale che si faceva chiamare a quel tempo United Company ed era guidata allora da Thomas Betterton.

Nel 1668 Betterton venne rimosso dal suo incarico da Alexander Davenant, figlio di William Davenant, detentore dei diritti concessi dal re alla compagnia. La conduzione di Davenant in concomitanza con Killigrew si rivelò disastrosa ed ebbe vita breve, e nel 1693 Davenant abbandonò il teatro perché costretto a fuggire alle isole Canarie per delle accuse nei suoi confronti. Fu così che l'amministrazione del teatro venne lasciata nelle mani di Christopher Rich, avvocato ed impresario e padre del più celebre impresario teatrale John Rich.[20]

I metodi di Rich per risollevare le sorti finanziarie del teatro furono poco ortodossi, egli cercò di aizzare gli attori l'uno contro l'altro e li vessò tagliando loro il salario. La sua conduzione fu così umiliante per gli attori che nel 1695 parte di essi uscirono dalla compagnia per fondarne una propria. Nove uomini e sei donne, tutti grandi professionisti, comprese figure come l'attrice drammatica Elizabeth Barry e l'attrice di commedie Anne Bracegirdle, lasciarono la United Company (da allora nota con il nome di Patent Company) ridotta in una situazione davvero miserabile. Come scrive un anonimo autore di pamphlet dell'epoca:

« La situazione era così grave che era impossibile al Drury Lane trovare attori sufficienti per tutte le parti, e tra questi davvero pochi erano quelli a malapena tollerabili, destinando così ogni rappresentazione al fallimento, a meno che non incontrasse una particolare favore da parte del pubblico. Non meno di sedici furono quelli che se ne andarono, e con essi tutto il vigore e la bellezza di quel palcoscenico, lasciando solo pochi giovani con l'impari compito di rivaleggiare con loro.[21] »

In una corrispondenza privata datata 19 novembre 1696 si legge che il Drury non ha dopotutto una vera compagnia, e a meno che questo sabato non venga un nuovo spettacolo a ravvivarne la reputazione, sarà costretto a chiudere[22]. Questa nuova rappresentazione, l'ultima speranza di Rich, sembra sia stato The Relapse di John Vanbrugh, che portò alla compagnia il successo tanto atteso. Rich continuò a condurre il teatro fino al 1709 quando la patente reale di cui godeva la compagnia venne revocata a causa di un complesso reticolo di macchinazioni.

Dal 1710 la compagnia venne affidata alle mani di un triumvirato di attori, Colley Cibber, Robert Wilks e Thomas Doggett, che in questa veste divennero oggetto di satira nell'opera Dunciad di Alexander Pope. Nel 1713 Barton Booth sostituì Doggett nel triumvirato, del quale Cibber era de facto il leader, e condusse il teatro in un periodo contrastato ma sostanzialmente prospero fino al 1733 quando cedette la sua carica.

Fu allora che scoppiò un'autentica sommossa da parte degli attori, risentiti di questi continui passaggi di mano dei diritti del teatro, le cui redini vennero prese dall'attore Charles Fleetwood. La sua conduzione dello stabile fu a dir poco tumultuosa e la sua proibizione da parte dei servitori di poter raggiungere le gallerie superiori scatenarono le proteste del pubblico nel 1737, a cui si aggiunsero i guai finanziari dovuti al vizio del gioco dell'attore[23].

Dipinto di William Hogarth raffigurante David Garrick nella sua interpretazione del Riccardo III.

Fu in questo periodo che nacque la stella dell'attore drammatico Charles Macklin, che divenne noto per la sua interpretazione del tutto innovativa del personaggio di Shylock nel Mercante di Venezia di William Shakespeare, per il quale introdusse uno stile recitativo realistico e naturale.[23]

Nel 1747 la concessione reale assegnata a Fleetwod giunse alla scadenza e la nuova concessione venne assegnata all'attore David Garrick ed al suo socio James Lacy. Garrik ricoprì l'incarico di responsabile e di attore principale fino al 1766, quando smise di recitare e rimase alla conduzione del teatro per altri dieci anni. Egli è ricordato come uno dei più grandi attori di teatro inglesi ed è legato soprattutto alle sue interpretazioni shakespeariane, e durante questo periodo il Drury Lane allestì non meno di 24 opere del celebre drammaturgo.[24]

La popolarità di queste interpretazioni è testimoniata dall'emanazione del Licensing Act nel 1737, che assegnava il diritto al Lord Ciambellano di visionare qualsiasi nuova opera teatrale e dare l'avallo per il suo allestimento.

La compagnia teatrale di Garrick poteva contare su nomi importanti come quelli dell'attrice irlandese Peg Woffington e dell'attrice britannica Kitty Clive, oltre a Susannah Cibber, Hannah Pritchard, Spranger Barry, Richard Yates e Ned Shuter.
Risale a Garrick il divieto definitivo al pubblico di accedere al palcoscenico[25].

Garrick diede agli architetti scozzesi, nonché fratelli, Robert e James Adam il compito di rinnovare l'interno del teatro, cosa che i due fecero nel 1775. I due fratelli aggiunsero così una facciata a stucco per il lato che si affacciava su Bridges Street e ornarono i soffitti con diverse decorazioni.[26].

Dopo una serie di indimenticabili performance, Garrick lasciò il teatro nel 1776 e vendette i suoi diritti all'attore irlandese Richard Brinsley Sheridan che restò gestore del teatro fino al 1809[27]. Nel 1777 il teatro ospitò la prima di Sheridan The School for Scandal dello stesso Sheridan.

Il terzo teatro del 1794[modifica | modifica sorgente]

Il teatro ritratto com'era nel 1809 (da un'incisione del 1811). La visuale è da nord-est, guardando per Russell Street alla sua intersezione con il Drury Lane. Si vede il retro del teatro, che ospitava i camerini e l'ingresso al palcoscenico.

Il teatro necessitava di ammodernamenti dalla fine del XVII secolo e fu demolito nel 1791. Un terzo teatro venne così disegnato dall'architetto Henry Holland: l'inaugurazione avvenne il 12 marzo 1794. Il nuovo teatro era molto capace, con i suoi 3600 posti[28]. La motivazione di tale capienza è data da uno dei proprietari:

« Ero consapevole della diceria che i nostri teatri dovessero essere molto piccoli; mi sembrava, però, che se questa diceria fosse proseguita ciò avrebbe rovinato le nostre performance, privando i proprietari di quel reddito indispensabile per sopperire alle molte spese. »

[29]

Le nuove tecnologie facilitarono l'ampliamento del teatro: le colonne in ferro presero il posto delle travi lignee, sostenendo il peso di cinque ordini di palchi. Anche il palco era ampio: 25 metri circa di ampiezza per 28 circa di profondità. Holland, l'architetto, lo definì "in scala maggiore di qualsiasi altro teatro in Europa". Ad eccezione delle chiese, si trattava della più alta costruzione di Londra[29].

Ma la convenzione che i teatri dovessero essere piccoli aveva un fondo di verità. Vari resoconti dell'epoca fanno percepire come le gigantesche dimensioni del teatro non fossero né pratiche né particolarmente gradite dagli abituées, tanto che uno di essi ebbe a provare nostalgia per i "caldi, fedeli posti del vecchio Drury"[30] L'attrice Sarah Siddons, che al tempo faceva parte della compagnia teatrale del Drury, lo definì come un luogo selvatico e lo abbandonò nel 1803, insieme al fratello John Philip Kemble.

Non solo si era perso completamente il senso di intimità e di contatto con la compagnia in scena, ma la vastità stessa del teatro teneva buona parte del pubblico ad una tale distanza dal palcoscenico da rendere difficile l'ascolto delle voci degli attori. Di conseguenza, le opere messe in scena nel nuovo teatro tendevano a privilegiare la parte spettacolare rispetto alla parola.[29]

Un esempio di questo genere di spettacoli è un allestimento del 1794, nel quale vera acqua scendeva come un torrente fra i sassi per confluire in un lago abbastanza grande da contenere una barca ormeggiata. L'acqua sgorgava da serbatoi nelle soffitte sopra l'edificio, installati — assieme al sipario tagliafuoco di ferro — come misure di sicurezza contro gli incendi.[31]

Il terzo teatro venne distrutto da un incendio il 24 febbraio 1809, dopo solo 15 anni dall'erezione. Il dipinto dell'epoca, di artista sconosciuto, ritrae le fiamme viste dal Westminster Bridge.

Richard Sheridan rimase proprietario del teatro per tutta la durata di questo terzo edificio, ma la gestione del teatro compromise irreparabilmente le sue finanze. La ricostruzione del 1794 era costata il doppio delle 80 000 sterline preventivate, e Sheridan si assunse l'intero debito. Gli allestimenti nella struttura ingrandita erano molto più costosi, e l'aumento degli incassi dovuto al maggior numero di posti non riuscì comunque a coprire la differenza.[32]

Il 15 maggio 1800 nel teatro avvenne un tentato regicidio: James Hadfield sparò dalla platea due colpi di pistola contro il re Giorgio III, che sedeva nel palco reale. I proiettili mancarono il bersaglio di qualche centimetro, Hadfield fu prontamente arrestato, e il re Giorgio, apparentemente tranquillo, ordinò che lo spettacolo continuasse.[33]

Il 24 febbraio 1809, nonostante le già citate misure di sicurezza contro il fuoco, un incendio distrusse il teatro. La perdita dell'edificio significò la rovina per Sheridan, che era già in gravi difficoltà per problemi finanziari. Egli chiese dunque aiuto ad un suo amico, il produttore di birra Samuel Whitbread, che accettò di presiedere un comitato incaricato di gestire la compagnia e di provvedere alla ricostruzione dell'edificio, ma mise come condizione che Sheridan si ritirasse dalla direzione. Sheridan lasciò il teatro nel 1811.[34]

Il teatro moderno del 1812[modifica | modifica sorgente]

Il moderno Drury Lane, in uno schizzo del 1813

L'odierno teatro, progettato da Benjamin Dean Wyatt su commissione di Whitbread, venne inaugurato il 10 ottobre 1812 con l'Amleto con Robert Elliston nel ruolo del principe di Danimarca.

Il nuovo teatro era di dimensioni più modeste rispetto al precedente, con un totale di 3060 posti per gli spettatori, 550 in meno della terza costruzione: nonostante tutto la cubatura dell'edificio era imponente se confrontata agli altri teatri. Nel 1820 venne aggiunta la pensilina a copertura del portico che ancora si staglia sull'ingresso rivolto verso Catherine Street; nel 1822, cinque anni dopo l'installazione dell'illuminazione a gas, gli interni subirono un significativo rimodellamento. Il colonnato posto sul lato di Russell Street venne aggiunto nel 1831[35].

Le produzioni miravano all'effetto spettacolare più che ai testi o alla capacità degli attori, grazie all'ausilio di scenografie ed effetti speciali. L'allestimento della Cascata del Gange del 1823 prevedeva un finale con una fuga a avallo su per una cascata vera "col fuoco che imperversa tutto attorno"[36]. Gli effetti per una produzione del 1929 erano prodotti da un apparato idraulico capace di emettere 39 tonnellate di acqua[37].

La gestione del teatro, dopo la riapertura nel 1813, fu assunta da Samuel Arnold, sotto il controllo di un consiglio e di un sottocomitato che dovevano preservare il ruolo importante del Drury Lane come istituzione culturale nazionale (Byron fu per breve tempo in questo sottocomitato, dal giugno 1815 fino alla sua partenza dall'Inghilterra nell'aprile 1816.)[38] Il grande attore Edmund Kean era la stella del teatro; come Macklin prima di lui, aveva guadagnato la popolarità col ruolo di Shylock, che aveva interpretato la prima volta nel 1814. Kean rimase al Drury Lane fino al 1820, ma nonostante la sua celebrità, gli sforzi del comitato di privilegiare la cultura piuttosto che il profitto si rivelarono fallimentari. Nel 1819 il teatro e i diritti connessi furono ceduti a Robert Elliston.

Anche Elliston fallì e lasciò la gestione del teatro nel 1826. Nel periodo successivo, dopo l'americano Stephen Price (1826-1830), il teatro passò rapidamente di mano in mano. Nel 1833 passò sotto la gestione di Alfred Bunn, che controllava anche il Covent Garden.

Nel 1837 l'impresario-attore Samuel Phelps (1804-1878) si unì alla compagnia del Drury Lane, recitando con William Charles Macready in diversi allestimenti shakespeariani. Fu anche il primo interprete del ruolo del Captain Channel nel melodramma The Prisoner of War (1842) di Douglas Jerrold, e di Lord Tresham in A Blot in the 'Scutcheon (1843) di Robert Browning.[39] Macready gestì per breve tempo (1841-1843) il teatro, introducendo significative riforme. Ciò nonostante, la maggior parte degli allestimenti continuavano a risolversi in disastri finanziari.[35]

Il monopolio concesso dalla Royal Letters Patent 183 anni prima fu abolito dal Theatre Act del 1843. In realtà, già da decenni il privilegio aveva perso efficacia e l'abolizione ebbe quindi effetti trascurabili. I teatri che in passato presentavano spettacoli musicali continuarono a farlo e il Drury Lane continuò ad essere uno dei più prestigiosi teatri drammatici.

La serie di disastri finanziari ed artistici del XIX secolo fu interrotta da quattro allestimenti dell'attore-drammaturgo Dion Boucicault: The Queen of Spades (1851), Eugenie (1855), Formosa (1869), e The Shaughraun (1875). Il periodo di declino, comunque, culminò con le dimissioni di F. B. Chatterton nel 1878 resignation: secondo le sue parole "Shakespeare evoca la rovina e Byron il fallimento."[23]

Nel corso dell'Ottocento, il Drury Lane mise in scena anche dei balletti, con danzatori celebri come Carlotta Grisi.[40]

Un famoso direttore musicale del Drury Lane fu il direttore d'orchestra e compositore francese Louis-Antoine Jullien (1812-1860), che invitò Berlioz a tenere alcuni concerti nel teatro.

Il teatro oggi. L'insegna del musical The Producers si affaccia su Russell Street; l'entrata principale è situata nel portico su Catherine Street, a destra.

Le sorti del teatro si risollevarono sotto la direzione di Augustus Harris, iniziata nel 1879. Negli ultimi due decenni del XIX secolo, il teatro ospitò numerose produzioni della Carl Rosa Opera Company. Alla fine del secolo, gli allestimenti che puntavano soprattutto sul lato spettacolare divennero sempre più la norma sulle scene del Drury Lane, sotto la direzione prima di Augustus Harris (1879-1896) e quindi di Arthur Collins (1896-1923).[23]

Un esempio di tali produzioni fu l'allestimento di The Whip (1909), che portò sul palcoscenico un incidente ferroviario, con tanto di sbuffi di vapore, e una corsa di cavalli: dodici cavalli con fantini che correvano su un tapis-roulant. Nel 1889 Harris istituì una pantomima annuale: le rappresentazioni, che vedevano sulla scena il celebre attore Dan Leno ebbero un grande successo.

Con l'ultimo importante ammodernamento, avvenuto nel 1922, la capacità del teatro, su quattro livelli, ha raggiunto i 2200-2300 posti.[41] Il compositore Ivor Novello, immensamente popolare ai suoi tempi ma oggi quasi dimenticato, presentò i suoi musical al Drury Lane dal 1931 alla chiusura del teatro per la Seconda guerra mondiale, nel 1939. Nel medesimo periodo, l'8 settembre 1933, il teatro ospitò la prima rappresentazione, fuori dalla Germania, dell'operetta Ballo al Savoy (Ball im Savoy), andata in scena a Berlino in prima mondiale l'anno precedente.

Durante la guerra, il teatro servì da quartier generale per l'Entertainments National Service Association e subì qualche danno per i bombardamenti. Il teatro riaprì con Pacific 1860 di Noel Coward, nel 1946.[23]

Nel dopoguerra il Drury Lane ospitò le prime di molti musical, fra cui Oklahoma! (1946), South Pacific (1951) e The King and I (1953). My Fair Lady (1958) di Lerner e Loewe restò sulle scene per cinque anni.[23] Anche la compagnia Monty Python si è esibita al Drury Lane. Oggi il teatro fa parte del circuito del West End, che ancora mette in scena musical molto popolari.

La proprietà e la gestione appartengono al Really Useful Theatres, una divisione del gruppo Really Useful di Andrew Lloyd Webber. Fra le produzioni di grande successo dell'ultimo periodo sono da citare 42nd Street (1984-89) e Miss Saigon (1989-1999). Attualmente il teatro è inattivo, dopo la fine delle repliche del musical The Producers di Mel Brooks' musical The Producers, terminate nel gennaio 2007. Il successivo allestimento sarà un adattamento musicale de Il Signore degli Anelli.[42]

L'attuale edificio è stato incluso nell'English Heritage (patrimonio culturale inglese) nel febbraio 1858[43].

Fantasmi[modifica | modifica sorgente]

Il Drury Lane è considerato uno dei teatri più infestati di fantasmi del mondo.[44] L'apparizione di almeno uno della moltitudine di fantasmi che secondo una leggenda metropolitana infesterebbero il teatro è considerato segno di buon auspicio per un attore. Il fantasma più famoso è "L'Uomo in grigio", che appare vestito come un nobiluomo del tardo XVIII secolo; capelli incipriati sotto un cappello a tricorno, una giacca e un mantello o una cappa, stivali da cavaliere e una spada. La leggenda vuole che l'"Uomo in grigio" sia il fantasma di un uomo morto pugnalato il cui scheletro venne rinvenuto murato in un passaggio nel 1848.

Si suppone che i fantasmi dell'attore Charles Macklin e del commediante Joe Grimaldi infestino il teatro. Macklin appare dietro le quinte, vagando nel corridoio che si trova nel luogo dove, nel 1735, uccise il collega attore Thomas Hallam nel corso di una discussione per una parrucca, perforandogli l'occhio sinistro con un bastone[45]). Joe Grimaldi è un'apparizione benevola, che in più di un'occasione ha guidato con destrezza gli attori nervosi sul palco.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Informazione dal Victorian Web
  2. ^ Thomson p. 309.
  3. ^ Definizione dal sito Everything 2
  4. ^ La strada che oggi si chiama Catherine Street per gran parte della sua storia ebbe due nomi: Catherine Street nella porzione meridionale e Bridges (o Brydges) street in quella settentrionale.
  5. ^ Beauclerk, Charles, Nell Gwyn: Mistress to a King, Atlantic Monthly Press, 2005. ISBN 0-87113-926-X. pp 59-60.
  6. ^ Hartnoll. Vedi anche ricostruzione in scala, che cita Richard Leacroft, The Development of the English Playhouse, Eyre Methuen Ltd 1973, p.83.
  7. ^ Diario di Pepys, maggio 1663. Da www.pepys.info.
  8. ^ Beauclerk p. 60.
  9. ^ Spiers, Theatres.
  10. ^ Spiers, Theatres, che cita Thomas, David, Restoration and Georgian England 1660-1788 (Theatre in Europe: A Documentary History), Cambridge University Press, 1989, p. 66.
  11. ^ Milhous pp. 15-26.
  12. ^ Milhous p. 12.
  13. ^ Nota del 19 marzo 1666 del diario di Pepys
  14. ^ Colley Cibber, che fu più tardi gestore del Drury Lane, affermava in uno scritto del 1740 che il progetto del teatro era di Wren. (Nagler p. 207.)
  15. ^ Stone, p. 82.
  16. ^ Stone, p. 80.
  17. ^ Nagler p. 208.
  18. ^ Stone, p.82.
  19. ^ Stone, pp. 80-81.
  20. ^ Spiers, Compagnie.
  21. ^ A Comparison Between the Two Stages, 1702, citato da Milhous, 82.
  22. ^ Milhous p. 82.
  23. ^ a b c d e f Hartnoll.
  24. ^ Encyclopedia Britannica, Eleventh Edition.
  25. ^ Mackintosh p. 20.
  26. ^ King, David, Complete Works of Robert and James Adam and Unbuilt Adam, Architectural Press, 2001, pp. 50-51. ISBN 0-7506-4468-0.
  27. ^ Encyclopedia Britannica, 11ª edizione.
  28. ^ Thomson p. 310, specifica che i posti erano 3611.
  29. ^ a b c Mackintosh p. 34.
  30. ^ John Byng, Visconte Torrington. (Mackintosh p. 35.). Il commento è stato espresso nel maggio 1794; all'apertura, dunque, del nuovo teatro.
  31. ^ Bradby et al p. 92.
  32. ^ Auburn p. 44.
  33. ^ Fraser, Antonia, The Lives of the Kings and Queens of England, University of California Press, 2000, p. 287. ISBN 0-520-22460-4.
  34. ^ Auburn p. 45.
  35. ^ a b Thomson p. 310.
  36. ^ Bradby et al pp. 103-104.
  37. ^ Bradby et al p. 103.
  38. ^ ISBN 0-521-78676-2 Bone, Drummond ed., The Cambridge Companion to Byron, Cambridge University Press, 2004, p. 135.
  39. ^ Profilo del teatro nel Victorian Web
  40. ^ Pasi, Mario et al in Aguilar (a cura di), El Ballet Enciclopedia del Arte Coreográfico, Aguilar, 1980.
  41. ^ The Theatre Royal Drury Lane London West End, da show-and-stay.co.uk.
  42. ^ BBC Entertainment News.
  43. ^ dettagli sull'elenco dei beni inclusi nell'English Heritage
  44. ^ Tutti i dettagli da: Tom Ogden, The Complete Idiot's Guide to Ghosts and Hauntings, Alpha Books, 1999 pp. 232-233, ISBN 0-02-863659-7
  45. ^ Dalla testimonianza di Thomas Arne, riportata in Celebrated Trials of All Countries, and Remarkable Cases of Criminal Jurisprudence (1847), J. Harding. p. 441 Google books.

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