Rodelinda (opera)

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Rodelinda
Lingua originale italiano
Genere dramma per musica
Musica Georg Friedrich Händel
Libretto Nicola Francesco Haym da Antonio Salvi
Fonti letterarie Pertharite, roi des Lombards
di Pierre Corneille;
Historia Langobardorum
di Paolo Diacono
Atti 3
Epoca di composizione 1724-1725
Prima rappr. 13 febbraio 1725
Teatro King's Theatre, Londra
Personaggi
  • Rodelinda, Regina de' Longobardi (soprano)
  • Bertarido, Re dei Longobardi (contralto)
  • Grimoaldo, usurpatore del trono di Bertarido e Duca di Benevento (tenore)
  • Garibaldo, consigliere di Grimoaldo e Duca di Torino (basso)
  • Eduige, sorella di Bertarido (contralto)
  • Unulfo, confidente di Bertarido (contralto)
  • Flavio, figlio di Rodelinda e Bertarido (muto)

Rodelinda, Regina de' Longobardi (o più semplicemente Rodelinda) è un'opera lirica in tre atti di Georg Friedrich Händel, su libretto di Nicola Francesco Haym, rielaborazione e adattamento alle scene londinesi di quello omonimo di Antonio Salvi, andato in scena a Pratolino nel 1710, su musica di Giacomo Antonio Perti.[1]
L'opera debuttò, con gran successo, al King's Theatre di Londra, il 13 febbraio 1725, usufruendo dello stesso eccezionale cast che Händel aveva già utilizzato per l'esecuzione del Tamerlano l'anno precedente.

Ruolo Registro vocale Interprete
Rodelinda soprano Francesca Cuzzoni
Bertarido castrato Senesino
Grimoaldo tenore Francesco Borosini
Garibaldo basso Giuseppe Boschi
Eduige contralto Anna Vincenza Dotti
Unulfo castrato Andrea Pacini

Rodelinda è una delle opere più riuscite di Händel e forse quella più fortunata: il suo primo allestimento ebbe ben 14 rappresentazioni e l'opera fu poi, eccezionalmente, ripresa a Londra per due ulteriori cicli di spettacoli, tra il 1725 e 1731, ed anche ad Amburgo, nel 1734, con i recitativi tradotti in tedesco e le arie in italiano. Caduta quindi in oblio bisecolare tutta la lirica di Händel, toccò proprio a Rodelinda iniziarne la riscoperta con l'allestimento realizzato a Gottinga da Oskar Hagen nel 1920: esso inaugurò l'epopea degli Händel-Festspiele che si è prolungata fin nel XXI secolo.[2]
Nel 1959 il ruolo del titolo fu sostenuto per la prima volta da Joan Sutherland, e divenne quindi uno dei cavalli di battaglia del soprano australiano[senza fonte]. Attualmente conta importanti rappresentazioni, ed è una delle opere di Händel più eseguite[senza fonte].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Antefatto Grimoaldo, aiutato dal duca Garibaldo, ha spodestato Bertarido costringendolo alla fuga, lasciando la moglie Rodelinda a difendere il regno e il figlio Flavio dalle mire dei due usurpatori.

Per ottenere il trono dei Longobardi, Garibaldo consiglia a Grimoaldo di sposare Rodelinda, spezzando così la promessa fatta un tempo ad Eduige. Bertarido torna a Milano, sulla sua (finta) tomba, dove vede la moglie piangerlo; Unulfo gli consiglia di non mettersi troppo in mostra, e i due vedono Garibaldo minacciare Rodelinda di uccidere il figlio se lei non sposerà Grimoaldo.
Rodelinda dichiara provocatoriamente a Grimoaldo di essere pronta a sposarlo, a patto che egli abbia il coraggio di ucciderne il figlio: per lei sarebbe inconciliabile essere sposa dell'usurpatore e madre del legittimo erede al trono nello stesso tempo. Grimoaldo, di fronte a questa decisione, esita sconvolto. Intanto Eduige e Unulfo fanno incontrare Rodelinda e Bertarido, che però vengono scoperti da Grimoaldo; egli non riconosce Bertarido e li fa rinchiudere accusando Rodelinda di infedeltà.
I due sono condannati a morte, ma Unulfo scende nella prigione di Bertarido per liberarlo; scambiandolo per Grimoaldo, Bertarido lo ferisce, ma si avvede del proprio errore, e i due fuggono per un sotterraneo. Rodelinda viene portata lì da Eduige, ma vedendo le macchie di sangue per terra, teme che siano di Bertarido e crede che sia morto. Ma lo stesso Bertarido una volta rientrato nel castello salva Grimoaldo dal pugnale di Garibaldo, vero malvagio della vicenda, che viene quindi ucciso dallo stesso Bertarido. Rodelinda si ricongiunge così con lo sposo, e Grimoaldo si ravvede, accettando di sposare Eduige. L'opera si conclude col tripudio generale.

Brani famosi[modifica | modifica sorgente]

  • Ho perduto il caro bene (Rodelinda)
  • Lo farò, dirò, spietato (Eduige)
  • Di Cupido impiego i vanni (Garibaldo)
  • Dove sei, amato bene? (Bertarido)
  • Morrai, sì, l'empia tua testa (Rodelinda)
  • Prigioniera ho l'alma in pena (Grimoaldo)
  • Scacciata dal suo nido (Bertarido)
  • Io t'abbraccio (Bertarido-Rodelinda)
  • Vivi, tiranno (Bertarido)
  • Mio caro bene (Rodelinda)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Balbo, p. 4
  2. ^ Balbo, p. 9
  • Tarcisio Balbo, La musica e la storia, «Classic Voice Opera», 39, gennaio/febbraio 2008, pp. 4–9 (fascicolo dedicato al DVD Rodelinda, direttore William Christie)
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