Senesino

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Senesino
Francesco Bernardi detto Senesino
Francesco Bernardi detto Senesino
Nazionalità Italia Italia
Genere
Strumento voce

Francesco Bernardi, meglio noto come Senesino (Siena, 31 ottobre 1686Siena, 27 novembre 1758), è stato un celebre cantante lirico castrato italiano (contralto), ricordato oggi soprattutto per la sua lunga collaborazione con il compositore Georg Friedrich Händel.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Bernardi era il figlio di un barbiere di Siena (da cui il suo nome d'arte). Entrò nel coro della cattedrale nel 1695 e venne castrato all'età relativamente tarda di 13 anni. Il suo debutto ebbe luogo a Venezia nel 1707 e nel 1708 al Teatro San Cassiano canta nella prima assoluta di Astarto di Tomaso Albinoni con Giovanna Albertini "la Reggiana" e Domenico Cecchi "Cortona". Nel decennio successivo conquistò la fama a livello europeo e, al momento in cui cantò a Dresda nel Giove in Argo di Antonio Lotti nel 1717, guadagnava un salario considerevole.

La sua recitazione non era eccellente, ma le sue doti vocali erano generalmente lodate; nel 1719 il compositore Johann Joachim Quantz lo ascoltò nella prima assoluta di Teofane di Lotti con Margherita Durastanti, Vittoria Tesi e Giuseppe Maria Boschi a Dresda per le nozze di Augusto III di Polonia con Maria Giuseppa d'Austria nel 1719 ed affermò: "Aveva una potente, chiara, uniforme e dolce voce di contralto, con un'intonazione perfetta e un vibrato eccellente. Il suo modo di cantare era ammirevole e la sua elocuzione impareggiabile. Cantava gli allegro con grande fuoco e faceva rapidi gorgheggi di petto con una tecnica articolata e piacevole. Il suo contegno era adatto al palcoscenico, e la sua azione naturale e nobile. A queste qualità egli univa una figura imponente e maestosa; ma il suo aspetto e portamento lo rendevano più adatto alla parte dell'eroe che a quella dell'innamorato".

Senesino e Händel[modifica | modifica wikitesto]

Caricatura di una rappresentazione del Flavio di Händel, con il Senesino (a sinistra, noto per la sua enorme statura), il soprano Francesca Cuzzoni, il castrato Gaetano Berenstadt

A seguito di una disputa con il compositore della corte sassone Heinichen nel 1720, che portò alle sue dimissioni, Senesino venne scritturato da Händel come primo uomo della sua compagnia, la Royal Academy of Music. Fece la sua prima apparizione a Londra il 19 novembre nell'Astarto di Bononcini al Her Majesty's Theatre seguita da una ripresa del Radamisto il 28 dicembre, e il suo compenso nelle fonti oscilla fra le 2000 e le 3000 ghinee, entrambe somme ingenti. Senesino rimase nella capitale inglese per la maggior parte dei successivi sedici anni, strinse rapporti di amicizia con vari esponenti dell'alta società, come il duca di Chandos, Lord Burlington e il pittore William Kent e si dedicò a collezionare dipinti, libri rari, strumenti scientifici e altri tesori.

Ancora a Londra nel 1721 è il protagonista della prima assoluta di Il Floridante di Handel, nel 1722 il protagonista in Crispo di Giovanni Bononcini, canta nella prima assoluta di Griselda di Bononcini, nel 1723 il protagonista nelle prime assolute di Ottone, re di Germania di Handel con Francesca Cuzzoni e Gaetano Berenstadt e di Flavio (opera) e nel 1724 canta nella prima assoluta di Vespasiano di Attilio Ariosti.

Sebbene sia stato il protagonista in 17 opere di Händel (tra cui il protagonista della prima assoluta di Giulio Cesare nel 1724, Orlando nel 1733 e Bertarido nella prima assoluta di Rodelinda nel 1725), il suo rapporto con il compositore fu spesso burrascoso, come riporta il primo biografo del sassone, Mainwaring. Ancora nel 1724 canta nella premiere di Tamerlano di Handel, nel 1726 di Scipione di Handel ed il protagonista nella prima assoluta di Alessandro (opera), nel 1727 di Admeto (Händel) e Riccardo Primo, Re d'Inghilterra di Handel con Faustina Bordoni e nel 1728 Siroe e Tolomeo (opera). Dopo lo scioglimento della Royal Academy di Händel nel 1728, Senesino cantò a Parigi (1728) e Venezia (1729), ma fu di nuovo scritturato da Händel nel 1730, cantò in quattro nuove opere come Partenope con Anna Maria Strada, Antonio Maria Bernacchi ed Annibale Pio Fabri, Poro re delle Indie e Rinaldo (opera) nel 1731 ed Ezio (Händel) e Sosarme, re di Media nel 1732 e negli oratori Esther, Deborah nel 1733 e nella versione bilingue, Acis and Galatea nel 1732. La sua antipatia per Händel arrivò al punto che, nel 1733, Senesino si unì alla rivale Opera della Nobiltà per l'inaugurazione nel dicembre al Lincoln's Inn Fields con la prima di Arianna in Nasso di Nicola Porpora. In questo modo poté cantare a fianco del grande soprano Farinelli, e il loro incontro sul palcoscenico (nel pasticcio Artaserse) originò il famoso episodio narrato dal musicologo Charles Burney: "Senesino aveva la parte di un crudele tiranno, e Farinelli quella di uno sfortunato eroe in catene; ma, nel corso della prima aria, il prigioniero intenerì a tal punto il cuore del tiranno con il suo canto, che Senesino, dimentico del suo personaggio, corse verso Farinelli e lo abbracciò".

Nell'aprile 1736 canta Sing unto God, ye kingdoms of the earth per le nozze di Federico, principe del Galles con Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg nella Cappella Reale in St. James's Palace ed in maggio la prima di La festa d'Imeneo di Porpora.

Ritorno in Italia e ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Caricatura del Senesino

Senesino lasciò l'Inghilterra nel 1736 e comparve in alcune altre produzioni in Italia: cantò nel Teatro Regio di Torino il 26 dicembre 1736 nella prima assoluta di Demetrio di Geminiano Giacomelli e nel gennaio 1737 nella prima di Eumene di Giovanni Antonio Giaj, a Firenze dal 1737 al 1739, quindi al Teatro San Carlo di Napoli quando nel dicembre 1738 canta nella prima di Le nozze di Teti e Peleo di Domenico Sarro con la Tesi, nel 1739 La Partenope di Sarro con Angelo Amorevoli ed Adriano in Siria di Giovanni Alberto Ristori e rimane fino al 1740, e il suo ultimo ruolo fu ne Il trionfo di Camillo di Nicola Porpora al Teatro San Carlo. A quest'epoca, la grande stagione dei castrati stava volgendo al termine e il suo stile di canto veniva considerato dal pubblico piuttosto antiquato.

Si ritirò dalle scene e andò a vivere nella sua città natale, in una lussuosa casa di campagna arredata in stile inglese, dove aveva un servitore nero, una scimmietta e un pappagallo. Aveva una personalità eccentrica e non facile, e gli ultimi anni della sua vita furono tormentati da dispute con gli altri membri della sua famiglia, in particolare con il nipote ed erede, Giuseppe.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Avanzati, The unpublished Senesino, in: Handel and the Castrati, Handel House Museum, Londra, 2006, pp. 5–9.
  • W. Dean, "Senesino", in: The New Grove Dictionary of Music, 2003.
  • A. Heriot, The Castrati in Opera, Londra, 1956, pp. 91–95.
  • C.S. LaRue, Handel and his Singers, Oxford, 1995, pp. 105–124.
  • J. Mainwaring, Memoirs of the life of the late G F Handel, Londra, 1760.

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