World Masterpiece Theater

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Il World Masterpiece Theater (世界名作劇場 Sekai meisaku gekijō o più brevemente Meisaku?), è una serie di anime prodotti con cadenza annuale tra il 1975 ed il 1997 dalla Nippon Animation e trasmessi la domenica sera alle 19.30 dall'emittente giapponese Fuji TV. Il progetto Meisaku è stato ripristinato nel 2007 dalla Nippon Animation ed è continuato fino al 2009.

La denominazione, letteralmente traducibile in Teatro dei Capolavori del Mondo, indica che le varie serie sono ispirate a romanzi della letteratura per ragazzi mondiale, anche se nello specifico di origine occidentale.[1] Per questa peculiarità, possono essere identificati come un sottogenere ben definito dell'animazione giapponese.

Molte di queste serie sono diventate dei classici dell'animazione, come Heidi[2], diretto da Isao Takahata con la collaborazione di Hayao Miyazaki che ne curò l'animazione, o come Anna dai capelli rossi, sempre diretto da Takahata.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

L'uso di testi letterari come fonte per la realizzazione di prodotti di animazione non era un'innovazione del settore. Già negli anni settanta molti autori di animazione si ispiravano a testi occidentali, con intento educativo: il cartone animato era visto come uno strumento quasi documentaristico, oltreché di intrattenimento, e l'uso di classici come ispirazione avrebbe dovuto avvicinare i giovani alla letteratura.

Nel 1965 la Toei Doga produsse il lungometraggio Gulliver no uchu ryoko (I viaggi spaziali di Gulliver), un'interpretazione fantascientifica del romanzo d'avventura I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Nel 1969 venne prodotto dalla stessa casa Nagagutsu o haita neko ispirato a Il gatto con gli stivali di Perrault. Questi prodotti erano ispirati a fiabe e favole, soprattutto di Esopo, Perrault e Hans Christian Andersen, e a personaggi storici inseriti in ambientazioni come il passato europeo, rivisitato spesso in chiave fantastica e con poca aderenza alla realtà.

La collana del Theater ebbe inizio in seguito al successo dell'anime Heidi, una produzione nippo-tedesca del 1974 creata in sinergia dalla Zuiyo Eizo e da uno studio tedesco. La serie, tratta da un romanzo di Johanna Spyri, venne prodotta prima dell'inizio del progetto del World Masterpiece Theater, ma già ne comprese alcune caratteristiche tipiche tra cui la qualità delle animazioni e la fedeltà al testo originale, nonostante fossero stati aggiunti alcuni elementi accessori per rendere il prodotto più adatto al pubblico televisivo.

Heidi fu un successo mondiale, ottenendo grandi risultati sul mercato europeo, e diede una spinta alla prosecuzione del progetto del Theater. Dopo la trasformazione della Zuiyo nella Nippon Animation, Takahata diresse altri due titoli della collana, Marco e Anna dai capelli rossi, per poi abbandonarla e fondare lo Studio Ghibli con Miyazaki.

Grazie alla Nippon Animation il progetto del Theater venne portato avanti, mantenendo i punti di forza di Heidi come linee guida. Oltre alla qualità dei disegni e al realismo della narrazione, venne mantenuta anche l'abitudine di arricchire le storie originali con nuovi dettagli per renderle più televisive e permetterne la serializzazione lungo tutta una "annata" televisiva.[3]

Lo "stile Meisaku"[modifica | modifica sorgente]

Copertina del DVD italiano di Lovely Sara

I titoli del World Masterpiece Theater sono in genere caratterizzati da un livello qualitativo nettamente superiore rispetto ai concorrenti dell'epoca. Inoltre, basandosi su testi letterari, le trame erano più solide e i personaggi, contrariamente agli usi dell'epoca, avevano una caratterizzazione psicologica ben definita.

Molta attenzione veniva data al realismo nel mostrare gli ambienti e le scenografie, nonostante a volte continuasse ad emergere il background culturale giapponese dei creatori. Molta attenzione veniva dedicata a rappresentare dettagli di vita quotidiana dell'ambiente in cui si svolgeva la rappresentazione della storia, per sottolinearne il contesto socio-culturale. Questa cura per il dettaglio viene definita stile Meisaku, dal nome della serie.

Questi prodotti erano identificati come delle serie per bambini, per via delle tematiche trattate, nonostante spesso la qualità del prodotto e l'approfondimento psicologico le rendessero adatte anche ad un pubblico adulto.

Le animazioni erano di eccellente livello: la natura delle storie, perlopiù di ambito domestico e familiare, permetteva agli artisti di profondere il loro talento nella creazione di sfondi minuziosamente dettagliati e di concentrarsi sulle animazioni facciali (che veicolavano la maggior parte delle emozioni). Nei prodotti del Theater era diffusamente usata la tecnica di "muovere il disegno" per rappresentare il movimento in maniera efficace ed economica: questo metodo era già stato abbandonato ad esempio dalle costose produzioni cinematografiche Disney sin dagli anni quaranta, in favore del "disegnare il movimento"; ma bisogna ricordare che il maggior studio di animazione statunitense aveva a disposizione fondi impensabili per i colleghi nipponici (che fra l'altro dovevano produrre una serie all'anno), mentre gli altri studios statunitensi (Hanna-Barbera, Filmation, Rankin-Bass) negli stessi anni si contentavano di "muovere il disegno" con risultati ancor più primitivi di quelli della Nippon.

Al contrario di altre serie di animazione dell'epoca, però, venivano aggiunte alcune finezze come limitate animazioni dei fondali e dei dettagli: queste innovazioni contribuirono a rendere lo "stile Meisaku" molto apprezzato.

Lo stile grafico dei Meisaku è reso peculiare dalla caratterizzazione dei personaggi, che erano quasi standardizzati. Venne abbandonato l'aspetto nipponico e lo stile super-deformed in voga all'epoca, in favore di proporzioni più realistiche e più vicine ai tratti europei.

Le ambientazioni, nonostante le varie serie fossero ambientate in diversi luoghi e momenti storici, erano prevalentemente rurali o montane: questa scelta è stata identificata come un espediente per sottolineare, in maniera prettamente nipponica, le virtù dei personaggi. La campagna veniva spesso identificata come un luogo di origine di persone spensierate e allegre.

I sottogeneri[modifica | modifica sorgente]

I prodotti del Theater avevano caratteristiche ed atmosfere diverse a seconda del fatto che fossero destinati ad un pubblico prevalentemente maschile o femminile.

I prodotti destinati alle bambine erano caratterizzati da personaggi generalmente più allegri, destinati ad affrontare difficoltà abbastanza limitate (per quanto a volte molto dolorose, come la morte di un parente) e che facevano della fantasia un punto di forza. Le serie più maschili invece spesso erano incentrate su personaggi colpiti da grandi sventure, come l'allontanamento dalla famiglia o l'essere orfani. L'atmosfera è lievemente più cupa, e più che sulla fantasia o la serenità il carattere dei personaggi è incentrato sulla forza di volontà e sull'integrità. Occasionalmente potevano essere trattati anche temi cruenti.

Pertanto, mentre il primo tipo di serie è in media più allegro e spensierato, il secondo offre una introspezione psicologica più angosciante.

In un numero molto limitato di casi i protagonisti non erano bambini. Uno di questi rari esempi è la serie arrivata in Italia con il titolo Cantiamo insieme, ispirata al celebre film Tutti insieme appassionatamente.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Le serie del Theater sono giunte in Italia tra i primi anni ottanta e la fine degli anni novanta per continuare anche negli anni 2000 con le produzioni più recenti. Trasmesse inizialmente sulla RAI e poi prevalentemente dalle reti Fininvest all'interno di contenitori per ragazzi (come Bim bum bam), vennero accolte con entusiasmo e si crearono rapidamente un folto seguito di pubblico. Fininvest, che diventerà Mediaset, trasmetterà alcune di queste serie anche sulle reti estere controllate.

In Italia queste serie ebbero pochi problemi con la censura, contrariamente a quanto avvenuto con altri anime (come, ad esempio, Dragon Ball). I temi trattati infatti, essendo ispirati a capolavori della letteratura occidentale, erano accettati e compresi meglio dai programmatori italiani. Il fatto poi che molte serie fossero incentrate sui buoni sentimenti e riguardassero avventure con ragazzi come protagonisti ha contribuito ad evitare o comunque limitare la censura[4].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Adattamento e censura degli anime.

La fine[modifica | modifica sorgente]

Fuji TV aveva ridotto gli investimenti per le serie già dalla fine degli anni ottanta, facendo declinare la qualità e la lunghezza delle produzioni.

A partire dal 1988, con Piccolo Lord, il taglio dei finanziamenti portò ad accorciare la serie da 50-52 episodi a 43. L'anno successivo la produzione di Peter Pan arrivò a soli 41 episodi.

L'interesse della produzione di Fuji TV si spostò gradualmente dalla qualità del prodotto alla riduzione degli investimenti. Nel 1995 la serie Spicchi di cielo tra baffi di fumo arrivò a 33 episodi. Il successivo Meiken Lassie, basato su Torna a casa, Lassie!, venne addirittura interrotto, con 25 episodi realizzati.

Il 23 marzo 1997 Fuji TV trasmise l'ultimo episodio di Dolce piccola Remì, l'ultima produzione del Theater. In seguito a questa, il progetto venne chiuso a causa del drastico calo degli indici di ascolto e della crisi finanziaria dell'azienda. Il genere ormai appariva superato e non poteva reggere il confronto con altre produzioni a più basso budget ma meglio calibrate sugli interessi dei giovani.

La ripresa e la nuova sospensione[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 la Nippon Animation ha recuperato il genere del World Masterpiece Theater producendo Il cuore di Cosette (Les Misérables: shōjo Cosette), un adattamento del romanzo I Miserabili di Victor Hugo. Aggiornata dal punto di vista tecnico, ha abbandonato il realismo dei personaggi avvicinandosi a quello più giapponese, con occhi sproporzionati e volti orientaleggianti. Nelle successive produzioni la Nippon Animation si è di nuovo riavvicinata alle caratteristiche che storicamente avevano caratterizzato il genere: cadenza annuale, aderenza alla trama e stile grafico semplice e realistico. Nel 2008 ha prodotto Il lungo viaggio di Porfi e nel 2009 Sorridi, piccola Anna, prequel di Anna dai capelli rossi a 30 anni dalla sua nascita. Dopo quest'ultima produzione il World Masterpiece Theater è stato nuovamente interrotto senza nessuna comunicazione ufficiale da parte della Nippon Animation.

Elenchi degli anime Meisaku[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'anno di realizzazione ed il titolo sono indicati fra parentesi "()" l'eventuale titolo originale, se diverso da quello usato in Italia, e la casa di produzione.

Prima della Nippon Animation: "Calpis Comic Theater"[modifica | modifica sorgente]

Questi anime, prodotti prima che la Nippon Animation assumesse quella denominazione, non fanno propriamente parte del World Masterpiece Theater, ma sono da considerarsi i precursori.

Cronologia ufficiale del "World Masterpiece Theater"[modifica | modifica sorgente]

  1. 1975 - Il fedele Patrash (Flanders no inu)
  2. 1976 - Marco (Haha wo tazunete sanzen ri)
  3. 1977 - Rascal, il mio amico orsetto (Araiguma Rascal)
  4. 1978 - Peline Story (Peline monogatari)
  5. 1979 - Anna dai capelli rossi (Akage no Anne)
  6. 1980 - Tom Story (Tom Sawyer no boken)
  7. 1981 - Flo, la piccola Robinson/L'isola della piccola Flo (Kazoku Robinson Hyouryuuki - Fushigina shima no Flone)
  8. 1982 - Lucy-May (Minami no niji no Lucy)
  9. 1983 - Sui monti con Annette (Alps monogatari - Watashi no Annette)
  10. 1984 - Le avventure della dolce Kati (Makiba no shōjo Katori)
  11. 1985 - Lovely Sara (Shokojo Sarah)
  12. 1986 - Pollyanna (Ai shōjo Pollyanna monogatari)
  13. 1987 - Una per tutte, tutte per una (Piccole Donne) (Ai no wakakusa monogatari)
  14. 1988 - Piccolo Lord (Shoukoushi Cedie)
  15. 1989 - Peter Pan (Peter Pan no boken)
  16. 1990 - Papà Gambalunga (Watashi no ashinaga ojisan)
  17. 1991 - Cantiamo insieme (Trapp ikka monogatari)
  18. 1992 - Le voci della savana (Daisōgen no chiisana tenshi Bush Baby)
  19. 1993 - Una classe di monelli per Jo (Wakakusa monogatari Nan to Jō sensei)
  20. 1994 - Un oceano di avventure (Nanatsu no umi no Tico)
  21. 1995 - Spicchi di cielo tra baffi di fumo (Romeo no aoi sora)
  22. 1996 - Meiken Lassie[5]
  23. 1996 - Remy la bambina senza famiglia (Ie naki ko Remi)
  24. 2007 - Il cuore di Cosette (Les Misérables: shōjo Cosette)
  25. 2008 - Il lungo viaggio di Porfi (Porufi no nagai tabi)
  26. 2009 - Sorridi, piccola Anna (Konnichiwa Anne)

Altre Meisaku prodotte dalla Nippon Animation[modifica | modifica sorgente]

Meisaku di differente produzione[modifica | modifica sorgente]

Anche altri studi di produzione si sono cimentati in anime tratti da romanzi per ragazzi, opere della letteratura mondiale o miti antichi. Tali serie televisive si possono definire però solo impropriamente "Meisaku": oltre ovviamente a non appartenere al World Masterpiece Theater, non sempre ne seguono le sue caratteristiche principali, quali lo stile grafico semplice e lo sviluppo della storia nel rispetto della trama originale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J. Clements; H. McCarthy. The Anime Enyclopedia. Stone Bridge Press, 2006, p. 730.
  2. ^ Heidi non è inserito nella cronologia ufficiale del World Masterpiece Theater in quanto precedente all'avvio del progetto, ma è da considerarsi uno dei principali capostipiti della collana
  3. ^ Guido Tavassi, Storia dell'animazione giappoese. Autori, arte, industria, successo dal 1917 a oggi, Tunué, 2012, p. 116 e sgg.
  4. ^ Gli unici anime del WMT ad essere pesantemente censurati sono stati Spicchi di cielo tra baffi di fumo (scene di lotta tra bande di ragazzi), Una classe di monelli per Jo (un devastante incendio) e Il lungo viaggio di Porfi (temi riguardanti la mafia), con scene tagliate o "ricoperte" da fermo-immagini ed episodi parzialmente o interamente eliminati dalla programmazione.
  5. ^ Questa serie è stata trasmessa solamente in Giappone perché su Lassie e la sua storia c'è una restrizione d'area che non permette alla Nippon Animation di distribuirlo in altri paesi. (Cfr. Un nuovo World Masterpiece Theater per "Harley, apprendista di magia")

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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