I sette samurai

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I sette samurai
Seven Samurai poster2.jpg
Un poster originale del film
Titolo originale 七人の侍
Shichinin no Samurai
Paese di produzione Giappone
Anno 1954
Durata 160 min (versione classica)
192 min (versione integrale restaurata, distribuita in DVD con nuovo doppiaggio italiano)
130 min (versione ridotta, con primo doppiaggio italiano)
207 min (versione estesa originale)
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico, azione, storico
Regia Akira Kurosawa
Soggetto Akira Kurosawa
Sceneggiatura Akira Kurosawa, Shinobu Hashimoto, Hideo Oguni
Fotografia Asakazu Nakai
Montaggio Akira Kurosawa
Musiche Fumio Hayasaka
Scenografia So Matsuyama
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio 1950:

Doppiaggio 1980:

I sette samurai (七人の侍 Shichinin no Samurai?) è un film del 1954 diretto da Akira Kurosawa e interpretato, tra gli altri, da Toshirō Mifune e Takashi Shimura. Il film è considerato un vero jidaigeki, rimanendo allo stesso tempo nel genere dell'intrattenimento. Di fama mondiale, la pellicola è uno dei più grandi successi di Kurosawa, addirittura considerata da diverse organizzazioni il migliore film giapponese, nonché il primo prototipo del film d'azione.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film, ambientato nel Giappone della fine del XVI secolo (più precisamente nel periodo a cavallo tra il 1587 e l'anno successivo), racconta la storia di un pugno di disperati contadini di un villaggio in cerca di una difesa dalla prossima distruzione annunciata da parte di un gruppo di predoni affamati. L'anziano del villaggio suggerisce ai contadini di cercare aiuto tra i samurai senza signore (Rōnin). La ricerca si presenta subito come un'impresa ardua, nessun guerriero avrebbe offerto aiuto a dei poveri contadini che non avrebbero potuto ricompensare le loro gesta con gloria e denaro. Grazie alla forza della disperazione, i contadini convincono Kambei Shimada (Takashi Shimura) ad aiutarli. Kambei ritiene sia necessario assoldare altri sei samurai per la difesa del villaggio. Alla fine in realtà il gruppo sarà composto da sei samurai e da Kikuchiyo (Toshirō Mifune), un coraggioso contadino che finge di essere un potente guerriero. Tornati al villaggio, Kambei, leader del gruppo, prepara le difese. Dopo tre giorni di battaglia, il gruppo dei quaranta briganti viene decimato e definitivamente sconfitto. Nel corso dei combattimenti, oltre a diversi contadini, quattro samurai hanno perso la vita. I tre superstiti, Kambei, Katsushirō, e Shichirōji assistono ai festeggiamenti degli abitanti del villaggio con l'animo rattristato per la perdita dei compagni.

Descrizione dei personaggi principali[modifica | modifica sorgente]

I sette samurai[modifica | modifica sorgente]

  • Kambei Shimada (島田勘兵衛 Shimada Kanbei?) (Takashi Shimura) — Il leader morale del gruppo e il primo guerriero a essere "reclutato" dai contadini, è un esperto, ma disilluso stratega militare.
  • Katsushirō Okamoto (岡本勝四郎 Okamoto Katsushirō?) (Isao Kimura) — Un giovane e inesperto aspirante samurai. Discende da una famiglia aristocratica e vuole diventare il discepolo di Kambei.
  • Gorōbei Katayama (片山五郎兵衛 Katayama Gorōbei?) (Yoshio Inaba) — Viene reclutato da Kambei ed è un abile arciere, agisce da secondo in comando e contribuisce a delineare il piano di difesa del villaggio insieme a Kambei.
  • Shichirōji (七郎次) (Daisuke Katō) — Una volta era il luogotenente di Kambei, ma dopo essere scampato miracolosamente alla loro ultima battaglia insieme ha posato la spada ed è diventato un piccolo commerciante. Kambei lo incontra per caso in città e il samurai decide di riassumere il suo vecchio ruolo.
  • Heihachi Hayashida (林田平八 Hayashida Heihachi?) (Minoru Chiaki) — Reclutato da Gorōbei. Simpatico ma non eccelso combattente. Il suo buonumore contribuisce a mantenere alto il morale dei compagni.
  • Kyūzō (久蔵) (Seiji Miyaguchi) — Abilissimo spadaccino, inizialmente declina l'offerta di unirsi al gruppo, per poi cambiare idea poco dopo. Samurai ascetico, sempre serissimo, e dalla faccia di pietra; Katsushirō lo idolatra e ne vorrebbe imitare le gesta.
  • Kikuchiyo (菊千代) (Toshirō Mifune) — Possente figlio di contadini, si spaccia per samurai (con l'ausilio di un falso certificato nobiliare). Coraggioso, impetuoso e burlone, proverà il suo valore in battaglia. Si identifica nei contadini e nei loro problemi.

Contadini[modifica | modifica sorgente]

  • Gisaku 儀作 (Kokuten Kodo) — Il vecchio e saggio patriarca del villaggio, a cui ci si riferisce come "il nonno". È lui che suggerisce ai contadini di chiamare in difesa del villaggio dei samurai.
  • Yohei 与平 (Bokuzen Hidari) — Un vecchietto pauroso e timido che condividerà con Kikuchiyo molte scene comiche nel film.
  • Manzō 万造 (Kamatari Fujiwara) — Un contadino terrorizzato dall'idea che la bella figlia possa perdere la "purezza" a causa dell'arrivo dei samurai al villaggio.
  • Shino 志乃 (Keiko Tsushima) — La figlia di Manzō, costretta dal padre a fingersi uomo, che in seguito si innamora di Katsushirō.
  • Rikichi 利吉 (Yoshio Tsuchiya) — Un contadino a cui i briganti hanno rapito la moglie.

Note di produzione[modifica | modifica sorgente]

Foto di una pausa degli attori durante le riprese

Originariamente il regista voleva dirigere un film descrivendo un singolo giorno nella vita di un samurai, ma poi scoprì una storia circa la difesa di un villaggio da parte di un gruppo di samurai e decise di modificare il suo progetto. Secondo quanto riferito dall'attore Toshirō Mifune, il film doveva inizialmente chiamarsi "I sei samurai" e Mifune doveva interpretare il ruolo di Kyuzo, ma poi il regista e gli sceneggiatori decisero di variare il copione iniziale.[1] Kurosawa cambiò il ruolo di Mifune in quello di Kikuchiyo e gli diede ampia libertà di improvvisazione nell'interpretare la parte. Dopo tre mesi di pre-produzione, il film aveva già sforato ampiamente il budget prefissato. I Toho Studios interruppero le riprese in almeno due occasioni a causa dei costi troppo elevati, ma ogni volta Kurosawa riuscì a convincerli a portare avanti il progetto, mostrando loro quanto c'era di buono nel girato. La battaglia finale nel film avrebbe dovuto essere girata alla fine dell'estate ma, a causa dei ritardi, fu invece girata a febbraio inoltrato con una temperatura molto bassa. In seguito Mifune ricorderà di non avere mai più avuto così freddo in vita sua.[2]

Kurosawa si rifiutò di girare le scene al villaggio in un set ricostruito in studio e pretese che il villaggio venisse costruito in esterni sulla penisola di Izu. Anche se lo studio protestò vivamente perché la richiesta del regista avrebbe fatto lievitare di molto i costi di realizzazione, Kurosawa rimase inflessibile nella sua decisione perché secondo lui "la qualità del set influenza la qualità della recitazione degli attori". Per questo motivo, volle che tutto fosse ricostruito nel dettaglio e che risultasse verosimile.[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Scena del film

Innovazioni strutturali[modifica | modifica sorgente]

I sette samurai è uno dei primi film ad utilizzare un plot narrativo inerente al reclutamento e l'impiego di vari eroi all'interno di un gruppo per raggiungere uno scopo specifico, espediente poi utilizzato in molti altri film come I cannoni di Navarone, Colpo grosso, Quella sporca dozzina, e il remake dichiarato dei sette samurai I magnifici sette. Il critico cinematografico Roger Ebert nella sua recensione del film suggerisce che la scena introduttiva al personaggio di Kambei (nella quale il samurai si rade il capo a zero, gesto eclatante per un samurai per il quale i capelli sono simbolo di onore, in modo da poter travestirsi da monaco e salvare un bambino tenuto ostaggio da un rapitore) potrebbe essere la causa della pratica, ora comune nei film d'azione, di introdurre l'eroe protagonista con una sottotrama slegata dalla storia principale del film.[3]

Remake[modifica | modifica sorgente]

Il film fu "trasformato" in un western da Hollywood nel 1960, I magnifici sette, remake per la regia di John Sturges, e a sua volta, sul filone fantascientifico, venne fatto il remake del remake nel film I magnifici sette nello spazio.

Lo studio di animazione giapponese GONZO, nel 2004, ha voluto celebrare i cinquant'anni dalla realizzazione del film I sette samurai producendo l'anime Samurai 7 (サムライセブン, Samurai Sebun (Samurai 7) ), basato su di esso.

I sette samurai nei fumetti[modifica | modifica sorgente]

Esistono, poi, anche altri omaggi al film di Kurosawa e tutti nel mondo del fumetto. Si parte da una parodia degli Animaniacs, un gruppo di personaggi della Warner Bros, sul numero 13 del maggio 1996 sulle pagine dell'omonima rivista, edita dalla DC Comics.

Sempre la DC Comics realizza un altro omaggio, questa volta utilizzando il supergruppo della Justice League in un elseworld: JLA:Shogun d'acciaio.

Montaggi differenti ed edizioni in DVD[modifica | modifica sorgente]

Con le sue tre ore e ventisette minuti (207 minuti totali), I sette samurai è il film più lungo mai girato da Kurosawa in tutta la sua carriera (esclundendo la versione integrale de L'idiota, immediatamente accorciata dai produttori)

I Toho Studios originariamente tagliarono circa 50 minuti dalla versione finale del film (soprattutto le scene che riguardavano i contadini e la loro psicologia) quando lo vendettero ai distributori americani per paura che l'attenzione del pubblico occidentale non avrebbe retto per tutta la durata della pellicola.[4]

Una seconda versione da 190 minuti venne proiettata in Gran Bretagna nel 1991 e una versione quasi completa della durata di 203 minuti è stata ridistribuita negli Stati Uniti nel 2002, quando ormai il film aveva raggiunto lo status di "classico". La prima edizione in DVD prodotta dalla Criterion Collection contiene la versione originale completa del film (207 minuti) su singolo DVD, mentre una seconda edizione, sempre della Criterion e pubblicata nel 2006 contiene oltre alla versione completa rimasterizzata in digitale su due dischi, anche un altro DVD di contenuti extra. Il 19 ottobre 2010, la Criterion ha pubblicato anche la versione in Blu-ray del film completo.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a Toshiro Mifune, 25 agosto 1993. Criterion Collection DVD pamphlet
  2. ^ a b Behing the Camera on THE SEVEN SAMURAI.
  3. ^ Roger Roger Ebert, The Seven Samurai (1954) in Chicago Sun-Times, 19 agosto 2001. URL consultato il 17 ottobre 2008.
  4. ^ The Hours and Times: Kurosawa and the Art of Epic Storytelling.
  5. ^ Seven Samurai (1954) - The Criterion Collection, Criterion.com. URL consultato il 2 giugno 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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