Non rimpiango la mia giovinezza

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Non rimpiango la mia giovinezza
Titolo originale わが青春に悔なし, Waga seishun ni kuinashi
Paese di produzione Giappone
Anno 1946
Durata 110 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Akira Kurosawa
Sceneggiatura Eijiro Hisaita e Akira Kurosawa
Produttore Keiji Matsuzaki (Toho)
Fotografia Asakazu Nakai
Montaggio Akira Kurosawa
Musiche Tadashi Hattori
Scenografia Keiji Kitagawa
Interpreti e personaggi

Non rimpiango la mia giovinezza (わが青春に悔なし Waga seishun ni kuinashi?) è un film diretto da Akira Kurosawa nel 1946.

È senz'altro il film più politico dell'autore in quanto si ispira alla vicenda realmente accaduta del professor Takikawa e del suo allievo Hidemi Ozaki, torturato e ucciso durante un interrogatorio di polizia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

I personaggi principali sono il professor Yagihara (ovvero Takikawa), sua figlia Yukie e il suo allievo Noge (cioè Ozaki). Alla vicenda politica del giovane Noge, sempre più coinvolto nell'opposizione al crescente militarismo giapponese, si accompagna quella sentimentale relativa al rapporto tra i due giovani.

Setsuko Hara in una scena del film

Dopo il loro primo incontro (non a caso segnato dalla visione di un militare ferito durante un'esercitazione), i due si vedono alle riunioni tenute nella casa del professore. In seguito vivono insieme a Tokio. Tuttavia un giorno la situazione precipita: Noge viene arrestato e la stessa Yukie è interrogata dalla polizia. Ella verrà a sapere della morte del giovane solo al momento del suo rilascio. Si reca così al villaggio natale di Noge ove decide di rimanere accanto ai genitori di lui, prostrati dalla perdita ed emarginati dagli altri contadini per essere i genitori di una spia. Rimarrà lì anche dopo la fine della guerra.

Commento[modifica | modifica sorgente]

Il valore politico e morale che l'autore riversa nell'opera non ne fa tuttavia un film a tema. La spontaneità e sincerità nella rappresentazione evitano infatti che essa si riduca ad una parabola morale ed ideologica. In particolare è vincente la scelta di narrare la tragedia della guerra attraverso gli occhi di una giovane donna, prima inconsapevole, poi sempre più conscia della lezione impartitale da Noge e del valore della sua posizione. Ella stessa, alla fine, la farà propria scegliendo di continuare una semplice ma degna vita con i genitori di lui. E ciò senza fare di lei un'eroina, poiché la sua sofferenza, le esitazioni iniziali (non sa risolversi tra Noge ed un altro corteggiatore) e la sua ingenuità sono autenticamente umane.

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