Il Corsaro Nero (film 1976)

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Il Corsaro Nero
Kabir Bedi e Carole André in una scena del film.
Kabir Bedi e Carole André in una scena del film.
Titolo originale Il Corsaro Nero
Paese di produzione Italia
Anno 1976
Durata 126 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura
Regia Sergio Sollima
Soggetto Emilio Salgari (romanzo)
Sceneggiatura Sergio Sollima, Alberto Silvestri
Produttore Luigi Rovere per Rizzoli film
Scenografia Sergio Canevari
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il Corsaro Nero è un film del 1976, diretto da Sergio Sollima. È tratto da due romanzi di Emilio Salgari: Il Corsaro Nero e La regina dei Caraibi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il Corsaro Nero, gentiluomo italiano, è uno dei più famosi filibustieri della Tortuga. Si è unito alla Filibusta per sete di vendetta nei confronti del fiammingo duca di Wan Guld e dei suoi alleati spagnoli; nelle sue imprese, lo seguono i due fratelli minori, il Corsaro Rosso e il Corsaro Verde.

Il gruppo è in attesa di Emilio, sulla spiaggia di Maracaibo; i tre hanno scoperto che il loro nemico è giunto sull'isola per esserne nominato governatore. Ma i due Corsari, mossi dall'impazienza, decidono di muovere senza indugio verso la città, lasciando il biscaglino Carmaux e l'amburghese Wan Stiller (i loro comandanti in seconda) ad attendere l'arrivo del fratello. Entrati nel palazzo del governatore, affrontano pubblicamente il neo-governatore, che però li affronta in maniera sleale, uccidendoli. Il Corsaro Nero non riesce ad arrivare per tempo, e l'unica cosa che può fare è riportare i corpi, appesi in piazza a mo' di monito, sulla sua nave, la Folgore.

Una volta a bordo, mentre rende loro gli onori funebri, il Corsaro stringe un solenne patto col Diavolo, al quale giura di sterminare Wan Guld e tutta la sua famiglia come questi ha fatto con la sua. Non ha nemmeno terminato il giuramento che, al largo, viene avvistato un galeone spagnolo: il Corsaro Nero lo ritiene il primo regalo fattogli da Satana e comanda subito l'arrembaggio. Abbordaggio che va a buon fine e che permette al conte-Corsaro di prendere in ostaggio la bellissima Honorata Willermann, una nobildonna in viaggio per Maracaibo. Emilio non sa che, sotto quel finto nome, si nasconde l'identità della figlia del duca Wan Guld.

Una volta a terra, il Corsaro Nero porta Honorata al mercato degli schiavi della Tortuga e ne riscatta la libertà. Durante le contrattazioni, il Corsaro Nero si ritrova a salvare anche un nobile spagnolo, il Conte di Lerma, da un duello con l'Olonese.

Alla Tortuga, intanto, è arrivato anche il giovane Morgan, un corsaro britannico alle prime armi, che nessuno pare tenere in debita considerazione; in realtà, l'astuto giovane ha scoperto che a Maracaibo è arrivato il tesoro dell'Emiro. I filibustieri decidono, così, di partire alla sua conquista; tutti, tranne il Corsaro Nero, che annuncia la sua volontà di tornare da solo a Maracaibo, per potersi trovare finalmente faccia a faccia con Wan Guld. Morgan, allora, affascinato dall'audacia del nobiluomo italiano, si offre ad Emilio come comandante in seconda e, per convincerlo, porta con sé José, un ambiguo spagnolo al servizio del duca per molti anni e perfettamente a conoscenza delle sue abitudini. Il Corsaro Nero, perciò, libera definitivamente Honorata e la invita a non seguirlo.

Tuttavia, Carmaux e Wan Stiller disobbediscono all'ordine e la portano di nascosto a bordo della Folgore; qui, viene riconosciuta da José, che candidamente la smaschera dinanzi a tutto l'equipaggio. Il Corsaro Nero, dinanzi ai malumori dei suoi, si vede costretto a rispettare il suo patto col Diavolo e a darle la morte. Tuttavia, Morgan, in un discorso dalla tolda della Folgore, suggerisce saggiamente di non uccidere la ragazza, ma di affidarne le sorti al mare: è così che Honorata viene fatta salire su una scialuppa e lasciata alla deriva. È in quell'occasione che Carmaux e Wan Stiller vedono per la prima volta il Corsaro Nero piangere.

Una volta a Maracaibo, si formano due gruppi: il Corsaro Nero, in compagnia di José e Yara - una giovane indigena salvata da Emilio - andranno a caccia di Wan Guld, mentre Morgan, Carmaux e Wan Stiller andranno in cerca del tesoro dell'Emiro. Il grossolano Olonese, invece, sceglie la via dell'assedio, che si rivelerà inutilmente cruento e quanto mai infruttuoso: gli uomini della Tortuga riusciranno, sì, ad espugnare Maracaibo, ma il tesoro dell'Emiro andrà a Morgan. Il giovane britannico - con astuzia e senza il minimo spargimento di sangue - si farà portare dritto al suo nascondiglio dai notabili della città, sbeffeggiando, peraltro, pubblicamente l'Olonese, reo di non avergli dato credito alla Tortuga.

Intanto, il Corsaro Nero, penetrato nella cinta muraria, viene braccato, ferito gravemente e portato, in fin di vita, sul galeone del Duca. Qui trova, però, il conte di Lerma, che, memore dell'aiuto offertogli al mercato degli schiavi, lo fa medicare e gli agevola la fuga. Il Corsaro Nero raggiunge a nuoto la costa; ad aspettarlo, trova José, Yara e Wan Stiller. Grazie ad una scialuppa, il drappello riesce a mettersi in salvo e all'orizzonte appare la Folgore, capitanata da Morgan. Dalla baia di Maracaibo, sbuca però il galeone del Duca e apre il fuoco sulla nave corsara, che resta inerme dinanzi agli attacchi dei pezzi d'artiglieria fiamminga e, gravemente danneggiata, va alla deriva. I corpi dei pirati caduti in acqua vengono trascinati verso il galeone ispano-fiammingo; tra questi, il Corsaro Nero vede cadere anche il fidato Carmaux e, così, decide di lanciarsi in un ultimo disperato arrembaggio. Arrivato sul ponte del galeone e ormai pronto all'ultima pugna, si rivela l'ingegno di Morgan: quelli che sembravano corpi senza vita, erano in realtà pirati vivi e vegeti, che hanno raggiunto il galeone a nuoto e che conducono un arrembaggio micidiale.

Finalmente, il Corsaro Nero e il duca di Wan Guld possono incrociare le lame. Il corsaro, gran spadaccino, disarma per due volte il suo avversario, ma non riesce ad ucciderlo: sono le anime dei suoi due fratelli a impedirglielo, per evitare che, in conseguenza del patto diabolico stipulato con Satana, la sua anima venga dannata per sempre. Il duca, allora, approfitta della situazione per buttare una torcia nella santabarbara del galeone, facendolo esplodere. Il Corsaro e i suoi fidi sono lesti a saltare in mare e a guadagnare il largo a bordo di una zattera. Con i superstiti Carmaux, Wan Stiller e una Yara colpita a morte da Wan Guld, il Corsaro si ritrova a vagare nelle stesse acque che hanno visto la fine di Honorata; tuttavia, alcune imbarcazioni di indigeni lo riportano a terra ed è qui che scopre che, in realtà, Honorata ha trovato rifugio proprio tra queste tribù. A questo punto, la vendetta è compiuta: il Corsaro Nero può ora lasciar spazio nel suo cuore all'amore per Honorata.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film è stato girato quasi interamente a Cartagena, in Colombia.
  • La coppia di attori Kabir Bedi e Carole Andrè aveva appena finito di girare, sempre diretta da Sollima, lo sceneggiato televisivo Sandokan, anch'esso tratto da un romanzo di Salgari.
  • Il film e la produzione ebbero momenti difficili, principalmente a causa dell'affondamento della nave del Corsaro Nero dovuta all'urto con una piramide subacquea costruita dagli spagnoli nel Cinquecento. Tra attori comparse e troupe a bordo c'erano quasi trecento persone. Un solo ferito, grandi danni al materiale tecnico e al piano di lavorazione.
  • Su di un angolo della facciata del Teatro "Baralt" di Maracaibo c'è una targa che ricorda la presa della città da parte del pirata Morgan, avvenimento storico reale e documentato.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Non è un caso che il Corsaro Nero, di nazionalità italiana, si chiami Emilio, proprio come il novelliere suo ideatore, Salgari.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è dei fratelli Guido e Maurizio De Angelis, e da loro pubblicata in singolo ed LP con il nome I Charango.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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