Gianni Boncompagni

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Arbore e Boncompagni ai tempi di Alto gradimento (1975)

Giandomenico Boncompagni, meglio conosciuto come Gianni (Arezzo, 13 maggio 1932), è un conduttore radiofonico, paroliere, autore televisivo e regista televisivo italiano.

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Toscana da padre militare dei ruoli amministrativi e madre casalinga, a 18 anni si trasferì in Svezia, dove visse dieci anni svolgendo vari lavori, diplomandosi all'Accademia svedese di grafica e fotografia,[1] e iniziando l'attività di conduttore radiofonico per la radio svedese. Durante questa esperienza, ottenne un'intervista dal sociologo Danilo Dolci che riscosse molto successo[2]. In Svezia si sposa con un'aristocratica e ha da lei tre figlie, tra cui l'autrice televisiva Barbara. La moglie lo lascerà di lì a breve, e lui chiederà e otterrà la patria potestà, crescendo le figlie da ragazzo padre in Italia. Gianni Boncompagni è ateo: nell'intervista a Claudio Sabelli Fioretti, pubblicata su Io Donna, supplemento al Corriere della Sera del 4 maggio 2012, ha dichiarato: "Io sono sempre stato ateo e morirò ateo".

Tornato in Italia, vinse nel 1964 il concorso RAI per programmatore di musica leggera,[3] ed iniziò a lavorare nella radiofonia RAI dove ebbe un grandissimo successo assieme a Renzo Arbore, nei programmi culto a cavallo tra gli anni sessanta e settanta come Bandiera Gialla e Alto gradimento, determinanti per la diffusione della musica beat in Italia. La coppia creò un nuovo modo di fare intrattenimento, basato sul non-sense, sulla creazione di tormentoni, sull'improvvisazione e l'imprevedibilità.

Nel 1965 debuttò anche come cantante, con il nome d'arte di Paolo Paolo, incidendo per l'RCA Italiana. Sua è anche la voce nella sigla della Guapa.

Sempre nel 1965 scrive il testo per Il mondo, successo mondiale di Jimmy Fontana, che gli frutta solo nel primo anno dieci milioni, con cui si compra la prima casa[4]; tra le altre canzoni scritte da Boncompagni ricordiamo anche Ragazzo triste per Patty Pravo.

Fa parte della prima serie del programma quotidiano del mattino Chiamate Roma 3131 insieme a Franco Moccagatta e Federica Taddei, 1969.

L'arrivo in televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977 Boncompagni approda sugli schermi tv della RAI, dove conduce il programma musicale Discoring, anche questo di straordinario successo: fu uno dei primi programmi musicali destinato a un pubblico esclusivamente giovanile, con un proprio gergo, e con le ultime tendenze del momento sia musicali sia nell'abbigliamento.[senza fonte]

Da allora le esperienze televisive si susseguirono continuamente: Superstar e Drim nel 1980 e poi, per quasi 10 anni in coppia con Giancarlo Magalli come autore, Sotto le stelle e Che Patatrac nel 1981, Illusione, musica, balletto e altro nel 1982 e Galassia 2 nel 1983.

Oggi è conosciuto soprattutto come autore e regista di trasmissioni di grande successo popolare: Pronto, Raffaella? che consacrò la sua ex compagna Raffaella Carrà (1983/1985) che vinse nel 1984 il titolo di Personaggio televisivo femminile a livello europeo consegnato dalla European TV Magazines Association e per la quale scrisse spesso i testi di alcune delle sue più famose canzoni. Proseguì con Pronto, chi gioca? che lanciò la carriera televisiva di Enrica Bonaccorti (1985/1987). Dal 1987 al 1990 curò l'ideazione e la realizzazione di Domenica In, dove sdoganò Edvige Fenech, già famosa come icona sexy grazie ai film scollacciati degli anni "70, e Marisa Laurito che grazie a lui consolidò la sua fama televisiva. Fu proprio a Domenica In che nacque l'idea a basso costo del cruciverbone [2] e del pubblico di ragazzine figuranti, dotate di talento o semplicemente carine e petulanti, che preludevano quelle che saranno poi protagoniste di Non è la RAI.

Alla Fininvest[modifica | modifica wikitesto]

Risale infatti al 1991 il passaggio alle reti Fininvest (oggi Mediaset) con Non è la RAI: l'ennesimo programma di culto con Enrica Bonaccorti, Antonella Elia, in onda da quell'anno fino al 1995. In quelle quattro edizioni Boncompagni è stato sempre al centro delle attenzioni dei media a causa degli scandali legati al programma condotto dalla ancora minorenne Ambra Angiolini. Lo stesso anno realizzò anche Primadonna con Eva Robin's,[5] Bulli & pupe (estate 1992)[6] e poi Rock 'n' Roll (1993),[7] praticamente degli spin-off nati dal successo della trasmissione pomeridiana. Il suo alter-ego in quel periodo era Irene Ghergo, coautrice dei suoi programmi.[8]

A Non è la RAI lanciò il personaggio di Ambra, che all'epoca fu un vero e proprio fenomeno di costume,[9] ma dalla fucina del programma pomeridiano furono moltissime le personalità del mondo dello spettacolo che ebbero il loro debutto e che in seguito si distinsero in vari campi dello spettacolo: da Claudia Gerini a Laura Freddi, da Sabrina Impacciatore a Nicole Grimaudo, Antonella Elia, da Miriana Trevisan a Lucia Ocone. Nella stagione 1995/1996 collaborò ad un ultimo programma in Mediaset con il programma pomeridiano Casa Castagna, presentato da Alberto Castagna.[10]

Il ritorno in RAI[modifica | modifica wikitesto]

Tornato in RAI, nel 1996 e 1997 diresse Macao, con Alba Parietti nella prima edizione e nella seconda con "PI" (personaggio creato graficamente per sopperire all'abbandono della Parietti), tutto sommato una variante del modulo di Non è la Rai, con comici, canzoni, ritornelli e un pubblico di figuranti-protagonisti, dove per la prima volta usò anche personaggi maschili. Uno dei personaggi maschili fu l'attore e doppiatore Mirko Savone che attualmente vive e lavora a New York. Successivamente ha fatto parte della Commissione Artistica del Festival di Sanremo 1998 ed ha collaborato con Piero Chiambretti per Chiambretti c'è.

Nel 1998 realizza per Rai 2 il programma di prima serata "Crociera" condotto da Nancy Brilli; gli ascolti sono molto bassi e la trasmissione viene soppressa dopo una sola puntata.

Il 9 giugno 2004 firma la regia televisiva per Rai 2 e Rai International del concerto di Elton John allo Stadio di Reggio Calabria, in Omaggio a Gianni Versace.

Ultimamente ha centellinato le sue presenze televisive, prendendo parte ad alcuni progetti come l'edizione di Domenica In 2005-2006, dove però ha abbandonato il posto dopo appena una puntata. Nell'autunno 2008 ha preso parte come autore a Carràmba che fortuna.

Il passaggio a La7[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 ottobre 2006 Gianni Boncompagni torna in TV con un nuovo programma, dal titolo Bombay, trasmesso dall'emittente La7. Esattamente come nei suoi precedenti programmi, Bombay presenta scenografia minimale e pubblico composto da ragazze cantanti e vocianti; lo studio è diviso in due parti: una, molto grande, ospita la sala regia, affollata di ragazze, ed un'altra, molto piccola, completamente tappezzata di rose gialle, che rappresenta il vero set televisivo, al cui interno vengono ospitati personaggi bizzarri che discutono su temi d'attualità sprofondando in dialoghi dell'assurdo.

Nuovo ritorno in Rai[modifica | modifica wikitesto]

Partecipa dal 25 maggio 2011 come giurato di Lasciami cantare!, talent show canoro di Rai 1.

Giornalismo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 cura una rubrica fissa su Il Fatto Quotidiano dal titolo "Complimenti".

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il caso Mia Martini[modifica | modifica wikitesto]

Boncompagni fu tra quelli che misero in circolazione la voce che Mia Martini portasse sfortuna[11], determinandone un lungo periodo di lontananza dalla musica. In un'intervista a Epoca del 5 marzo 1989[12] la stessa Mia Martini ricordava:

« La delusione più cocente me la diede Gianni Boncompagni, un amico per l’appunto. Una volta fui ospite a Discoring, lui era il regista. Appena entrai in studio sentii Boncompagni che diceva alla troupe: ragazzi, attenti, da adesso può succedere di tutto, salteranno i microfoni, ci sarà un black out »

In un'altra intervista con Enzo Tortora la Martini definì Boncompagni "detestabile"[13].

Programmi radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni scritte da Gianni Boncompagni[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Autori del testo Autori della musica Interpreti
1966 Cammina, cammina Gianni Boncompagni Carlo Pes Jimmy Fontana
1966 Ragazzo triste Gianni Boncompagni Sonny Bono Patty Pravo
1966 No Gianni Boncompagni Carlo Pes, Lilli Greco e Jimmy Fontana Mina
1966 Pensiamoci ogni sera Gianni Boncompagni Carlo Pes, Lilli Greco e Jimmy Fontana Jimmy Fontana
1967 Non basta sai Gianni Boncompagni Jimmy Fontana Renato Zero
1967 In mezzo ai guai Gianni Boncompagni George Fischoff e Tony Powers Renato Zero
1968 Per dimenticare Gianni Boncompagni Benedetto Ghiglia Carmen Villani
1971 La mosca vola Gianni Boncompagni Gianni Meccia Gianni Meccia
1971 Perdono, non lo faccio più Gianni Boncompagni Franco Pisano Raffaella Carrà
1971 Tuca tuca Gianni Boncompagni Franco Pisano Raffaella Carrà
1972 Accidenti a quella sera Gianni Boncompagni Gianni Boncompagni Raffaella Carrà
1972 Tuca tuca sì Gianni Boncompagni Franco Pisano Raffaella Carrà
1974 La scala buia Gianni Boncompagni e Riccardo Pazzaglia Franco Bracardi Mina
1974 Felicità ta ta Gianni Boncompagni e Dino Verde Gianni Boncompagni e Paolo Ormi Raffaella Carrà
1978 Tanti auguri Gianni Boncompagni e Daniele Pace Paolo Ormi Raffaella Carrà
1984 Rosso Gianni Boncompagni e Giancarlo Magalli Franco Bracardi Raffaella Carrà
1984 Amico Gianni Boncompagni e Giancarlo Magalli Danilo Vaona Raffaella Carrà

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi è. Mille nomi dell'Italia che conta, Roma, L'Espresso, I vol. 1986, p. 40.
  2. ^ a b Sottovoce, intervista di Gigi Marzullo, 8 marzo 2007
  3. ^ Chi è..., cit.
  4. ^ untitled
  5. ^ Adesso Eva Robin's è "Primadonna" in la Repubblica, 7 settembre 1991, p. 41. URL consultato il 29-03-2010.
  6. ^ Emilia Costantini, Tutte le pupe di Boncompagni in Corriere della Sera, 9 luglio 1992, p. 32. URL consultato il 29-03-2010.
  7. ^ Aldo Grasso, Coraggio Orietta, ribellati all'anemico nonno Boncompagni in Corriere della Sera, 26 gennaio 1993, p. 30. URL consultato il 29-03-2010.
  8. ^ Stefania Ulivi, Ambra sviene dopo lo show. Sotto accusa la dieta in Corriere della Sera, 16 maggio 1995, p. 35. URL consultato il 29-03-2010.
  9. ^ Giovanni Mariotti, Ambra per sempre: la minidiva con tanto bisogno di tenerezza in Corriere della Sera, 28 ottobre 1994, p. 33. URL consultato il 29-03-2010.
  10. ^ Valerio Cappelli, Boncompagni comanda in Casa Castagna in Corriere della Sera, 17 settembre 1995, p. 24. URL consultato il 01-12-2009.
  11. ^ Libri: le ultime ore di Mia Martini raccontate da Aldo Nove | Gazzetta di Parma
  12. ^ http://www.webalice.it/miamartini/articoli/PDF/superstizione/epoca89.pdf
  13. ^ Mia Martini: "Boncompagni? Detestabile " - YouTube

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]