Patria potestà

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La patria potestà è la potestà attribuita al padre di proteggere, educare ed istruire il figlio minorenne e curarne gli interessi.

Negli ordinamenti contemporanei tale potestà tende ad essere attribuita ad entrambi i genitori, in condizione di parità, e si parla allora di potestà genitoriale. Va detto che tale evoluzione non solo si è verificata in tempi diversi nei vari ordinamenti, ma non ha ancora toccato la totalità degli stessi.

Diritto italiano[modifica | modifica sorgente]

Nel diritto italiano il passaggio dalla patria potestà alla potestà genitoriale è avvenuto con riforma del diritto di famiglia del 1975, che ha equiparato in doveri e dignità le figure del padre e della madre e abolito, oltre alla patria potestà, la potestà maritale.

La potestà in diritto è la situazione giuridica soggettiva che consiste nell'attribuzione di un potere ad un soggetto allo scopo di tutelare un interesse altrui. Siccome il senso comune attribuisce al termine un significato di potere, in psicologia e in sociologia si preferisce parlare di responsabilità dei genitori, per sottolineare che non si pone al centro il loro punto di vista, bensì i bisogni e le inclinazioni del minore, che nello stesso nuovo diritto di famiglia è visto come soggetto attivo, in grado di esprimere opinioni, orientamenti e inclinazioni e di provvedere autonomamente, per quanto capace, ai propri bisogni esistenziali.

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