Beniamino Finocchiaro

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on. Beniamino Finocchiaro
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Beniamino Finocchiaro.JPG
Luogo nascita Barletta
Data nascita 3 luglio 1923
Luogo morte Molfetta
Data morte 13 agosto 2003
Titolo di studio Laurea in lettere
Professione Insegnante, pubblicista
Partito Partito Socialista Italiano
Legislatura IV
Gruppo
  • Partito Socialista Italiano (1º luglio 1963 - 17 novembre 1966)
  • Partito Socialista Italiano - Partito Socialista Democratico Italiano unificati (17 novembre 1966 al - giugno 1968)
Collegio Bari
Incarichi parlamentari
  • vicepresidente della VIII commissione istruzione e belle arti (12 luglio 1963 - 20 gennaio 1965, 11 gennaio 1967 - 4 giugno 1968)
  • membro della VIII commissione istruzione e belle arti (1º luglio 1963 - 4 giugno 1968)
Pagina istituzionale
sen. Beniamino Finocchiaro
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Barletta
Data nascita 3 luglio 1923
Luogo morte Molfetta
Data morte 13 agosto 2003
Titolo di studio Laurea in lettere
Professione Insegnante, pubblicista
Partito Partito Socialista Italiano
Legislatura IX
Gruppo Partito Socialista Italiano

Beniamino Finocchiaro (Barletta, 3 luglio 1923Molfetta, 13 agosto 2003) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureato in lettere, professore di scuola media, da giovane si trasferì a Molfetta, città di cui fu consigliere comunale nel 1953, vice-sindaco dal 1962 al 1963, assessore dal 1966 al 1968 ed infine primo cittadino per due mandati. Deputato alla Camera dal 1963 al 1968 tra le file del Partito Socialista Italiano, dal 1970 al 1975 fu presidente del Consiglio Regionale della Puglia e dal 1975 al 1977 fu presidente della RAI.

Nel 1983 fu eletto al Senato della Repubblica e fu sottosegretario al Tesoro nel governo Craxi II. Collaboratore delle testate L'Avanti e Mondoperaio, nel 1983 fu trovato il suo nome nella lista degli affiliati alla loggia massonica P2[1] (tessera n. 522) ma egli negò sempre sia di essere entrato nella loggia sia di aver conosciuto Licio Gelli.

Negli ultimi anni della sua vita Finocchiaro lavorò come giornalista pubblicista e si impegnò politicamente nel suo comune, non condividendo la scelta di molti socialisti che erano passati nella Casa delle Libertà.

Il 16 dicembre 2013, il Consiglio comunale della città di Molfetta delibera all'unanimità la proposta di intitolazione di una strada cittadina a Beniamino Finocchiaro uomo illustre.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Rai TV Ieri oggi e domani Battaglie e polemiche sulla TV e la televisione via cavo
  • Il potere scomodo, ed. Dedalo, 1991

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 27 dicembre 1975[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Articolo sull'Ansa
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
Predecessore Presidente della RAI - Radiotelevisione italiana Successore
Umberto Delle Fave 23 maggio 1975 - 20 gennaio 1977 Paolo Grassi