Servizio universale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il servizio universale, secondo la legge italiana, indica una situazione che comporta degli oneri a carico di un gestore pubblico o privato di un servizio di pubblica utilità al fine di garantire uno standard minimo predefinito di qualità di servizi, per i quali non sia possibile l'equilibrio economico, ma che si ritiene tuttavia necessario di garantire alla collettività, nel caso anche con meccanismi di compensazione finanziaria pubblica.

A livello europeo esistono leggi con obblighi di servizio universale nell'erogazione di energia elettrica e nel settore delle telecomunicazioni, tradotte nei rispettivi ordinamenti nazionali. In Italia è stato introdotto ed è disciplinato dal D.P.R. 19 settembre 1997 n. 318.

Ambito di applicazione[modifica | modifica sorgente]

Telecomunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Telecom Italia S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

In Italia comporta un serie di obblighi a carico dell'operatore con la maggior quota di mercato o incumbent (Telecom Italia), che vengono annualmente rimborsati dallo Stato al gestore privato, qualora dall'espletamento di tali obblighi derivino oneri iniqui per l'azienda[1].

Tra questi:

L'ultimo articolo non sempre è applicato nei tratti di rete coperti da vecchi apparati quali MUX e UCR.

La legge dovrebbe essere rivista con cadenza annuale dal Ministero delle Telecomunicazioni alla luce dei progressi della tecnologia, per determinare nuovi obblighi del servizio.

Finora dal Ministero delle Telecomunicazioni non sono state convocate consultazioni pubbliche sul tema.

Il servizio universale è l'unica legge che riguardi Telecom Italia, a cui lo Stato rimborserebbe (dati riferiti all'anno 2005):

  • 29.9 milioni per il servizio di fonia vocale;
  • 7.00 milioni per il servizio di telefonia pubblica;
  • 8.20 milioni per servizi di fonia a categorie agevolate di clienti;

Tuttavia, in virtù dei benefici che Telecom Italia ricava da questa condizione di fornitore del servizio universale, di fatto lo Stato riconosce a Telecom Italia solamente 25,58 milioni di euro.

In verità, il rimborso degli oneri derivanti dal Servizio Universale non avviene con risorse proprie dello Stato, ma attraverso il Fondo per il finanziamento del costo netto degli obblighi del servizio universale a cui contribuiscono tutti gli operatori che usufruiscono delle reti pubbliche di telecomunicazioni (la stessa Telecom Italia insieme a TIM, Vodafone, Wind, Fastweb, TeleTu, BT Italia)[2][1].

Alcuni paesi europei, come Svizzera, Spagna e Finlandia hanno dichiarato la banda larga servizio universale.[senza fonte]

Attualmente la materia in tema è disciplinato dal d.lgs 1º agosto 2003 n. 259 ("Codice delle comunicazioni elettroniche"), in particolare Capo IV dall'art.53 all'art. 85.

RAI S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

Il servizio pubblico generale radiotelevisivo con obblighi di servizio universale[3][4] è affidato in concessione fino al 6 maggio 2016 a RAI S.p.A. sulla base di un contratto di servizio (2010-2012) con il Ministero dello Sviluppo Economico. Il servizio pubblico generale è finanziato dal canone Rai.

Comunicazioni postali[modifica | modifica sorgente]

Il servizio universale per le comunicazioni postali è affidato in gestione a Poste Italiane per 15 anni (Art. 23-Norme Transitorie), con un costo annuo di 372 milioni nel 2009[5], 364 nel 2010[6], 357 nel 2011[7], a fronte di costi pari al doppio di tali cifre. 349.88 milioni di euro il valore del Contratto di Servizio per il 2012.

Il decreto recepiva la Direttiva 97/67/CE concernente "Regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio".

Per il 2009, è però prevista una direttiva europea di liberalizzazione dell'intero settore[8].

Comunicazioni ferroviarie[modifica | modifica sorgente]

Il servizio universale per i collegamenti ferroviari nazionali per passeggeri è affidato in gestione a Trenitalia S.p.A., con un costo di 239 milioni di euro per il 2009, 252 milioni di euro per il 2010, 242 milioni di euro per il 2011[9] , 220 milioni per il 2012[10][11]), che non coprono però interamente i costi del servizio, motivo per cui Trenitalia ha aggiunto risorse proprie per 115 milioni di euro nel 2010[12] e 134 milioni nel 2011[13][14].

Per il 2013 il valore del Contratto di Servizio è ammontato a 242.92 milioni di euro[15].

Il servizio è regolato da un Contratto di Servizio (2009-2014) con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Per il 2012, il Contratto di Servizio con lo Stato prevede che Trenitalia effettui giornalmente 86 collegamenti con treni di categoria Intercity, 24 collegamenti Treni Notte e 10 collegamenti attraverso bus[16].

Il Servizio Universale Regionale è frutto di un apposito Contratto di Servizio tra Trenitalia e le varie Regioni.

Il servizio universale per i collegamenti ferroviari merci è nuovamente affidato a Trenitalia S.p.A., regolato da un Contratto di Servizio (2009-2014) che è ancora in corso di perfezionamento per il triennio 2012-2014. Attualmente i costi per lo Stato sono stati pari a 110.9 milioni nel 2009, 128 milioni per il 2010, 128 milioni per il 2011[9].

Comunicazioni marittime[modifica | modifica sorgente]

Il servizio universale per le comunicazioni marittime nazionali è affidato a Tirrenia di Navigazione S.p.A. sulla base della legge 20 novembre 2009 n. 166 per il periodo 2010-2018 per un totale di 72.68 milioni all'anno.

Il servizio universale per le comunicazioni marittime regionali per la navigazione tra Campania, Sicilia, Sardegna, Toscana e le proprie rispettive isole, dal 2010 al 2022, sono affidate rispettivamente a Caremar (29.86 milioni/annui), Siremar (55.69), Saremar (13.68), Toremar (13).

Comunicazioni Aeree[17][18][modifica | modifica sorgente]

Il servizio universale per il trasporto aereo è normato dal Regolamento Europeo 1008/2008, il quale dispone che i vari Stati membri comunichino alla Commissione Europea la propria volontà di imporre gli oneri del servizio pubblico su determinate rotte: ciò è consentito nel caso in cui queste siano poco frequentate, la popolazione di una regione non sia adeguatamente collegata al resto del territorio nazionale o per favorire lo sviluppo economico di un'area geografica.

Con tale adempimento, i vari vettori vengono a conoscenza di questa circostanza e possono dunque proporre ai vari Stati il proprio interesse ad effettuare voli su quella rotta aerea, senza oneri per la finanza pubblica.

Nel caso in cui nessun vettore si mostri interessato, allora gli Stati bandiscono una gara europea per l'affidamento in esclusiva per quattro anni del servizio di collegamento aereo. Il vincitore riceverà quindi un corrispettivo per l'effettuazione dei voli sulla rotta aerea.

Per alcune tratte, solamente alcune categorie di passeggeri e solamente per certi periodi dell'anno vigono gli oneri e gli obblighi di servizio pubblico.

Secondo quanto contenuto nella ricerca L'applicazione degli oneri di servizio pubblico al trasporto aereo condotta nel 2004 da Baccelli e Siciliano, ogni anno lo Stato Italiano spende circa 70 milioni di euro per garantire i collegamenti aerei in regime di servizio universale, esclusi i fondi che ogni regione può erogare al vettore.

In base a quanto riportato sul sito internet Enac (vedi qui) sono oggetto di servizio pubblico le seguenti rotte.

Sardegna[modifica | modifica sorgente]

Operate da Alitalia CAI-Air One e Meridiana senza esclusiva e senza contribuzione statale.

Operate da Merdiana alle condizioni di sopra.

Operate da Meridiana e Alitalia CAI in esclusiva e con contribuzione dello Stato.

Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Operate da Meridiana con contribuzione dello Stato Italiano (2/3) e della Regione Siciliana (1/3).

Calabria[modifica | modifica sorgente]

  • Crotone - Roma Fco/Milano Linate
  • Reggio Calabria - Torino (convenzione con Alitalia CAI scaduta nel settembre 2013)

Operate da Alitalia CAI con contribuzione dello Stato.

Trentino Alto Adige[modifica | modifica sorgente]

Operata da Air Alps con contribuzione della Provincia Autonoma di Bolzano.

Toscana[modifica | modifica sorgente]

Operate da Silver Air s.r.o.

Valle d'Aosta[modifica | modifica sorgente]

  • Aosta - Roma Fiumicino v.v.

In corso di aggiudicazione.

Fornitura di servizi[modifica | modifica sorgente]

Energia elettrica[modifica | modifica sorgente]

Il servizio universale per la fornitura di energia elettrica è definito dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas che indica alle imprese di distribuzione quali sono le condizioni standard di erogazione del servizio che devono essere rispettate[19]: gli oneri che sopportano per garantire questi obblighi sono rimborsati alle imprese dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Telecom Italia, Servizio Universale. URL consultato il 1º maggio 2012.
  2. ^ Delibera N. 139/12/CIR dell'Autorità Garante delle Comunicazioni
  3. ^ Decreto Ministeriale 2 agosto 2007
  4. ^ Artt. 22 e 27 - Contratto di Servizio RAI-MSE 2007-2009
  5. ^ mondoposte.it
  6. ^ Proveddimento 23065 AGCM
  7. ^ Bilancio 2011 Poste Italiane S.p.A.
  8. ^ phliweb.it)
  9. ^ a b Camera dei Deputati. URL consultato il 4 maggio 2012.
  10. ^ Fs: TrenItalia ricava 12,9 cent passeggero/km, Deutsche Bahn 19,5 e Sncf 22,9 - Il Sole 24 ORE
  11. ^ linkiesta.it
  12. ^ Senato della Repubblica
  13. ^ Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
  14. ^ ferpress.it
  15. ^ Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
  16. ^ Carta dei Servizi Trenitalia 2012
  17. ^ Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
  18. ^ Regolamento Europeo 1008 del 2008
  19. ^ camera.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]