Alberto Manzi

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Alberto Manzi (Roma, 1924Pitigliano, 4 dicembre 1997) è stato un insegnante, personaggio televisivo e scrittore italiano, noto principalmente per essere stato il conduttore della trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi, messa in onda fra il 1960 ed il 1968.

Indice

[modifica] Biografia

Di studi in qualche modo eclettici (era laureato in biologia, in pedagogia e in filosofia, e aveva seguito studi nautici prima del diploma magistrale), era stato educatore presso una struttura carceraria minorile romana prima di dedicarsi all'insegnamento come maestro elementare.

Fu scelto per presentare il programma Non è mai troppo tardi, che lo rese conosciutissimo e che fu concepito come strumento di ausilio nella lotta all'analfabetismo. Il programma riproduceva in televisione delle vere e proprie lezioni di scuola primaria, con metodologie didattiche rivoluzionarie per l'epoca (Manzi al suo "provino" strappò il copione che gli era stato dato e improvvisò una lezione alla sua maniera), dinanzi a classi composte di adulti, appunto analfabeti.

L'effetto della trasmissione, che andò in onda per quasi un decennio, fu certamente di grande interesse e di grande rilevanza sociale: si stima che quasi un milione e mezzo di persone abbiano potuto conseguire la licenza elementare grazie a queste innovative lezioni a distanza, svolte di fatto secondo un vero e proprio corso di scuola serale. Le trasmissioni avvenivano nel tardo pomeriggio, prima di cena, Manzi utilizzava un grosso blocco di carta montato su cavalletto sul quale scriveva, con l'ausilio di un carboncino, semplici parole o lettere, accompagnate sempre da un accattivante disegnino di riferimento. Usava anche una lavagna luminosa (per quei tempi assai suggestiva). La ERI (casa editrice della RAI) pubblicava materiale ausiliario per le lezioni, quali quaderni e piccoli testi.

Dopo la conclusione del programma, e dopo alcune brevi e sporadiche programmazioni radiotelevisive sempre su temi legati all'istruzione, Manzi tornò quasi a tempo pieno all'insegnamento scolastico, interrompendolo di tanto in tanto per campagne di alfabetizzazione degli italiani all'estero, ad esempio in America latina. Da maestro tornò alla ribalta nel 1981, poiché si era rifiutato di redigere le appena introdotte "schede di valutazione", che con la riforma della scuola avevano sostituito la tradizionale pagella; Manzi si rifiuta di scrivere le suddette valutazioni perché «non posso bollare un ragazzo con un giudizio perché il ragazzo cambia è in movimento, se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest'anno l'abbiamo bollato per i prossimi anni».

La "disobbedienza" fu sanzionata con la sospensione dall'insegnamento e dalla paga. L'anno successivo il Ministero della Pubblica Istruzione torna a far pressione sull'insegnante cercando di convincerlo a scrivere le valutazioni tanto attese. Manzi fa intendere di non avere cambiato opinione ma si mostra disponibile nel redigere una valutazione riepilogativa comune per tutti i ragazzi tramite un timbro; il giudizio era: "fa quel che può, quel che non può non fa". Il Ministero della Pubblica Istruzione si mostra subito contrario alla valutazione timbrata. Manzi risponde dicendo:«Non c'è problema posso scriverlo anche a penna».

Scrisse anche diversi libri, il più famoso dei quali è Orzowei (1955), da cui fu tratta una omonima serie televisiva per la Tv dei ragazzi, che ebbe grande successo.

Ad Alberto Manzi è dedicata una scuola con centrale e succursale risiedente a Roma (la quale scuola porta anche il sottinteso nome di "Alberto Manzi"), in Via Del Pigneto e in Via Luigi De Magistris.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Bibliografia su Alberto Manzi

  • Daniele Giancane (1975), "Alberto Manzi o il fascino dell'infanzia", Milano, Rino Fabbri Editore.
  • Roberto Farné (a cura di) (1998), "L'avventura di insegnare. L'ultima intervista ad Alberto Manzi", in Enzo Morgagni (a cura di) Adolescenti e dispersione scolastica, Roma, Carocci, pp. 23-44. Montando parti dell'intervista e materiali di repertorio, è stato realizzato il video TV buona maestra. La lezione di Alberto Manzi, di Roberto Farné e Luigi Zanolio, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Universita di Bologna, 2000, 25 min.
  • Roberto Farné (2001), "Tv buona maestra: la lezione di Alberto Manzi", in: Orientamenti Pedagogici, 1, gen-feb
  • Roberto Farné (2003), Buona maestra TV. La RAI e l'educazione da "Non è mai troppo tardi" a "Quark", Roma, Carocci.
  • Francesco Genitoni e Ernesto Tuliozi (a cura di) (2007), Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi: storia di un maestro, consulenza scientifica di Roberto Farné, Catalogo della mostra prodotta da Festivalfilosofia, Comune di Carpi (MO)
  • Roberto Farné (2008), "Comunicazione educativa. Le sfide e il futuro. Editoriale della mostra dedicata a Alberto Manzi", in: Ricerche di Pedagogia e Didattica, Università degli Studi di Bologna, v. 3, in Internet: [1]
  • Roberto Farné (2008), "Alberto Manzi: il senso pedagogico dell'avventura", in: Orientamenti Pedagogici, 5, pp.853-864.
  • Roberto Farné (2008), "Alberto Manzi: non è mai troppo tardi per ricordarlo", in: Janus. Medicina, cultura, culture, 29, pp. 121-125.

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