Radio Onda Rossa

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Radio Onda Rossa
Anno di lancio 1977
Editore
Motto Radio OndaRossa: un segnale che disturba
Indirizzo web ondarossa.info
Diffusione
Terrestre
Analogico FM, 87.9 Mhz (a Roma)
Streaming web
Internet In formato MP3[1]

Radio Onda Rossa è una radio che inizia a trasmettere il 24 maggio 1977[2][3] a Roma, con sede in via dei Volsci, 56.

« RadiOndaRossa: la radio "di chi se la sente". »
("spot" della radio)

Indice

Storia [modifica]

Fondata da un gruppo di militanti dell'Autonomia Operaia romana, fu una delle radio libere di riferimento del Movimento del '77[4], anche se, pur coordinandosi con le altre radio, Radio Onda Rossa non si è mai autodefinita "radio libera", ma "radio militante", "radio di movimento", "radio rivoluzionaria"[2].

La radio subisce immediatamente sia la repressione delle forze dell'ordine, sia l’aperta ostilità del PCI. Le parole che uscivano dai suoi microfoni furono immediatamente accusate di istigazione al crimine, ovvero di compiere delitti contro la personalità dello Stato, di disubbidire alle leggi di ordine pubblico, a fomentare l’odio fra le classi sociali (titoli IV e V del codice penale).

Tra il 1977 e il 1980, redattrici e redattori furono denunciati, incarcerati, poi (dopo una decina d’anni) processati e, infine assolti. Nel 1977-78 vi furono diverse chiusure preventive, seppure temporanee, in occasione di manifestazioni di piazza; successivamente lo sviluppo del cosiddetto teorema Calogero (Processo 7 aprile), secondo il quale l’Autonomia Operaia era la testa pensante delle Brigate Rosse, determinò il clima per l’arresto (22 gennaio 1980) di vari compagni ritenuti redattori della radio e l'apposizione dei sigilli ai locali della radio per ordine della magistratura. Ma la radio fu riaperta e gli arrestati liberati nel mese di agosto, dopo una grande assemblea pubblica cittadina, il 25 maggio, al teatro Centrale di Roma[2].

Il 22 maggio 1980 Radio Onda Rossa viene chiusa per "motivi di ordine pubblico" assieme all'altra emittente romana Radio Città Futura. Il provvedimento viene comunque immediatamente ritirato[5].

Il 13 ottobre 1982, ore 2:15 un ordigno valutato in 3 kg di dinamite esplode davanti alla porta dell’appartamento di Radio onda rossa, provocando danni rilevanti all’interno dei suoi locali, in tutto il palazzo e nei palazzi vicini. Lo stabile di via dei volsci viene dichiarato inagibile. Al momento dell’esplosione nei locali si trovava solo una persona che rimase illesa grazie alla lontananza dal luogo dello scoppio (forse allertata dagli stessi attentatori). Radio onda rossa lo ricondusse immediatamente ad un’organizzazione sionista, la Lega di difesa ebraica (Led), che precedentemente aveva condotto azioni minatorie via telefonica alla redazione e annunciando un’azione “punitiva”. Era l'epoca dell'occupazione militare israeliana di Beirut, della strage di Sabra e Chatila, dunque della frattura dell'opinione pubblica in merito ad Israele, che ha coinvolto inevitabilmente le comunità ebraiche, sfociando sovente in comportamenti antisemiti da parte di politici e media. L'esplosione segue cronologicamente l'attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre e che costò la vita ad un bambino di due anni ed il ferimento di altri coetanei[senza fonte]. Il procedimento giudiziario aperto d’ufficio non arrivò ad accertare le responsabilità e la bomba rimase un atto di ignoti. I redattori della radio sostennero di aver ricevuto nei giorni immediatamente precedenti e successivi alla bomba, telefonate di rivendicazione dell’attentato.

93.300 e 87.9: le frequenze della radio [modifica]

Fin dal 1977 Radio Onda Rossa trasmetteva sulla frequenza 93.300-93.450 Mhz a Roma e nel Lazio: nel luglio 1987 fu oscurata dal segnale ben più potente di Radio Vaticana nonostante le fosse stata riconosciuta anche dal Ministero delle Telecomunicazioni la legittimità a trasmettere su quella frequenza[6].

L'"oscuramento" del 1987 [modifica]

Nel 1987 in Italia si attua il cosiddetto Piano di Ginevra (stilato dalla RAI ma mai ratificato dal parlamento): un accordo internazionale di divisione delle frequenze radio che di fatto cancellava dall'etere alcune radio a favore dello sviluppo dell'oligopolio delle reti commerciali private.

Nell'ambito di questo piano e nonostante avesse la disponibilità di altre frequenze, dal 1º luglio 1987 Radio Vaticana inizia a trasmettere sulla frequenza dei 93.300 MHz, frequenza già usata da Radio Onda Rossa. La potenza di trasmissione di Radio Vaticana è notevolmente più grande di quella di Radio Onda Rossa (20.000 watt contro 1.500) tale da oscurare di fatto il segnale di quest'ultima.

Nonostante le proteste di piazza e l’opposizione della radio, la situazione rimane immutata per più di otto anni, durante i quali la redazione decide di continuare a trasmettere sulla stessa frequenza rivendicando il diritto a una frequenza propria, libera da interferenze; finché nel 1995 si libera una frequenza nell'etere romano a causa del fallimento di Voglia di radio, una radio commerciale[6]. Dopo vari, e vani, incontri al Ministero delle Comunicazioni, la redazione di Radio Onda Rossa decide di occupare la frequenza degli 87.900 MHz. Pochi giorni prima di Natale la radio organizza una manifestazione a piazza Venezia e trasmette per la prima volta, dagli altoparlanti di un furgone, sulla nuova frequenza occupata[2][7].

Il riconoscimento della frequenza di trasmissione è stato oggetto di una lunga controversia con il Ministero delle Comunicazioni[6], conclusasi solo nel 2006, dopo una rinnovata minaccia di interruzione delle trasmissioni nel 2002[8].

Finanziamento [modifica]

Radio Onda Rossa è una "radio libera e indipendente", senza proprietari, senza pubblicità, autogestita e autofinanziata, senza giornalisti professionisti[2][9]. Per scelta ideologica, la radio non ha mai ricavato il proprio finanziamento dalla pubblicità, preferendo la raccolta di fondi associata a iniziative di vario genere, realizzate soprattutto in collaborazione dei centri sociali di Roma, attraverso quindi concerti ed eventi. Ancora oggi è possibile continuare a sostenere la radio tramite delle sottoscrizioni che si possono effettuare recandosi direttamente negli studi in via dei Volsci tutti i giorni; oppure compilando dei bollettini di conto corrente postale. Altre possibilità per sostenere Radio Onda Rossa sono l'acquisto dei cd autoprodotti (reperibili in sede), il bonifico bancario o altrimenti la tessera di sottoscrizione annuale da 60 euro a persona e 120 euro collettive.

Attività della radio [modifica]

Nel corso dei decenni ha portato avanti diverse battaglie e campagne di controcultura. Nel 2001, insieme ad altre sei radio italiane, Radio Black Out di Torino, Radio Ciroma di Cosenza, Radio Città 103, Radio Fujiko e Radio K Centrale di Bologna, Radio Onda d'urto di Brescia e all'Agenzia AMISnet, ha dato vita al network Radio Gap (Global Audio Project), nato per raccontare i fatti del G8 di Genova a luglio di quell'anno e che ha proseguito con le mobilitazioni degli anni successivi[10].

Si tratta della prima sperimentazione significativa in Italia della tecnologia che consente di ascoltare la radio via internet (streaming); Radio GAP trasmette dal Media Center del Genoa Social Forum: un'aula della scuola "Pascoli" di Genova. Il lavoro collettivo di una trentina di redattrici e redattori permette la realizzazione di notiziari in tre lingue e consente la copertura di tutti gli incontri, i dibattiti e i seminari del movimento, oltre le corrispondenze in diretta delle manifestazioni di piazza[11]. Radio GAP diventa la voce ufficiale e attendibile del movimento che si ritrova a Genova e ritrasmette il segnale in tutto il mondo: in una settimana di attività registrerà l’incredibile numero di oltre 1.400.000 contatti, dal Sudafrica al Canada all’India, dall’Australia alla Russia all’Argentina, oltre a tutta l’Europa[2].

Altre attività [modifica]

Dal 1999 pubblica la "Scarceranda", un'agenda contro ogni carcere giorno dopo giorno, perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva, da non confondere con la più famosa agenda "Smemoranda". Oltre a "Scarceranda" la radio dispone anche di alcuni gadget che fanno parte del merchandising provvisto di maglie e felpe che possono essere acquistate direttamente in sede in modo tale da contribuire al suo sostentamento. Dall'aprile del 2010 il sito ufficiale della radio cambia veste grazie ad una nuova versione molto più aggiornata attraverso la quale è da oggi possibile effettuare delle sottoscrizioni direttamente on-line.

La radio nella cultura popolare [modifica]

Nel 1988 Militant A e Castro X, conduttori di Funk Theology, trasmissione radiofonica di musica e cultura hip-hop in onda dalle frequenze della radio, formano il "collettivo rap" Onda Rossa Posse, uno dei primi gruppi a fare rap in italiano[12][2].

Alla radio è dedicata la canzone La mia radio dei Radici nel cemento, pubblicata sull'album Occhio! del 2004.

Bibliografia [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ http://radio.dyne.org:8000/ondarossa.mp3 Onda Rossa in streaming
  2. ^ a b c d e f g Radio Onda Rossa. URL consultato in data 08-05-2010.
  3. ^ Mappa di Roma
  4. ^ Pagina interattiva per la raccolta dei materiali e l'organizzazione del lavoro del libro sui trent'anni di ROR
  5. ^ Le radio locali: una esperienza comunicativa per il pubblico giovanile (1975-77)
  6. ^ a b c Media Parade - Roma - 16 Marzo. lists.peacelink.it. URL consultato in data 23-06-2010.
  7. ^ Un po' di storia di Radio Onda Rossa
  8. ^ Informazione a rischio e divario digitale. unimondo.org. URL consultato in data 23-06-2010.
  9. ^ Sostieni Radio Onda Rossa. ondarossa.info. URL consultato in data 30-01-2011.
  10. ^ CONTRO IL G8: NASCE RADIO GAP - GLOBAL AUDIO PROJECT. URL consultato in data 11-06-2010.
  11. ^ Le trasmissioni di Radio Gap compreso la drammatica interruzione delle trasmissioni durante l'irruzione alla Scuola Diaz. URL consultato in data 08-05-2010.
  12. ^ Assalti Frontali:Breve Biografia. URL consultato in data 25-03-2010.

Collegamenti esterni [modifica]