Movimento del '77
Il movimento del '77 è stato un movimento spontaneo nato nel 1977. Nato principalmente nell'area dei gruppi della sinistra extraparlamentare; fu del tutto nuovo sia a livello di forma che di sostanza rispetto ai precedenti movimenti studenteschi, come quello del Sessantotto; esso infatti fu caratterizzato dalla dichiarata contestazione al sistema dei partiti e dei sindacati, ma anche dei movimenti politici come erano stati fino ad allora e soprattutto dalla proposta di tematiche fino ad allora inedite.[1]
[modifica] Contesto storico e sociale
[modifica] Caratteristiche
Il movimento nacque in concomitanza della crisi delle organizzazioni extraparlamentari che avevano condotto ed egemonizzato le lotte sociali negli anni successivi al sessantotto e con l'avvento di quella che fu definita Università di massa. In conseguenza della fine della scuola classista, entrata definitivamente in crisi con il sessantotto e con la legge sul diritto allo studio del 1969, le università non erano più frequentate quasi esclusivamente da studenti provenienti dai ceti più benestanti ma anche in larga parte da giovani provenienti dal proletariato.
Dopo circa un decennio di contestazioni nella scuola e nella società, il rigore rivoluzionario dei vecchi gruppi appariva inadeguato e superato. Infatti la contestazione fu rivolta anche alla pratica politica delle stesse organizzazioni da cui gli aderenti al movimento provenivano. Inoltre il movimento femminista, che dai primi anni '70 aveva avuto una crescita molto forte, era presente nel movimento con le sue istanze di liberazione dall'oppressione sessista maschile.
Altro aspetto importante fu l'azione politica del partito radicale di Marco Pannella che, dopo la vittoria nel 1974 del Referendum per il divorzio, aveva ingrossato notevolmente le file e aveva concentrato il suo impegno sulla difesa dei diritti umani, dei diritti civili, per il pacifismo e la non violenza. Le istanze inoltre erano molteplici dalla lotta contro l'autoritarismo e la repressione, a quelle del movimento di liberazione omosessuale e l'antiproibizionismo. Inoltre bisogna ricordare che in quell'epoca vi era la diffusione della cultura underground e di giornali dedicati alla controcultura e alla controinformazione, come la rivista Re Nudo fondata nel 1969 a Milano da un gruppo di hippies. Questi con la rivista nel 1975 e nel 1976, in un certo qual modo ricalcando il grande raduno di Woodstock, avevano organizzato due grandi raduni pop (Festival del proletariato giovanile) al Parco Lambro a Milano.
La cultura alternativa passava anche attraverso le radio libere, nate dopo la liberalizzazione delle trasmissioni nel 1976, che ebbero una discreta diffusione in tutto il territorio nazionale. A livello internazionale c'è da rimarcare che proprio nel '77 arrivò la "prima ondata" di subcultura punk chiamata "Punk 77", relativo in particolare alla scena britannica (British Punk) e statunitense (American Punk). Nacque in questo contesto un movimento complesso, libertario e creativo, dove non c'erano leader e dove il coinvolgimento e la responsabilità erano strettamente personali anche se un ruolo portante nelle lotte continuavano a svolgerlo gli ambienti militanti dell'ormai sciolta Lotta Continua e soprattutto dell'area dell'Autonomia.
[modifica] Le azioni politiche
Alcune delle pratiche di lotta che caratterizzarono il movimento si erano formalizzate nel corso degli anni '70 e tendevano a proporre un modello d'azione diretta dove il cambiamento doveva avvenire subito, con la riappropriazione di beni e spazi rivendicati come diritto. Occupazioni di case sfitte e/o abbandonate, espropri proletari, autoriduzione delle bollette e dei servizi in genere (dal cinema agli esercizi di ristorazione) divennero le pratiche tipiche del movimento, a cui rimasero affiancate le azioni distintive della sinistra extraparlamentare come l'antifascismo militante.
Il movimento del '77 coinvolse i settori emarginati della società che erano costituiti, nelle grandi città, da vasti strati della popolazione delle periferie degradate e che vivevano la loro condizione sottoproletaria ai margini della società e della politica nazionale. A questa condizione di emarginazione si aggiunse la circolazione e la diffusione dell'eroina, che il movimento si impegnò a contrastare con campagne di informazione e di lotta allo spaccio.
[modifica] La rottura con la sinistra istituzionale
| « Il padrone disperato / ha chiamato il sindacato: / "Lama mio salvami tu, / così non se ne può più" / E con gran pubblicità / va nell'università. / Di preciso il diciassette / del febbraio '77 / sopra un palco da cantante / il progetto delirante: / "Il lavoro benedici / viva viva i sacrifici" » | |
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(Murale all'Università di Bologna (da Zut, febbraio 1977)
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Nel 1977, l'ala creativa e pacifica del movimento e l'Autonomia Operaia che invece propugnava la lotta armata in piazza, consumarono la rottura definitiva col PCI contestando duramente la politica del compromesso storico e l'abbandono da parte del Partito Comunista Italiano dell'opposizione di classe al potere borghese.
La rottura col PCI si manifestò in maniera palese il 17 febbraio 1977, durante un comizio del segretario della CGIL Luciano Lama svoltosi dentro l'università di Roma, in quel momento occupata dagli studenti. Durante il comizio la contestazione dell'ala creativa e degli studenti dell'Autonomia si trasformò in scontro aperto con il servizio d'ordine del sindacato. Gli scontri per violenza e intensità causarono lo scioglimento anticipato del comizio e l'abbandono della città universitaria da parte del segretario e della delegazione della CGIL. L'evento diverrà famoso e ricordato come "La cacciata di Lama" dall'università La Sapienza. Lo stesso giorno in conseguenza di quell'episodio il rettore dell'Università la Sapienza di Roma Antonio Ruberti consegnò la città universitaria alla polizia.
[modifica] Gli scontri di piazza
| Per approfondire, vedi le voci Francesco Lorusso, Fatti di Bologna dell'11 marzo 1977 e Giorgiana Masi. |
La città di Bologna in quell'anno fu teatro di violentissimi scontri di piazza. In particolare l'11 marzo viene ucciso con un colpo di pistola alle spalle (probabilmente sparato da un carabiniere) un militante di Lotta Continua, Francesco Lorusso, durante le cariche per disperdere un gruppo di autonomi che avevano organizzato una contestazione dell'assemblea di Comunione e Liberazione che si teneva quella mattina all'università. Questo evento fece da detonatore per una lunga serie di scontri con le forze dell'ordine che interessarono per due giorni l'intera città di Bologna. Il ministro degli interni Francesco Cossiga per reprimere le azioni di guerriglia inviò i mezzi blindati nella zona universitaria e in altri punti caldi della città.[2]
Il fatto provocò la condanna da parte di alcuni esponenti dell'intellighenzia francese, fra i quali lo scrittore Jean-Paul Sartre, che in una sua intervista al quotidiano Lotta Continua dichiarò:
| « …non posso accettare che un giovane militante sia assassinato per le strade di una città governata dal partito comunista… » | |
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(Lotta Continua, Libertà e potere non vanno in coppia, 9 settembre 1977)
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La condanna sfociò, nel luglio 1977, in un Manifesto contro la repressione firmato da 28 intellettuali fra i quali, oltre a Sartre e Simone de Beauvoir, i filosofi Michel Foucault, Roland Barthes, Philippe Sollers, Gilles Deleuze e Felix Guattari. Quest’ultimi erano stati gli autori del saggio Anti-Edipo che era diventato uno dei punti di riferimento culturali del Movimento del ’77.
Anche Torino fu teatro di scontri sanguinosi e attentati. Il 1 ottobre 1977, al termine di un corteo partito con l'assalto alla sede del Movimento Sociale Italiano, un gruppo di militanti di Lotta Continua raggiunse un bar del centro cittadino, L'Angelo Azzurro di via Po 46, frequentato da giovani di destra. In seguito al lancio di due bombe molotov morì bruciato vivo Roberto Crescenzio, uno studente del tutto estraneo agli schieramenti politici. L'omicidio, i cui responsabili materiali non furono mai individuati, fu definito da un altro leader di Lotta Continua, Silvio Viale, un "tragico incidente".
Un'altra vittima innocente degli scontri di piazza di quell'anno è Giorgiana Masi, uccisa a Roma da un colpo di pistola durante una manifestazione organizzata dal Partito Radicale per celebrare i tre anni dalla vittoria del referendum sul divorzio. Per quanto i responsabili dell'omicidio siano rimasti ignoti, il movimento attribuì la responsabilità del delitto ad agenti di polizia in borghese, che vennero immortalati in quell'occasione vestiti con abbigliamento riconducibile allo stile dei giovani extraparlamentari.
[modifica] Convegno di Bologna
Uno degli ultimi eventi del Movimento del ’77 fu il Convegno contro la repressione svoltosi a Bologna tra il 23 e il 25 settembre 1977.
Al convegno parteciparono 70.000 persone secondo i dati ufficiali, più di 100.000 per gli organizzatori, che invasero in maniera pacifica la città per tre giorni. Mentre si formarono dei gruppi di lavoro in varie sedi come i locali dell’università, ma anche cinema e lo stesso palazzo comunale, la città si trasformò in un palcoscenico per iniziative spontanee a cui parteciparono gruppi teatrali e musicali che vide la presenza di importanti figure della cultura italiana come quella di Dario Fo e Franca Rame.
Al Palazzetto dello sport si riunì una grande assemblea che avrebbe dovuto stigmatizzare nuove direttive per il movimento e il confronto fra le sue varie anime. L'assemblea fu però egemonizzata dai militanti autonomi che si scontrarono con l'ala del movimento più propensa ad una lotta sui temi della controcultura piuttosto che agli scontri con lo stato che si stava radicalizzando sul territorio e stava diventando sempre più violento. L'assemblea diventò di fatto l'ultimo atto ufficiale del movimento.
[modifica] La fine del movimento. Il riflusso
Verso la fine degli anni settanta il movimento aveva esaurito la fase iniziale di rivolta spontanea. Il rapimento Moro aveva spinto molti aderenti dei gruppi della sinistra extraparlamentare a seguire quanto contenuto nel motto suggerito anche dal quotidiano Lotta continua ("né con lo Stato né con le brigate rosse"). Diversi furono i giovani che si avviarono verso la lotta armata, che favorirono la recrudescenza del terrorismo, mentre altri ripiegarono nei partiti parlamentari o nel disimpegno. Altri ancora disillusi e nello sconforto aspiravano al misticismo, alle filosofie orientali ed al ritiro in comunità per uno stile di vita alternativo. Il resto del movimento, così come era inteso dalla fine degli anni sessanta, scomparve del tutto lasciando una sola organizzazione, Democrazia Proletaria, che, dopo la scelta parlamentare, si schierò alla sinistra del PCI divenendo un punto di riferimento per parte dei giovani impegnati negli anni Ottanta. I vari leader e personaggi noti, reduci dei primi anni dell'esperienza del Sessantotto, come Alexander Langer, ultimo direttore del giornale Lotta Continua, scelsero l'impegno ambientale, raggruppandosi attorno al nascente movimento verde italiano. Altri entrarono a far parte dei vecchi partiti (soprattutto il PSI) e si dedicarono a seguire le loro carriere, in pratica alimentando il nascente fenomeno degli yuppies, giovani individualisti che inseguivano, negli anni Ottanta, il successo ed il profitto, nel contesto di uno stile di vita edonista e modaiolo.
Dal '77 si svilupparono le nuove realtà giovanili di lotta politica nate attorno a quelli che negli anni successivi sarebbero diventati i Centri sociali, luoghi di aggregazione politico-sociale nata nel solco delle esperienze dei circoli del proletariato giovanile della seconda metà degli anni '70.
[modifica] Riviste dell'epoca legate al Movimento
[modifica] Le canzoni e i dischi
- Eugenio Finardi - La radio
- Gianfranco Manfredi - Ma non è una malattia, Ma chi ha detto che non c'è, Quarto Oggiaro Story, Ultimo Mohicano
- Area - Luglio, agosto, settembre (nero), Gioia e Rivoluzione
- Claudio Lolli - Ho visto anche degli zingari felici, Disoccupate le strade dai sogni
- Centro d'Urlo Metropolitano - Mamma dammi la benza
- Skiantos - Inascoltable
- Sex Pistols - Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols
- Clash - The Clash'
- Bob Marley - Exodus
- Edoardo Bennato - Burattino senza fili
- Ricky Gianco - Compagno sì, compagno no, compagno un cazz.
- Enzo Del Re - Il banditore.
[modifica] Cronologia
[modifica] 1976
- 30 ottobre: si scioglie Lotta Continua
- 3 dicembre: viene pubblicata la "circolare Malfatti" (dal nome del ministro della Pubblica istruzione Franco Maria Malfatti), che attacca la liberalizzazione dei piani di studio in vigore dal 1968, propone l’abolizione degli appelli mensili degli esami e il loro raggruppamento in due sessioni, l’aumento delle tasse di frequenza, restando inalterato il fondo per gli assegni di studio.
[modifica] 1977
- 21 gennaio: approvazione della legge sull’aborto alla Camera dei deputati
- 24 gennaio: a Palermo comincia l'occupazione alla facoltà di Lettere a seguito della delibera dell'applicazione della circolare da parte del Senato accademico
- 25 gennaio: I sindacati firmarono un accordo con la Confindustria sulla riduzione del costo del lavoro
- 30 gennaio: Il parlamento abolisce una parte della scala mobile dei salari
- 1º febbraio: a Roma circa 70 fascisti irrompono nella facoltà di lettere occupata armati di spranghe e armi da fuoco. Un colpo di pistola ferisce gravemente alla testa lo studente Guido Bellachioma
- 2 febbraio: a Roma a seguito di scontri tra polizia e studenti che volevano assaltare la sede dell'MSI in via Sommacampagna, Ugo Pecchioli chiede la chiusura dei "covi" dell'autonomia affermando che i raid fascisti all'università e le provocazioni dell'estrema sinistra sono due facce dello stesso disegno terrorista. È la rottura definitiva tra PCI e movimento degli studenti
- 17 febbraio: a Roma Luciano Lama, segretario della CGIL, viene cacciato dall’università dagli studenti dell'autonomia. Durante il comizio, organizzato dalla CGIL, il servizio d'ordine del sindacato e del PCI aveva cercato di allontanare gli indiani metropolitani che, esponendo un totem, chiedevano ironicamente a Lama altri sacrifici. Gli autonomi intervennero con lancio di oggetti nella direzione del palco costringendo Lama e il suo staff alla fuga.
- 26 e 27 febbraio: a Roma primo coordinamento nazionale degli studenti universitari. Avviene la rottura fra le femministe e gli indiani metropolitani da un lato e l’Autonomia Operaia e l’area della militanza dall’altro
- 10 marzo: viene votato il rinvio a giudizio di due ex ministri Gui e Tanassi per corruzione aggravata ai danni dello stato
- 10 marzo: a Bologna scattano una serie di arresti in ambito studentesco al fine di impedire l'affluenza di ulteriori elementi del Movimento in città
- 11 marzo: a Bologna viene ucciso con un colpo di pistola dalle forze dell’ordine il militante di Lotta Continua Francesco Lorusso, si scatenano una serie di scontri violenti
- 12 marzo: a Roma una manifestazione di protesta per la morte di Lorusso, con oltre cinquantamila partecipanti, diventa guerriglia urbana.
- 12 marzo: a Bologna alle ore 23.15 viene chiusa dalla polizia radio Alice[3]
- 14 marzo: a Bologna con le autoblindo, mandate dal ministro degli interni Francesco Cossiga, vengono sgombrati gli studenti che occupavano l’università,
- 6 aprile: a Milano, ha luogo la prima assemblea di " Dissidenza sindacale ", dalla politica di "collaborazione e di sostegno", della Cgil e degli altri sindicati al governo.
- 15 aprile: il progetto di riforma Malfatti è approvato dal consiglio dei ministri.
- 21 aprile: a Roma le forze dell’ordine intervengono per sgomberare l’occupazione di alcune facoltà presso la città universitaria, ci sono scontri violentissimi con gli studenti nei quali vengono feriti militari, studenti, una giornalista americana e rimane ucciso l'allievo sottufficiale Settimio Passamonti;
- 22 aprile: il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga vieta qualsiasi manifestazione pubblica a Roma fino al 31 maggio.
- 29 e 30 aprile: a Bologna ha luogo il secondo coordinamento nazionale del movimento.
- 3 maggio: rinvio del processo alle BR a causa delle minacce fatte a giudici e giurati
- 12 maggio: a Roma Giorgiana Masi è uccisa da un poliziotto infiltrato mentre partecipava a un sit-in organizzato dai Radicali a piazza Navona in occasione dell'anniversario del referendum sul divorzio.
- 14 maggio: a Milano l’agente di polizia Antonio Custra è colpito a morte. In quella occasione viene scattata la foto del manifestante col passamontagna che impugna una P38 puntandola nella direzione della polizia, immagine che diverrà l’icona più utilizzata dai media per rappresentare il movimento del '77.
- 1 giugno: a Genova le Brigate rosse sparano alle gambe del vice direttore del Secolo XIX Valerio Bruno
- 2 giugno: a Milano le BR gambizzano Indro Montanelli, direttore del Giornale Nuovo.
- 7 giugno: il senato boccia la legge sull’aborto, già approvata alla Camera.
- 10 giugno: in tutte le città, ci sono manifestazioni indette dalle organizzazioni delle donne per protestare contro la votazione del senato.
- 20 giugno: scontri all’università di Cagliari, fra autonomi e militanti del Pci.
- 5 luglio: sul quotidiano Lotta Continua viene pubblicato un appello contro la repressione del compromesso storico, firmato da molti intellettuali, tra i quali Jean-Paul Sartre, Michel Foucault, Gilles Deleuze, Felix Guattari, Roland Barthes e Maria Antonietta Macciocchi.
- 28 agosto: nasce il Movimento anti-nucleare, con una manifestazione alla centrale di Montalto di Castro.
- 23 e 25 settembre: a Bologna si svolge il Convegno nazionale contro la repressione[4], l'ultima assemblea del movimento, in seno al quale si registrano dissensi e spaccature insanabili. Questo convegno sancisce la fine politica del movimento e l’inizio del "riflusso".
- 30 settembre: a Roma viene ucciso dai fascisti Walter Rossi, studente e militante di Lotta Continua.
- 1 ottobre: A Torino una manifestazione di protesta organizzata da Lotta Continua per l'omicidio del giorno precedente sfocia nell'omicidio dello studente Roberto Crescenzio, vittima del rogo del bar "Angelo Azzurro" dato alle fiamme da autonomi.
[modifica] 1978
- 7 gennaio: a Roma si consuma la Strage di Acca Larentia dove vengono uccisi tre giovani attivisti del Fronte della Gioventù.
- 14 febbraio: a Roma viene ucciso Riccardo Palma, magistrato addetto alla direzione generale degli istituti di prevenzione e pena.
- 9 marzo: a Torino si apre il processo a 50 brigatisti, ritenuti i capi storici delle BR, tra i quali Renato Curcio, Alberto Franceschini, Prospero Gallinari, Mario Moretti.
- 16 marzo: a Roma viene rapito Aldo Moro, dalle Brigate Rosse.
[modifica] Note
- ^ Per una ricerca sul movimento del Settantasette, articolo del 9 marzo 2006
- ^ Alcune immagini dell'evento
- ^ http://www.rad ioalice.org/chiusura.html], chiusura di Radio Alice
- ^ Il Convegno di settembre sulla repressione. URL consultato il 22-04-2010.
[modifica] Bibliografia
[modifica] Saggi
- Aa.Vv. "Fatti Nostri", Bertani editore, 1977, (re-edited Rimini, Nda Press, 2007), ISBN 888903517X, ISBN 9788889035177
- Aa.Vv. Millenovecentosettantasette. Manifestolibri, Roma, 1997
- Nanni Balestrini, Primo Moroni. L'orda d'oro (1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale). SugarCo, 1988 (III ed. Feltrinelli, 2003), ISBN 88-07-81462-5
- Franco Berardi. Dell’innocenza. 1977: l’anno della premonizione. Ombre corte, Verona, 1997
- Franco Berardi, Veronica Bridi (a cura di). 1977, L’anno in cui il futuro incominciò. Fandango libri, Istituto Gramsci Emilia-Romagna, 2002
- Piero Bernocchi. Dal ‘77 in poi. Erre emme edizioni, Roma, 1997
- Sergio Bianchi, Lanfranco Caminiti (a cura di). Settantasette. La rivoluzione che viene. Roma, Castelvecchi, 1997 (2ª ed. DeriveApprodi, Roma, 2004)
- Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (a cura di). Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie. Vol. 1. Roma, DeriveApprodi, 2007. ISBN 978-88-89969-01-4
- Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (a cura di). Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie. Vol. 2. Roma, DeriveApprodi, 2007. ISBN 978-88-89969-35-9
- Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (a cura di). Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie. Vol. 3. Roma, DeriveApprodi, 2008. ISBN 978-88-89969-57-1
- Fabrizio Billi (a cura di). Gli anni della rivolta. 1960-1980: prima , durante e dopo il ‘68. Punto Rosso, Milano, 2001
- Claudio Del Bello (a cura di). Una sparatoria tranquilla. Per una storia orale del ‘77. Odradek, Roma, 1997
- Tommaso De Lorenzis, Valerio Guizzardi, Massimiliano Mita. “Avete pagato caro. Non avete pagato tutto. La rivista Rosso (1973-1979)”, DeriveApprodi, Roma, 2008
- Marco Grispigni. Il settantasette. Il Saggiatore, Milano, 1997 ISBN 88-428-0511-4 (2ª ed. 1977 Manifestolibri, Roma, 2006, ISBN 88-7285-464-4)
- Gian Ruggero Manzoni - Emilio Dalmonte. Pesta duro e vai trànquilo. Feltrinelli, Milano, 1980
- Raul Mordenti. Frammento di un discorso politico. Il ’68, il ’77, l‘89. Essedue edizioni, Verona, 1989
- Claudia Salaris, Pablo Echaurren. Controcultura in Italia 1967-1977. Bollati Boringhieri, Torino, 1999
- Pablo Echaurren. La casa del desiderio. '77: indiani metropolitani e altri strani. Manni, 2005. ISBN 88-8176-633-7
[modifica] Romanzi
- Bruno Arpaia, Il passato davanti a noi, Guanda, 2006. ISBN 978-88-8246-912-2
- Autori molti compagni, Bologna marzo 1977... Fatti nostri, NdA Press, 2007. ISBN 978-88-89035-17-7
- Nanni Balestrini, Gli invisibili, Bompiani, 1987.
- Enrico Palandri, Boccalone. Storia vera piena di bugie, Feltrinelli, 1988. ISBN 978-88-452-5309-6
- Paolo Pozzi, Insurrezione, DeriveApprodi, 2007. ISBN 978-88-89969-23-6
- Luca Rastello, Piove all'insù, Bollati Boringhieri, 2006. ISBN 978-88-339-1661-3
- Pier Vittorio Tondelli Altri libertini, Feltrinelli, 1980
[modifica] Filmografia
- Verso sera, regia di Francesca Archibugi (1990)
- Il trasloco (documentario), regia di Renato De Maria (1991)
- Alice è in paradiso, regia di Guido Chiesa (2002)
- Paz!, regia di Renato De Maria (2002)
- Lavorare con lentezza - Radio Alice 100.6 MHz, regia di Guido Chiesa (2004)
[modifica] Voci correlate
- Il Sessantotto e il Maggio francese
- Il giornale satirico Il Male
- Anni di piombo, Strategia della tensione
- Autonomia Operaia
- Radio Alice
- Indiani metropolitani
- Partito Radicale
- Enrico Berlinguer, Aldo Moro e il Compromesso storico
- A/traverso
[modifica] Collegamenti esterni
- Per una ricerca sul movimento del Settantasette
- La luna e il dito. Il 1977 a Bologna e in Italia La Storia siamo Noi - Rai Educational
- Settantasette: documenti, fotografie, bibliografia
- Avevo vent'anni Enrico Franceschini racconta il suo 1977 (21 maggio 2007)
- [1], Il movimento del '77 e la violenza. Per un avvio della discussione
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