Félix Guattari

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Pierre-Félix Guattari (Villeneuve-les-Sablons, 30 aprile 1930Parigi, 29 agosto 1992) è stato un medico, psicanalista, filosofo e politico francese. È principalmente noto per le sue collaborazioni intellettuali con Gilles Deleuze, e per le opere con lui scritte quali L'Anti-Edipo (1972) e Millepiani (1980).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovane studente di medicina e indirizzato verso farmacia viene attratto molto presto dalla psichiatria e se ne interessa approfonditamente ma, per ragioni ideologiche, decide di non specializzarvisi. In seguito diviene psicanalista presso la scuola di Jacques Lacan e aderisce alla Scuola Freudiana di Parigi.

Militante politico di orientamento comunista, per le sue posizioni estremiste e antistaliniste viene allontanato dal Partito Comunista Francese e diviene redattore del bollettino di opposizione della sinistra "La voie communiste".

Come psicanalista fu esponente del movimento dell'antipsichiatria e nel 1953 fondò, insieme a Jean Oury e altri - in continuità con l'esperienza di Francois Tosquelles che pose le basi della "Psicoterapia Istituzionale" nell'ospedale di Saint-Alban - la Clinica psichiatrica per psicotici di La Borde a Cour-Cheverny dove lavorò per quarant'anni sino alla morte nel 1992.

Come psicanalista e filosofo, ma anche come militante politico, Guattari giunse alla notorietà soprattutto per il sodalizio dopo il maggio 1968 con Gilles Deleuze, filosofo esponente della "renaissance nietzschenne", con il quale scrisse "L'Anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia" nel 1973 un testo in cui gli Autori accusano la psicoanalisi, di "familiarismo", ovvero di ripiegare il desiderio sul cosiddetto "romanzo familiare" con la pretesa reificazione della metafora dell'Edipo.

Nel 1987 fonda la rivista "Chimères - Revue des schizoanalyses".

Filosofia[modifica | modifica sorgente]

Capitalismo e schizofrenia[modifica | modifica sorgente]

« Freud scopre il desiderio come libido, desiderio che produce; ma non smette di ri-alienare la libido nella rappresentazione familiare (Edipo).

La psicoanalisi è la stessa storia dell'economia politica come la vede Marx: Adam Smith e Ricardo scoprono l'essenza della ricchezza come lavoro che produce e non smettono di ri-alienarla nella rappresentazione della proprietà." »

((Felix Guattari, "Una tomba per Edipo"))

In un'intervista di presentazione del loro lavoro, lo psicoanalista e il filosofo dissero: "Abbiamo scritto L'Antiedipo in due. Siccome ognuno di noi era parecchi, faceva già molta gente".
Questo libro fin dal suo apparire ha suscitato, e questo è senz'altro uno dei suoi principali meriti, un dibattito vivacissimo.
Sul banco degli imputati veniva posta la psicoanalisi, tutte le scuole della psicoanalisi, nessuna esclusa, ma soprattutto la psicoanalisi di matrice freudiana. E, per far questo, Deleuze e Guattari mirano al nucleo centrale fondante la scienza psicoanalitica: il complesso di Edipo scoperto da Freud per autoanalisi e in seguito formulato come teoria generale.
E a proposito della vicenda edipica svolta da Jung, se da un lato trova il consenso del duo psicoanalista/filosofo, dall'altro non viene risparmiato alle loro critiche: "Jung ha dunque assolutamente ragione nel dire che il complesso di Edipo significa tutt'altro da sé, e che la madre è anche la terra, e l'incesto, una rinascita infinita (il suo torto è solo di credere di «superare» in tal modo la sessualità)."[1]
La stessa cosa dicasi per la teoria del transfert: "Quando si parla della rottura Freud-Jung si dimentica troppo spesso il punto di partenza modesto e pratico: Jung notava che lo psicoanalista nel transfert appariva spesso come un diavolo, un dio, uno stregone, e che i suoi ruoli andavano singolarmente al di là delle immagini parentali. Tutto è peggiorato in seguito, ma il punto di partenza era buono."[2]
Dopo la parte critica della psicoanalisi strumento di difesa del capitalismo e repressore sofisticato del desiderio rivoluzionario, ma anche della schizofrenia come tentativo rivoluzionario sì ma fallimentare, passando alla parte propositiva espongono il loro progetto che svilupperanno nei libri seguenti ("Millepiani",1980, II° volume di "Capitalismo e schizofrenia") della fondazione di una nuova psicoanalisi che denominano "schizoanalisi" il cui compito è quello di fare in modo che il processo schizofrenico di fuga del desiderio dalla sua riduzione/repressione nella struttura edipica non incorra più in quel limite che costituisce anche il suo fallimento: la schizofrenia non come processo ma come malattia mentale.

Per Deleuze/Guattari questo loro progetto costituisce anche un modo per aiutare la psicoanalisi stessa a liberarsi dalle sue collusioni con il Capitale/Edipo e a ritrovare i suoi primitivi intenti sovversivi a livello della micropolitica del desiderio per ridurre il microfascismo e attuare la rivoluzione molecolare quale prospettiva rivoluzionaria della liberazione del desiderio che è creatore di un nuovo ordine altro dai modelli rivoluzionari che puntavano alla presa del potere statale affermatisi nel secolo scorso e agli inizi del Novecento.

È questo concetto della rivoluzione che fa dire a Guattari: "...io sono di un'euforia completa per quanto riguarda il processo rivoluzionario, perché al limite anche se non ci saranno dei rivoluzionari, se non ci sarà un movimento rivoluzionario, ci sarà comunque la rivoluzione. Una ragione in più per farla."[3]. Infatti "La rivoluzione sociale a venire sarà anche molecolare, oppure non sarà"[4]

E per ritornare al loro "aiutare" la psicoanalisi:

« Dopo lunghi anni di formazione e di pratica io sono arrivato poco a poco alla convinzione che la psicoanalisi doveva riformare radicalmente i suoi metodi ed i suoi riferimenti teorici, perché in caso contrario sarebbe rimasta a vegetare nella sclerosi e nel conformismo che la caratterizzano attualmente, o forse a perdere ogni credibilità e scomparire del tutto. Poco importa, secondo me, che le società, le scuole psicoanalitiche e la professione stessa di psicoanalista scompaiano - sia ben chiaro - purché l'analisi dell'inconscio continui ad esistere in quanto pratica, secondo modalità nuove." »
("Il capitale mondiale integrato", 1982))

Siccome, molti, all'uscita dell'"Antiedipo" hanno equivocato il discorso degli autori e l'hanno affrettatamente definito come un'apologia irresponsabile della schizofrenia come attitudine rivoluzionaria, val la pena di citare un brano di Guattari tratto da un'intervista in cui gli veniva chiesto:
"Vi si dirà forse che voi valorizzate la schizofrenia in modo romantico e irresponsabile. Ed anche che avete la tendenza a confondere il rivoluzionario con lo schizofrenico."
Al che, nella risposta, Guattari precisa:
"Noi poniamo un problema semplice come quello che Burroughs ha proposto sulla droga: è possibile captare la potenza delle droghe senza drogarsi, senza prodursi come uno straccio d'uomo drogato? È la stessa cosa per la schizofrenia."[5]

Doppio legame e schizofrenia[modifica | modifica sorgente]

Di rilievo all'interno dell'"Antiedipo", che va inteso però come essi hanno specificato nel senso di "Anedipo" cioè "privo di Edipo", è la loro critica alla rivoluzionaria teoria del doppio legame, elaborata negli anni Sessanta dal pensatore Gregory Bateson e dalla scuola di Palo Alto in California che nel frattempo era divenuto il nucleo centrale delle elaborazioni di una nuova generazione di psichiatri che venivano ormai chiamati antipsichiatri per il loro porsi come nuova psichiatria alternativa alla psichiatria tradizionale ritenuta disumanizzante in quanto trattante la persona come un oggetto. Questa nuova generazione di operatori sanitari dei manicomi proprio in quegli anni intorno al sessantotto veniva creando nuove comunità psicoterapeutiche dove talvolta medici infermieri e pazienti si costituivano in veri comitati di autogestione che in alcuni casi sembravano assomigliare a vere e proprie comuni anarchiche dell'istituzione psichiatrica per il clima di libertà che in essi si respirava.
Gli autori dell'antiedipo tuttavia non sono così entusiasti della teoria del doppio legame come invece, per esempio, Ronald David Laing e David Cooper e le altre comunità antipsichiatriche che a loro facevano riferimento. Per Deleuze-Guattari, infatti, ci vuol ben altro che un doppio legame per produrre la schizofrenia. Del resto, essi osservano, il doppio legame pervade completamente l'intera struttura sociale: chi non è vittima o artefice di doppi legami? Ciò tuttavia non produce in tutti la schizofrenia. Il doppio legame pertanto non spiega la schizofrenia, che invece è una strategia del desiderio rivoluzionario, una "linea di fuga", per usare il linguaggio dei due filosofi-psicoanalisti. Una strategia che, senza avere un'idea romantica della schizofrenia, malgrado gli intenti rivoluzionari della suddetta strategia talvolta è fallimentare producendo solo un matto da manicomio.

Appunti[modifica | modifica sorgente]

Per chi volesse rendersi disponibile a redigerlo nella forma che merita da segnalare alcuni nodi principali:
Mentre sulla tematica dell'edipo il riferimento è più genericamente, sotto talunni aspetti, legato alle modalità di proiezione del sogno del terapeuta sul paziente. [es. v. Cesare Viviani - "Il sogno dell'interpretazione"], in riferimento esplicito ad un caso clinico di Freud quale modello sottrae all'immaginario comune la visione del "è come se", imponendo quella dell' "è" in riferimento al mondo del, forse più genericamente, "soggetto".
Cercando modalità più semplici "non è come se vivesse in una realtà in cui" ma "è in una realtà in cui", ovvero non un mondo di "fantasie che percepisce solo lui" ma realtà altrettanto tangibile e concreta, quali quelle più diffuse.
Il, mi si perdoni, "folle", non è colui che si fa trascinare dal mondo interiore, ma il "sano" di un'altra realtà.
Indubbia la connessione con il concetto Deleuziano della territorializzazione, che indica una concretezza ben superiore di quella "solo" percettiva, forse, banalizzando, "territorio psicologico" con valenza più che tangibile, effettiva.
Spiana la strada alla non valutazione di certe esperienze non come "non-sano" ma quali reazioni del tutto "sane" per mondi "del tutto personali" o "dell'aumentata profondità" che dir si voglia.
Centrale nel libro anche l'influenza cibernetica degli anni della sua uscita, il corpo nella sua globalità inteso come "macchina", di cui verrebbe inibito il corretto scorrimento dei fluidi, forse esagerato ma si potrebbe scorgere, visti espliciti rimandi a non vedere "causa ed essenza" di questi fenomeni nella "monadicità" del soggetto, ovvero nella sua visione dell'individuo come isolato ma bensì, attraverso visioni con accento sociale e sistemico [v. sopra], riferimenti alla "macchina sociale", che con i suoi ingranaggi comunicativi, ancestrali o altrimenti, tiene in atto la fenomenologia di queste situazioni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Capitalismo e schizofrenia", vol.I° "Antiedipo", cap.III - "Selvaggi, barbari e civilizzati".
  2. ^ Antiedipo- capitalismo e schizofrenia- cap.I "Le macchine desideranti" )
  3. ^ Felix Guattari,"Desiderio e rivoluzione"
  4. ^ Felix Guattari, "Il capitale mondiale integrato"
  5. ^ Guattari, "Una tomba per Edipo"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Scritti singolarmente[modifica | modifica sorgente]

Scritti con Gilles Deleuze[modifica | modifica sorgente]

Scritti con altri[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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