Il Male

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Il Male
Stato Italia
Lingua italiano
Fondazione 1977
Chiusura 1982
Direttore Pino Zac, Vincenzo Sparagna, Vincino
 

Il Male è stata una delle più importanti riviste satiriche italiane. Fu fondata da Pino Zac (nome d'arte di Giuseppe Zaccaria), e diretta, dal quarto numero in poi, da Vincino e da Vincenzo Sparagna (alias Tersite). Tra i partecipanti della prima ora furono da annoverarsi i disegnatori Angese, Enzo Sferra, Jacopo Fo, Vauro Senesi, Cinzia Leone, Riccardo Mannelli, il grafico Francesco Cascioli e lo scrittore Angelo Pasquini.

Nato sulle ceneri de Il Quaderno del Sale, ebbe come fonte d'ispirazione il giornale satirico parigino Le Canard enchaîné, dal quale Pino Zac proveniva. Un ruolo importante nella fondazione del giornale e nella sua direzione fu svolto da Vincenzo Sparagna, che collaborò con la testata fino al 1981, dopo aver fondato con Tamburini, Scòzzari, Pazienza, Mattioli e Liberatore, il mensile Frigidaire. Il settimanale cessò le pubblicazioni nel marzo 1982.

Indice

[modifica] Storia

Il Male nacque nel settembre 1977 a Roma. Fondatori: Pino Zac, Sergio Saviane, Jacopo Fo, Vincino, Roberto Perini, Riccardo Mannelli, Vauro Senesi; questi ultimi due andarono via dopo il terzo numero. Direttori responsabili furono Ubaldo Nicola, cui seguirono Lillo Calogero Venezia e Vincenzo Sparagna.

Nelle pagine de Il Male i lettori trovavano vignette e articoli. Una delle più brillanti invenzioni fu l'imitazione delle prime pagine dei quotidiani, con titoli assolutamente demenziali ma verosimili; molti caddero nell'inganno, e il giornale passò alla storia dell'informazione e del costume.

Assieme a racconti, poesie farneticanti e interviste - vere e fasulle - il settimanale si contraddistinse per la ferocia dei suoi fumetti e delle sue vignette, alcune delle quali pubblicate sotto pseudonimo per evitare denunce. Ebbe moltissimi sequestri e più di cento processi per "offese a capo di stato estero" (il papa Giovanni Paolo II definito Giampaolo II), "vilipendio", "diffusione di materiale osceno" e altro.

Non riscosse subito grande successo, e la sua satira corrosiva gli procurò una storia tormentata di ritorsioni e censure. Fra le beffe più famose, e che fecero improvvisamente alzare le vendite, notissima quella in cui si diede notizia in prima pagina dell'arresto di Ugo Tognazzi, assolutamente complice della presa in giro, presentato come capo delle Brigate Rosse[1][2]: su falsi di diversi quotidiani (Paese Sera, Il Giorno e La Stampa) uscirono le immagini del noto attore ammanettato e scortato da torme di carabinieri, tra i quali si riconoscevano due dei redattori, Pasquini e Lo Sardo. I testi dei falsi erano di Vincenzo Sparagna, Angelo Pasquini, Jiga Melik, Piero Lo Sardo, Mario Canale.

« Rivendico il diritto alla cazzata! »
(Ugo Tognazzi spiegando il suo arresto)

O anche l'inaugurazione con cerimonia "ufficiale" a Villa Borghese (Roma) di un busto in marmo di Giulio Andreotti, subito sequestrato dalla polizia.[3][4] Era presente anche l'attore Roberto Benigni che fu denunciato insieme a Vincenzo Sparagna e a Vincino per aver deriso il cognome di un funzionario di Pubblica Sicurezza, tale Pompò, giunto sul posto per effettuare la rimozione.

Da ricordare anche il numero con "Dieci grammi di droga gratis" (contenente una bustina di pepe), o il falso numero de la Repubblica dal titolo "Lo Stato si è estinto" durante i funerali di Aldo Moro. Sollevò un certo clamore anche il finto numero del Corriere dello Sport - Stadio, col quale si annunciava l'annullamento del Mondiali del '78, in seguito alla segnalazione per doping di alcuni calciatori olandesi, una voce realmente circolata dopo la sconfitta azzurra contro la nazionale olandese, giunta alla finale. L'evento causò l'ira di Giorgio Tosatti, all'epoca direttore del Corriere dello Sport - Stadio, il quale affermò che lo sport e il calcio non andavano infangati. La storia e la cronaca degli anni successivi dimostrarono l'inutilità di questa miope indignazione.

Nel settembre 1978, a condimento di un congresso del PCI, apparve un falso de l'Unità nel quale il segretario Enrico Berlinguer annunciava la rottura con la Democrazia Cristiana e quindi la fine del compromesso storico. Seguì nell'inverno dello stesso anno una falsa edizione straordinaria del Corriere della Sera che annunciava l'incontro di una delegazione ONU con degli extraterrestri ("Arrivano da un'altra galassia") e sei mesi dopo, in concomitanza delle elezioni politiche anticipate del 1979, con la notizia "La Democrazia Cristiana abbandona". Una copia giunse persino in Parlamento, ma deliziò i lettori del settimanale.

Nel frattempo, durante la guerra tra Cina e Vietnam, a seguito della liberazione della Cambogia dal regime di Pol Pot, un'edizione straordinaria de La Repubblica con tanto di foto di fungo atomico, annunciò lo scoppio di un terzo conflitto mondiale. I falsi erano resi credibili per l'ottima somiglianza della impaginazione e la grafica con gli originali. Superato lo stupore iniziale, il lettore si dilettava nella lettura di intere colonne di articoli satirici, presentati insieme alle versioni rivedute e corrette di noti inserti pubblicitari.

Nel giugno 1979, sviluppando l’idea dei falsi giornali in una originale guerriglia satirica contro i regimi socialisti dell’est, Vincenzo Sparagna prepara per Il Male (con la collaborazione del solo Vladimir Goldkorn per le traduzioni) una falsa Trybuna Ludu in polacco, che annuncia lo scioglimento del regime comunista di Edward Gierek. Il giornale venne diffuso clandestinamente da Vincenzo Sparagna stesso e dal fotografo Sandro Giustibelli in Polonia durante la prima visita di Giovanni Paolo II in patria.

Il Male si distinse più volte per la pubblicazione di false prime pagine di quotidiani italiani. Il settimanale satirico non risparmiò il neonato quotidiano L'Occhio, diretto Maurizio Costanzo, riportando la notizia di un'improvvisa chiusura con tanto di immagine ad effetto, sullo stile dell'autentico quotidiano: un fotomontaggio raffigurante lo stesso Costanzo suicida per impiccagione. Seguivano: una parodia di un articolo di cronaca mondana, illustrato da Silver (collaboratore de L'Occhio), ed una delle striscie a fumetti sulla vita di Karol Wojtyla, dove profeticamente il Ponteficie si ritrova vecchio e malato, impossibilitato ad espletare le sue usuali attività sportive.

Nell’estate del 1980, ancora Vincenzo Sparagna con la collaborazione dei dissidenti russi Natalia Gorbanievskaia, Vladimir Bukovskij e Vladimir Maximov, inventa una falsa Pravda, che viene distribuita in Russia, beffando il KGB, durante le Olimpiadi di Mosca. Il giornale descrive la futura dissoluzione dell’impero sovietico. Sulla stessa linea tre anni dopo Vincenzo Sparagna, stavolta con la rivista Frigidaire da lui diretta e la collaborazione del giornalista lituano Savik Schuster, realizzò e diffuse in Afghanistan e nell’est europeo una falsa Stella Rossa (il quotidiano dell'Armata Rossa), copertina di Gaetano Liberatore con un soldato russo che spezza un kalashnikov sotto il titolo “Basta con la guerra! Tutti a casa!”. Copie del falso furono affisse nottetempo, con l’aiuto dei mujaheddin di Abdul Haq, anche per le vie di Kabul, allora occupata dai sovietici.

Il successo de Il Male aprì una stagione in cui molti editori, di varie tendenze politiche, tentarono la via della satira, pubblicando molte imitazioni, tutte a vita piuttosto breve: Il Peccato, La Peste, Lira di Dio, Perestrojka, Cane Caldo, La pecora nera, Senza quore. Anche il settimanale Cuore, inserto de l'Unità può essere considerato un epigone de "Il Male"[senza fonte]

Alcuni degli autori che pubblicarono su Il Male furono:

Il comico Daniele Luttazzi, parlando del periodo dal 1978 ai primi anni ottanta, ha dichiarato: «Oggi è quasi impossibile pensare che all'epoca esistesse un settimanale satirico come Il Male, veramente all'avanguardia, avanti di 50 anni, insomma divertentissimo.»[5].

Vincenzo Sparagna è stato nel dopoguerra il secondo giornalista finito in carcere (pochi giorni a Regina Coeli) dopo Giovannino Guareschi. L’accusa contro Vincenzo Sparagna era vilipendio alla Religione di Stato.

[modifica] Continuatori del Male

Martedì 25 maggio 2010, Vauro, Vincino e Massimo Caviglia hanno trascorso alcune ore fuori da Palazzo Montecitorio truccati da "morti viventi" per coinvolgere alcuni politici nell'iniziativa di promozione de Il Male di Vauro e Vincino[6]. Il 26 luglio 2010 l'intenzione di uscire in edicola è confermata dalla nascita del sito ilmaleagain.it[7] con una pagina dedicata anche sul sito del giornale Il Fatto Quotidiano[8] del quale i due azionisti Francesco Aliberti e Cinzia Monteverdi finanziano questa operazione editoriale.

Il 27 giugno 2011 Vauro ha annunciato pubblicamente che Il Male di Vauro e Vincino sarebbe uscito in edicola la prima settimana di ottobre 2011[9].

Il 30 settembre 2011 Vincenzo Sparagna dalle pagine del sito ufficiale di Frigidaire annuncia l'uscita de Il Nuovo Male e scrive "Da sabato primo ottobre è in edicola Il Nuovo Male. Non quello pensato come una penosa furbata editoriale dalle nuove star della satira da salotto televisivo ovvero Vauro e Vincino"[10].

Sabato 1 ottobre 2011 Vincenzo Sparagna è gia in edicola con Il Nuovo Male edizione popolare, mensile indipendente.

Sulle pagine de Il Fatto Quotidiano Vauro replica così: «Vincenzo Sparagna si lamenta perché non lo abbiamo coinvolto? Non capisco. Della vecchia redazione mancano in tanti. Non ci sono, per esempio, quelli che sono morti. Non ci sono i morti. E non c’è Vincenzo Sparagna».[11]

Il 7 ottobre 2011 Il Male di Vauro e Vincino esce in edicola come settimanale[12].

[modifica] Note

  1. ^ Curiosità. Ugo Tognazzi è il capo delle Brigate Rosse
  2. ^ Sbatti il falso in prima pagina. Storia dei "falsi giornali" dal Male al Lunedì della Repubblica
  3. ^ Vincenzo Sparagna su IL MALE, da Liberazione, 31/05/2008
  4. ^ I CINQUE ANNI CHE CAMBIARONO LA SATIRA, Lo Presti Epifania (gennaio 2009)
  5. ^ Dichiarazione rilasciata durante un'intervista nella trasmissione Extra, sulla rete All Music, l'8 febbraio 2005
  6. ^ Vauro, il ritorno del "Male"
  7. ^ www.ilmaleagain.it
  8. ^ Il ritorno del Male
  9. ^ [1]
  10. ^ Il nuovo Male di Frigidaire contro la finta satira da salotto
  11. ^ [2]
  12. ^ Aspettando IL MALE di Vauro e Vincino

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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