Il Male

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« Rivendico il diritto alla cazzata! »
(Ugo Tognazzi spiegando il suo arresto.)

Il Male è stata una delle più importanti riviste satiriche italiane. Fu fondata da Pino Zac (nome d'arte di Giuseppe Zaccaria), e diretta, dal quarto numero in poi, da Vincino. Tra i partecipanti della prima ora sono da annoverarsi i disegnatori Angese, Enzo Sferra, Jacopo Fo, Vauro Senesi, Cinzia Leone, il grafico Francesco Cascioli e lo scrittore Angelo Pasquini. Dapprima nominato I quaderni del Sale venne subito cambiato con Il Male in seguito all'accordo con il distributore Parrini, Il Male ha come fonte satirica d'ispirazione il pungente giornale satirico Canard Enchainé di Parigi da cui Pino Zac proveniva. Un ruolo importante nella fondazione del giornale e nella sua direzione fu svolto da Vincenzo Sparagna, che abbandonò la testata nel 1980 per fondare con altri Frigidaire.

Indice

[modifica] Storia

Nato nel settembre del 1977, il settimanale venne pubblicata fino al marzo 1982.

Il settimanale ha pubblicato vignette e articoli giornalistici. Una delle sue più brillanti invenzioni fu l'imitazione a più riprese delle prime pagine dei quotidiani, con titoli assolutamente demenziali ma verosimili; molti caddero nell'inganno, ed il giornale si consegnò alla storia del costume. Assieme a racconti, poesie farneticanti ed interviste - vere E fasulle - il settimanale fu contraddistinto dalla ferocia dei suoi fumetti e delle sue vignette, alcune delle quali pubblicate persino sotto pseudonimo per evitare denunce. Ebbe moltissimi sequestri e più di cento processi per: "offese a capo di stato estero" (il Papa), "vilipendio", "diffusione di materiale osceno", ecc.. Riscosse un grande successo, e la sua satira corrosiva gli procurò una storia tormentata di ritorsioni e censure. Fra le beffe più famose del Male quella cui si prestò Ugo Tognazzi, nella quale veniva annunciato il suo arresto con l'accusa di essere il capo delle Brigate Rosse: su falsi di diversi quotidiani immagini del noto attore ammanettato e scortato da agenti in divisa, tra i quali si riconosce uno dei redattori. O anche il posizionamento a Villa Borghese di un busto in marmo di Giulio Andreotti, subito sequestrato dalla polizia. Alla "cerimonia" era presente anche l'attore Roberto Benigni il quale ebbe una denuncia per aver deriso il cognome del funzionario di Pubblica Sicurezza giunto sul posto per la rimozione. Da ricordare il numero con "Dieci grammi di droga gratis" (conteneva una bustina di pepe), o il falso numero de La Repubblica dal titolo "Lo Stato si è Estinto" durante il rapimento di Aldo Moro. Clamorosissimo il finto numero della Gazzetta dello Sport, dove si annunciava l'annullamento del titolo argentino ai Mondiali del '78, in seguito alla segnalazione per doping di alcuni calciatori olandesi, una voce realmente circolata dopo la sconfitta azzurra con la Nazionale olandese, la quale gareggiò la partita finale con i sudamericani. L'evento causò l'ira di Giorgio Tosatti, all'epoca direttore del Corriere dello Sport - Stadio, il quale affermò che lo sport e il calcio non andavano infangati. Nel Settembre 1978, al termine di un Congresso dell'allora PCI, appare un falso de L'Unità dove l'allora segretario Berlinguer annuncia la rottura con la Democrazia Cristiana e quindi la fine del Compromesso Storico. Segue nell'inverno dello stesso anno un falso del Corriere della Sera che annuncia l'incontro di una delegazione O.N.U. con degli extraterrestri ("Arrivano da un'altra galassia") e sei mesi dopo, in concomitanza delle elezioni politiche anticipate del 'Settantanove, con la notizia "La Democrazia Cristiana abbandona". Una copia giunse in Parlamento, ma deliziò i suoi lettori. Nel frattempo, durante la breve guerra tra Cina e Vietnam, a seguito della liberazione della Cambogia dal regime di Pol Pot, un'edizione straordinaria de La Repubblica con tanto di foto di fungo atomico, annuncia lo scoppio di un terzo conflitto mondiale. I falsi erano credibili per l'impaginazione e la grafica. Superato lo stupore iniziale il lettore si dilettava nella lettura di intere colonne di articoli dal sapore satirico nonché le versioni rivedute e corrotte di inserti pubblicitari allora conosciuti.

Alcuni degli autori furono: Karen (Jacopo Fo), Cinzia Leone, questi ultimi nel gruppo dei fondatori, oltre che del Male, anche dell'Avventurista, Tanino Liberatore, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Stefano Tamburini, Bruno D'alfonso, Pino Zac, Francesco Cascioli, autore dei fotomontaggi della rivista.

Il comico Daniele Luttazzi, parlando del periodo dal '78 ai primi anni ottanta, ha dichiarato: «Oggi è quasi impossibile pensare che all'epoca esistesse un settimanale satirico come Il Male, veramente all'avanguardia, avanti di 50 anni, insomma divertentissimo»[1].

[modifica] Bibliografia

  • Filippo Scòzzari. Prima pagare poi ricordare. Da «Cannibale» a «Frigidaire». Storia di un manipolo di ragazzi geniali. Roma, Coniglio Editore, 2004. [1]
  • Vincino (a cura di). Il Male. 1978-1982. I cinque anni che cambiarono la satira Raccolta di alcune delle copertine e vignette più feroci. Milano, Rizzoli, 2007. ISBN 8817014133.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Dichiarazione rilasciata durante un'intervista nella trasmissione Extra, sulla rete All Music, l'8 febbraio 2005
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