Sergio Saviane

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Sergio Saviane (Castelfranco Veneto, 192327 luglio 2001) è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Dotato di vena polemica, si trasferisce giovanissimo a Roma dove dice d'aver 'pasteggiato con sole banane' per sopravvivere agli anni di gavetta. Ottiene nel 1955 un incarico presso il settimanale Cronache, poi entra a L'Espresso , dove ottiene popolarità per la sua rubrica di critiche televisive, spesso incisive per non dire caustiche, tenuta per oltre vent'anni sul tale periodico, nella quale inventò il termine mezzobusto per indicare i giornalisti dei telegiornali.

Nel frattempo esordisce anche come scrittore: il suo primo romanzo, Festa di laurea, vince nel 1961 il Premio Viareggio come Opera Prima. Buon riconoscimento anche per il secondo libro I misteri di Alleghe, nato da un'inchiesta giornalistica dello stesso Saviane relativa ad una serie di delitti avvenuti ad Alleghe, nel bellunese, negli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale. Saviane era stato citato in giudizio dagli stessi responsabili dei delitti, e condannato per diffamazione. La verità viene a galla in tempi successivi, grazie alla memoria delle inchieste di Saviane, ed alle indagini di un ufficiale dei Carabinieri di quelle zone montane.

Sposata negli anni settanta la causa della satira come mezzo per sconfiggere i soprusi dei potenti, fu tra fondatori della rivista satirica Il Male. Buon amico di Vincenzo Sparagna, col quale in seguito ebbe dissidi per questioni societarie, entra in contatto con la nuova generazione di vignettisti, tra cui Andrea Pazienza, ed Angese. Gratificato dall'esperienza, parteciperà ad altre riviste satiriche, tra cui la celebre Zut di cui è pure co-fondatore.

Per un dissidio con la redazione de L'Espresso, abbandona la sua rubrica ed ogni rapporto con Eugenio Scalfari, ma sarà il 'nemico' Indro Montanelli ad arruolarlo nello staff del neonato quotidiano La Voce, giornale dalla breve vita, che esercitò un importante ruolo d'opposizione di destra contro il governo Berlusconi. In seguito Saviane collabora a La tribuna di Treviso, con immutata vena corrosiva. In quegli anni vive ad Asolo in una bella casa rinascimentale.

Saviane conserva, abbandonata Roma, ottimi rapporti con il mondo del giornalismo, dell'editoria, e dei potentati economici. Maurizio Costanzo lo invita al suo show serale, e lo vorrebbe come ospite fisso. Con Montanelli costruisce un rapporto umano oltre che professionale, e frequenta spesso Luciano Benetton (che incasserà pungenti critiche), e il suo collaboratore artistico Oliviero Toscani. Entrambi coinvolgono Saviane in progetti tra sociale ed arte.

Nel 1971 fu tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi e di un altro pubblicato ad ottobre su Lotta Continua in cui esprimeva solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere a causa del contenuto violento di alcuni articoli, impegnandosi a «combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato»[1][2].

Per il proprio impegno politico di sinistra, Sergio Saviane ha dovuto affrontare oltre 100 querele. Il suo libro Caro nemico ti scrivo è una bella testimonianza della schiettezza con cui affrontava argomenti scomodi. Un capitolo su Irene Pivetti gli vale addirittura un'inchiesta da parte della Digos.

La figlia Caterina Saviane, scomparsa quando il padre era ancora in vita, aveva anch'essa intrapreso giovanissima la vita da scrittrice. Suo il libro Ore perse vivere a sedici anni.

Era cugino di Giorgio Saviane.

[modifica] Opere

  • Festa di laurea (1960), Parenti
  • I misteri di Alleghe (1965), Mondadori
  • Dietro il video (1972), Feltrinelli
  • Moravia Desnudo (1975), SugarCo
  • Video malandrino (1977), SugarCo
  • L'Espresso desnudo (1985), Edizioni biblioteca dell'immagine
  • Caro nemico ti scrivo (1994), Sperling & Kupfer
  • El Còce (1997), Marsilio
  • Italia desnuda. Trent'anni di vita italiana 1967-1997 (1997), Canova
  • Il miliardario. La vita segreta di Luciano Benetton (1998), Marsilio

[modifica] Note

  1. ^ "I falsi profeti del Sessantotto" di Michele Brambilla
  2. ^ "Caso Calabresi" di Antonio Socci

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