Sergio Saviane

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Sergio Saviane (Castelfranco Veneto, 18 aprile 1923Castelfranco Veneto, 27 luglio 2001) è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dotato di vena polemica, si trasferì giovanissimo a Roma dove diceva d'aver pasteggiato con sole banane per sopravvivere agli anni di gavetta.

Nel 1955 ottenne un incarico presso il settimanale Cronache, poi entrò a L'Espresso, dove ottenne popolarità con la sua rubrica di critica televisiva, spesso incisiva per non dire caustica, tenuta per oltre vent'anni sul tale periodico, nella quale inventò il termine mezzobusto per indicare i giornalisti dei telegiornali.

Nel frattempo esordiva anche come scrittore: il suo primo romanzo, Festa di laurea, vinse nel 1961 il Premio Viareggio come opera prima.

Buon riconoscimento di critica ebbe anche il secondo libro I misteri di Alleghe, nato da un'inchiesta giornalistica condotta dallo stesso Saviane e relativa ad una serie di delitti avvenuti ad Alleghe, nel bellunese, negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale.

Saviane fu citato in giudizio dagli stessi responsabili dei delitti, e condannato per diffamazione. La verità venne a galla in tempi successivi, grazie alla memoria delle inchieste di Saviane, ed alle indagini di un ufficiale dei Carabinieri di quelle zone montane.

Sposata negli anni settanta la causa della satira, fu tra fondatori della rivista satirica Il Male. Amico di Vincenzo Sparagna, col quale in seguito ebbe dissidi per questioni societarie, entrò in contatto con la nuova generazione di vignettisti, tra cui Andrea Pazienza, ed Angese. Gratificato dall'esperienza, partecipò in seguito ad altre riviste satiriche, tra cui la celebre Zut di cui era cofondatore.

Per un dissidio con la redazione de L'Espresso, abbandonò la sua rubrica ed ogni rapporto con Eugenio Scalfari, fu arruolato dal nemico Indro Montanelli nello staff del neonato quotidiano La Voce, giornale dalla breve vita, che esercitò un importante ruolo d'opposizione di sinistra contro il governo Berlusconi.

In seguito Saviane collaborò a La tribuna di Treviso, con immutata vena corrosiva. In quegli anni viveva ad Asolo in una bella casa rinascimentale.

Saviane conservò, abbandonata Roma, ottimi rapporti con il mondo del giornalismo, dell'editoria, e dei potentati economici. Maurizio Costanzo lo invitò al suo talk show serale, e lo avrebbe voluto come ospite fisso. Con Montanelli costruì un rapporto umano oltre che professionale, e frequentò spesso Luciano Benetton (che incassò pungenti critiche), e il suo collaboratore artistico Oliviero Toscani. Entrambi coinvolsero Saviane in progetti tra sociale ed arte.

Per il proprio impegno politico da comunista, Sergio Saviane dovette affrontare oltre 100 querele. Il suo libro Caro nemico ti scrivo è una bella testimonianza della schiettezza con cui affrontava argomenti scomodi. Un capitolo su Irene Pivetti gli valse addirittura un'inchiesta da parte della Digos e una querela che sfociò in una pesante multa. A pagarla fu l'amico Montanelli.

La figlia Caterina Saviane, scomparsa quando il padre era ancora in vita, aveva intrapreso giovanissima la vita da scrittrice. Suo il libro Ore perse vivere a sedici anni.

Era cugino di Giorgio Saviane.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di laurea (1960), Parenti
  • I misteri di Alleghe (1965), Mondadori
  • Dietro il video (1972), Feltrinelli
  • Moravia Desnudo (1975), SugarCo
  • Video malandrino (1977), SugarCo
  • L'Espresso desnudo (1985), Edizioni biblioteca dell'immagine
  • Caro nemico ti scrivo (1994), Sperling & Kupfer
  • El Còce (1997), Marsilio
  • Italia desnuda. Trent'anni di vita italiana 1967-1997 (1997), Canova
  • Il miliardario. La vita segreta di Luciano Benetton (1998), Marsilio

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