Palio di Siena

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Il manifesto che convoca il Palio di agosto

Coordinate: 43°19′06″N 11°19′53″E / 43.318333°N 11.331389°E43.318333; 11.331389 Il Palio di Siena è una competizione fra le Contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale.

La "carriera", come viene tradizionalmente chiamata la corsa[1], si svolge normalmente due volte l'anno: il 2 luglio si corre il Palio in onore della Madonna di Provenzano, e il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta[2].

In occasione di avvenimenti eccezionali, di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (ad esempio: il centenario dell'Unità d'Italia), la comunità senese può decidere di effettuare un "Palio straordinario", corso tra maggio e settembre. L'ultimo si è tenuto nel 2000, per celebrare l'ingresso nel nuovo millennio[3].

Contrade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contrade di Siena.

La contrade che corrono il Palio di Siena sono 17:

La storia del Palio[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Fin dal 1200 si ha testimonianza di una corsa di cavalli a Siena, e documenti anteriori al XII secolo ricordano di un "Palio di San Bonifazio", ossia il santo titolare dell'antica Cattedrale, che prima della fondazione di quella attuale sorgeva in Castelvecchio[4]. Proprio al sagrato del Duomo nuovo, in quel periodo fu posta l'insegna del Comune a segnare l'arrivo della corsa dei barberi. Quando Siena divenne una delle più ricche e colte città dell'Europa del Medioevo, il Palio fu l'evento ludico e il momento e conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta patrona di Siena e del suo Stato. Il momento culminante delle feste era la cerimonia dell'offerta dei ceri e dei censi in Cattedrale, rito insieme religioso e politico, atto di devozione alla Madonna dei senesi e di sudditanza ai reggitori del Comune di Siena[5].

Per l'organizzazione del Palio, il Comune nominava annualmente i "Deputati della Festa", menzionati regolarmente nei documenti del Trecento, con ampi compiti e attribuzioni. A correre il Palio erano i nobili e i notabili sui loro cavalli; si correva "alla lunga", cioè in linea su un percorso che andava da fuori le mura al Duomo, dall'esterno all'interno. Il premio era un pallium: una lunga pezza di stoffa preziosa, talvolta cucito a bande verticali e foderato da centinaia di pelli di vaio[4][5].

Il più antico documento sul Palio è del 1238, e tratta di giustizia paliesca[6]. Fissa a 40 soldi la pena pecuniaria inflitta a Ristoro di Bruno Ciguarde «quia cum currisset palium in festa Sancte Marie de Augusto, et fuisset novissimus, non accepit sune sicut statutum est pro novissimo», ossia perché correndo il Palio ed essendo giunto ultimo, non aveva preso il porco, ossia il premio derisorio che per regolamento veniva assegnato all'ultimo classificato. Tale "purga" era obbligatoria, per meglio definire vittoria e sconfitta[5], ma si ignora se si trattasse di un vero maialino o piuttosto di un copricapo formato con la testa di porco[7].

Questi primi Palii furono disputati dai nobili. Le Contrade parteciparono, invece, ai crudi giochi le cui grandi masse di contendenti si opponevano su base territoriale. Siena, infatti, era nata su tre colli, e le Contrade presero vita e forma all'interno di questa tripartizione. La più antica memoria d'archivio delle Contrade è nel regolamento del 1200, dove si prescrive che tutti i cittadini rechino il cero in Cattedrale «cum hominibus sue contrate». Le Contrade furono assai più numerose delle attuali: dopo la peste del 1347, il loro numero si ridusse a 42. Presero i loro nomi da strade, porte o fonti, chiese o da illustri famiglie residenti nel loro territorio. Ebbero funzioni devozionali, amministrative, militari e ricreative[5][8].

Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Vincenzo Rustici, Caccia ai tori nel Campo di Siena (1585 ca.)

Nel periodo rinascimentale, i giorni del Palio erano occasione mondane perché in città giungevano i grandi nomi dell'aristocrazia, alti prelati e sovrani europei. Da quando i signori smisero di combattere personalmente le guerre, delegate ai mercenari, cessarono anche di correre il Palio, delegandolo ai fantini. Così il Palio divenne per loro spettacolo da vedere e la corsa occasione alla quale inviare i loro corsieri e i loro portacolori. Ma dopo la caduta della Repubblica di Siena del 1559, le feste persero il loro antico significato politico di trionfo cittadino[9].

Iniziarono perciò ad essere disputati: palii rionali, l'Elmora, i Giochi di San Giorgio, i giochi delle pugna, pallonate, cacce dei tori, bufalate, asinate. Durante questi giochi, figuranti della Contrada ("comparse") entravano in Piazza del Campo accompagnati da carri allegorici rappresentanti animali esotici o fantastici dai significati allusivi a mitici eventi o a nobili virtù[9][10].

Seicento[modifica | modifica sorgente]

Bernardino Capitelli, Palio "alla tonda" del 1632

Nelle prime decadi del Seicento il Palio concluse il suo processo di trasferimento in Piazza del Campo e la sua trasformazione in festa popolare. La proposta di correre il Palio in Piazza arrivò ufficialmente al Comune l'11 luglio 1605 dai due Deputati della festa per il Palio d'agosto: il Capitano Sigismondo Santi e il Cavalier Fortunio Martini. Una stampa di Bernardino Capitelli del 1632 offre data certa di un Palio "alla tonda" corso in Piazza. Nell'immagine i fantini cavalcano "a pelo", sono all'arrivo della corsa e si stanno scambiando colpi furibondi con il sovatto, una sorta di gatto a nove code dal manico a forma di animale. All'interno della Piazza, contradaioli esultanti salutano la vittoria saltando giù dal palco, mentre i maestri di campo a cavallo corrono a mantenere l'ordine[11].

Il Palio "alla tonda" fu corso in Piazza sempre più di frequente, ma fino alla metà del secolo coesistè con le bufalate. Nel 1656, il Palio "alla tonda" assunse forma strutturalmente definitiva e cadenza regolare, e oltre alla dedica alla Madonna Assunta si aggiunse quella alla Madonna di Provenzano, il cui culto crebbe dopo una serie di miracoli e grazie ricevute. Il Palio di Provenzano prese subito carattere di stabilità: dal 1659 lo organizzò direttamente la Biccherna[11].

I fantini iniziarono ad avere un ruolo fondamentale, ed erano considerati dei mercenari. Oltre ad un compenso fisso, si diede al fantino la facoltà di questuare nella Contrada vincitrice[11]. Tale abitudine cessò solamente nel 1965 con Andrea Degortes detto Aceto[12].

Nei primi Palii "alla tonda" le Contrade avevano il compito di procurarsi il loro cavallo, ma per mantenere più eque le possibilità di vittoria, dal 2 luglio 1676 presentarono ciascuna un soggetto, e i cavalli venivano poi assegnati per sorteggio. Dal 1657 si stabilì che i fantini corressero "alla bisdossa" ossia a pelo, e che il cavallo vittorioso seguisse il suo fantino nella Collegiata di Provenzano, cantando il "Te Deum" di ringraziamento[11].

È dunque di quegli anni l'istituzione della "tratta", ossia l'assegnazione a sorte dei cavalli alle Contrade, che avveniva al prato di Camollia, fuori le mura cittadine. Dopo una corsa di prova da Palazzo Diavoli alla Chiesa di San Bernardino all'Antiporto, il cavallo primo arrivato veniva scartato, così come l'ultimo. La tratta acquistò subito importanza anche perché in quegli anni l'ordine di assegnazione dei cavalli costituiva l'ordine di entrata in Piazza delle comparse nel corteo prima della corsa, come pure l'ordine di allineamento alla mossa del Palio[11].

Settecento[modifica | modifica sorgente]

Il Settecento fu il secolo dell'introduzione di un secondo Palio, oltre a quello di luglio. L'idea venne dalla Contrada dell'Oca che, vincitrice nel Palio del luglio 1701, chiese di "ricorrere il Palio vinto" ossia di rimettere in palio la vincita, facendo svolgere a proprie spese un'altra corsa il 16 agosto per le feste dell'Assunta. Nel 1774 il Comune omologò l'organizzazione dei due Palii[13], e dal 1802 il Palio di agosto fu organizzato e corso a spese dell'intera comunità cittadina[14].

Il Palio trovò anche la sua regolamentazione definitiva. Il 16 maggio 1721 il collegio di Balìa emise un bando che costituisce il moderno regolamento del Palio. Vennero regolamentati, ad esempio: gli orari, la costruzione dei palchi, il corteo che precede la corsa, l'ammontare dei premi e le procedure di iscrizione delle contrade. Un altro bando fondamentale fu la Nuova divisione dei confini delle Contrade, promulgato nel 1729 da Violante Beatrice di Baviera governatrice di Siena, per porre fine alle continue controversie tra Contrade aventi per oggetto non solo i confini tra di esse ma anche il loro numero ed entità demografica[13].

Dal 1761 la "tratta" si svolse in Comune, alla Porta di Biccherna. Cavalli e cavallai di questo secolo furono raramente di nobili origini. Tra i fantini divennero sempre più aspre le rivalità, che si manifestavano in risse, assalti, minacce e colluttazioni come quelle che tra il 1787 e il 1788 opposero Isidoro Bianchini detto Dorino, un maremmano che vinse tredici Palii per nove diverse Contrade, ad altri fantini affermati dell'epoca. Dopo clamorose trattenute e furiose nerbature, con vendette alla corsa successsiva, il 2 luglio 1788 Dorino e Ciocio (fantino della Pantera) si affrontarono alla mossa a nerbate con tale furore che rovinarono a terra dove "si azzuffarono per anche uccidersi se la truppa civica non li avesse separati menando i fantini della Lupa, e Pantera in carcere". I fantini furono scarcerati il giorno successivo[13].

Ottocento[modifica | modifica sorgente]

All'inizio dell'Ottocento furono adottati due provvedimenti importanti. Con il primo, per evitare che i fantini prima della mossa si nerbassero e si azzuffassero, si decise che non sarebbe stato più "permesso ai fantini di ritenersi o battersi, finchè dopo date le mosse e calato il canape, non abbiano intieramente oltrepassato tutto il Palco dei Signori Giudici, alla pena, mancando, del carcere [...]". Con il secondo venne suddiviso in due parti il premio che da sempre si dava al vincitore del Palio "alla lunga" del 15 agosto, ossia un drappo di velluto cremisi del valore di 110 talleri. Da allora si dettero 70 talleri in contanti al vincitore del Palio "alla lunga", e 40 alla Contrada vincitrice del Palio "alla tonda"[15].

Piazza del Campo colma di spettatori

L'assetto definitivo delle Contrade, nonostante il Comune nel 1845 avesse emanato un'ordinanza che ne codificava immutabilmente i colori, venne codificato qualche anno più tardi con l'Unità d'Italia. Ma anche in clima risorgimentale l'Aquila non smise mai di spiegare la sua insegna gialla e nera con l'aquila bicipite, che la tradizione voleva concessa direttamente da Carlo V d'Asburgo durante una delle sue visite a Siena. Per tutto il Risorgimento la contrada fu accolta alla sua entrata in Piazza da fischi, rivolti indirettamente all'Impero austro-ungarico. Stessa sorte capitò alla Tartuca, che allora spiegava un'insegna gialla e nera che ricordava quella degli austriaci. Così, anche sull'onda degli entusiasmi per l'elezione di Papa Pio IX, nel 1847 la Tartuca sostituì il nero con il bianco, spiegando così i colori papalini. Due anni dopo l'insegna tornò gialla e nera e i fischi ricominciarono, per cessare solo nel 1859, quando la contrada di Castelvecchio adottò gli attuali giallo e turchino. Sorte opposta toccò alla bandiera dell'Oca, che dal 1791 era verde con arabeschi bianchi e rossi, e pertanto osannata dai patrioti che vi riconoscevano il tricolore italiano[15].

Nell'Ottocento i fantini si resero protagoni di clamorosi tradimenti. Esempio fu Francesco Santini detto il Gobbo Saragiolo, che cambiò bandiera per trent'anni, correndo per 15 Contrade e vincendo per 7 Contrade diverse. Quando nel 1855 con uno dei cavalli favoriti andò dritto alla curva di San Martino con dolo, a chi gliene chiese ragione replicò: «Ma che dovevo vincere per voialtri miserioni che mi davi 140 monete, quando ne ho guadagnate 170?» Era comunque assai frequente all'epoca, non essendoci ancora chiusure alle curve di San Martino e del Casato, che i fantini traditori scappassero di Piazza galoppando fin fuori le mura[15].

Novecento[modifica | modifica sorgente]

Sbandieratori pronti per la "sbandierata della vittoria"

Agli inizi del Novecento Contrade e Comune rinnovarono i costumi del Corteo storico: nel 1904 venne adottata definitivamente la foggia medievale-rinascimentale dei figuranti. Nel 1919 si introdusse la "sbandierata della vittoria" di diciassette alfieri, ognuno al rullo del suo tamburo, appena prima dell'uscita dei cavalli dall'Entrone del Palazzo Pubblico[16].

Tra i fantini più importanti del nuovo secolo primeggiò subito Angelo Meloni detto Picino, uno dei più grandi di tutti i tempi: corse 52 volte per 15 Contrade, vincendo 13 Palii in 7 Contrade diverse. In corsa il Meloni mostrò uno stile ruvido ed essenziale e una forza fisica rimarchevole; a dispetto di una menomazione a un braccio corse volentieri di cavallo e di nerbo. Il suo strapotere in Piazza fu mitigato dal fatto che dal 1907, per paura di accordi fra i fantini, si impedì a parenti fino al terzo grado e affini di primo grado, di correre nello stesso Palio (regola che rimarrà in vigore fino al 1972)[17]. E così Picino lasciò spazio a suo figlio Corrado detto Meloncino, che avrebbe vinto due Palii. Si distinsero anche: Domenico Fradiacono detto Scansino, che nel 1896 vinse un "cappotto" per la Torre, e che a cavallo di due secoli corse 30 Palii vincendone 7, e Aldo Mantovani detto Bubbolo, uno dei pochi fantini nati a Siena, che esordì nel 1910, corse 31 Palii e ne vinse 4[16].

Dal 1915 al 1918 il Palio venne sospeso, in coincidenza con la prima guerra mondiale. Alla ripresa, con l'avvento del Fascismo, l'organizzazione del Palio passò sotto l'egidia dell'Opera Nazionale Dopolavoro. Il Palio del luglio 1936 fu detto "dell'Impero" perché celebrava l'Impero coloniale italiano. Tra le due guerre il Corteo storico si rinnovò ancora: per le monture venne adottato lo stile di fine Quattrocento[18].

Angelo Meloni detto Picino

Fu quello anche il periodo del "T.O.N.O.", acronimo per "Tartuca, Onda, Nicchio, Oca": l'unica coalizione di Contrade della storia del Palio, che vinse un paio di corse ma si sciolse quando nel 1934 l'Oca andò a vincere contro gli accordi. Proprio la rivale dell'Oca, ossia la Torre, si legò a Fernando Leoni detto Ganascia, il successore di Picino. Ganascia fu un calcolatore meticoloso, che cercava di non lasciar niente al caso. Le sue strategie erano elaborate anche in inverno a Monticello Amiata, dove era nato da Domenico Leoni detto Moro, fantino vittorioso due volte. Ganascia corse per 15 Contrade, e riuscì a vincere 8 Palii. Tra di essi rimase memorabile il "cappotto" del 1933 nella Tartuca, per di più sullo stesso barbero: Folco[18].

Le attività paliesche e contradaiole furono interrotte dalla seconda guerra mondiale. Finita la guerra, nel 1945 venne organizzato il Palio straordinario del 20 agosto, passato alla storia come "il Palio della Pace". Proprio nel 1945 inizia anche la lunga carriera del fantino Giuseppe Gentili detto Ciancone; centrò 9 vittorie dal 1946 al 1969, con un'interruzione di 4 anni dovuta al pestaggio prima, e all'ostracismo poi, da parte dei contradaioli dell'Oca a causa del Palio vinto dalla Torre nel 1961 mentre lui correva per l'Oca, passato alla storia come "il Palio della rigirata"[19]. Gli anni del dopoguerra sono anche quelli che hanno visto la ribalta di un altro fantino: Giorgio Terni detto Vittorino; egli, in 21 corse, vinse 6 volte. Il 16 agosto 1957 si verificò un evento storico: una ragazza di nome Rosanna Bonelli detta Rompicollo, a distanza di quasi circa 400 anni, ripeté l'impresa della villanella Virginia Tacci di correre il Palio. Tra i fantini che hanno lasciato il segno figura Andrea Degortes detto Aceto, che vinse 14 Palii, stabilendo così il record di vittorie tra i fantini del Novecento, che gli è valso il soprannome di "Re della Piazza"[19].

Tra i cavalli che più hanno lasciato il segno nella Piazza del Campo, a partire dalla fine degli anni cinquanta figurano Uberta de Mores, vincitrice di 5 Palii di cui 4 consecutivi, che passò il testimone a Topolone, vincitore di 7 Palii; poi Panezio, vincitore di 8 Palii in una carriera durata 13 anni; e Urbino de Ozieri, vincitore di 3 corse su 4 disputate a causa del suo forzato ritiro per manifesta superiorità[19].

Anni Duemila[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo millennio è caratterizzato dal dominio in Piazza del Campo di Luigi Bruschelli detto Trecciolino, fantino senese vincitore complessivamente di 13 Palii, di cui 10 dal 2000. Giovanni Atzeni detto Tittìa ha centrato 4 vittorie, così come Andrea Mari detto Brio. Sono invece 3 i Palii vinti da Alberto Ricceri detto Salasso. La Contrada più vittoriosa è la Tartuca con 4 Palii, seguono poi Bruco, Onda e Selva con 3.

La vita paliesca moderna si concentra ormai su luoghi precisi, come l'oratorio, ossia il luogo più antico della Contrada, che funge da cappella per le cerimonie religiose sia della Contrada, sia dei suoi singoli membri, e la "Società di Contrada", un circolo aperto quotidianamente e gestito dal volontariato contradaiolo. Per la città sono disseminate le fontanine che portano segni araldici delle Contrade, e che vengono usate per il "battesimo contradaiolo". Ogni Contrada dispone inoltre di una sede storico-museale. Alla Contrada si appartiene tradizionalmente in diverse maniere. La più antica è lo ius soli, ossia la nascita entro i confini della Contrada. Si appartiene anche per ius sanguinis, per discendenza diretta da membri di una Contrada. Quando i genitori sono di due Contrade diverse, l'appartenenza contradaiola dei figli è attentamente negoziata, tenendo conto delle ascendenze e delle parentele da entrambe le parti e della rilevanza della Contrada nella vita di ognuno dei genitori. Un terzo criterio si basa su quale Contrada si sceglie di frequentare, dove si hanno i rapporti sociali più stretti e importanti, anche per chi viene da fuori città o fuori nazione[20].

La carriera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pista del Palio di Siena e Corteo storico (Palio di Siena).

Partecipanti[modifica | modifica sorgente]

Un momento dell'estrazione per il Palio di luglio 2012

La corsa si svolge nella piazza centrale Piazza del Campo; ad ogni Palio partecipano 10 contrade tra le 17 totali, scelte a sorte e secondo un particolare regolamento che consente la costante rotazione delle partecipanti. Corrono di diritto le 7 contrade con non hanno corso il Palio corrispondente dell'anno precedente, e un mese prima del Palio (l'ultima domenica di maggio per quello di luglio, e la prima domenica dopo il Palio di luglio per quell di agosto) vengono estratte a sorte le 3 contrade mancanti. Vengono inoltre estratte le altre 7 contrade rimanenti, per stabilire l'ordine di sfilata nel corteo storico; esse parteciperanno di diritto al corrispondente Palio dell'anno successivo. In caso di Palio straordinario, avviene un sorteggio tra tutte le contrade per determinare le dieci partecipanti[21].

Le fasi della "mossa"[modifica | modifica sorgente]

Nel pomeriggio, prima della corsa, dal Duomo si snoda la passeggiata storica durante la quale sfilano i mazzieri, i figuranti e i cavalieri rappresentanti il Comune e le istituzioni storiche cittadine, oltrché le "comparse" delle contrade i cui figuranti indossando le "monture", ossia i costumi con i colori delle rispettive contrade[22].

Dopo il corteo storico (alle 19:30 a luglio, alle 19 ad agosto), i fantini escono a cavallo dall'entrone del Palazzo Comunale, ricevono il nerbo (tendine di bue essiccato per sollecitare il cavallo) e si portano nella zona della partenza, chiamata "mossa". Il punto di partenza si trova all'altezza del vicolo della Costarella dei Barbieri, cioè nel tratto precedente alla Fonte Gaia. A questo punto il "mossiere"[23], giudice unico della validità della partenza situato su un palco detto "verrocchio", riceve una busta contenente l'ordine di allineamento ai canapi, ossia due lunghe corde che delimitano la zona di partenza. Per accedere alla zona tra i due canapi, la corda posteriore è più corta ed è sorretta da un meccanismo chiamato "verrocchino"; in questo modo viene lasciato uno spazio attraverso il quale i cavalli fino al nono possono entrare e quello sorteggiato "di rincorsa" può determinare il momento di partenza[24].

Cavalli e fantini escono dall'entrone del Palazzo comunale

L'ordine di ingresso è segreto fino all'ultimo momento, e viene determinato con un meccanismo automatico chiamato "fiasca". Esso è composto da un tubo verticale che termina dentro un serbatoio. Prima che i cavalli escano dall'entrone, i "Deputati della Festa" (i fiduciari del Comune nominati di Palio in Palio, garanti e responsabili del corretto svolgimento di tutte le operazioni legate alla corsa) pongono dieci sfere di legno, detti "bàrberi", raffiguranti i colori delle contrade partecipanti dentro il serbatoio, sul quale attaccano il tubo verticale dotato di dieci fori numerati. La "fiasca" viene poi agitata, così da far disporre casualmente le sfere, che vengono fatte scivolare nel tubo (nel frattempo coperto); il tutto viene poi sigillato. Nel momento in cui i cavalli e i fantini raggiungono la curva del Casato, il tubo viene scoperto e i sigilli vengono rimossi: l'ordine viene così appuntato su un foglio, fatto recapitare dal comandante della Polizia municipale direttamente al "mossiere" in piazza[25].

Il momento della partenza del Palio di luglio 2007

A questo punto il "mossiere" chiama le contrade dentro i canapi secondo l'ordine stabilito. La decima contrada resta fuori, essendo quella "di rincorsa", che potrà entrare tra i canapi già al galoppo passando nello spazio fra il verrocchino e il lato esterno della pista, e dare così il via alla corsa. Di conseguenza chi decide il momento di inizio della corsa non è il "mossiere" ma il fantino del cavallo "di rincorsa". La capacità del "mossiere" sta nel riuscire a percepire per tempo l'azione della rincorsa e sganciare con un pedale il canape anteriore posto davanti alla linea degli altri nove cavalli con il giusto tempismo; giudice insindacabile è il mossiere stesso[23][26].

Proprio a causa della delicatezza della fase di partenza è comune che strategie, veti incrociati, tentativi di raggiungere accordi rendano le fasi della "mossa". Ogni fantino sa che deve cercare non solo le migliori condizioni per una buona partenza del proprio cavallo, ma anche cercare le condizioni sfavorevoli per le contrade rivali. Pertanto una delle preoccupazioni della "rincorsa" è quella di partire nel momento in cui le contrade rivali sono nelle condizioni peggiori al canape. Inoltre i momenti prima della partenza sono quelli in cui i fantini possono chiedere e cercare collaborazioni o aiuti ad altri fantini; tutta questa attività è detta "fare i partiti"[26]. Tali operazioni di partenza a volte risultano molto lunghe e si possono protrarre anche fino al calare della sera. Se la mossa si protrae a lungo e la visibilità diminuisce eccessivamente, il Palio può essere rinviato al giorno successivo, come accaduto ad esempio nel luglio 1991[27].

La corsa[modifica | modifica sorgente]

Una fase del Palio di luglio 2010

Una volta entrata la "rincorsa", se considerata valida la partenza, prende il via la corsa. Il Palio viene vinto dal cavallo, con o senza fantino, dopo che per primo abbia compiuto tre giri della piazza in senso orario; la linea d'arrivo, segnalata da un bandierino, è nella stessa zona della partenza, pur non coincidendo esattamente (è leggermente più avanti rispetto alla mossa). In caso di arrivo di cavallo senza fantino, si parla di cavallo scosso. I fantini e i cavalli corrono con addosso rispettivamente il giubbetto e la "spennacchiera" con i colori della contrada[28].

Dopo la vittoria, i contradaioli festanti si precipitano sotto il palco dei Capitani a ritirare il drappellone, che sarà dapprima portato in chiesa (in luglio presso la Chiesa di Santa Maria di Provenzano, in agosto presso il Duomo) e poi conservato per sempre nel museo di Contrada. La Contrada festeggerà a partire dalla sera stessa e per settimane con una serie di cortei e cene nel proprio territorio ("cenini")[29].

Il Palio è tutto l'anno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quattro giorni del Palio di Siena.
Una tipica immagine dei quattro giorni di festa: gruppi di contradaiole della Torre sui palchi che cantano.

Nonostante siano numerose le attività che si svolgono all'interno di ogni Contrada, l'organizzazione del Palio resta la principale, in quanto quest'ultimo non consiste semplicemente in due corse annuali: ogni volta la "festa" vera e propria si snoda in quattro giorni ricchi di vari appuntamenti, la cui preparazione dura tutto l'anno[29].

Le dirigenze, sin dall'inverno, curano le strategie tenendo i contatti con i fantini e i proprietari di cavalli. Questi ultimi preparano i soggetti che correranno in Piazza del Campo sia facendo correr loro altri palii minori (la cosiddetta provincia), sia portandoli alle corse di addestramento organizzate dal Comune in primavera[30].

Ci si avvicina al clima paliesco a fine maggio, con l'estrazione a sorte delle tre contrade che affiancheranno le sette che corrono di diritto; tale estrazione avviene l'ultima domenica di maggio per il Palio di luglio, e la prima domenica successiva al Palio di luglio, per la corsa di agosto[31]. Con il quadro delle contrade delineato per intero si può iniziare a parlare davvero delle "monte" (ossia la scelta del fantino da parte della contrada), nonostante l'incognita del barbero che toccherà in sorte.

L'urna contenente i nomi delle Contrade da abbinare ai cavalli

Circa una settimana prima del Palio viene presentato il drappellone che il Comune ha commissionato ad un artista locale (nel caso del Palio di luglio) o di fama internazionale (nel caso del Palio di agosto o di uno straordinario)[2]. Sempre in queste ore avvengono le visite preliminari dei cavalli che si intende presentare alla tratta.

Nel primo dei quattro giorni di festa (29 giugno o 13 agosto) si tiene la "tratta", ossia l'estrazione a sorte e successivo abbinamento dei cavalli alle contrade in gara. Tale operazione avviene in Piazza del Campo, e vi partecipano il sindaco di Siena, i dieci capitani delle contrade che prendono parte alla corsa, i tre "Deputati della Festa", oltre a un segretario e a due paggetti. Vengono predisposte due urne: nella prima vengono inserite dieci ghiandine contenenti proprio i numeri dall'1 al 10 (che corrispondono ai dieci cavalli partecipanti); nella seconda, quelle con i nomi delle dieci contrade. I due paggetti vengono incaricati si estrarre una ghiandina alla volta per ogni urna: è il sindaco a leggere ad alta voce i nomi estratti e l'abbinamento ai cavalli[32].

Sull'anello di pietra serena intorno alla Piazza, ricoperto da uno strato di terra composto da una miscela di tufo, argilla e sabbia, si corrono in tutto sei prove, durante le quali i fantini hanno la possibilità di conoscere meglio il comportamento del cavallo che monteranno e di farlo abituare alla Piazza, ai suoi rumori e ai ritmi propri della corsa. Anche le prove vengono seguite da numerosi contradaioli e turisti, anche sui palchi montati all'esterno della pista[33].

Tra gli appuntamenti che segnano l'avvicinarsi della "carriera" vi sono la cena della prova generale, la cosiddetta "messa del fantino" e la benedizione di cavallo e del fantino stesso[34].

Il Palio straordinario[modifica | modifica sorgente]

Rubacuori vinse il Palio straordinario del 20 agosto 1945

Il Palio straordinario si tiene nel periodo compreso tra maggio e settembre, ed è legato a eventi o ricorrenze di particolare rilevanza per la comunità senese. L'ultimo straordinario è coinciso con l'avvento del nuovo millennio[3]: è stato infatti disputato il 9 settembre 2000 ed è stato vinto dalla Selva, grazie al fantino Giuseppe Pes detto Il Pesse sul cavallo Urban II.

L'attesa dall'ultimo straordinario è stata di quattordici anni, essendosi disputato il precedente il 13 settembre 1986 per celebrare il II Centenario dell'abolizione della Balìa e della Biccherna. Un'attesa particolarmente lunga rispetto alla media degli ultimi due secoli: nel Novecento si è atteso più di quattordici anni solo dal 1928 al 1945, complice l'interruzione bellica[3].

Nelle primissime occasioni, il terzo Palio era un modo per onorare illustri ospiti di passaggio od in visita a Siena. Fanno da esempio il Palio straordinario del 7 giugno 1676, corso in occasione della visita a Siena della consorte del Principe Don Agostino Chigi, o anche quello del 15 giugno 1673 (comunque non considerato ufficiale), organizzato in occasione della visita a Siena del cardinale Flavio Chigi. Addirittura bastava la richiesta del Gran Duca di turno per correre un altro Palio, magari a ridosso di quello ordinario[3].

Ganascia vinse il Palio straordinario del 1950

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento iniziarono ad essere indetti Palii straordinari per la celebrazione di particolari avvenimenti, piuttosto che visite illustri: fu il caso del settimo congresso della Società delle Scienze (25 settembre 1913)[35], o l'inaugurazione di importanti monumenti cittadini (come per l'inaugurazione del monumento ai caduti nella Battaglia di Curtatone e Montanara, il 29 maggio 1893[36]). Sempre nell'Ottocento si sviluppò l'abitudine della formula del "Palio alla romana", con le contrade divise in batterie, le cui vincitrici disputano una finale a tre. Nel 1896 addirittura si corsero quattro Palii: i due ordinari più due straordinari Il primo si corse il 16 agosto, ma è considerato straordinario perché richiesto dai cittadini in seguito allo spostamento di quello ordinario al 25 agosto a causa del passaggio da Siena del VIII Corpo d'Armata; il secondo il 23 settembre, per l'inaugurazione del monumento a Giuseppe Garibaldi[37].

Le novità dei primi del Novecento sono il Palio "a sorpresa" e quello "a sorteggio". Quello "a sorteggio" nasce dalla proposta di associazioni di cittadini, e bissa il Palio dell'Assunta, abbinando per sorteggio cavalli e fantini alle contrade. Dopo un inizio di secolo con sei straordinari in soli diciassette anni, dal 1928 al 1945 si ha una pausa molto lunga[3]. Il terzo Palio torna nel 1945, a furor di popolo per festeggiare la fine della seconda guerra mondiale: il cosiddetto "Palio della Pace", vinto da Gioacchino Calabrò detto Rubacuori su Folco, per il Drago[38].

Negli anni successivi nasce l'abitudine di correre in occasioni di centenari di particolare importanza. È il caso del 28 maggio 1950, per il V Centenario della canonizzazione di San Bernardino da Siena[39], oppure il 5 giugno 1961 per il I Centenario dell'Unità d'Italia[40]. Ultimo caso è il Palio straordinario del 2000 per ricordare il nuovo millennio e il Giubileo[41].

Giustizia paliesca[modifica | modifica sorgente]

Ansanello subì 2 anni di squalifica nel 1896

Secondo quanto stabilito dall'art. 97 del Palio di Siena, nella giustizia paliesca esistono tre livelli sanzionatori per le Contrade. In ordine di gravità crescente sono comminate: censure, deplorazioni e squalifiche. Una deplorazione scatta dopo aver ricevuto quattro censure; una squalifica scatta dopo tre deplorazioni[42].

La censura rimane valida per i 5 Palii seguenti a quello per cui essa viene comminata; la deplorazione vige invece per 9 Palii. Quando una contrada subisce una squalifica (viene cioè esclusa dal disputare uno o più Palii), essa può scontarla a partire dal Palio a cui dovrebbe partecipare: se cioè viene estratta a sorte, oppure se deve corrervi di diritto. Se la contrada squalificata è estratta per correre, viene automaticamente esclusa e al suo posto è estratta un'altra Contrada. Il periodo massimo di squalifica è di dieci anni[42].

La giurisdizione è di competenza dell'Amministrazione Comunale. L'iter, regolato dall'art. 98, prevede che l'assessore delegato notifichi alle Contrade la Relazione stilata dai Deputati della Festa, contenente le richieste di squalifica e le motivazioni. Entro il termine massimo di dieci giorni le Contrade hanno la facoltà di presentare memorie difensive; la Giunta Comunale, esaminate le motivazioni dei Deputati della Festa e la difesa delle Contrade, delibera sulle squalifiche entro il 30 novembre di ogni anno, in modo inappellabile. Tutte le punizioni per le Contrade vengono comunicate al Magistrato delle Contrade[42].

Le sanzioni previste per i fantini sono due: l'ammonizione e la squalifica per uno o più Palii, anche a tempo indeterminato. Il procedimento è analogo a quello previsto per le Contrade: dopo la Relazione dei Deputati della Festa, il fantino ha dieci giorni di tempo per presentare proprie memorie difensive. Entro il 30 novembre la Giunta Comunale adotta la propria delibera, contro la quale non è previsto ricorso. Anche le squalifiche ai fantini vengono comunicate al Magistrato delle Contrade[42].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Bucefalo ha dovuto scontare 20 Palii di squalifica

La prima squalifica a una Contrada nella storia del Palio di Siena è datata 20 agosto 1945: venne comminata alla Tartuca e Bruco, in seguito al Palio straordinario dedicato alla fine della seconda guerra mondiale (detto il "Palio della Pace", nonostante sia uno dei Palii più violenti di sempre[43]). La Tartuca venne squalificata perché decise di ritirarsi dopo due mosse annullate, che l'avevano vista scattare nettamente in testa, il Bruco, in seguito al comportamento dei contradaioli al termine del Palio[44]: i brucaioli infatti strapparono il drappellone dopo la vittoria ai propri danni subita dal Drago. Tuttavia la sanzione, che prevedeva una squalifica per tutto l'anno 1947, venne annullata tra aspre polemiche[43] il 24 aprile 1946[44][45].

Bisogna arrivare all'agosto 1966 per la prima effettiva squalifica a una Contrada: ne subirono le conseguenze il Valdimontone, squalificato per un Palio dopo alcuni incidenti provocati dai contradaioli nel corso della terza prova, e ancora una volta la Torre, squalificata per due Palii perché riconosciuta responsabile di invasione di pista[43]. Non vi furono squalifiche fino al 1973 (un Palio per l'Istrice) ma a partire dal 1979 la frequenza divenne quasi di almeno una sanzione l'anno fino al 2002 (fanno eccezione il trienno 1984-1987 e il 1998, periodi senza alcun provvedimento). La squalifica più pesante mai inflitta a una Contrada è stata comminata all'Istrice dopo il Palio del 16 agosto 2002: la Contrada di Camollia venne sospesa per 4 Palii, scontati poi dall'agosto 2003 al luglio 2005. Il motivo è legato al pestaggio dei contradaioli al termine della corsa, ai danni del fantino della Lupa Giuseppe Pes detto il Pesse, accusato di non aver rispettato alcuni accordi presi in precedenza. Sei degli aggressori vennero anche arrestati[46][47].

Nel 1877 la squalifica toccò ad un fantino: Angelo Romualdi detto Girocche venne sospeso per 2 anni perché, secondo la relazione dell'epoca[48]:

« [...] gettò lo spavento e la costernazione in molti spettatori che lo credevano morto o gravemente ferito, mentre che effettivamente non aveva riportato che alcuna lesione ed era in stato di ubriachezza eccessiva che lo impediva di reggersi in piedi e gli aveva tolto i sensi. »
Palazzo Pubblico, sede del Comune: è l'amministrazione ad avere giurisdizione sulle squalifiche

Nel 1896 Ansano Giovannelli detto Ansanello subì anch'egli 2 anni di squalifica, per non aver corso i tre giri previsti dal regolamento[49]. Il fantino si rese infatti protagonista di un celebre tradimento ai danni della propria Contrada (la Torre): alla terza curva del Casato si fermò improvvisamente, fece passare la rivale Oca, scese da cavallo e si consegnò ai Carabinieri[50].

Il primo fantino squalificato a vita fu Angelo Innocenti, che al debutto il Piazza il 2 luglio 1877 subì questa pesante squalifica. Nonostante l'annullamento della mossa, il fantino continuò da solo i tre giri di piazza; gli ocaiolo reclamarono il Palio, che fu invece annullato e non assegnato, anche a causa dei tumulti che seguirono[51]. Stessa sorte toccò a Ermanno Menichetti detto Popo, sospeso nel luglio 1908 per aver tentato di impedire il passaggio alla terza curva di San Martino del fantino dell'Oca (che comunque non vinse)[51]. Stessa sorte toccò a Guido Duchi detto Martellino nel 1909 (ostacolò il fantino della Civetta) e a Edoardo Furi detto Randellone nel 1928 (prese le redini del cavallo di un'altra Contrada durante la mossa)[51].

Dal dopoguerra sono molti i fantini squalificati, principalmente per irregolarità e disordini creati durante la mossa. La sanzione più pesante è stata inflitta a Franco Casu detto Spirito, e a Maurizio Farnetani detto Bucefalo; i due subirono 20 Palii di squalifica, rispettivamente nell'agosto 1996 e 1997. Il primo, al momento della partenza del Palio, trattenne Massimo Coghe detto Massimino dal giubbetto, impedendogli di fatto di correre; il secondo, ostacolò Luigi Bruschelli detto Trecciolino.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Vincitori delle ultime carriere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo delle vittorie del Palio di Siena.

Chi corre[modifica | modifica sorgente]

  • 2 luglio 2015[52]:
600px Rosso listato di Bianco e Azzurro.PNG Torre 600px Bianco listato di Nero Turchino e Rosso.PNG Istrice 600px Blu listato di Rosso e Bianco.PNG Nicchio 600px Nero e Rosso incrociati listati di Bianco.PNG Civetta 600px Giallo e Rosso listato di Bianco Linee Orizzontali.png Valdimontone 600px Bianco e Arancio listati di Turchino.PNG Leocorno 600px Verde listato di Bianco e Rosso con Cerchio Giallo in mezzo.PNG Oca
  • 16 agosto 2015[53]:
600px Bianco e Celeste a Quadri.PNG Onda 600px Blu listato di Rosso e Bianco.PNG Nicchio 600px Giallo e Azzurro Linee Diagonali.PNG Tartuca 600px Rosso listato di Bianco e Azzurro.PNG Torre 600px Verde listato di Bianco e Rosso con Cerchio Giallo in mezzo.PNG Oca 600px Bianco e Nero listati di Arancione.png Lupa 600px Bianco listato di Nero Turchino e Rosso.PNG Istrice

Vittorie per Contrada[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo delle vittorie del Palio di Siena.

Di seguito la tabella con il riepilogo delle vittorie, suddivise per secoli; sono indicate le vittorie ufficiali per il Comune[54].

Contrada Vittorie totali XVII secolo XVIII secolo XIX secolo XX secolo XXI secolo
600px Giallo listato di Nero e Turchino.PNG Aquila 24 0 7 6 11 0
600px Giallo e Verde listati di Azzurro con quadrato Rosso.PNG Bruco 37 6 7 16 5 3
600px Giallo e Rosso a quadri con liste turchine.PNG Chiocciola 51 4 19 14 14 0
600px Nero e Rosso incrociati listati di Bianco.PNG Civetta 34 2 7 15 8 2
600px Rosa Antico e Verde con cornice gialla.PNG Drago 37 2 8 10 15 2
600px Bianco listato di Rosso.PNG Giraffa 34 3 5 9 15 2
600px Bianco listato di Nero Turchino e Rosso.PNG Istrice 41 4 11 14 10 2
600px Bianco e Arancio listati di Turchino.PNG Leocorno 30 3 3 11 11 2
600px Bianco e Nero listati di Arancione.png Lupa 34 1 11 11 11 0
600px Blu listato di Rosso e Bianco.PNG Nicchio 42 5 10 12 15 0
600px Verde listato di Bianco e Rosso con Cerchio Giallo in mezzo.PNG Oca 65 8 14 20 20 3
600px Bianco e Celeste a Quadri.PNG Onda 39,5 3 9,5 14 11 2
600px Blu e Rosso incrociati listati di Bianco.PNG Pantera 26 3 6 7 9 1
600px Verde e Arancione listati di Bianco.PNG Selva 37 2 11 6 15 3
600px Giallo e Azzurro Linee Diagonali.PNG Tartuca 47,5 4 11,5 16 12 4
600px Rosso listato di Bianco e Azzurro.PNG Torre 44 6 12 20 5 1
600px Giallo e Rosso listato di Bianco Linee Orizzontali.png Valdimontone 44 2 16 10 15 1
Totali 666 58 168 211 202 26

Anni di ritardo dall'ultima vittoria[modifica | modifica sorgente]

Contrada Ultima vittoria Ritardo
600px Bianco e Nero listati di Arancione.png Lupa (nonna) 2 luglio 1989 25 anni e 49 giorni
600px Giallo listato di Nero e Turchino.PNG Aquila 3 luglio 1992 22 anni e 48 giorni
600px Blu listato di Rosso e Bianco.PNG Nicchio 16 agosto 1998 16 anni e 4 giorni
600px Giallo e Rosso a quadri con liste turchine.PNG Chiocciola 16 agosto 1999 15 anni e 4 giorni
600px Rosso listato di Bianco e Azzurro.PNG Torre 16 agosto 2005 9 anni e 4 giorni
600px Blu e Rosso incrociati listati di Bianco.PNG Pantera 2 luglio 2006 8 anni e 49 giorni
600px Bianco e Arancio listati di Turchino.PNG Leocorno 16 agosto 2007 7 anni e 4 giorni
600px Bianco listato di Nero Turchino e Rosso.PNG Istrice 2 luglio 2008 6 anni e 49 giorni
600px Giallo e Verde listati di Azzurro con quadrato Rosso.PNG Bruco 16 agosto 2008 6 anni e 4 giorni
600px Verde e Arancione listati di Bianco.PNG Selva 2 luglio 2010 4 anni e 49 giorni
600px Giallo e Azzurro Linee Diagonali.PNG Tartuca 16 agosto 2010 4 anni e 4 giorni
600px Bianco listato di Rosso.PNG Giraffa 16 agosto 2011 3 anni e 4 giorni
600px Giallo e Rosso listato di Bianco Linee Orizzontali.png Valdimontone 16 agosto 2012 2 anni e 4 giorni
600px Verde listato di Bianco e Rosso con Cerchio Giallo in mezzo.PNG Oca 2 luglio 2013 1 anno e 49 giorni
600px Bianco e Celeste a Quadri.PNG Onda 16 agosto 2013 1 anno e 4 giorni
600px Rosa Antico e Verde con cornice gialla.PNG Drago 2 luglio 2014 0 anni e 49 giorni
600px Nero e Rosso incrociati listati di Bianco.PNG Civetta 16 agosto 2014 0 anni e 4 giorni

Fantini più vittoriosi[modifica | modifica sorgente]

Aceto, 14 volte vincitore

Sono due i fantini che detengono il maggior numero di vittorie al Palio di Siena. Si tratta di Mattia Mancini detto Bastiancino e Francesco Santini, meglio noto come Gobbo Saragiolo: entrambi vinsero 15 volte. Bastiancino vinse in nove contrade differenti, tra il 1759 e il 1779; il Gobbo Saragiolo conquistò i propri successi dal 1823 al 1853[55].

Con 14 vittorie seguono tre fantini: Pavolo Roncucci detto Pavolino, Niccolò Chiarini detto Caino e Andrea Degortes detto Aceto; ques'ultimo è il primo tra i fantini dell'era moderna (Pavolino corse infatti nel Seicento, Caino nella prima metà dell'Ottocento). I fantini con 13 successi sono cinque: Isidoro Bianchini detto Dorino (che detiene il primato di 5 Palii vinti consecutivamente), Pietro Locchi detto Paolaccino, Mario Bernini detto Bachicche, Angelo Meloni detto Picino e Luigi Bruschelli detto Trecciolino[55].

Altri fantini che hanno vinto il Palio più di 10 volte sono: Giuseppe Galardi detto Pelliccino, il cui numero di vittorie è incerto tra 12 o 13; Francesco Ceppatelli detto Tabarre, 11 volte vincente; Simone Pulcinelli detto Mone e Tommaso Felloni detto Biggéri con 10 successi[55].

Polemiche e misure per la sicurezza equina[modifica | modifica sorgente]

Brio e Fedora Saura, vincitori del Palio dell'Assunta 2011 per i colori della Giraffa

Da diversi anni, il Palio è oggetto di alcune proteste da parte delle associazioni animaliste. Tali proteste riguardano soprattutto gli incidenti di gara che provocano rovinose cadute e che, in alcuni casi, hanno portato alla morte del cavallo.

I calcoli sulla percentuale di incidenti causati dal Palio variano a seconda di chi li effettua. Secondo la Lega Anti Vivisezione, dal 1970 al 2007 sono morti complessivamente 48 cavalli[56], pari - secondo la LAV - alla media di un cavallo morto all'anno. Per contro, altri conteggi evidenziano che nella media delle corse disputate andrebbero considerat non solo i due Palii all'anno, ma anche le batterie di selezione dei cavalli e le corse di prova. Secondo quest'ultimo calcolo, i cavalli impiegati dal 1970 al 2004 sarebbero stati 1950, per un totale di 879 corse sul tufo di Piazza del Campo: la media di cavalli abbattuti sarebbe quindi del 2,05%[57].

Un altro dato da considerare è che molte norme che regolano la salvaguardia degli animali sono state sviluppate e attuate soltanto a partire dagli anni novanta[58]. Negli ultimi decenni il Comune di Siena ha adottato una serie di misure per garantire la salvaguardia dei cavalli prima, durante e dopo la corsa. Tra i provvedimenti presi vi sono:

  • una previsita sanitaria obbligatoria, tenuta da una commissione nominata dalla Giunta comunale e formata da due veterinari (tra cui quello comunale), secondo quanto stabilito dall'articolo 37 del Regolamento del Palio[59];
  • analisi ematochimiche, introdotte nel maggio del 1999, al fine di ribadire e verificare quanto da sempre previsto dal Regolamento, ovvero il divieto di somministrazione di sostanze ad attività stimolanti e depressanti ed anestetici locali, come stabilito dall'articolo 57 del Regolamento[23];
  • approvazione nel 1999 del "Protocollo per l'erogazione di incentivi per il mantenimento dei cavalli da Palio" ed istituzione dell'Albo dei cavalli continuamente e appositamente addestrati per correre sul Campo[58]. Nel 2004 sono stati introdotti invece un Albo degli allevatori dei cavalli mezzo sangue a fondo arabo (ritenuti fisicamente più adatti alla corsa) ed un Albo delle fattrici;[60];
  • costruzione di una pista in località Mociano, identica per forma e pendenza a Piazza del Campo. Da marzo a giugno si tengono qui, oltre che a Monticiano e a Monteroni d'Arbia, i lavori e le corse di addestramento obbligatori per i cavalli che s'intende portare al Palio[60];
  • protezioni (cosiddetti "materassoni") presenti alla curva di san Martino, dal giugno del 1999 allestita con una barriera di protezione ad alto assorbimento in PVC, innalzamento del parapetto alla curva del Casato e introduzione di camicie di sicurezza per il pronto intervento del personale del 118[60];
  • intervento sulla composizione, metodologia di applicazione e monitoraggio dello strato di tufo[60];

Tali misure vengono giudicate comunque insufficienti da alcune associazioni animaliste, che continuano a chiedere l'abolizione della gara. Proprio al riguardo, uno studio del 2010 condotto dall'Università di Parma[63] finalizzato alla comparazione delle patologie traumatiche dei cavalli da ippodromo e da corse storiche degli ultimi venti anni, ha permesso di verificare che non esiste differenza in termini percentuali tra incidenti nelle corse regolari e nelle corse storiche[64]. In particolar modo, un'analisi approfondita degli ultimi quarant'anni del Palio di Siena ha permesso di scoprire che vi è stata una riduzione percentuale di incidenti catastrofici: dal 2,20% di incidenti nel decennio 1970-79 allo 0,53% del decennio 2000-09[65].

Terminologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Glossario del Palio di Siena.

Nel Palio è in uso da tempo immemorabile una terminologia specifica per definire i diversi protagonisti o momenti della corsa. Di seguito, alcuni termini più noti[33]:

  • Alfiere: lo sbandieratore di una Contrada;
  • Bandierino: il punto d'arrivo della carriera;
  • Barbaresco: il contradaiolo addetto alla cura del cavallo;
  • Barbero: il cavallo da corsa, ma anche le tradizionali biglie di legno colorate con le insegne delle Contrade, caratteristico gioco senese;
  • Bombolone: cavallo molto forte;
  • Brenna: cavallo considerato scarso;
  • Canapi: le grosse funi che delimitano la zona della mossa, ma anche il periodo di attesa della partenza della corsa, proverbialmente piuttosto lungo e carico di tensione (stare "fra i canapi");
  • Capitano: il contradaiolo che, durante il periodo del Palio, è plenipotenziario della gestione della contrada;
  • Cappotto: quando una contrada riesce a vincere, nello stesso anno, entrambi i Palii (l'ultimo nel 1997 da parte della Giraffa);
  • Carriera: la corsa;
  • Carroccio: il carro tirato da buoi che durante il corteo storico trasporta il palio;
  • Cencio: il palio (il drappo che viene assegnato al vincitore);
  • Comparse: i rappresentanti in costume di una Contrada che partecipano al corteo storico;
  • Contrade soppresse: nel XVII secolo queste andarono lentamente estinguendosi per carenze organizzative, non partecipazioni alla vita pubblica e così via. Il loro territorio fu inglobato dalle Contrade confinanti e di loro rimane traccia negli stemmi di alcune Contrade attuali. Le ultime contrade soppresse furono: Gallo, Orso, Vipera, Quercia, Leone, Spadaforte[66].
  • Cuffia: il simbolo metaforico della Contrada nonna, quella cioè che ha la sua ultima vittoria più lontana nel tempo;
  • Drappellone: il palio (drappo che viene assegnato al vincitore);
  • Duce: figura rievocata nel corteo storico, rappresenta il comandante delle compagnie militari delle antiche contrade medievali. Nel Palio moderno è solo una figura rappresentativa, senza alcun potere;
  • Mangino: è il nome comunemente usato a Siena per la carica di Tenente della Contrada, il braccio destro del Capitano di Contrada, che, assieme a questo organizza i partiti per la Contrada durante il Palio; ogni contrada ha due Tenenti (Mangini)
  • Masgalano (l'etimologia della parola proviene dallo spagnolo: "mas galante", cioè "più elegante"): oggetto scolpito (originariamente un piatto, in tempi più recenti prende via via varie forme e dimensioni) solitamente in metallo prezioso che viene assegnato alla Contrada che abbia effettuato la migliore figura nel corteo storico. In pratica consiste in un premio ai figuranti, in special modo gli alfieri ed il tamburino, più abili;
  • Montura: indica gli abiti, ispirati all'epoca rinascimentale, utilizzati dalle comparse (o monturati) delle diverse Contrade durante il corteo storico che precede la corsa;
  • Mossa: indica l'inizio della corsa vera e propria, ma anche il punto della piazza da dove la corsa parte;
  • Mossiere: il personaggio designato a regolamentare la partenza (mossa) della corsa;
  • Nerbata: l'utilizzo del nerbo contro un fantino avversario;
  • Nerbo: il tendine essiccato di bue utilizzato dai fantini quale frusta;
  • Nonna: la Contrada che non vince il palio da più tempo;
  • Palio: il termine può essere utilizzato per indicare la corsa dei cavalli, ma anche il drappo assegnato al vincitore della corsa;
  • Partiti: gli accordi, più o meno segreti, fra le diverse Contrade per la vittoria del Palio;
  • Passeggiata: il corteo storico;
  • Priore: in quasi tutte le Contrade, con questo titolo è designato il contradaiolo eletto a capo della Contrada per tutto l'anno (periodo del Palio escluso). Nel Bruco si chiama Rettore mentre nell'Oca è detto Governatore;
  • Rincorsa: la posizione di partenza del decimo cavallo, situato al di fuori dello spazio delimitato dai canapi. Poiché è proprio l'entrata del decimo cavallo nei canapi a determinare la partenza della corsa, questa posizione è considerata particolarmente favorevole per favorire (o sfavorire) un'altra Contrada, piuttosto che per la vittoria. Infatti la Contrada di rincorsa parte da una posizione arretrata e deve percorrere una parte del primo giro sul lato più esterno della pista, il che la mette potenzialmente in svantaggio rispetto alle nove che partono dai canapi;
  • Scosso: cavallo senza fantino;
  • Soprallasso: il cavallo, di scarso valore, che il fantino monta durante il corteo storico;
  • Spennacchiera: la coccarda coi colori della Contrada di appartenenza, applicata sulla fronte del cavallo;
  • Steccato: le barriere di legno che delimitano internamente la pista. La posizione di partenza "allo steccato" indica le posizioni più interne, considerate comunemente fra le più favorevoli per la vittoria della corsa;
  • Tratta: la scelta e l'assegnazione alle Contrade (per estrazione) dei cavalli per la corsa; ha luogo il 29 giugno per il Palio di Provenzano e il 13 agosto per quello dell'Assunta;
  • Verrocchio: palco situato appena sopra la zona della mossa, da dove il mossiere gestisce le operazioni relative alla partenza.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Il Palio è il soggetto di diversi lungometraggi quali:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La carriera, comune.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  2. ^ a b Il Drappellone, comune.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  3. ^ a b c d e Palii non tradizionali e straordinari, ilpalio.org. URL consultato il 9 luglio 2014.
  4. ^ a b Luca Giannetti, Come si svolgeva il Palio alla lunga, ilpalio.org. URL consultato il 21 luglio 2014.
  5. ^ a b c d Origini del Palio, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  6. ^ Riportato sul registro dei Pretori presso l'Archivio di Stato di Siena (Biccherna 698, c. CXXXV)
  7. ^ Mino Capperucci, Odoardo Piscini, Il palio raccontato: bibliografia ragionata e ragionevole sul Palio di Siena, Ibiskos Editrice Risolo, 2008, p. 18, ISBN 978-88-546-0415-5.
  8. ^ Giovanni Antonio Pecci, Relazione distinta delle Quarantadue Contrade, Betti Editrice [1723], 2000.
  9. ^ a b Il Rinascimento, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  10. ^ Piero Torriti, Tutta Siena contrada per contrada, Bonechi-Edizioni Il Turismo, 2004, ISBN 978-88-7204-456-8.
  11. ^ a b c d e Il Seicento, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  12. ^ Pulcinelli Simone, ilpalio.org. URL consultato il 21 luglio 2014.
  13. ^ a b c Il Settecento, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  14. ^ Enrico Giannelli, Maurizio Picciafuochi, Ora come allora, Cantagalli, 2006, ISBN 88-8272-271-6.
  15. ^ a b c L'Ottocento, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  16. ^ a b Il Primo Novecento, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  17. ^ Palio del 16 agosto 1907, ilpalio.org. URL consultato il 18 agosto 2014.
  18. ^ a b Tra le due guerre, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  19. ^ a b c Il secondo Dopoguerra, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  20. ^ Tempi moderni, comune.siena.it. URL consultato il 21 luglio 2014.
  21. ^ Il regolamento del Palio (cap. III), ilpalio.org. URL consultato l'11 luglio 2014.
  22. ^ Il regolamento del Palio (cap. VI), ilpalio.org. URL consultato l'11 luglio 2014.
  23. ^ a b c Regolamento del Palio di Siena (cap. V), ilpalio.org. URL consultato il 9 luglio 2014.
  24. ^ Glossario, comune.siena.it. URL consultato il 12 luglio 2014.
  25. ^ La mossa, ocaioloextramoenia.it. URL consultato l'11 luglio 2014.
  26. ^ a b Giulio Pepi, Siena, il Palio, Azienda Autonoma del Turismo, 1985.
  27. ^ Palio di Provenzano del 1991, ilpalio.siena.it. URL consultato il 12 luglio 2014.
  28. ^ La contrada del Valdimontone, nonostante i suoi colori siano giallo, rosso e bianco, ha l'abitudine di correre il Palio col giubbetto del fantino di colore giallo e rosa. Questa usanza, riportata fin dal XVIII secolo, fu formalizzata nel 1833, al fine di evitare confusione con la contrada della Chiocciola, i cui colori (giallo, rosso e blu) sono quasi identici.
  29. ^ a b Le domande più frequenti, ilpalio.org. URL consultato il 9 luglio 2014.
  30. ^ Corse di addestramento dei cavalli da Palio alla pista Il Tamburo di Monticiano in sienafree.it, 9 maggio 2014. URL consultato il 9 luglio 2014.
  31. ^ Siena e il Palio, comune.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  32. ^ La tratta, ocaioloextramoenia.it. URL consultato il 12 luglio 2014.
  33. ^ a b Terminologia paliesca, ilpalio.org. URL consultato il 9 luglio 2014.
  34. ^ Gli orari del Palio, ilpalio.org. URL consultato il 9 luglio 2014.
  35. ^ Palio straordinario del 1913, ilpalio.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  36. ^ Palio straordinario del 1893, ilpalio.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  37. ^ I Palii del 1896, ilpalio.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  38. ^ Palio straordinario del 1945, ilpalio.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  39. ^ Palio straordinario del 1950, ilpalio.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  40. ^ Palio straordinario del 1961, ilpalio.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  41. ^ Palio straordinario del 2000, ilpalio.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  42. ^ a b c d Regolamento del Palio di Siena - Cap. 8 (Penalità e disposizioni finali), ilpalio.siena.it. URL consultato il 13 giugno 2012.
  43. ^ a b c Roberto Filiani, Daccelo! Cronache, personaggi e numeri di un secolo di Palio, Computer Copy, 2000.
  44. ^ a b Sergio Profeti, Sunto. I Quaderni - Il libro nero, Siena, 1980.
  45. ^ Le squalifiche delle Contrade, ilpalio.siena.it. URL consultato il 13 giugno 2012.
  46. ^ Siena, botte a un fantino. Arrestati 6 contradaioli in la Repubblica, 27 agosto 2002. URL consultato il 15 giugno 2012.
  47. ^ Daniele Magrini, Palio un anno, 2002: i fatti e le emozioni da ricordare, Master Graphics, 2002.
  48. ^ Luca Luchini, Palio XX secolo: una città fra realtà e leggenda, Tipografia Senese Editore, 1985, ISBN non esistente.
  49. ^ Le squalifiche dei fantini: Ansano Giovannelli, ilpalio.siena.it. URL consultato il 10 luglio 2014.
  50. ^ Luca Luchini, Palio XX secolo: una città fra realtà e leggenda, Tipografia Senese Editore, 1985, ISBN non esistente.
  51. ^ a b c Roberto Filiani, Storia del Palio: i fantini squalificati a vita in oksiena.it/, 12 marzo 2014. URL consultato il 10 luglio 2014.
  52. ^ Palio di Provenzano del 2015, ilpalio.siena.it. URL consultato l'11 luglio 2014.
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  54. ^ Orlando Papei, Le vittorie delle singole Contrade, ilpalio.org. URL consultato l'11 luglio 2014.
  55. ^ a b c I fantini vittoriosi di tutti i tempi, ilpalio.org. URL consultato il 12 luglio 2014.
  56. ^ Il palio di Siena, lav.it. URL consultato il 9 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2013).
  57. ^ Le vere cifre degli infortuni sul tufo (PDF), Sunto, 2004. URL consultato il 9 luglio 2014.
  58. ^ a b Tutela del Cavallo, comune.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  59. ^ Regolamento del Palio di Siena (cap. IV), ilpalio.org. URL consultato il 9 luglio 2014.
  60. ^ a b c d 2001-2006 Giunta Cenni - 5 anni di governo per Siena (PDF), comune.siena.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  61. ^ Gianni Perotti, Campioni al pascolo in Famiglia Cristiana, 14 agosto 2005. URL consultato il 9 luglio 2014.
  62. ^ Ordinanza 21 luglio 2009, normativasanitaria.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  63. ^ Zanichelli Stefano, Botti Benedetta, Lipreri Giulia, Le patologie traumatiche del cavallo-atleta: corse regolari e Palii a confronto, aprile 2010, pp. 1-13.
  64. ^ Come indicato nello studio, per "corse regolari" si intendono le manifestazioni organizzate da associazioni riconosciute quali ad esempio: UNIRE, FISE, FEI. Per "corse storiche" si intendono quelle che restano al di fuori di tali circuiti.
  65. ^ Le patologie traumatiche del cavallo-atleta: corse regolari e Palii a confronto (PDF), Università di Parma. URL consultato il 14 ottobre 2010.
  66. ^ La leggenda secondo la quale queste fossero state sciolte per legge a causa dei disordini causati in un Palio del 1675 è priva di fondamento documentale: Scheda sulle Contrade soppresse da ilpalio.org. URL consultato il 05-07-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Il primo libro interamente dedicato al Palio di Siena venne pubblicato nel 1842 dalla tipografia senese "Dell'Ancora", dal titolo La corsa dei fantini in Siena, ad opera di Giuseppe La Farina. Tre anni più tardi, il conte Antonio Hercolani diede alle stampe Storia e costumi delle Contrade di Siena, un volume che assunse una rilevante importanza storica: fu infatti adotatto dal Comune di Siena per la compilazione dell'Albo delle vittorie [bibliografia 1].

Di seguito, una parziale bibliografia delle pubblicazioni paliesche[bibliografia 2].

  • AA.VV., Visioni di Palio, Siena, Protagon Editori Toscani-Edizioni Alsaba, 2003, ISBN 978-88-404-1171-2.
  • Luca Betti, Alessandro Falassi, Il Palio - La festa della città, Siena, Betti Editrice, 2003, ISBN 978-88-86417-99-0.
  • Mauro Civai, Enrico Toti, Palio, la corsa dell'anima, Siena, Edizioni Alsaba, 1995, ISBN 978-88-85331-23-5.
  • Alan Dundes, Alessandro Falassi, La terra in Piazza. Antropologia del Palio, Siena, Nuova Immagine Editrice, 2005, ISBN 978-88-7145-019-3.
  • Roberto Filiani, "Daccelo!" - Cronache, personaggi e numeri di un secolo di palio, Siena, Computer Copy, 2000.
  • Roberto Filiani, Natale Zaffaroni, Con la Rivale in Campo, 1990-1999, Il Leccio, 2002, ISBN 88-86507-78-X.
  • Roberto Filiani, Natale Zaffaroni, Con la Rivale in Campo 2, 1960-1989, Il Leccio, 2003, ISBN 978-88-86507-87-5.
  • Enrico Giannelli, Maurizio Picciafuochi, Ora come allora. Carriere e fantini dalle origini del Palio a oggi, Cantagalli, 2006, ISBN 978-88-8272-271-5.
  • Virgilio Grassi, Le Contrade di Siena e le loro feste - Il Palio attuale, Siena, Edizioni Periccioli, 1972.
  • William Heywood, Nostra donna d'agosto e il Palio di Siena, Siena, Protagon Editori Toscani, 1993, ISBN 978-88-8024-002-0.
  • Sergio Profeti, Il segreto della mossa, Siena, Edizioni Sunto, 1985.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I libri sul Palio di Siena, ilpalio.org. URL consultato il 19 agosto 2014.
  2. ^ Un elenco più completo può essere consultato su I libri sul Palio di Siena, ilpalio.org. URL consultato il 19 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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