Contrada del Leocorno

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Contrada del Leocorno
Contrada di Siena
Contrada del Leocorno-Stemma.PNG
Stemma Un unicorno rampante su uno stemma d'argento con bordo blu dove si trova il motto in oro "HUMBERTI REGIS GRATIA"
Colori Bianco e arancio listato di azzurro
Motto Fiede e risana al par l'arma c'ho in fronte
Terzo Terzo di San Martino
Compagnie militari San Giorgio, Pantaneto, Spadaforte
Dirigenza Priore: Paolo Leoncini (dal 2010)
Capitano: Marco Gualtieri (dal 2010)
Sede Piazzetta Virgilio Grassi, 6
Museo Via di Follonica, 15
Oratorio San Giovannino in Pantaneto
Patrono San Giovanni Battista
Festa: 24 giugno
Vittorie Per la Contrada: 32
Per il Comune: 30
Ultima vittoria: 16 agosto 2007
Alleate 600px Blu e Rosso incrociati listati di Bianco.PNG Pantera
600px Giallo e Azzurro Linee Diagonali.PNG Tartuca
Rivali 600px Nero e Rosso incrociati listati di Bianco.PNG Civetta
Contradaioli Lecaioli
Periodico Le Fonti di Follonica
Sito contradaleocorno.it

La Contrada del Leocorno è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Le strade all'epoca del Bando[modifica | modifica sorgente]

Il Bando di Violante di Baviera (1730) determina la suddivisione territoriale delle diciassette Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell'epoca, basandosi quindi sulle costruzioni più che sulle strade. Esso viene ancora oggi considerato la disposizione di base per determinare gli effettivi confini delle Contrade. Secondo il Bando relativo alla Nuova divisione dei confini delle Contrade, il territorio della Contrada del Leocorno è delimitato dalle seguenti vie e palazzi:

"Liocorno. n. 10 Dalla chiesa di San Giorgio tenga tutta la via di Pantaneto da ambe le parti fino alla loggia del Papa, siccome da ambe le parti la strada di San Giovannino detta della Staffa fino al vicolo sopra la casa Piccolomini, poi attenendosi solo a sinistra comprenda la chiesa di San Vigilio e suo collegio, scendendo per quella parte la piaggia e tenendosi pure a sinistra vada alla loggia del Papa e chiesa di San Martino, prosegua a tenere a sinistra per tutta la via dì San Martino fino alla strada che svolta alla chiesa di San Maurizio, svolti per quella tenendola a sinistra, per la qual parte voltando pure nella via maestra tenga fino in faccia a S. Giorgio."

Le strade ai nostri giorni[modifica | modifica sorgente]

Le strade che attualmente fanno parte del territorio della Contrada sono le seguenti:

  • via del Porrione (parte)
  • via San Martino (parte)
  • via Pagliaresi (parte)
  • vicolo Magalotti
  • via degli Orefici

Nel suo territorio si trova parte di quello anticamente incluso nella contrada della Spadaforte, una delle contrade soppresse.

La storia[modifica | modifica sorgente]

La leggenda vuole che la chiesa di San Giovannino della Staffa, ove attualmente ha sede l'oratorio della contrada del Leocorno, sorga sulle rovine di un antico tempio di Giove.

Nella sua sede storica è conservata una piccola campana che per voce popolare si racconta sia la martinella del carroccio fiorentino catturato durante la battaglia di Montaperti (1260).

Gli aneddoti[modifica | modifica sorgente]

Il motto della Contrada (Fiede et risana al par l'arma c'ho in fronte) si riferisce all'antica credenza secondo la quale il corno dell'unicorno fosse una panacea. Ci sono interpretazioni che riferiscono questa leggenda al corno dei narvali, una specie di cetacei. Nel museo della contrada è effettivamente conservato un autentico corno di narvalo.

Lo stemma dell'unicorno era molto popolare in Toscana e il "Liocorno" è anche lo stemma contenuto nel gonfalone del quartiere di Santa Maria Novella a Firenze, della società di Santa Maria al Prato di Pistoia, e della Porta di Capo di Ponte a Prato.

Il Leocorno (insieme alla Torre, un tempo chiamata "Liofante") è l'unica contrada ad aver cambiato nome nel corso della sua storia. Nelle prime pubbliche feste il popolo di Pantaneto si presentò col nome di Leocorno, portando in piazza dei carri allegorici di fogge diverse dalla stella al leopardo, a seconda delle occasioni. Nei secoli seguenti con la tradizionale denominazione di Leocorno o Liocorno, iniziò a comparire il nome "Unicorno".

La contrada fu segnata con questo nome a quasi tutte le carriere dal 1750 al 1790, anche se nei verbali compariva sempre la denominazione originaria. Dietro questo cambio di denominazione non ufficiale, stavano probabilmente motivi scaramantici: nel Settecento, infatti, la Contrada di Pantaneto rimase senza vittoria addirittura dal 1704 al 1776, vale a dire 72 anni, l’astinenza più lunga in assoluto nella storia del Palio. Nel 1800 si ristabilì la denominazione Leocorno, ma dal 1827 al 1902 ritornò, stavolta in maniera ufficiale, il nome di Unicorno.

Il cambio di nome portò fortuna alla contrada di Pantaneto che nell'Ottocento si rifece dello sfortunato secolo passato, vincendo ben undici dei suoi trenta Palii riconosciuti ufficialmente oggi dal Comune di Siena. La contrada decise di tornare all’antica denominazione solo nel 1902.

Il nome della contrada viene colloquialmente abbreviato in Leco.

La rivalità con la Civetta[modifica | modifica sorgente]

La rivalità tra Civetta e Leocorno è molto recente, essendo nata fra la fine degli anni cinquanta e gli inizi degli anni sessanta: rientra nei classici canoni delle liti per questioni di confine, screzi consolidatisi dopo il Palio straordinario del settembre 1960 che fu vinto dalla Civetta.

Vittorie[modifica | modifica sorgente]

N° vittoria Data Fantino Cavallo
1 2 luglio 1662 Pavolo Roncucci detto Pavolino
2 1º giugno 1664 Francesco Chellini Balzanello
3 3 luglio 1667 Bacchino Leardo
Vittorie nel XVII secolo: 3
4 16 agosto 1704 Lorenzo Crespi detto Marracchino Salta la macchia
5 18 agosto 1776 Angelo Giusti detto Ciocio Stornello del Santini
6 2 luglio 1795 Luigi Menghetti detto Piaccina Baio scuro del Bologni
Vittorie nel XVIII secolo: 3
7 2 luglio 1809 Tommaso Felloni detto Biggéri Rondinello
8 16 agosto 1815 Niccolò Chiarini detto Caino Baio dorato del Chiarini
9 16 agosto 1818 Luigi Menghetti detto Piaccina Baio scuro del Pagliai
10 2 luglio 1827 Francesco Grazzi detto Stecco Baio bruciato del Galanti
11 17 agosto 1828 Francesco Bianchini detto Campanino Baio dorato del Batazzi
12 2 luglio 1839 Donato Partini detto Partino Minore Morello del Riccucci
13 2 luglio 1845 David Bianciardi detto Sagrino Morello del Barbetti
14 3 luglio 1851 Pietro Locchi detto Paolaccino Morella con piccola stella
15 16 agosto 1857 Giuseppe Paoli detto Mascherino Baio gaggio del Merlotti
16 2 luglio 1860 Angelo Fabbri detto Spagnoletto Baio scuro del Merlotti
17 16 agosto 1883 Leopoldo Pasqualetti detto Sordo Morello del Carlini
Vittorie nel XIX secolo: 11
18 17 aprile 1904 Angelo Meloni detto Picino Primetta
19 2 luglio 1919 Ottorino Luschi detto Cispa Giacca
20 17 agosto 1920 Arturo Bocci detto Rancani Esperta
21 2 luglio 1929 Ferruccio Funghi detto Porcino Giacca
22 16 agosto 1950 Remo Antonetti detto Rompighiaccio Niduzza
23 5 settembre 1954 Giorgio Terni detto Vittorino Gaudenzia
24 17 agosto 1980 Andrea Degortes detto Aceto Uana de Lechereo
25 3 luglio 1983 Silvano Vigni detto Bastiano Benito III (scosso)
26 2 luglio 1993 Giuseppe Pes detto Il Pesse Barabba
27 16 agosto 1995 Giuseppe Pes detto Il Pesse Bella Speranza
28 16 agosto 2000 Luca Minisini detto Venus VIII
Vittorie nel XX secolo: 11
29 2 luglio 2001 Luigi Bruschelli detto Trecciolino Ugo Sanchez (scosso)
30 16 agosto 2007 Jonathan Bartoletti detto Scompiglio Brento
Vittorie nel XXI secolo: 2

Il Leocorno si attribuisce altre due vittorie, non riconosciute dal Comune:

  1. 1611: bufalata.
  2. 2 luglio 1666: Palio non ufficiale dall'incerta attribuzione storica. Alcune fonti lo assegnano al Leocorno, altre al Valdimontone, al Nicchio o all'Onda[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Palio del 1666 di venerdì, 2 luglio, ilpalio.siena.it. URL consultato il 23 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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