Madonna di Provenzano

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La Madonna di Provenzano, venerata col titolo di "Advocata nostra" è un busto in terracotta che rappresenta la Vergine, Patrona e Regina della città di Siena. L'immagine, rivestita da un'ottocentesca lamina d'argento e pietre preziose, è conservata a Siena nella Chiesa di Santa Maria di Provenzano, Insigne Collegiata, Parrocchia e Santuario cittadino, intitolato alla Visitazione della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta[1].

Il culto[modifica | modifica sorgente]

La denominazione di Provenzano è dovuta all'omonimo antico rione nel quale sorge il Santuario. In questa zona si trovavano infatti le case di proprietà della famiglia di Provenzano Salvani, eroe ghibellino della battaglia di Montaperti (1260), citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio XI, 109-142).

La leggenda che si è tramandata narra che sul muro esterno di una delle case del rione era collocata un'immagine in terracotta smaltata raffigurante il tema della Pietà, lì collocata, secondo il racconto popolare, da Santa Caterina da Siena[2].

Intorno alla metà del Cinquecento, durante i giorni dell'occupazione di Siena da parte delle truppe imperiali di Carlo V, che decretò la fine dell'antica Repubblica (1555), accadde che un archibugiere spagnolo, forse per una bravata, tentò di sparare contro l'immagine sacra, ma il suo archibugio, secondo la narrazione popolare, implose e finì per uccidere il soldato stesso, lasciando integro il busto della Madonna ma distruggendone le braccia e il resto della figura[2][3]. La scultura divenne subito un simbolo della ferita che l'occupazione straniera aveva inferto alla dignità di Siena; l'immagine della Madonna fu ricomposta nella sua edicola e divenne immediatamente oggetto di speciale venerazione da parte dei Senesi e il motivo di riscatto per un intero quartiere, quello di Provenzano, tra i più degradati della Città[2][3]. Il 1594 fu chiamato l'"anno de' miracoli", in quanto la Santa Sede approvò una serie di fatti prodigiosi avvenuti per l'intercessione della Vergine Maria venerata in Provenzano e stabilì, unitamente alle Magistrature civiche, che si dovesse procedere alla costruzione di una Santuario, per collocare decorosamente l'immagine e agevolare il grande afflusso di pellegrini e la loro accoglienza. I lavori, affidati agli architetti senesi Domenico Schifardini e Flaminio del Turco, iniziarono nel 1595 e terminarono nel 1611. Il tempio, intitolato alla Visitazione della Vergine Maria a Santa Elisabetta, fu dedicato con rito liturgico il 16 ottobre 1611 dall'Arcivescovo di Siena Camillo Borghesi, e il 23 ottobre successivo, con una solenne processione che attraversò tutte le vie della città, venne traslata nel nuovo Santuario la sacra immagine[2].La nuova Chiesa, presto eretta da Papa Urbano VIII in Insigne Collegiata, divenne il cuore della devozione mariana dei Senesi in epoca moderna e contemporanea. Molte sono state nei secoli le attestazioni di gratitudine alla Madonna da parte di umili fedeli e grandi personaggi della storia locale, come dimostrano le importanti committenze artistiche all'interno della Collegiata e i numerosi ex-voto.

Ancora oggi il 2 luglio, festa della Visitazione nell'antico calendario liturgico, è per Siena la grande festa in onore della Madonna di Provenzano, venerata sotto il titolo di "Advocata nostra" e in onore della quale si corre nel Campo il celebre Palio del 2 luglio. Alla vigilia della festa, il pomeriggio del 1º luglio, le Autorità cittadine e le Contrade vengono a rendere omaggio alla Madonna portando in solenne corteo il Drappellone, il drappo di stoffa dipinto con l'effigie della Madonna che verrà consegnato al termine della corsa alla Contrada vincitrice. Il Drappellone tornerà infatti in Provenzano la sera del 2 luglio, dopo la corsa, insieme ai contradaioli vittoriosi che vengono a ringraziare la Madonna col canto del Maria mater gratiae.

Una copia della Madonna di Provenzano, realizzata su una formella di terracotta, dal 1796 è venerata ad Arezzo, col titolo di "Madonna del Conforto" e conservata in una cappella interna alla Cattedrale. La festa della Madonna del Conforto è celebrata in Arezzo il 15 febbraio con grande concorso di popolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.collegiataprovenzano.siena.it
  2. ^ a b c d Basilica di Provenzano, Comune di Siena. URL consultato il 26-04-2010.
  3. ^ a b Tratto dal sito portasantandrea.com. URL consultato il 26-04-2010.