Monte Faito

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Monte Faito
Monte Faito 1.jpg
Il monte Faito visto da Castellammare di Stabia
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Altezza 1.131 m s.l.m.
Catena Monti Lattari
Coordinate 40°38′46.07″N 14°30′38.52″E / 40.64613°N 14.5107°E40.64613; 14.5107Coordinate: 40°38′46.07″N 14°30′38.52″E / 40.64613°N 14.5107°E40.64613; 14.5107
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Faito

Il monte Faito è una montagna facente parte della catena montuosa dei monti Lattari: alto 1.131 metri, ha accesso sia da Castellammare di Stabia, che da Vico Equense ed è inoltre raggiungibile con l'omonima funivia, gestita dalla Circumvesuviana, dalla stazione di Castellammare di Stabia[1].

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

Faggeta

Il monte Faito, formato prevalentemente da rocce di tipo calcareo[2], deve il suo nome alle faggete che crescono rigogliose sulle sue pendici: addirittura ci sono diversi faggi che hanno oltre quattrocento anni di vita e raggiungono un diametro di oltre sei metri[3]. Sono inoltre presenti altri tipi di alberi come lecci e castagni e piante come l'orchidea ad un bulbo[4], epipogio[5] e la Pteride di Creta[6], specie non molto frequente in Italia. Diverse sono anche le sorgenti, tra cui una denominata della Lontra[1].

Secondo la tradizione, sul monte Faito, si raccolsero in preghiera i santi Catello e Antonino, a cui apparve l'arcangelo Michele. Nei secoli scorsi, la montagna fu sfruttata per la produzione di legno: fu proprio grazie a questa importante risorsa che nel 1783 il re Ferdinando I delle Due Sicilie poté costruire a Castellammare di Stabia il cantiere navale, il quale si riforniva di legname provenienti proprio dai boschi del Faito, per la costruzione delle navi[7]. Altra importante funzione che aveva la montagna riguardava la produzione di ghiaccio: durante la stagione invernale infatti, ampi fossati, venivano riempiti con strati di neve e foglie, che con il passare del tempo, diveniva ghiaccio da poter utilizzare soprattutto durante la stagione estiva per la conservazione dei cibi[8]. L'importanza del Faito, soprattutto come località turistica, accrebbe notevolmente dalla seconda metà del XX secolo, quando furono costruiti numerosi alberghi e villette residenziali, oltre ad un centro sportivo con piscina[1]; nel 1950 venne ultimata la costruzione del nuovo santuario di San Michele arcangelo[9], mentre nel 1952, il monte fu collegato a Castellammare di Stabia da una funivia, che copre l'intero percorso in otto minuti[10]. Nel 1955, nelle vicinanze del santuario, furono inoltre impiantati dei ripetitori dalla RAI per il servizio televisivo[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Il Monte Faito. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  2. ^ Descrizione del Monte Faito. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  3. ^ I faggi secolari del Faito. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  4. ^ Herminium monorchis al Monte Faito. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  5. ^ Epigogium aphillum al Monte Faito. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  6. ^ Ptride di Creta. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  7. ^ Storia del cantiere navale di Castellammare di Stabia. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  8. ^ Gli antichi mestieri. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  9. ^ Il Santuario di San Michele arcangelo. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  10. ^ La funivia del Faito. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  11. ^ Tecnologia e televisione in Italia. URL consultato il 23 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adolfo Sassi, Ode al meraviglioso Faito, terra d'incanto e di memoria, Roma, Aracne, 2004, ISBN 88-7999-776-9.

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