Lingua hindi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Hindi)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Hindi (हिन्दी)
Parlato in India; minoranze in Bangladesh, Belize, Botswana, Canada, Germania, Guyana, Kenya, Nepal, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Sudafrica, Suriname, Trinidad e Tobago, Uganda, EAU, Regno Unito, Stati Uniti, Yemen e Zambia
Regioni Asia meridionale
Persone 487 milioni
Classifica 4[1]
Scrittura Devanagari
Tipo SOV (ordine libero)
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue indoarie
  Centrali
   Hindi
Statuto ufficiale
Nazioni India India (hindi standard, urdu, maithili)
Figi Figi (hindi figiano)
Barbados Barbados (bhojpuri)
Regolato da Direttorato Centrale Hindi
Codici di classificazione
ISO 639-1 hi
ISO 639-2 hin
ISO 639-3 hin  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
सभी मनुष्यों को गौरव और अधिकारों के मामले में जन्मजात स्वतन्त्रता और समानता प्राप्त है। उन्हें बुद्धि और अन्तरात्मा की देन प्राप्त है और परस्पर उन्हें भाईचारे के भाव से बर्ताव करना चाहिए।
Traslitterazione
Sarbhī manuṣyōn̐ kō gaurav aur adhikārōn̐ kē māmalē mēn̐ janmajāt svatantratā aur samānatā prāpt hai. Unhēn̐ buddhi aur antarātmā kī dēn hai aur paraspar unēn̐ bhāīcārē kē bhāv sē bartāv karanā cāhiyē.

L'hindi (nome nativo हिन्दी o हिंदी in devanagari, IPA [hɪnd̪iː]) è una lingua, o un continuum dialettale di lingue, del subcontinente indiano, ed è parlata soprattutto nell'India settentrionale e centrale. Fa parte delle lingue di ceppo indoeuropeo.

Data la molteplicità di dialetti, è stato riconosciuto il primato al dialetto khari boli, parlato in un'area prossima a Delhi. Sulla base di questo dialetto, ha preso forma il cosiddetto hindi standard, che è ciò che s'intende come hindi in senso stretto.

L'hindi è una delle 22 lingue ufficialmente riconosciute dall'allegato VIII della Costituzione dell'India,[2] ed è, insieme all'inglese, una delle due lingue ufficiali del paese: la stessa costituzione indiana è scritta in inglese e in hindi.

È la terza lingua più parlata come madrelingua al mondo, dopo il cinese mandarino e l'inglese.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola hindī è un termine pre-islamico di origine persiana, e significa letteralmente "indiano", composta dal termine hind "India", e dal suffisso aggettivale . Questo termine veniva impiegato dai mercanti e ambasciatori persiani pre-islamici dell'India settentrionale in riferimento a qualunque lingua indiana. A partire dal XIII secolo, il termine "hindi" (con le sue varianti "hindavi" e "hindui") si iniziò a usare per distinguere la lingua parlata nella regione di Delhi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Come molte altre moderne lingue dell'India, l'hindi deriva dal sanscrito, forse con influenze di altre lingue antiche a questo strettamente affini (pracrito).

Già intorno al 400 d.C. compare nelle opere del poeta Kalidasa il termine apabhraṃśa per indicare le lingue "corrotte" parlate nel nord dell'India - versioni dialettali del sanscrito che non rispettavano pienamente le sue regole grammaticali.

Il termine apabhraṃśa copre approssimativamente le lingue di transizione parlate nel nord dell'India fino al XIII secolo. Alcuni studiosi hanno applicato anche a queste lingue di transizione il termine "pracrito", per altri limitato a lingue più antiche e/o più meridionali.

La lingua apabhraṃśa ebbe una propria letteratura, il cui ultimo rappresentante di rilievo fu Raighu (XV secolo).

Nel frattempo (intorno al 1100), aveva preso forma, a partire dalla scrittura usata per il sanscrito, la scrittura devanagari attualmente usata per l'hindi; mentre sul piano della lingua parlata era aumentata la differenziazione tra i vari dialetti, rendendo possibile distinguere l'hindi dal bengali e da altre lingue minori. Già nel XII secolo Chand Bardai aveva composto Prithviraj Raso, un poema epico che è considerato una delle primissime opere della letteratura hindi (e non più genericamente apabhraṃśa).

Il nome di hindi per la nuova lingua non era peraltro consolidato. Si trovano i termini hindavi, indostano e urdu, oltre che hindi, per indicare in vari luoghi e tempi specifiche forme locali o fasi evolutive della stessa lingua. Solo nel XX secolo si è arrivati a una definizione chiara del termine "hindi" (almeno nella forma standard).

Rapporti con l'urdu[modifica | modifica sorgente]

L'hindi è sostanzialmente la stessa lingua dell'urdu, che non solo ha la stessa origine, ma, nella sua versione standard, fa riferimento anch'esso allo stesso dialetto khari boli. La differenza più evidente riguarda la forma di scrittura, perché l'hindi fa uso della scrittura devanagari, mentre l'urdu usa una scrittura di origine araba.

Per quanto riguarda il vocabolario, fermo restando che la base comune dell'hindi e dell'urdu discende dal sanscrito con forti influenze persiane, l'hindi ha subito un processo di sanscritizzazione (ulteriore recupero di elementi sanscriti) mentre l'urdu ha subito un processo di persianizzazione (ulteriore incorporazione di termini provenienti dal persiano). Comunque, questi processi hanno avuto effetti circoscritti, in quanto coloro che parlano le due lingue possono comunicare fra loro con facilità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statistica Ethnologue 2009. URL consultato il 30 giugno 2013.
  2. ^ Germano Franceschini e Francesco Misuraca, 1.11. Le lingue del diritto indiano in India: diritto commerciale, doganale e fiscale, Wolters Kluwer Italia, 2006, p. 16, ISBN 88-217-2356-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]