Aldo Sandulli

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Aldo M. Sandulli
Aldo Sandulli presiede l'udienza celebrativa per i 12 anni della Corte costituzionale

Aldo Sandulli presiede l'udienza celebrativa per i 12 anni della Corte costituzionale


Presidente della Corte Costituzionale
Durata mandato 16 gennaio 1968 –
4 aprile 1969
Predecessore Gaspare Ambrosini
Successore Giuseppe Branca

Aldo Mazzini Sandulli (Napoli, 22 novembre 1915Torgiano, 11 febbraio 1984) è stato un giurista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi nel 1937 in giurisprudenza presso l'università di Napoli, fu allievo e assistente di Ugo Forti. Dal 1939 al 1942 fu professore incaricato di diritto amministrativo presso la facoltà di giurisprudenza dell'università di Urbino. Nel 1942 vinse la cattedra di diritto amministrativo presso la facoltà di giurisprudenza dell'università di Trieste dove rimase fino al 1949. Chiamato alle armi allo scoppio della Seconda guerra mondiale, fu impegnato sul fronte di Russia come ufficiale dell'11º Raggruppamento Artiglieria di Corpo d'Armata e gli fu attribuita la medaglia d'argento al valor militare. Fu prigioniero dal gennaio 1943 al 7 luglio 1946. Nel 1954 fu nominato giudice dell'Alta Corte per la Regione Siciliana fino al 1957. Successivamente fu nominato giudice costituzionale dal presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi il 30 marzo 1957, prestando giuramento il 4 aprile.

Fu Presidente della Corte Costituzionale dal 16 gennaio 1968 al 4 aprile 1969[1]. Durante la sua presidenza la Corte Costituzionale ha emesso pronunce fondamentali, soprattutto in materia di urbanistica.

Cessato dalla Corte costituzionale, fu chiamato dalla facoltà di giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma. Dall'anno accademico 1969/70 al 1982/83 fu titolare della cattedra di diritto costituzionale.

È stato presidente della RAI (dall'aprile 1969 al febbraio 1970), membro dell'accademia dei Lincei e presidente del Comitato per le scienze giuridiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Nel 1983 fu eletto senatore come indipendente della Democrazia Cristiana e fu vice presidente della commissione "Bozzi" per le riforme istituzionali. La morte improvvisa gli impedì di concludere il mandato.

Terminata da poco la lettura della sua relazione al Convegno di diritto bancario di Torgiano, veniva stroncato da un improvviso collasso il pomeriggio dell'11 febbraio 1984.

Sposato con Susanna D'Ambrosio, dalla quale ebbe tre figli: Nicola, Maria Alessandra ed Andrea. I primi due hanno seguito le orme del padre e sono professori ordinari. Maria Alessandra è professore ordinario di Diritto processuale amministrativo presso l'Università degli Studi di Roma Tre. Nei periodi in cui non era giudice costituzionale, Aldo Sandulli svolse con successo l'attività di avvocato.

Il nome di Sandulli era Aldo Mazzini[2], da molti equivocato in Aldo Maria data l'usanza di Sandulli di abbreviare sempre con M. il secondo nome[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Fondò e diresse i periodici Rivista giuridica dell'edilizia e Diritto e società.

Tra le opere monografiche si ricorda il fondamentale volume su Il procedimento amministrativo (1940); il fortunatissimo Manuale di diritto amministrativo (1952); Il giudizio davanti al Consiglio di Stato e ai giudici sottordinati (1964); Il giudici sulle leggi (1967); L'attività normativa della pubblica amministrazione (1970). Si deve al Sandulli, in particolare, la concezione formale del procedimento amministrativo: in contrapposizione alle precedenti teorie sul procedimento inteso come atto complesso, Sandulli ha suggerito che si debba trattare di una concatenazione di atti, funzionalmente collegati dal fine di emanare un provvedimento. La mancanza di uno degli atti del procedimento produrrebbe conseguenze diverse sul provvedimento (e, significativamente, sulla sua legittimità, sulla sua perfezione e sulla sua efficacia), in relazione alla diversa fase procedimentale in cui avrebbe dovuto essere inserito l'atto mancante.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Giudice costituzionale»
— 19 aprile 1957[4]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1955[5]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1962[6]

Premio Sandulli[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1987 viene assegnato annualmente il "premio Aldo Sandulli", istituito dalla SIAA (Società Italiana degli Avvocati Amministrativisti) in accordo con la famiglia Sandulli per ricordare la figura del giurista. Il premio, consistente in un calamaio d'argento, viene attribuito ad un avvocato che si sia particolarmente segnalato per la sua attività nel settore della giustizia amministrativa.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giudici costituzionali dal 1956, Corte costituzionale. URL consultato il 20 novembre 2012 (archiviato il 20 novembre 2012).
  2. ^ Citato come "Aldo Mazzini Sandulli" in L. R. Prefetti, Le riforme della L. 7 agosto 1990
  3. ^ T.E. Frosini, Dizionario di diritto costituzionale (a cura di M. Ainis), voce A. M. Sandulli, 2001
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]