Thelonious Monk
| (EN) « "Would you play some of your weird chords for the class?", "What do you mean weird? They're perfectly logical chords" » |
(IT) « "Suonerebbe qualcuno dei suoi strani accordi per la classe?" "Cosa intende con strani? Sono accordi perfettamente logici" » |
| (Un insegnante della Columbia University a Monk (da Hentoff, Jazz Life 188)) | |
| Thelonious Sphere Monk | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Genere | Jazz Bebop Hard bop |
|
| Periodo di attività | 1939 – 1972 | |
| Strumento | Pianoforte | |
| Etichetta | Blue note, Prestige, Riverside, Columbia | |
| Sito web | http://www.monkzone.com | |
Thelonious Sphere Monk (Rocky Mount, 10 ottobre 1917 – Weehawken, 17 febbraio 1982) è stato un pianista e compositore statunitense, conosciuto per il suo singolare stile d'improvvisazione e per il consistente contributo al repertorio del jazz.
Uomo dominato dalla stranezza comportamentale, da un mutismo eccessivo e da un forte egocentrismo che inevitabilmente influenzarono la sua musica spesso screditata da critiche superficiali. Stile che è però stato, in tempi recenti, completamente decifrato: sotto quella coltre di "stranezza" si è conclamato un nuovo modo di fare jazz a cui si ispirarono le generazioni successive.
Indice |
Biografia [modifica]
Il santone pazzo del jazz ha iniziato come pianista stride, e dal 1939 al 1942 ha suonato come house-pianist nel locale Minton's, dove il chitarrista Charlie Christian, il batterista Kenny Clarke e parecchi altri precursori hanno gettato le basi del jazz moderno.
Durante la permanenza nella big band del trombettista ex ellingtoniano Cootie Williams scrive 'Round Midnight, a oggi la sua più famosa composizione. Dopo aver militato nella formazione del trombettista Harvey Davis al Cinderella Club, nel 1944 debutta ufficialmente su disco nel quartetto di Coleman Hawkins, e dal '47 al '52 realizza una straordinaria serie di incisioni per la Blue Note in cui suona la maggior parte delle sue migliori composizioni. Sono della partita Kenny Dorham, Milt Jackson, Sahib Shihab e soprattutto Art Blakey, che gli resterà amico e collaboratore per tutta la vita. In quegli anni incontrerà anche Miles Davis, con cui stringerà amicizia.
In Bloomdido (1950) Monk incontra Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Altra amicizia importantissima fu quella col pianista Bud Powell, che propose più volte interpretazioni personali dei temi dell'amico. Dal trio Plays Duke Ellington (1955) al quintetto di Brilliant Corners (1956), Monk realizza i suoi capolavori su etichetta Riverside, e raggiunge lo status di mito vivente. Come logica conseguenza, nasce il suo quartetto (più o meno stabile), con una splendida serie di tenorsassofonisti che va da Sonny Rollins a Frank Foster, da John Coltrane a Johnny Griffin (Misterioso e In action, 1958), fino a giungere a Charlie Rouse, che resterà fino al 1968. Seguì la controversa partecipazione alla lunga tournée dei Giants of Jazz (1970 - 72, con Blakey, Sonny Stitt, Kai Winding, Al Mc Kibbon e Dizzy Gillespie).
Nel frattempo le cose erano cambiate parecchio nel jazz, e chi si credeva all'avanguardia rischiava di giorno in giorno di restare indietro. Eppure mentre Monk si adagiava sugli allori, nasceva tutta una nuova generazione di musicisti - pensatori che riconsiderò in chiave quasi free i suoi lavori: Steve Lacy, Don Cherry, Roswell Rudd, ecc.
Al di là delle circa settanta composizioni conosciute[1], l'eredità di Monk è più o meno evidente nel modo di suonare di tutti i pianisti di oggi: il fraseggio frastagliato e pieno di cluster, la diteggiatura ineducata, le armonie strane e ricercate hanno insegnato molto a tutti i musicisti che si interrogano sul concetto di libertà. Ciò che lascia Monk è soprattutto il virtuosismo ritmico fatto di ritardi, accenti spostati, l'uso magico dei silenzi. l'ascoltatore è continuamente "sorpreso" dall'evolversi dei suoni che non cadono mai nella staticità e prevedibilità. Monk ha saputo giocare con le note prendendosi gioco di esse: non si limitava ad improvvisare sugli accordi del tema di base ma ne reinventava la struttura armonica facendo appello al suo istinto primitivo generando dissonanze e giochi di note che si rincorrono e si urtano in una esemplare disinvoltura.
Nei suoi ultimi anni di vita Monk si è ritirato nel New Jersey ospite della Baronessa Nica de Koenigswarter (Pannonica), senza mai suonare il pianoforte nonostante ce ne fosse uno nella sua stanza. È scomparso il 17 febbraio 1982 per infarto.
Principali composizioni [modifica]
|
|
Discografia [modifica]
Blue Note Records (1948-1952) [modifica]
- Genius of Modern Music: Volume 1 (registrazioni del 1947 per la Blue Note)
- Wizard of the Vibes (Milt Jackson: registrazioni del 1948 per la Blue Note)
- Genius of Modern Music: Volume 2 (registrazioni del 1951–1952 per la Blue Note)
Prestige Records (1952-1954) [modifica]
- Thelonious Monk Trio (Prestige 7027), 1952-4
- Monk (Prestige 7053) registrato nel 1953-4
- Thelonious Monk and Sonny Rollins (Prestige 7075), registrato nel 1953-4
Riverside Records (1955-1961) [modifica]
- Thelonious Monk plays the Music of Duke Ellington (1955)
- The Unique Thelonious Monk (1955)
- Brilliant Corners (registrazioni del 1956 con Sonny Rollins e Clark Terry)
- Thelonious Himself (1957)
- Thelonious Monk with John Coltrane (registrazioni del 1957, pubblicate nel 1961)
- Art Blakey's Jazz Messengers with Thelonious Monk (Atlantic, 1957)
- Monk's Music (1957)
- Mulligan Meets Monk (1957, con Gerry Mulligan)
- Thelonious Monk Quartet Live at the Five Spot: Discovery! (con John Coltrane, registrato nel 1957, pubblicato negli anni novanta dalla Blue Note)
- Thelonious Monk Quartet with John Coltrane at Carnegie Hall (1957, pubblicato nel 2005 dalla Blue Note.)
- The Complete 1957 Riverside Recordings (2006)
- Thelonious in Action and Misterioso (1958, live al the Five Spot con Johnny Griffin)
- The Thelonious Monk Orchestra at Town Hall (1959)
- 5 by Monk by 5 (1959)
- Thelonious Alone in San Francisco (1959)
- Thelonious Monk and the Jazz Giants (1959)
- Thelonious Monk at the Blackhawk (1960, con Charlie Rouse)
- Monk in France (1961)
- Thelonious Monk in Italy (registrato nel 1961)
Columbia Records (1962-1968) [modifica]
- Monk's Dream (1963)
- Criss Cross (1963)
- Monk in Tokyo (1963)
- Miles & Monk at Newport (1963)
- Big Band and Quartet in Concert (1963)
- It's Monk's Time (1964)
- Monk (1964)
- Solo Monk (1965)
- Live at the It Club (1964)
- Live at the Jazz Workshop (1964)
- Straight, No Chaser (1967)
- Underground (1968)
- Monk's Blues (1968)
Etichette indipendenti [modifica]
- Thelonious Monk Nonet Live In Paris 1967 (LP del concerto in Francia FC-113 1967)
Come sessionman [modifica]
Con Coleman Hawkins
- Bean and the Boys (Prestige 7824) 1944
Con Miles Davis
- Bags' Groove (Prestige, 1954)
- Miles Davis and the Modern Jazz Giants (Prestige, 1954)
Con Sonny Rollins
- Moving Out (Prestige 7058) 1954 (solo in una traccia)
- Sonny Rollins, Vol. 2 (Blue Note, 1957)
Con Gigi Gryce
- Nica's Tempo (Savoy, 1955)
Con Clark Terry
- In Orbit (Riverside, 1958)
Compilation [modifica]
- Monk's Greatest Hits (1968)
- April in Paris (Monk album)|April in Paris (1981)
- Monk's Classic Recordings (1983)
- Blues Five Spot (1984)
- Live at Monterey Jazz Festival '63 (21-22 settembre 1963, MFSL, pubblicato in 2 vol. 1996-7 )
- Something in Blue, Nice Work in London, Blue Sphere e The Man I Love (tutte registrazioni del 1971, raccolte in The London Collection 1988, tre CD)
- Midnight at Minton's (circa 1941, pubblicato nel 1973 a nome Don Byas. Monk non suona in tutte le tracce)
- After Hours (circa 1941, pubblicato nel 1973 a nome Charlie Christian)
- After Hours in Harlem (circa 1941, pubblicato nel 1973)
- The Complete Prestige Recordings of Thelonious Monk (2000, 3 CD, Prestige)
- The Complete Blue Note Recordings of Thelonious Monk (1994, 4 CD, Blue Note)
- The Complete Riverside Recordings of Thelonious Monk (1991, 15 CD, Riverside)
- Monk Alone: The Complete Solo Studio Recordings of Thelonious Monk 1962-1968 (1998, 2 CD, Sony)
- The London Collection (1988, 3 CD)
- The Columbia Years: '62-'68 (2001, 3 CD, Sony)
- The Complete Vogue Recordings/The Black Lion Sessions (1954–71) (3LP, Mosaic)
Curiosità [modifica]
- Viene citato da Antonio Muñoz Molina nel romanzo Inverno a Lisbona. Il protagonista, un pianista in crisi esistenziale, dice: «Io dovrei essere nero, suonare il piano come Thelonious Monk, essere nato a Memphis, Tennessee, baciare in quest'istante Lucrecia, essere morto».
- Il protagonista del romanzo Cancellazione dello scrittore americano Percival Everett si chiama Thelonious Ellison, ma si fa chiamare Monk.
- Nell'episodio dei Simpson Trilogia di una giornata, in uno dei tanti provvidenziali accidenti che minano la giornata della famiglia, Lisa viene a conoscenza di un ragazzo molto brillante di nome Thelonious. «Proprio come il grande Thelonious Monk!», ribatte la giovane.
- Da lui prende il nome dell'album My Monk del Roberto Zanetti Trio
- Don DeLillo usa la figura di Monk in un saggio sulla creazione artistica: Contrappunto (Einaudi, Torino 2008)
Note [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Thelonious Monk
Wikiquote contiene citazioni di o su Thelonious Monk
Collegamenti esterni [modifica]
- Video di un'esecuzione in quartetto di 'Round Midnight.
- Video di un'esecuzione in trio di 'Round Midnight.
Controllo di autorità VIAF: 44485892 LCCN: n82218969