Thelonious Monk

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(EN)
« "Would you play some of your weird chords for the class?",
"What do you mean weird? They're perfectly logical chords" »
(IT)
« "Suonerebbe qualcuno dei suoi strani accordi per la classe?"
"Cosa intende con strani? Sono accordi perfettamente logici" »
(Un insegnante della Columbia University a Monk (da Hentoff, Jazz Life 188))
Thelonious Sphere Monk
Theolonius Monk nel 1947
Theolonius Monk nel 1947
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Bebop
Hard bop
Periodo di attività 1939-1972
Strumento Pianoforte
Etichetta Blue note, Prestige, Riverside, Columbia
Sito web

Thelonious Sphere Monk (Rocky Mount, 10 ottobre 1917Weehawken, 17 febbraio 1982) è stato un pianista e compositore statunitense, conosciuto per il suo singolare stile d'improvvisazione e per il consistente contributo al repertorio del jazz[1].

Uomo dominato dalla stranezza comportamentale, da un mutismo eccessivo e da un forte egocentrismo che inevitabilmente influenzarono la sua musica spesso screditata da critiche superficiali. Stile che è però stato, in tempi recenti, completamente decifrato: sotto quella coltre di "stranezza" si è conclamato un nuovo modo di fare jazz a cui si ispirarono le generazioni successive.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il santone pazzo del jazz ha iniziato come pianista stride, e dal 1939 al 1942 ha suonato come house-pianist nel locale Minton's, dove il chitarrista Charlie Christian, il batterista Kenny Clarke e parecchi altri precursori hanno gettato le basi del jazz moderno.

Durante la permanenza nella big band del trombettista ex ellingtoniano Cootie Williams scrive 'Round Midnight, a oggi la sua più famosa composizione. Dopo aver militato nella formazione del trombettista Harvey Davis al Cinderella Club, nel 1944 debutta ufficialmente su disco nel quartetto di Coleman Hawkins, e dal '47 al '52 realizza una straordinaria serie di incisioni per la Blue Note in cui suona la maggior parte delle sue migliori composizioni. Sono della partita Kenny Dorham, Milt Jackson, Sahib Shihab e soprattutto Art Blakey, che gli resterà amico e collaboratore per tutta la vita. In quegli anni incontrerà anche Miles Davis, con cui stringerà amicizia.

In Bloomdido (1950) Monk incontra Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Altra amicizia importantissima fu quella col pianista Bud Powell, che propose più volte interpretazioni personali dei temi dell'amico. Dal trio Plays Duke Ellington (1955) al quintetto di Brilliant Corners (1956), Monk realizza i suoi capolavori su etichetta Riverside, e raggiunge lo status di mito vivente. Come logica conseguenza, nasce il suo quartetto (più o meno stabile), con una splendida serie di tenorsassofonisti che va da Sonny Rollins a Frank Foster, da John Coltrane a Johnny Griffin (Misterioso e In action, 1958), fino a giungere a Charlie Rouse, che resterà fino al 1968. Seguì la controversa partecipazione alla lunga tournée dei Giants of Jazz (1970 - 72, con Blakey, Sonny Stitt, Kai Winding, Al Mc Kibbon e Dizzy Gillespie).

Nel frattempo le cose erano cambiate parecchio nel jazz, e chi si credeva all'avanguardia rischiava di giorno in giorno di restare indietro. Eppure mentre Monk si adagiava sugli allori, nasceva tutta una nuova generazione di musicisti - pensatori che riconsiderò in chiave quasi free i suoi lavori: Steve Lacy, Don Cherry, Roswell Rudd, ecc.

Al di là delle circa settanta composizioni conosciute[3], l'eredità di Monk è più o meno evidente nel modo di suonare di tutti i pianisti di oggi: il fraseggio frastagliato e pieno di cluster, la diteggiatura ineducata, le armonie strane e ricercate hanno insegnato molto a tutti i musicisti che si interrogano sul concetto di libertà. Ciò che lascia Monk è soprattutto il virtuosismo ritmico fatto di ritardi, accenti spostati, l'uso magico dei silenzi. l'ascoltatore è continuamente "sorpreso" dall'evolversi dei suoni che non cadono mai nella staticità e prevedibilità. Monk ha saputo giocare con le note prendendosi gioco di esse: non si limitava ad improvvisare sugli accordi del tema di base ma ne reinventava la struttura armonica facendo appello al suo istinto primitivo generando dissonanze e giochi di note che si rincorrono e si urtano in una esemplare disinvoltura.

Nei suoi ultimi anni di vita Monk si è ritirato nel New Jersey ospite della Baronessa Nica de Koenigswarter (Pannonica), senza mai suonare il pianoforte nonostante ce ne fosse uno nella sua stanza. È scomparso il 17 febbraio 1982 per infarto.

Principali composizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 52nd Street Theme
  • Ask me now
  • Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are
  • Bemsha Swing
  • Blue Monk
  • Bright Mississippi
  • Brilliant Corners
  • Bye-Ya
  • Crepuscule With Nellie
  • Epistrophy
  • Evidence
  • Friday 13th
  • Hackensack
  • I mean you
  • In walked Bud
  • Introspection

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Blue Note Records (1948-1952)[modifica | modifica wikitesto]

Prestige Records (1952-1954)[modifica | modifica wikitesto]

Riverside Records (1955-1961)[modifica | modifica wikitesto]

Columbia Records (1962-1968)[modifica | modifica wikitesto]

Etichette indipendenti[modifica | modifica wikitesto]

Come sessionman[modifica | modifica wikitesto]

Con Coleman Hawkins

  • Bean and the Boys (Prestige 7824) 1944

Con Miles Davis

Con Sonny Rollins

Con Gigi Gryce

Con Clark Terry

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • Monk's Greatest Hits (1968)
  • April in Paris (Monk album)|April in Paris (1981)
  • Monk's Classic Recordings (1983)
  • Blues Five Spot (1984)
  • Live at Monterey Jazz Festival '63 (21-22 settembre 1963, MFSL, pubblicato in 2 vol. 1996-7 )
  • Something in Blue, Nice Work in London, Blue Sphere e The Man I Love (tutte registrazioni del 1971, raccolte in The London Collection 1988, tre CD)
  • Midnight at Minton's (circa 1941, pubblicato nel 1973 a nome Don Byas. Monk non suona in tutte le tracce)
  • After Hours (circa 1941, pubblicato nel 1973 a nome Charlie Christian)
  • After Hours in Harlem (circa 1941, pubblicato nel 1973)
  • The Complete Prestige Recordings of Thelonious Monk (2000, 3 CD, Prestige)
  • The Complete Blue Note Recordings of Thelonious Monk (1994, 4 CD, Blue Note)
  • The Complete Riverside Recordings of Thelonious Monk (1991, 15 CD, Riverside)
  • Monk Alone: The Complete Solo Studio Recordings of Thelonious Monk 1962-1968 (1998, 2 CD, Sony)
  • The London Collection (1988, 3 CD)
  • The Columbia Years: '62-'68 (2001, 3 CD, Sony)
  • The Complete Vogue Recordings/The Black Lion Sessions (1954–71) (3LP, Mosaic)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Viene citato da Antonio Muñoz Molina nel romanzo Inverno a Lisbona. Il protagonista, un pianista in crisi esistenziale, dice: «Io dovrei essere nero, suonare il piano come Thelonious Monk, essere nato a Memphis, Tennessee, baciare in quest'istante Lucrecia, essere morto».
  • Il protagonista del romanzo Cancellazione dello scrittore americano Percival Everett si chiama Thelonious Ellison, ma si fa chiamare Monk.
  • Nell'episodio dei Simpson Trilogia di una giornata, in uno dei tanti provvidenziali accidenti che minano la giornata della famiglia, Lisa viene a conoscenza di un ragazzo molto brillante di nome Thelonious. «Proprio come il grande Thelonious Monk!», ribatte la giovane.
  • Da lui prende il nome dell'album My Monk del Roberto Zanetti Trio
  • Don DeLillo usa la figura di Monk in un saggio sulla creazione artistica: Contrappunto (Einaudi, Torino 2008)
  • Viene citato da Italo Calvino nella raccolta Ti con zero nella sezione Altri Qfwfq nel racconto I cristalli: «Adesso aspetto che finisca il disco di Thelonious Monk e glielo dico.».
  • Il brano 'Round Midnight viene suonato al piano dal jazzista Midorikawa nel libro di Haruki Murakami "L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio".
  • Il racconto noir Musica nera dello scrittore Enrico Teodorani contenuto nell'antologia Note in nero - Musica e delitti in venticinque racconti noir di autori italiani si svolge durante il concerto tenuto da Thelonious Monk (con Charlie Rouse al sax tenore, John Ore al contrabbasso e Frankie Dunlop alla batteria) sabato 22 aprile 1961 al Teatro Duse di Bologna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The History of Jazz Music. Thelonious Monk: biography, discography, review, links
  2. ^ Thelonious Monk | Biography | AllMusic
  3. ^ La lista completa su monkzone.com

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Video di un'esecuzione in quartetto di 'Round Midnight.
  • Video di un'esecuzione in trio di 'Round Midnight.

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