Jascha Heifetz

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Heifetz intorno al 1920

Jascha Heifetz (pron: ˈhaɪfɪts; Vilnius, 2 febbraio 1901Los Angeles, 10 dicembre 1987) è stato un violinista lituano naturalizzato statunitense.

È considerato uno dei più grandi interpreti del Novecento della letteratura violinistica virtuosistica, per la sua tecnica brillante e il suo virtuosismo.

Indice

Biografia[modifica]

Rifiuto[modifica]

Rifiutò sempre qualsiasi pubblicazione biografica o autobiografica: «Questa è la mia autobiografia: ho iniziato a suonare il violino a 3 anni e ho dato il mio primo concerto a 7. Da allora non ho mai smesso di suonare.»

I primi anni[modifica]

Heifetz nacque in una famiglia ebrea a Vilnius in Lituania che allora faceva parte dell'Impero russo. Il padre Ruvn Heifetz era un insegnante di violino del luogo e ricoprì il ruolo di primo violino di spalla nell'Orchestra del Teatro di Vilna per una stagione prima che il teatro chiudesse. Jascha Heifetz cominciò a studiare violino all'età di 3 anni sotto la guida del padre. A cinque anni cominciò a prendere lezioni da Ilya D. Malkin, un allievo di Leopold Auer. Heifetz fu un bambino prodigio, e fece il suo debutto in pubblico all'età di 7 anni a Kovno, ora Kaunas, in Lituania suonando il Concerto per violino op. 64 di Mendelssohn. Nel 1910 cominciò a frequentare il Conservatorio di San Pietroburgo dove continuò a studiare sotto la guida di Leopold Auer. Suonò in Germania e in Scandinavia, e a 12 anni incontrò il celebre violinista Fritz Kreisler, in una casa privata, assieme ad altri grandi violinisti. Kreisler, dopo aver accompagnato il giovane Heifetz al pianoforte nell'esecuzione del Concerto in mi minore di Mendelssohn, disse ai presenti "Adesso possiamo rompere i nostri violini sulle nostre ginocchia!" Heifetz visitò buona parte dell'Europa nel periodo della sua adolescenza.

Famiglia[modifica]

Ebbe due matrimoni entrambi finiti col divorzio e 3 figli. Si sposò nel 1928 con Florence Vidor diva del cinema muto ed ex moglie di King Vidor, adottarono Suzanne ma ebbero anche 2 figli: Josefa (1930) e Robert (1932-2001), divorziarono nel 1945. Un secondo matrimonio fu contratto nel '47 con Frances Spiegelberg da cui nacque Joseph, il divorzio nel 1962.

Heifetz e Koelman a Los Angeles nel 1979

Carriera[modifica]

Il 27 ottobre 1917 Heifetz suonò per la prima volta in pubblico negli Stati Uniti; il recital tenutosi quella sera nella rinomata Carnegie Hall fu l'emblema della leggenda che Heifetz sarebbe stato lungo la sua carriera. Heifetz rimase negli Stati Uniti e nel 1925 ottenne la cittadinanza statunitense. Al Metropolitan Opera House debuttò in un concerto nel dicembre 1917, suonò in concerto nel 1918, tenne due concerti nel 1919, uno nel 1923 ed infine uno nel 1924.

Nel 1926 tenne un concerto al Teatro La Fenice di Venezia.

Nel 1949 Heifetz, assieme ad Horowitz, Rubinstein e Piatigorsky, fu tra i firmatari di una lettera di protesta con cui si voleva impedire la nomina di Wilhelm Furtwängler alla guida della Chicago Symphony Orchestra, programmata per quello stesso anno a Chicago. L'orchestra, di conseguenza, ritirò l'offerta dopo altre manifestazioni di disapprovazione da parte di diversi musicisti ebrei.

Al Teatro alla Scala di Milano diede due concerti nel 1956.

Nel 1962 vince il suo primo Grammy Award.

Dal 1962 ha insegnato all'Università di Los Angeles.

L'ultimo recital di Heifetz risale al 23 ottobre 1972 al Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles quando soffriva già di una grave forma di artrite.

Ha dedicato l'ultima parte della sua vita all'insegnamento presso la University of Southern California. Alcuni dei suoi studenti più illustri sono stati Eugene Fodor, Erick Friedman, Pierre Amoyal e Rudolf Koelman.

I violini[modifica]

Possedeva uno Stradivari del 1731 e un Guarneri del Gesù del 1742 appartenuto a Ferdinand David che su questo stesso violino suonò la prima assoluta del concerto di Mendelssohn.

Repertorio[modifica]

Aveva un repertorio vastissimo con una predilezione per la musica da camera (particolarmente apprezzabile nei grandi interpreti). Dava poche concessioni alla musica contemporanea: «Per due ragioni: scoraggiare i compositori dal continuare a scrivere musica e ricordare a me stesso quanto mi piace Beethoven

Discografia parziale[modifica]

  • Beethoven/Kodály, Serenade, Op. 8/Duo, Op. 7 - Heifetz/Piatigorsky, 1961 Sony - Grammy Award for Best Chamber Music Performance 1962
  • The Heifetz-Piatigorsky Concerts With Primrose, Pennario and Guests - Heifetz/Piatigorsky/Primrose - Grammy Award for Best Chamber Music Performance 1963
  • Beethoven, Trio, Op. 1, No. 1, in E-Flat - Heifetz/Piatigorsky - Grammy Award for Best Chamber Music Performance 1965
  • The Heifetz Collection - Heifetz - RCA/BMG - Grammy Award for Best Historical Album 1996

Bibliografia[modifica]

  • Herbert R. Axelrod (ed.), Heifetz, with contributions by Henry Roth, John A. Maltese, Constance Hope, Paganiniana Publications, Inc., Neptune City, N. J. 1976; second revised edition 1981; third revised edition 1990
  • Boris Schwarz, Jascha Heifetz, in Great Masters of the Violin: From Corelli and Vivaldi to Stern, Zukerman and Perlman, London, Robert Hale, 1983, pp. 432-442
  • Arthur Weschler-Vered, Jascha Heifetz, London, Robert Hale, 1986
  • Henry Roth, Jascha Heifetz, in Violin Virtuosos, From Paganini to the 21st Century, Los Angeles, California Classics Books, 1997, pp. 104-116
  • Ayke Agus, Heifetz As I Knew Him, Portland-Oregon, Amadeus Press, 2001
  • Alberto Cantù, Jascha Heifetz / L'imperatore solo, Zecchini Editore, Varese, 2007, ISBN 88-87203-61-X
  • Jean-Michel Molkhou, Jascha Heifetz, in Les grands violonistes du XXe siècle. Tome 1- De Kreisler à Kremer, 1875-1947, Paris, Buchet Chastel, 2011, pp. 115-122

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Collegamenti esterni[modifica]

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