Sticky Fingers

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Sticky Fingers
Artista The Rolling Stones
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Studio
Pubblicazione 23 aprile 1971 (US)
1° maggio 1971 (UK)
Durata 46 min : 23 s
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock
Etichetta
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore
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Regista {{{regista}}}
Registrazione
Formati {{{formati}}}
Note
Premi
Dischi d'oro
Dischi di platino
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
The Rolling Stones - cronologia
Album precedente
Let It Bleed (1969)
Album successivo
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Sticky Fingers è un album dei Rolling Stones, pubblicato in Inghilterra il 23 aprile e negli Stati Uniti il 1° maggio del 1971. Raggiunse il numero 1 sia nella classifica inglese, sia in quella statunitense, rimanendovi rispettivamente per cinque e quattro settimane.

La copertina è caratterizzata da un paio di jeans con evidente rigonfiamento (nella versione su Lp la cerniera era apribile). All'interno è presente il famoso Tongue & Lip disegnato da John Pasche e la versione più spoglia della copertina col modello vestito solo di mutande, col rigonfiamento ancora più in mostra.

[modifica] Formazione

[modifica] Altri musicisti

[modifica] Tracce

  1. Brown Sugar - 3:49
  2. Sway - 3:51
  3. Wild Horses - 5:42
  4. Can't You Hear Me Knocking - 7:14
  5. You Gotta Move - 2:32
  6. Bitch - 3:36
  7. I Got the Blues - 3:52
  8. Sister Morphine - 5:31
  9. Dead Flowers - 4:03
  10. Moonlight Mile - 5:56

Il disco si apre con le pennate dell'elettrica di Keith Richards, che poi insieme al gruppo danno vita ad un classico dei classici del rock, Brown Sugar. Si prosegue con Sway; Charlie Watts picchia come un dannato e Mick Taylor disegna splendide trame sonore con la sua chitarra funambolica. Il terzo pezzo di Sticky Fingers è Wild Horses, ballata acustica di qualità eccellente dove Mick Jagger pare ispirato nella parte cantata. Can't You Hear Me Knocking è un monumento dell'album. Il riff elettrico di Richards e la linea di basso pulsante di Bill Wyman introducono la prima parte, la seconda invece lascia spazio a improvvisazioni chitarristiche su un tempo di batteria azzeccato. You Gotta Move è un blues lento molto bello e caratterizzato da una base ritmica quasi totalmente assente. Veloce e trascinante invece il frizzante rock'roll di Bitch, canzone dedicata alle famigerate groupie. I Got The Blues è un altro blues lento bellissimo, che introduce l'allucinata Sister Morphine, che testo con espliciti riferimenti alla droga e chitarra psichedelica e spettrale la rendono un capolavoro. Dead Flowers è un piacevole pezzo con influenze country. Il tassello conclusivo di quello che forse è l' album più riuscito degli Stones è la dolcissima Moonlight Mile, ballata morbida di gran fascino.

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