Circo Massimo

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Coordinate: 41°53′09.26″N 12°29′08.53″E / 41.885905°N 12.485704°E41.885905; 12.485704

Circo Massimo
Roma
Modellino del Circo Massimo
Modellino del Circo Massimo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Ente Comune di Roma
sito web

Il Circo Massimo è un antico circo romano, dedicato alle corse di cavalli, costruito a Roma. Situato nella valle tra il Palatino e l'Aventino, è ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città: nella valle sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus. Di certo l'ampio spazio pianeggiante e la sua prossimità all'approdo del Tevere dove dall'antichità più remota si svolgevano gli scambi commerciali, fecero sì che il luogo costituisse fin dalla fondazione della città lo spazio elettivo in cui condurre attività di mercato e di scambi con altre popolazioni, e - di conseguenza - anche le connesse attività rituali (si pensi all'Ara massima di Ercole) e di socializzazione, come giochi e gare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sesterzio di Caracalla, raffigurante il Circo Massimo con la spina e l'obelisco decorativo, ora a piazza del Popolo; in seguito venne eretto un secondo obelisco, oggi a San Giovanni in Laterano

Le prime installazioni in legno, probabilmente in gran parte mobili, risalirebbero all'epoca di Tarquinio Prisco,[1][2] nella prima metà del VI secolo a.C. La costruzione di primi impianti stabili risalirebbe al 329 a.C., quando furono edificati i primi carceres. Le prime strutture in muratura, soprattutto legate alle attrezzature per le gare, si ebbero probabilmente solo nel II secolo a.C. e fu Gaio Giulio Cesare a costruire i primi sedili in muratura e a dare la forma definitiva all'edificio, a partire dal 46 a.C.

Il monumento venne restaurato dopo un incendio e probabilmente completato da Augusto, che per decorare la spina vi aggiunse (come testimoniato da una moneta di Caracalla) un obelisco dell'epoca di Ramses II portato dall'Egitto, l'obelisco flaminio, che nel XVI secolo fu spostato da papa Sisto V in piazza del Popolo. Nel 357 un secondo obelisco fu portato a Roma per volere dell'imperatore Costanzo II ed eretto dal praefectus urbi Memmio Vitrasio Orfito sulla spina; oggi si trova davanti San Giovanni in Laterano.

Altri restauri avvennero sotto gli imperatori Tiberio e Nerone e un arco venne eretto da Tito nell'81 al centro del lato corto curvilineo: si trattava di un passaggio monumentale integrato nelle strutture del circo.

Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione, probabilmente già iniziata sotto questo imperatore, venne completata da Traiano nel 103:[3] a quest'epoca risalgono la maggior parte dei resti giunti fino a noi. Sono ricordati ancora restauri sotto Antonino Pio, Caracalla e Costantino I. Il circo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate da Totila nel 549.

Struttura e utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Le dimensioni del circo erano eccezionali: lungo 621 m e largo 118 poteva ospitare circa 250.000 spettatori. La facciata esterna aveva tre ordini: solo quello inferiore, di altezza doppia, era ad arcate. La cavea poggiava su strutture in muratura, che ospitavano i passaggi e le scale per raggiungere i diversi settori dei sedili, ambienti di servizio interni e botteghe aperte verso l'esterno. L'arena era in origine circondata da un euripo (canale) largo quasi 3 m, più tardi eliminato per aggiungere altri posti a sedere.

Sul lato sud si trova attualmente una torretta medioevale detta "della Moletta" appartenuta ai Frangipane. Nell'arena, si svolgevano le corse dei carri, con dodici quadrighe (cocchi a quattro cavalli) che compivano sette giri intorno alla spina centrale tra le due mete. La spina era riccamente decorata da statue, edicole e tempietti e vi si trovavano sette uova e sette delfini da cui sgorgava l'acqua, utilizzati per contare i giri della corsa.

I dodici carceres, la struttura di partenza che si trovava sul lato corto rettilineo verso il Tevere, disposti obliquamente per permettere l'allineamento alla partenza, erano dotati di un meccanismo che ne permetteva l'apertura simultanea.

Fu utilizzato per i primi ludi Apollinares del 212 a.C., indetti dall'allora praetor urbanus, Publio Cornelio Silla.[4]

Utilizzo moderno[modifica | modifica wikitesto]

Circo Massimo dal Palatino - festa per lo scudetto della Roma - domenica 24 giugno 2001 prima del concerto
L'installazione Massimo Silenzio del 2007

Agli inizi del XX secolo l'area era in gran parte agricola e occupata da diverse costruzioni "di utilità" (nel 1645 vi si era installato il cimitero israelitico e nel 1852 il gazometro), sopra un considerevole rialzamento di circa 8 metri del terreno rispetto alla quota romana. L'assetto antico è oggi riconoscibile soltanto dalla persistenza di alcune botteghe artigiane (un fabbro, una bottega di tende da plein air, un'osteria diventata ristorante) alla fine di via dei Cerchi, sotto il Palatino. I lavori di liberazione si svolsero tra il 1911 e i successivi anni trenta.

Nel 1959 dovevano svolgersi qui le riprese in esterno della corsa delle bighe del film Ben Hur, ma alla fine la Sovrintendenza rifiutò l'autorizzazione al set, che fu costretto a spostarsi al Circo di Massenzio, sull'Appia Antica. Per la grande disponibilità di spazio aperto "non rovinabile" nel centro storico della città (il Circo Massimo è ancora dentro le Mura Aureliane ma al centro di una enorme area verde e archeologica attraversata da numerosi mezzi di trasporto pubblico), il Circo Massimo è scelto sempre più spesso come sede per grandi eventi di massa: concerti, spettacoli, giubilei, manifestazioni - trovano qui lo spazio ideale:

  • tra i concerti, si ricordano quelli di Antonello Venditti da cui sono stati tratti due album dal vivo: Circo Massimo del 1983 e Circo Massimo 2001.
  • Nel maggio del 2000 e nel giugno del 2001 ha ospitato i festeggiamenti per la vittoria degli scudetti della Lazio e della Roma.
  • nel marzo 2002 una manifestazione contro l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori organizzata dalla CGIL.
  • Il 10 luglio 2006, dopo la vittoria ai mondiali di calcio dell'Italia, vi fu organizzata una festa; il 14 luglio 2007 vi hanno suonato i Genesis in occasione del Telecomcerto.
  • In occasione della manifestazione Notte bianca del 2007 il Circo Massimo ha ospitato l'installazione Massimo Silenzio di Giancarlo Neri.
  • Il 4 aprile 2009 è stato teatro di una manifestazione della sola CGIL Rep.it
  • In occasione dell'Europride 2011 svoltosi nella capitale italiana l'11 giugno viene usato come ultima tappa della manifestazione chiusa dalla cantante italo-americana Lady Gaga.
  • Il 22 giugno 2014 si è svolto il concerto dei Rolling Stones. Il Circo Massimo ha ospitato l'unica data italiana nell'ambito del tour mondiale con cui la rock band festeggia i 50 anni di carriera.
  • Il 9-10-11-12 ha ospitato Italia a 5 Stelle, l'incontro nazionale degli eletti del Movimento 5 Stelle.

Dimensioni e capienza[modifica | modifica wikitesto]

La superficie del Circo Massimo è di circa 73000 m² (621m di lunghezza per 118m di larghezza). Dato un massimo teorico possibile di circa 4 persone per m² [5] si ottiene una capienza massima complessiva dell'intera superficie pari a circa 300000 persone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.19 e 1.37.
  2. ^ Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 6.
  3. ^ Cassio Dione Cocceiano, LVIII, 7, 2.
  4. ^ Livio, XXV, 12.11-15.
  5. ^ Jessica Weiss, How reporters can estimate the number of people in a crowd, IJNet international journalists' network, 24-07-2013.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalla stazione Circo Massimo.
È raggiungibile dalla fermata Circo Massimo del tram Rete tranviaria di Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Ciancio-Rossetto, "Circus Maximus" in Lexicon Topographicum Urbis Romae, Roma, 1993
  • J.H. Humphrey, Roman circuses, Berkeley, 1986.
  • J.-P. Thuillier, Le Sport dans la Rome Antique, Paris, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]