Matthew Bellamy

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Matthew Bellamy
Matthew Bellamy durante un concerto
Matthew Bellamy durante un concerto
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Alternative rock[1]
Neoprogressive[1]
Rock progressivo[1]
Space rock[2][3]
Periodo di attività 1992 – in attività
Strumento voce, chitarra, pianoforte, tastiera, keytar
Etichetta Taste Media
Mushroom
East West
Warner Bros.
Helium-3
Gruppo attuale Muse
Album pubblicati 9
Studio 6
Live 2
Raccolte 1

Matthew James Bellamy (Cambridge, 9 giugno 1978) è un cantautore, pianista e chitarrista britannico, famoso per essere il frontman del gruppo musicale Muse.

La sua voce è caratterizzata da un potente falsetto normalmente fuori dalla portata di un cantante di sesso maschile. Durante uno dei primi tour con la band, dovette fermarsi per un paio di settimane a causa di un'impostazione canora non particolarmente curata che gli aveva causato un restringimento della laringe e, durante le visite mediche, i dottori asserirono di non avere mai visto delle corde vocali così femminee in una laringe maschile.[4] All'inizio della sua carriera il suo tono di canto gli causava spesso una forte inibizione, cosa che lo faceva sforzare a cantare con un tono più basso. Bellamy è inoltre noto per l'atteggiamento irruente e distruttivo sul palco durante le performance dal vivo: in un concerto dei Muse spaccò inavvertitamente il sopracciglio di Dominic Howard lanciandogli addosso la propria chitarra, che sarebbe dovuta finire (come spesso accadeva) sullo strumento del batterista;[5] il 9 aprile 2004 i Muse si esibirono all'Atlanta Cotton Club della città omonima e durante l'esecuzione del brano Citizen Erased si infortunò gravemente il volto con la sua chitarra a sette corde "Seven String Manson" rompendosi un incisivo con una chiave del manico durante un salto.[6][7]

Il 31 dicembre 2009 Bellamy fu nominato dalla rivista inglese Total Guitar come il chitarrista del decennio,[8] annoverando diversi pareri di altri chitarristi tra i quali Grant Nicholas, leader dei Feeder ed elencando una lista di ragioni tra le quali il miglior album di debutto per un giovane artista con Showbiz (1999).[9][10][11] Il 28 febbraio 2012 vinse agli NME Awards il premio Hero of the Year[12] e nello stesso anno viene eletto, dopo un sondaggio indetto dalla radio inglese Xfm London, come quinto più grande frontman della storia.[13]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Cambridge da madre di Belfast (Irlanda del Nord) e padre scozzese. Nel 1970 la madre Marilyn si trasferì in Inghilterra dove conobbe George Bellamy, famoso negli anni sessanta e settanta per essere stato il chitarrista ritmico del gruppo musicale strumentale The Tornados, il cui singolo Telstar (1962) fu la prima canzone inglese a raggiungere la vetta nelle classifiche negli Stati Uniti.[14]

La famiglia si trasferì successivamente a Teignmouth, nel Devon, dove Matthew, spinto dal padre, all'età di dieci anni cominciò a studiare pianoforte. Quando ebbe quattordici anni, i genitori divorziarono e Matthew venne mandato a vivere con i nonni. In quegli anni cominciò ad avvicinarsi anche alla chitarra e iniziò a suonare in diversi gruppi scolastici fino all'incontro con Dominic Howard e con Chris Wolstenholme con i quali fondò un gruppo chiamato inizialmente Gothic Plague e successivamente Rocket Baby Dolls.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Muse (gruppo musicale).
Matthew Bellamy in concerto

Nel 1994 i Rocket Baby Dolls parteciparono ad una competizione per gruppi musicali locali dove presentano pezzi rock rispetto alla corrente pop degli altri partecipanti. Sicuro di non assicurarsi la vittoria per le loro diverse idee musicali, Matthew decise di stupire il pubblico presentandosi sul palco con un pesante trucco e mantenendo un atteggiamento violento ed aggressivo, arrivando a distruggere il palco dopo l'esibizione.[15] Il suo comportamento convinse la giuria che fece aggiudicare ai Rocket Baby Dolls il primo premio;[15] da quel momento si consolidò il rapporto con gli altri due membri del gruppo. I tre amici decisero di cambiare il loro nome definitivamente in Muse. Spesso condizionato dal fervore politico mondiale e dalle teorie complottiste, Bellamy riporta spesso i propri pensieri riguardanti il mondo e il futuro dell'umanità nei testi delle canzoni, lasciando come esercizio al lettore l'interpretazione di queste ipotesi, che vengono spesso portate a scherzosi estremi nelle interviste che rilascerà dopo la pubblicazione di Origin of Symmetry.[5]

Nel 1995 il produttore e DJ Dennis Smith assistette ad un concerto che il gruppo tenne in Cornovaglia e rimase colpito dal talento che Bellamy dimostrò sul palco nonostante non avesse ancora vent'anni. Due anni dopo decise di dedicare del tempo al gruppo concedendogli il suo studio di registrazione, mettendoli prima sotto contratto con la Dangerous Records (con la quale pubblicarono l'EP omonimo e Muscle Museum EP) e successivamente con la Taste Media.

Nel 2006 il gruppo fondò la propria etichetta discografica, la Helium-3, mentre nel 2009 allestirono presso la residenza di Bellamy situata sul Lago di Como[16] uno studio di registrazione denominato "Studio Bellini" ed utilizzato per la registrazione del quinto album in studio The Resistance.[17] Lo studio prende il nome dal compositore siciliano dell'Ottocento Vincenzo Bellini,[16] in passato proprietario dell'abitazione dove ora risiede Bellamy.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Per dieci anni è stato fidanzato con una psicologa italiana, Gaia Polloni.[18][19] Il 9 luglio 2011 Bellamy è diventato padre di un bambino di nome Bingham "Bing" Hawn Bellamy dato alla luce dalla sua compagna, l'attrice americana Kate Hudson.[20]

Strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

Come musicista Bellamy utilizza spesso per le sue chitarre effetti particolari, come il pedale Fuzz Factory dell'azienda americana Z.Vex, il Korg Kaoss Pad, un Whammy (un effetto per chitarra che consente di modificare digitalmente il pitch della nota di una o due ottave) e un phaser della MXR. Utilizza chitarre fatte appositamente per lui da un liutaio inglese chiamato Manson, da cui prende il nome anche la chitarra. Queste sono chitarre 'speciali', molte delle quali sono fornite di un Touch Pad che consente di utilizzare il Kaoss Pad direttamente dalla chitarra ed inoltre hanno il Fuzz Factory incorporato. Come microfono usa il Neumann KMS 105 mentre, da pianista, nei concerti usa pianoforti Kawai.

Pensiero politico[modifica | modifica wikitesto]

Bellamy espresse pubblicamente il proprio fascino per il Georgismo;[21] Molte sue canzoni, come Assassin o Uprising, mostrano una visione rivoluzionaria e in un'intervista con il magazine Q Bellamy affermò di essere un libertario ma di auspicare una Costituzione per il Regno Unito in grado di limitare il potere del Governo.[22] Bellamy inoltre affermò in un'intervista alla televisione tedesca 3sat di essere stato influenzato politicamente dalla lettura di Confessioni di un sicario dell'economia di John Perkins e di essere convinto che i lobbisti influenzino il sistema politico.[23]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Bellamy compose il tema musicale orchestrale dei titoli di coda del film del 2009 The International diretto dal regista tedesco Tom Tykwer che vede come protagonisti Clive Owen e Naomi Watts.[24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Muse in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 23 dicembre 2012.
  2. ^ (EN) Muse - Absolution, Sputnikmusic.com, 27 agosto 2011. URL consultato il 3 febbraio 2012.
  3. ^ (EN) Supermassive space rock, BBC, 28 agosto 2011. URL consultato il 3 febbraio 2012.
  4. ^ Mark Beaumont, Fuori dal mondo - La storia dei Muse, Arcana, 2009, pp. 88-89.
  5. ^ a b Da "Fuori dal mondo. La Storia dei Muse" di Mark Beaumont
  6. ^ (EN) Muse’s Matt Bellamy Bashes Own Face; Atlanta, Philly Shows Canceled, TheTripWire.com. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  7. ^ (EN) Matt Bellamy, lead singer of the band Muse, smashed his face so hard, AtlantaMusicGuide.com. URL consultato l'8 marzo 2013.
  8. ^ (EN) Matthew Bellamy - Guitarist of the decade, Total Guitar Magazine - Cover, 01-2010. URL consultato il 20 gennaio 2010.
  9. ^ (EN) Guitarist of the decade - Matthew Bellamy - Count down 10 reasons, Total Guitar Magazine - Art. pag. 52, 01-2010. URL consultato il 20 gennaio 2010.
  10. ^ (EN) Guitarist of the decade - Matthew Bellamy - Count down 10 reasons, Total Guitar Magazine - Art. pag. 53, 01-2010. URL consultato il 20 gennaio 2010.
  11. ^ (EN) Guitarist of the decade - Matthew Bellamy - Count down 10 reasons, Total Guitar Magazine - Art. pag. 54, 01-2010. URL consultato il 20 gennaio 2010.
  12. ^ NME Awards - as it happened
  13. ^ (EN) Matthew Bellamy No.5, XFM.co.uk. URL consultato il 12 marzo 2012.
  14. ^ (EN) Top Ten First Go, The-Tornados.com. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  15. ^ a b (EN) MicroCutz, MicroCutz.
  16. ^ a b (EN) Matt Bellamy, main man of Muse, bemuses Stephen Dalton, TimesOnline.co.uk, 29 luglio 2006. URL consultato il 22 dicembre 2009.
  17. ^ I Muse, come cigni neri, RollingStoneMagazine.it. URL consultato il 18 giugno 2010.
  18. ^ Rocker’s end of world fear
  19. ^ Matt Bellamy finds a new Muse in Hollywood star Kate Hudson
  20. ^ Muse: il cantante Matt Bellamy è diventato papà, Rockol.it, 11 luglio 2011. URL consultato l'11 luglio 2011.
  21. ^ Articolo del Sunday Times del 23 agosto 2009
  22. ^ Il testo dell'intervista
  23. ^ Estratto dell'intervista a 3sat
  24. ^ (EN) Matthew Bellamy in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 75846521 LCCN: nb2008002480