Chi Cheng

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Chi Cheng
Fotografia di Chi Cheng
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Alternative metal
Nu metal
Rap metal
Post-grunge
Alternative rock
Grunge
Periodo di attività 1988-2008 (Coma in seguito a un incidente stradale)
Strumento Basso
Etichetta Maverick, Warner Bros.
Gruppi Deftones
Album pubblicati 7
Studio 6
Raccolte 1

Chi Ling Dai Cheng, meglio noto semplicemente come Chi Cheng (Stockton, 15 luglio 1970Santa Clara, 13 aprile 2013), è stato un musicista e bassista statunitense, noto per la sua militanza nel gruppo musicale nu metal Deftones.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Conseguì una laurea in letteratura inglese e fu appassionato di poesia, tanto da avere pubblicato una raccolta di poesie intitolata The Bamboo Parachute, che fu pubblicata sotto forma di album discografico, dove le poesie erano recitate dallo stesso Chi. Era di religione buddhista,[1] con interesse per il Taoismo ed era anche vegetariano. Era, come il batterista Abe Cunningham, un fan degli Iron Maiden e considerava il bassista della band inglese, Steve Harris, la sua più grande influenza musicale. Chi ascoltava anche il jazz, il blues e il reggae, ed era anche un grande ammiratore di Bob Marley. A lui i Korn dedicarono Chi[2], secondo brano dell'album Life Is Peachy, mentre i californiani Dredg, in quanto colleghi e amici di Chi, gli dedicarono il loro ultimo album di studio, The Pariah, the Parrot, the Delusion (2009).

L'incidente stradale e la morte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Deftones#La registrazione di Eros e l'incidente stradale di Chi Cheng (2007-2009) e Diamond Eyes.

Il 5 novembre 2008, Cheng era in viaggio in macchina con la sorella Mae, quando il loro veicolo si scontrò con un'altra macchina e si capovolse tre volte. Cheng, che occupava il sedile del passeggero, non indossava la cintura di sicurezza ed è stato espulso dal veicolo, mentre la sorella riportò soltanto lievi ferite in quanto indossava la cintura di sicurezza. Mae, insieme ad altri due soccorritori, aiutarono Cheng tenendogli la testa ferma ed inserendogli un tubo all'interno della gola per aiutarlo a respirare fino a quando non giunse l'ambulanza per portarlo in ospedale. Secondo la dichiarazione dei medici quest'ultimo gesto è stato fondamentale per garantirgli la sopravvivenza.[3] Secondo quanto dichiarato dai Deftones, l'automobilista che investì l'auto su cui Cheng era presente era in stato di ubriachezza.[4] L'incidente lo portò in uno stato di coma semicosciente.

Cheng venne temporaneamente sostituito da Sergio Vega, già bassista dei Quicksand e (come dichiarò Chino Moreno in un'intervista) già sostituto di Cheng in passato per alcuni concerti. A causa di tutto ciò Cheng non poté partecipare alle registrazioni degli album successivi Diamond Eyes (2010)[5] e Koi No Yokan (2012).

Nel periodo del coma, fu creato appositamente il sito web "One Love for Chi", nel quale era possibile donare fondi che sarebbero stati impiegati per pagare le sue cure. Inoltre, il bassista dei Korn Reginald "Fieldy" Arvizu scrisse ed eseguì insieme ad altri musicisti un brano strumentale intitolato A Song for Chi e dedicato appunto a Cheng, scaricabile dal sito ufficiale creato appositamente per il pezzo.[6] Tuttavia, nella notte del 13 aprile 2013, Cheng morì a causa di un arresto cardiaco.[7]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Solista[modifica | modifica sorgente]

Con i Deftones[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Deftones.
Album in studio
Raccolte
EP

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) AA.VV., Guitar World Presents Nu-Metal, Hal Leonard Publishing Corporation, 2002, P. 116, ISBN 0-634-03287-9..
  2. ^ Deftonesworld.com - It's all about the Deftones - Chi & Chi
  3. ^ (EN) Deftones | Chi Cheng | One Love For Chi Documentary... | One Love For Chi, OneLoveForChi.com, 17 luglio 2010. URL consultato il 23 giugno 2013.
  4. ^ (EN) Deftones in Allmusic, All Media Network. URL consultato l'11 ottobre 2012.
  5. ^ Deftones - Chino Moreno rivela maggiori dettagli sul nuovo album. www.groovebox.it. URL consultato il 28-04-2010.
  6. ^ A Song for Chi // Modlife. www.modlife.com/asongforchi. URL consultato il 28-05-2010.
  7. ^ (EN) Our dearest Family..., OneLoveForChi.com, 13 aprile 2013. URL consultato il 15 aprile 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 232483536