Meshuggah

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Meshuggah
Meshuggah dal vivo a Melbourne nel 2008
Meshuggah dal vivo a Melbourne nel 2008
Paese d'origine Svezia Svezia
Genere Djent[1][2]
Death metal[1][3]
Progressive metal[3]
Technical death metal[4]
Alternative metal[3]
Technical thrash metal[2]
Groove metal[2]
Periodo di attività 1987 (come Calipash)[2][5]
1988in attività (come Meshuggah)
Etichetta Nuclear Blast
Fractured Transmitter Recording Company
Album pubblicati 9
Studio 7
Raccolte 2
Sito web

I Meshuggah sono un gruppo musicale proveniente da Umeå, in Svezia. Fondati nel 1987, la formazione dei Meshuggah era inizialmente composta da Jens Kidman alla voce, di Fredrik Thordendal alla chitarra solista, di Tomas Haake alla batteria, che si unì nel 1990, e di Mårten Hagström alla chitarra ritmica, che entrò a far parte del progetto nel 1993. Nel corso della propria carriera la band non ha avuto membri fissi al basso, ma tale ruolo è stato preso da Dick Lövgren nel 2004.

I Meshuggah hanno riscosso successo a livello internazionale con la pubblicazione dell'album Destroy Erase Improve, caratterizzato dell'insolita fusione tra diversi stili musicali come il death metal, thrash metal, progressive metal e jazz fusion. Con l'uscita di Nothing, i Meshuggah hanno iniziato a far uso di chitarre da otto corde accordate a semitoni bassi. Sono noti per il loro innovativo stile musicale, e per le complesse e poliritmiche strutture compositive. La rivista Rolling Stone ha definito i Meshuggah come una delle band più importanti del panorama hard rock e heavy metal internazionale; la rivista Alternative Press li ha definiti come la band heavy metal più importante.

I Meshuggah infatti possono essere considerati la prima band ad aver posto le basi per quello stile di metal e rock oggi chiamato djent, imitato da molti gruppi emergenti.

Nothing e gli album successivi sono entrati nelle classifiche degli album più venduti della rivista Billboard.

Nel 2006 e nel 2009, la band è stata nominata per i Grammy Awards Svedesi. Tra i dischi dei Meshuggah di maggior successo vi è obZen del 2008, giunto al 59º posto tra i dischi più venduti, con 50.000 copie distribuite negli Stati Uniti nei primi sei mesi dall'uscita. Dalla loro formazione, i Meshuggah hanno pubblicato sette album di studio, cinque EP e otto videoclip. La band ha partecipato a numerosi festival internazionali, tra cui l'Ozzfest e il Download Festival, e ha tenuto un tour mondiale per la promozione dell'album obZen tra il 2008 e il 2010.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formazione e primi anni (1987–1989)[modifica | modifica sorgente]

I Meshuggah si formano nel 1987,[3][6][7] con il cantante Jens Kidman, il chitarrista Johan Sjögren, il bassista Jörgen Lindmark e il batterista Per Sjögren. La parola "meshuggah" in lingua ebraica significa "pazzo".[8] Il gruppo registra svariati demo prima che Kidman lasciasse la band, portandola allo scioglimento e formasse successivamente un'altra band, i Calipash, con il chitarrista Torbjörn Granström, il bassista Peter Nordin e il batterista Nicolas Lundgren. Granström viene in seguito sostituito dal chitarrista Fredrik Thordendal, proveniente dai Metallien, gruppo con all'attivo solo qualche demo.[3] Kidman, che suona anche la chitarra,[7] e Thordendal decidono di riprendere il nome Meshuggah per la nuova band.[3] Nel 1989 il gruppo pubblica un EP di tre canzoni, Meshuggah,[7] formalmente conosciuto come Psykisk Testbild.[3][9] Questo vinile da 12" viene pubblicato in sole 1000 copie, venduto tramite un'etichetta locale chiamata Garageland.[9]

Il contratto con la Nuclear Blast e Contradictions Collapse (1990–1994)[modifica | modifica sorgente]

Dopo la sostituzione del batterista Nicolas Lundgren con Tomas Haake nel 1990, i Meshuggah firmano un contratto con l'etichetta heavy metal tedesca Nuclear Blast e registrano il loro debutto, Contradictions Collapse.[3][7][10] L'LP, originariamente intitolato (All This Because of) Greed,[11] viene pubblicato nel 1991.[3][7] L'album riceve giudizi positivi, ma non ha successo commerciale.[10] Kidman decide di concentrarsi sulla voce[7] e il chitarrista ritmico Mårten Hagström, che aveva già suonato con Haake ai tempi del liceo, entra a far parte della band. Nel 1993, con questo nuovo assetto, il gruppo registra None,[3][7][12] Nello stesso periodo due incidenti bloccano l'attività del gruppo: Thordendal, che lavora come operaio, si taglia la punta del dito medio della mano sinistra e Haake si ferisce a una mano.[3][7][10] L'EP Selfcaged viene infatti registrato tra l'aprile e il maggio del 1994, ma a causa degli incidenti, l'uscita viene posticipata al 1995.[3][7]

Destroy Erase Improve (1995–1997)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1995, dopo un tour europeo organizzato dalla Nuclear Blast, la band ritorna in studio per registrare l'album Destroy Erase Improve.[3][7][13] Durante il tour promozionale dell'album, il bassista Peter Nordin accusa problemi all'orecchio causati dal nervo acustico, che lo costringono a lasciare il tour e tornare in Svezia. I Meshuggah decidono di continuare come band composta da quattro elementi, con Thordendal a coprire temporaneamente il ruolo di bassista. Già in altri tempi, il gruppo suonò con due chitarre, una delle quali (Hagström) suonata un'ottava sotto tramite un pitchshifter.[7][10] Destroy Erase Improve viene pubblicato nel maggio del 1995, supportato da un ottimo marketing della Nuclear Blast[7] e giudizi positivi da parte dei critici musicali.[3][14] Nella metà del 1995, Nordin decide di lasciare definitivamente la band per motivi di salute e viene sostituito da Gustaf Hielm, che esordisce col gruppo ad Amburgo.[7][10][15]

Tra il 1996 e il 1997, Thordendal lavora sul proprio album solista Sol Niger Within, che verrà pubblicato nel marzo del 1997 in Scandinavia e nel mese seguente in Giappone. Nel maggio 1997, i Meshuggah si spostano a Stoccolma per chiudere con il loro management e con l'industria discografica in generale. Un nuovo EP, The True Human Design viene registrato e pubblicato nella fine del 1997. Contiene una canzone di studio, Sane, una canzone ripresa dal vivo e due versioni del singolo Future Breed Machine, dall'album Destroy Erase Improve.[7][10][16]

L'album solista di Thordendal viene simultaneamente pubblicato negli Stati Uniti e i Meshuggah iniziano a lavorare a un nuovo album verso la fine dell'anno.[7]

Chaosphere e Nothing (1998–2002)[modifica | modifica sorgente]

Il bassista Hielm entra ufficialmente nel gruppo nel gennaio del 1998, dopo due anni come membro turnista per i concerti dal vivo. Nel frattempo, la Nuclear Blast rimasterizza Contradictions Collapse con l'aggiunta di canzoni dall'EP None. Nel maggio del 1998, il titolo del loro nuovo album, Chaosphere, viene annunciato e successivamente registrato.[7][10] Dopo l'uscita dell'album, i Meshuggah tengono la loro prima performance negli Stati Uniti, al Milwaukee Metalfest[13] e nel 1999 si uniscono agli Slayer nel loro tour americano.[6][7] Il nuovo album e le performance dal vivo suscitano l'attenzione delle riviste specializzate di chitarra, batteria e di musica metal.[3][7] Nella metà del 1999, la band inizia a scrivere nuovo materiale.[7][13] Nell'attesa di un nuovo album, una collezione di demo (dall'EP Psykisk Testbild), remix e canzoni mai pubblicate dalle sessioni di Chaosphere viene pubblicata nell'album Rare Trax.[3][7][17] Nel 2001, per ragioni non rivelate, il bassista Hielm lascia la band.[6][7][10][13]

Nel marzo del 2002, dopo un tour con i Tool, i Meshuggah registrano un demo di tre tracce con le partiture di batteria programmate in studio col Drumkit from Hell, software alla cui creazione ha collaborato Tomas Haake, basato su campionamenti da lui suonati. L'album in attesa viene registrato nel mese di maggio nell'arco di cinque, sei settimane.[7] Una decisione all'ultimo minuto per entrare a far parte dell'edizione del 2002 dell'Ozzfest costringe il gruppo a mixare l'album in due giorni e registrarlo in uno.[7][13][18][19]

L'album Nothing viene pubblicato nell'agosto del 2002[3][7] e riesce a vendere 6525 copie nella prima settimana e negli Stati Uniti raggiunge la posizione numero 165 nella Billboard Top 200.[10][20] Alla fine del 2002 la band torna in tour negli Stati Uniti con i Tool,[7][13] questa volta da headliners.[13]

Catch Thirty-Three e obZen (2003 - attualmente)[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio del 2004, il bassista Dick Lövgren entra ufficialmente nella band.[10][21] I Meshuggah registrano successivamente l'EP I, che contiene un unico brano da 21 minuti, pubblicato dalla Fractured Transmitter Records.[3][13][22] il 31 maggio 2005 viene pubblicato l'album Catch Thirtythree,[23] che debutta alla posizione numero 170 nella "Billboard Top 200 chart" nel giugno del 2005 vendendo settemila copie nella prima settimana[24] e facendo guadagnare al gruppo una nomina svedese ai Grammy.[25] Nel dicembre del 2005, a 10 anni di distanza dalla prima uscita presso la Warner/Chappell Music Scandinavia, i Meshuggah hanno riesteso nuovamente la propria cooperazione alla compagnia.[25] Nel novembre del 2005, il gruppo si dichiara insoddisfatto della produzione di Chaosphere e Nothing, registrati e mixati in tempi troppo brevi a causa degli allora imminenti impegni per il tour americano dell'Ozzfest[26]

A seguito di ciò, una versione remixata e rimasterizzata di Nothing con nuove parti di chitarra registrate viene pubblicata in una edizione speciale il 31 ottobre 2006 dalla Nuclear Blast Records, che include un DVD video con filmati ripresi dal vivo al Download Festival e videoclip ufficiali dei singoli Rational Gaze, Shed e New Millennium Cyanide Christ.[27][28]

Nello stesso anno, i Meshuggah tornano in studio per registrare il loro nuovo album, ObZen, pubblicato nel marzo del 2008.[3] L'album vende 11.400 copie nella prima settimana e raggiunge la posizione numero 59 nella "Billboard Top 200 chart".[15][24] La pubblicazione è seguita da un tour mondiale, iniziata negli Stati Uniti e proseguita in Europa, Asia e Australia.[3] Nel maggio del 2008, i Meshuggah pubblicano il videoclip del singolo Bleed, prodotto da Ian McFarland.[24]

Il 23 marzo 2012 esce, sotto la Nuclear Blast Records, il settimo album della band, intitolato Koloss.[29][30][31]

Stile[modifica | modifica sorgente]

Lo stile dei Meshuggah si contraddistingue per le intricate partiture di chitarra/batteria di matrice Death metal ma dall'attitudine progressive in cui i riffs non vengono mai ripetuti nello stesso modo, ma aggiungendo e sottraendo note, modificandone i valori, sostituendoli armonicamente o semplicemente con note fuori tonalità in strutture sequenziali subordinate a logiche matematiche; tutto questo mette in risalto una apparente caoticità ed elasticità ritmica alquanto unica e avanguardistica nel genere.

Ad un ascolto superficiale le ritmiche chitarristiche potrebbero sembrare molto monocordi poiché spesso i movimenti fra le diverse note da cui sono composte seguono movimenti cromatici.

Assolutamente non banali sono le strutture armoniche che, sebbene molto minimali, giocano un ruolo importante e di grande effetto; infatti il sistema modale tipico di queste strutture armoniche abbinato a suoni freddi e cristallini, negli arpeggi, o molto "liquidi" e "piatti" o ancora molto "disturbati", utilizzati quasi come rumori di fondo, creano ambienti irreali, gelidi e asettici; esempi di scale ricorrenti sono il frigio o il diminuito, o le scale modali derivate dalla minore melodica come il lidio dominante, ovviamente correlate da notevoli modulazioni in scale melodiche, soprattutto in fase solistica. Questa appunto è affidata totalmente alla chitarra di Fredrik Thordendal in cui prevale l'utilizzo di tecniche ispirate, tra gli altri, da Allan Holdsworth, citato tra le influenze del gruppo; non compaiono esempi di shred esagerato come nei più blasonati guitar heroes, bensì legati, tapping e sweep-picking molto puliti, all'insegna della melodia e della sensazione di scorrevolezza determinata dall'assenza di pennate frequenti e suoni molto dolci, ma nelle esibizioni live gli assoli subiscono variazioni e improvvisazioni che tendono a semplificarne ulteriormente i fraseggi. Allo stile della band contribuisce in maniera molto efficace una strumentazione del tutto singolare, come ad esempio la presenza di chitarre ad 8 corde che, avvicinandosi dal punto di vista dell'accordatura al range di frequenze tipiche del basso, rendono il muro sonoro durissimo e impenetrabile.

Thordendal e Hagström, dall'album Catch 33, usano esclusivamente chitarre Ibanez 8-corde baritone costruite su loro specifiche, con corpo in ontano, manico "baritono" scala 30", e un solo pickup (Lundgren) al ponte. Prima di allora utilizzavano chitarre artigianali Nevborn 8-corde baritone e Ibanez 7-corde custom, tutte con pickup Lundgren al ponte.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex componenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Demo[modifica | modifica sorgente]

  • 1989 - Ejaculation of Salvation
  • 1993 - Promo 1993

Split album[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Gianni Della Cioppa, 2010, op. cit., p. 71.
  2. ^ a b c d Meshuggah, Encyclopaedia Metallum. URL consultato il 3 novembre 2013.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t (EN) Jason Ankeny, Meshuggah in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 3 novembre 2013.
  4. ^ [Bowar], Top 10 Heavy Metal CDs Of 2005 @ About.com: Heavy Metal. URL consultato il 25 giugno 2007.
  5. ^ Calipash, Encyclopaedia Metallum. URL consultato il 3 novembre 2013.
  6. ^ a b c Rod Smith, On Catch 33, Meshuggah sound the booty call of Cthulhu—one mouse click at a time., Decibel Magazine. URL consultato il 10 giugno 2008.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y Espn, A short biography, www.meshuggah.net. URL consultato il 16 maggio 2007.
  8. ^ Ryan J. Downey, with additional reporting by Iann Robinson, Swedish metal outfit enjoys being the hardest band on the Ozzfest bill., MTV.com. URL consultato il 6 luglio 2008.
  9. ^ a b Meshuggah - 1989, www.meshuggah.net. URL consultato l'11 maggio 2008.
  10. ^ a b c d e f g h i j Garry Sharpe-Young, MESHUGGAH Rockdetector Biography, Rockdetector. URL consultato il 27 luglio 2008.
  11. ^ Contradictions Collapse - 1991, www.meshuggah.net. URL consultato l'11 maggio 2008.
  12. ^ None - 1994, www.meshuggah.net. URL consultato l'11 maggio 2008.
  13. ^ a b c d e f g h Meshuggah BIO. URL consultato il 6 luglio 2007.
  14. ^ MESHUGGAH's 'Destroy Erase Improve' Inducted Into DECIBEL's 'Hall of Fame'. URL consultato l'8 giugno 2008.
  15. ^ a b MESHUGGAH Guitarist: 'We're Always Experimental In One Way Or Another'. URL consultato il 25 luglio 2008.
  16. ^ The True Human Design - 1997, www.meshuggah.net. URL consultato l'11 maggio 2008.
  17. ^ Greg Pratt, Meshuggah Are Breaking the Silence. URL consultato il 5 luglio 2008.
  18. ^ Cosmo Lee, Meshuggah Nothing, Stylus Magazine. URL consultato l'8 giugno 2008.
  19. ^ Jon Wiederhorn, Swedish metal band to release fourth full-length album August 6.. URL consultato il 6 luglio 2008.
  20. ^ MESHUGGAH: "Nothing" First-Week Sales Numbers Revealed. URL consultato l'8 giugno 2008.
  21. ^ MESHUGGAH: Off NUCLEAR BLAST, Weighing Their Options, Blabbermouth.net. URL consultato l'8 giugno 2008.
  22. ^ I - 2004, www.meshuggah.net. URL consultato l'11 maggio 2008.
  23. ^ Catch 33 - 2005, www.meshuggah.net. URL consultato l'11 maggio 2008.
  24. ^ a b c MESHUGGAH: 'Bleed' Video Available, Blabbermouth.net. URL consultato il 7 giugno 2008.
  25. ^ a b MESHUGGAH Extend Publishing Deal, Blabbermouth.net. URL consultato l'8 giugno 2008.
  26. ^ MESHUGGAH Drummer Talks About Upcoming Studio Album, Blabbermouth.net. URL consultato l'8 giugno 2008.
  27. ^ MESHUGGAH: 'Nothing' Re-Release Track Listing Revealed, Blabbermouth.net. URL consultato l'8 giugno 2008.
  28. ^ MESHUGGAH: Prague Concert Footage Available, Blabbermouth.net. URL consultato l'8 giugno 2008.
  29. ^ MESHUGGAH: ascolta tutto "Koloss" | Metalitalia.com
  30. ^ Meshuggah: online il teaser di “Koloss” - Meshuggah | Metallus
  31. ^ Meshuggah: Koloss Recensione - TrueMetal.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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