Napster

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo music store, vedi Napster (servizio a pagamento).
Napster
Screenshot di Napster 2.0 Beta 7
Screenshot di Napster 2.0 Beta 7
Sviluppatore Shawn Fanning, Sean Parker
Ultima versione 2.0 (2001)
Sistema operativo Mac OS
Microsoft Windows
Genere Peer-to-peer
Licenza Software proprietario
Sito web http://it.napster.com/start

Napster era un programma di file sharing creato da Shawn Fanning e Sean Parker[1] e attivo dal giugno 1999[2] fino al luglio 2001. Si diffuse su larga scala a partire dal 2000. Adesso è un servizio legalizzato a pagamento con un trial gratis di 30 giorni acquistato dalla ROXIO

Storia[modifica | modifica sorgente]

Napster fu il primo sistema di peer-to-peer di massa e divenne disponibile nell'estate del 1999. Tuttavia non era un peer-to-peer puro in quanto utilizzava un sistema di server centrali che mantenevano la lista dei sistemi connessi e dei file condivisi, mentre le transazioni vere e proprie avvenivano direttamente tra i vari utenti. Infatti questo è un sistema molto simile al funzionamento dell'instant messaging. Tuttavia già esistevano dei mezzi relativamente popolari che facilitavano la condivisione dei file, per esempio IRC, Hotline e Usenet.

I sostenitori di Napster furono sconcertati quando fu messo sotto processo. Per loro, sembrava che il file sharing fosse la caratteristica principe di Internet e consideravano Napster essenzialmente un motore di ricerca. Molti notarono che qualsiasi tentativo di chiudere Napster avrebbe spinto gli utenti ad utilizzare altri mezzi per lo scambio di file su internet (cosa che puntualmente è avvenuta mediante software peer-to-peer come Kazaa, WinMX, eMule e BitTorrent). Analogamente i media descrivevano il servizio, come se fosse un sito web invece che un programma, e questo faceva credere che Napster fosse esso stesso un distributore di file musicali protetti da copyright, piuttosto che un programma che facilitava la condivisione degli stessi.

Nel luglio 2001, un giudice ordinò ai server Napster di chiudere l'attività a causa della ripetuta violazione di copyright. Il 24 settembre 2001 la sentenza fu parzialmente eseguita. L'accordo prevedeva che Napster pagasse come indennizzo 26 milioni di dollari come risarcimento per i danni del passato, per utilizzo non autorizzato di brani musicali e 10 milioni di dollari per royalties future. Per poter pagare queste parcelle, Napster tentò di convertire il servizio da gratuito a pagamento. Un prototipo fu testato nella primavera del 2002, ma non fu mai reso pubblicamente disponibile.

Il 17 maggio 2002, Napster venne acquistato da Bertelsmann AG per 8 milioni di dollari.

Secondo i termini dell'accordo il 3 giugno 2002 Napster chiese l'applicazione del Capitolo 11 al fine di mettersi sotto protezione delle leggi degli USA. Il 2 settembre 2002, un giudice fallimentare bloccò la vendita a Bertelsmann imponendo a Napster di liquidare i suoi asset secondo le disposizioni contenute nel capitolo 7 che regolavano i casi di bancarotta negli U.S.A. La maggior parte dei dipendenti di Napster venne licenziata e il sito web chiuse affiggendo la scritta: "Napster era qui".

Dopo la chiusura di Napster vennero rilasciati diversi programmi peer-to-peer di condivisione file, tra i quali possiamo annoverare Morpheus e Kazaa. Ormai questi programmi hanno superato come utenze quelle di Napster come sorgente primaria di condivisione file MP3.

Il server centrale utilizzato da Napster divenne un obiettivo perseguibile legalmente (tuttavia un programma Napigator permetteva al software di Napster di collegarsi con dei server non ufficiali), in quanto su di esso operava un'attività illegale, rendendo Napster colpevole di negligenza per non aver effettuato i relativi controlli per evitarla. Altri sistemi ibridi come KaZaA e Audiogalaxy sono stati colpiti dall'industria discografica, invece sistemi peer-to-peer puri come Morpheus e LimeWire basati sul protocollo Gnutella hanno dimostrato la difficoltà da parte delle major di chiuderli, a causa della loro distribuzione su server decentralizzati.

Stato corrente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Napster (servizio a pagamento).

Dopo l'offerta di 2,23 milioni di dollari alla Private Media Group, azienda di materiali pornografici,[3] il marchio Napster e il logo sono stati acquistati dalla Roxio, che ha rilanciato il servizio di download di musica come Napster 2.0, a pagamento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ With a Little Help From His Friends | Culture | Vanity Fair
  2. ^ (EN) Napster's High and Low Notes, 14 agosto 2000.
  3. ^ (EN) Porn company offers to buy Napster, 12 settembre 2002.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Telematica Portale Telematica: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di reti, telecomunicazioni e protocolli di rete