Rocky III

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rocky III
Rocky3.JPG
Una scena del film.
Titolo originale Rocky III
Paese di produzione USA
Anno 1982
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere sportivo, drammatico
Regia Sylvester Stallone
Soggetto Sylvester Stallone
Sceneggiatura Sylvester Stallone
Produttore Robert Chartoff, Irwin Winkler
Produttore esecutivo Herb Anas
Casa di produzione United Artists
Fotografia Bill Butler
Montaggio Mark Warner, Don Zimmerman
Musiche Bill Conti
Scenografia William J. Cassidy
Costumi Tom Bronson
Trucco Michael Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Anch'io ero come loro, quando sono entrato qui. Li vedi quegli sguardi, Rocky? Tu devi tornare ad avere quello sguardo. Gli occhi della tigre, amico. Gli occhi della tigre »
(Apollo Creed a Rocky Balboa, nella vecchia palestra dove si allenava Apollo a Los Angeles)

Rocky III è un film del 1982 diretto da Sylvester Stallone.

È il secondo sequel del fortunato Rocky del 1976 e, come i precedenti episodi, è sceneggiato, diretto e interpretato da Sylvester Stallone. Prodotto nuovamente da Robert Chartoff e Irwin Winkler, il film vede un Rocky Balboa "civilizzato" che, dopo essere diventato campione del mondo dei pesi massimi, riceve la sfida del pugile afro-americano Clubber Lang.

La canzone "Eye of the Tiger" presente nel film ha avuto un grande successo, e tuttora si sente spesso sia in TV che nelle stazioni radiofoniche. Proprio per questo, nel 1983 ha collezionato due nomination in due delle cerimonie più importanti nel panorama cinematografico mondiale: Oscar e Golden Globe. In questo nuovo capitolo si aggiunge al cast Mr. T nel ruolo di Clubber Lang e il campione del wrestling Hulk Hogan nel ruolo di "Labbra Tonanti".

Il franchise è stato proseguito da Rocky IV (1985).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Rocky Balboa, divenuto il nuovo campione del mondo dei pesi massimi, è all'apice della sua carriera. Dopo aver difeso il titolo ben dieci volte nel giro di tre anni, decide di partecipare ad un show di beneficenza combattendo contro il campione del wrestling "Thunderlips" ("Labbra Tonanti"). Dopo quest'ultimo scontro annuncia ufficialmente di voler chiudere la carriera professionistica per dedicarsi alla moglie Adriana e al figlio Robert, ma proprio nel giorno dell'annuncio ufficiale del suo ritiro, coinciso con l'inaugurazione di una statua dedicata in suo onore dai cittadini di Philadelphia, Clubber Lang, un emergente pugile afro-americano, lo provoca pesantemente davanti alla folla e lo sfida per mettere in palio il titolo. Rocky è deciso a sfidare Clubber, ma Mickey, inspiegabilmente, decide di mollarlo perché sicuro della sconfitta dell'allievo. Rocky gli chiede spiegazioni e scopre che Mickey, da quando l'allievo ha vinto il titolo mondiale, all'insaputa di Rocky, gli ha sempre messo contro dei buoni pugili ma non eccezionali, per permettere all'allievo difendere il titolo molto più a lungo sino al suo ritiro. Alla fine, dopo le insistenze di Rocky, Mickey decide di allenarlo per l'ultima volta. Rocky, però, non si allena a dovere e prende tutto come una specie di gioco, a differenza invece del suo avversario.

Il giorno del match, negli spogliatoi, l'iracondo Clubber provoca una rissa e Mickey viene colto da un infarto causatagli da una spinta dello stesso Clubber. Rocky vorrebbe rimandare l'incontro, ma il suo manager gli ordina ugualmente di salire sul ring. Così, Rocky affronta Clubber, ma anche frastornato dalle condizioni di salute del suo manager, non entra deciso sul ring e viene pesantemente sconfitto al secondo round dopo una serie di micidiali colpi, perdendo così il titolo mondiale. Rientrato negli spogliatoi assiste impotente alla morte di Mickey. Dopo la perdita del suo manager Rocky si sente profondamente in colpa e rinnega persino il campione che è stato. Ma una sera l'ex rivale Apollo Creed gli propone di allenarlo per prepararlo alla rivincita. Così assieme ad Apollo, Adriana e Paulie parte per Los Angeles, città natale dello stesso Apollo che lo porta alla sua vecchia palestra in cui ritrova il suo vecchio allenatore ed amico Duke che si offre di aiutare Rocky negli allenamenti.

Gli allenamenti non cominciano nel migliore dei modi: Rocky è lento e goffo e sembra che non sia adatto ad apprendere lo stile pugilistico che vuole impartirgli Apollo, improntato sulla velocità e sulla tecnica che lo hanno fatto grande: Rocky viene allenato così a ritmo di musica afro-americana, in palestra, piscina e spiaggia. Rocky è ancora scosso dalle rivelazioni di Mickey e, per la prima volta nella sua vita, confessa di avere paura dell'avversario. Provvidenziale è l'intervento di Adriana, che parla al marito e lo sblocca psicologicamente, e finalmente Rocky riacquista fiducia in se stesso e si rimette a lavoro, stavolta sul serio. Apollo allena Rocky a dovere: in spiaggia e in piscina, permettendogli di acquisire una notevole scioltezza, velocità ed esplosività muscolare, e in palestra dove gli insegna il suo stile "ballerino" e i suoi trucchi vincenti. Una corsa sulla spiaggia di Los Angeles, in cui Rocky riesce per la prima volta a prevalere nello scatto su Apollo, fa esultare i due poiché significa che finalmente il campione è ritornato.

Il giorno della rivincita Rocky dimostra subito la sua superiorità tecnica nei confronti di Clubber grazie al valido allenamento con Apollo e al terzo round, dopo aver volontariamente subito per un round e mezzo l'impeto dell'avversario per farlo stancare, riesce a mandare K.O. Clubber, riprendendosi meritatamente il titolo mondiale. Lui e Apollo si sfidano infine sul ring della palestra di Mickey per volere dello stesso Apollo che lo ha chiesto come favore personale, e il film si conclude con gli ex-rivali ora amici che si tirano il famoso pugno simultaneo.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film consacrò il debutto cinematografico di Hulk Hogan, al secolo Terry Bollea. Il flipper di Rocky esisteva realmente e all'epoca era abbastanza diffuso nelle sale giochi. Si nota una incongruenza con il primo film, poiché Mickey all'epoca del primo film (1976) risultava avere 76 anni, ma nella sua tomba risulta essere nato nel 1905. Inoltre, se Rocky, nei primi due film diceva che il suo allenatore era cristiano e di origine irlandese, qui invece ha un funerale ebraico. Durante una scena della fase preliminare del secondo incontro di Balboa contro Clubber è possibile notare due sedie da set nella parte in basso a sinistra dello schermo sullo schienale delle quali c'è la scritta "Mr. T" in una e "Sly" nell'altra.

Per ottenere un effetto "Davide contro Golia" durante l'incontro contro Clubber Lang, Stallone ha dovuto perdere 20 kg: perciò nella sua dieta era prevista una colazione a base di pane tostato e 6/10 bianchi d'uovo alla coque.[1] L'allenamento di Clubber Lang rispecchia la vita reale di Mr. T. Secondo la sua autobiografia da giovane era povero e non poteva permettersi l'uso di macchinari per allenarsi, quindi era costretto a improvvisare con quanto aveva sottomano.

La statua di Rocky[modifica | modifica sorgente]

Le statua dell'Amazzone e di Rocky, fuori dal Philadelphia Museum of Art.

Durante la fase di pre-produzione della terza pellicola dedicata al pugile italo-americano Rocky Balboa, Stallone ha fatto creare apposta dallo scultore Thomas Schomberg una statua di bronzo raffigurante il campione con le braccia alzate al cielo.[2] L'opera alta 2 metri e 60 centimetri era stata collocata in cima ai famosi scalini del Museum of Art di Filadelfia, uno dei musei più grandi e famosi degli Stati Uniti e scenografia storica dei precedenti Rocky.[2] Una volta terminate le riprese Stallone decise di donare l'opera alla città, che in fondo aveva adottato il suo personaggio.[2]

Il sindaco della città decise di lasciarla davanti all'ingresso, ma poi, dopo le proteste dei critici d'arte che ritengono la statua non un'opera ma un semplice elemento scenografico, si è optato per trasferirla davanti allo Spectrum, Arena del basket di Filadelfia.[3] Riposizionata in cima alla scalinata per i film Rocky V, Mannequin e Philadelphia, fu di nuovo installata di fronte allo Spectrum. Infine, l'8 settembre 2006 la statua è stata riposizionata definitivamente in cima alla scalinata del museo.

Nel 2002 la statua di Rocky viene utilizzata come personaggio giocabile del videogioco Rocky uscito per PlayStation 2.

Nel 2006, E! ha classificato la scena delle "scale di Rocky" al 13º posto nella classifica dei 101 migliori momenti di intrattenimento.[4]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Il compositore Bill Conti

Bill Conti ritorna a comporre la colonna sonora dopo Rocky e Rocky II.

La tracklist è composta da 10 tracce:

  1. "Eye of the Tiger" 3:53
  2. "Take You Back" 1:48
  3. "Pushin'" 3:10
  4. "Decision" 3:20
  5. "Mickey" 4:42
  6. "Take You Back" 3:37
  7. "Reflections" 2:05
  8. "Gonna Fly Now" 2:52
  9. "Adrian" 1:42
  10. "Conquest" 4:40
  • Frank Stallone - vocals (2, 3, 6)
  • Ray Pizzi - sassofono (3)
  • Jerry Hey - tromba (3)
  • Vincent DeRosa - corno francese (5)
  • Mike Lang - piano (5)
  • DeEtta Little, Nelson Pigford - vocals (8)

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Alla sua uscita nella sale americane, il film ottenne un grande successo, diventando uno dei maggiori successi del 1982. Il sequel di Rocky II vinse per il miglior film per famiglie al Young Artist Award. Con la canzone "Eye of the Tiger", il film ricette tre nomination agli Oscar, ai Golden Globe e ai BAFTA.[5] Il sito Rotten Tomatoes ha riportato che il 61% delle recensioni professionali ha dato un giudizio positivo sul film.[6]

Botteghino[modifica | modifica sorgente]

Al botteghino, Rocky III fu un successo ancora più grande di Rocky II[7] ed è stato il secondo più alto incasso del 1982.[8] Roger Ebert and Gene Siskel hanno attribuito il successo del film anche grazie alla reazione positiva di Rocky II, uscito alcuni anni prima.[9]

Durante il weekend d'apertura, il film ha incassato $16,015,408[10] e totalmente $125,049,125 al botteghino nazionale.[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nomination Golden Globe per la migliore canzone originale (Eye of the Tiger) a Jim Peterik e Frankie Sullivan

Versione italiana[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Adriana, italianizzato nel primo e nel secondo episodio della saga, in questo capitolo e nel successivo non viene tradotto, acquisendo il nome originale nella versione inglese: il nome diventa così "Adrian".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Muscle & Fitness, Sept, 2004 by Michael Berg
  2. ^ a b c Rocky Statue. URL consultato il 23 settembre 2006.
  3. ^ Philly.com. URL consultato il 16 novembre 2006. [collegamento interrotto]
  4. ^ E! Channel's 101 Most Awesome Moments in Entertainment. URL consultato il 23 settembre 2006.
  5. ^ Rocky III: Award Wins and Nominations, IMDb.com. URL consultato l'11 giugno 2010.
  6. ^ Rocky III Movie Reviews, Pictures, Rotten Tomatoes. URL consultato l'11 giugno 2010.
  7. ^ Box Office Information for Rocky II, Box Office Mojo. URL consultato l'11 giugno 2010.
  8. ^ 1982 Domestic Grosses, Box Office Mojo. URL consultato l'11 giugno 2010.
  9. ^ Siskel & Ebert - At the Movies: The Secret of Star Wars on YouTube. Retrieved June 11, 2010.
  10. ^ Box Office and Business Information for Rocky III, IMDb.com. URL consultato l'11 giugno 2010.
  11. ^ Box Office Information for Rocky III, Box Office Mojo. URL consultato l'11 giugno 2010.
  12. ^ (EN) Nomination al cofanetto della saga, Imdb Official Site. URL consultato il 17-09-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]