Mike Tyson

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« Chiunque pensi che Mike non sappia boxare o non abbia tecnica probabilmente non è mai entrato in una palestra. Certo, Cus gli insegnò ogni trucchetto possibile, poteva schivare con il busto, mandarti a vuoto, era il paradigma dello swarmer, un maestro nell'arte della combinazione 'gancio al corpo-montante', implacabile nelle serie al corpo, una versione raffinata dei vecchi Dempsey e Frazier.[1] »
(Emmanuel Steward - Mike Tyson The Fallen Champ)
Mike Tyson
Mike Tyson Portrait.jpg
Mike Tyson nel 2011
Dati biografici
Nome Michael Gerard Tyson
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 178 (5'10")[2] cm
Peso 95-105 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi massimi
Carriera
Incontri disputati
Totali 56
Vinti (KO) 50 (44)
Persi (KO) 6 (4)
Pareggiati 0
Palmarès
1986-1990 Titolo mondiale WBC massimi
1987-1990 Titolo mondiale WBA massimi
1986-1990 Titolo mondiale IBF massimi
1988-2002 Titolo The Ring massimi
1996 Titolo mondiale WBC massimi
1996 Titolo mondiale WBA massimi
 

Mike Tyson, all'anagrafe Michael Gerard Tyson (Brooklyn, 30 giugno 1966), è un ex pugile statunitense.

Soprannominato Iron Mike[3], The Baddest Man on the Planet[4], Kid Dinamite[5] e King Kong, Tyson ha assunto il nome islamico di Malik Abdul Aziz[4][6] durante il periodo trascorso in carcere a scontare una condanna per stupro[7]. Per il suo comportamento è stato giudicato da ESPN il peggior sportivo degli ultimi 25 anni (giudizio di esperti ed amatori)[8]. Nonostante abbia guadagnato più di 300 milioni di dollari durante la sua carriera, ha dichiarato bancarotta nel 2003.

Sicuramente tra gli atleti più riconoscibili e pagati degli anni ottanta e novanta, Iron Mike è un misto di talento e sregolatezza. Nonostante l'altezza non esagerata per la categoria, 178 cm, grazie alla notevole prestanza fisica è stato uno dei picchiatori più efficaci e temibili nella storia del pugilato e ciò è dimostrato dai 44 KO ottenuti in 58 incontri. Nei primi anni della sua carriera potenza e velocità, due qualità di rado riscontrabili contemporaneamente in un pugile peso massimo, ne hanno decretato l'indiscutibile successo professionale e di pubblico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia[modifica | modifica sorgente]

Lorna Smith, sua madre, è una ex insegnante che è stata sposata in passato con Percel Tyson prima di conoscere Jimmy Kirkpatrick. Lorna e Jimmy non sono sposati ma dalla loro unione nascono tre figli: Rodney, Denise e Michael, che eredita il cognome del primo marito della madre Tyson. Jimmy lavora come manovale ma, due anni dopo la nascita di Michael, soffrendo di gravi disturbi al cuore decide di lasciare il lavoro. Con esso abbandona anche la compagna e i figli per rifarsi una vita lontano da Brooklyn. Lorna, incapace di sostenere da sola l'intera famiglia, si trasferisce con i suoi tre figli da Bedford-Stuyvesant a (New York) Brownsville uno dei quartieri più pericolosi d'America. Michael adesso, senza un padre e con la madre che nel frattempo trova nell'alcol la soluzione ai mali della propria esistenza, cresce senza una guida sulle strade del ghetto dove trascorre un'infanzia parecchio difficile[senza fonte].

Tyson da bambino è introverso, solitario e coltiva la passione per i piccioni (che alleva con entusiasmo sul tetto di un edificio abbandonato). Egli parla poco e non si unisce volentieri ai giochi degli altri ragazzi. I piccioni sono la sua unica compagnia assieme ad un cane trovatello che battezza con il nome Killer. Michael, a soli dieci anni, non è alto ma il suo fisico è molto più sviluppato di quello di molti suoi coetanei. Essi tuttavia, notato il carattere remissivo e incuranti della sua mole, lo deridono costantemente. Infatti gli affibbiano nomignoli come: big head Mike (tr. lett. Mike il testone) per la sua testa grande e il grosso collo; dirty Mike (tr. lett. Mike lo sporco) perché veste sempre gli stessi vestiti sudici e consumati; little fairy boy (tr. piccola fata) per i modi gentili, la voce sottile e un lieve difetto di pronuncia che gli fa sospirare le esse quando parla rendendolo ancora più ridicolo agli occhi dei compagni più cattivi. Michael si stanca infine dei continui abusi di cui è vittima e si convince che, per essere rispettati sulle strade di Brownsville, paga di più l'uso della violenza che quello delle buone maniere. Un giorno Michael picchia furiosamente un ragazzo più grande che per divertimento, aveva staccato la testa ad uno dei suoi piccioni e continua in seguito a ricorrere alle maniere forti qualora gli si presenti l'occasione. I risultati di questo suo nuovo comportamento, favoriti dalla sua corporatura sempre più imponente, non tardano a manifestarsi e ben presto egli diventa uno dei soggetti più temuti del quartiere. La leggenda sui pugni di un ragazzino undicenne chiamato Mike Tyson comincia infatti a circolare a Brownsville e in breve tempo non esiste più nessun dirty Mike o little fairy boy in zona.

Michael smette di andare a scuola e comincia a farsi largo nella sua mente l'idea di diventare pugile. Egli incoraggia tale proposito prima appendendo un poster del Campione dei pesi massimi Joe Frazier in camera sua e poi avvicinando mentre bazzica il quartiere un pugile di successo originario, proprio come lui, di Brownsville: il peso medio-massimo Eddie Gregory, il cui nome musulmano è Eddie Mustafa Muhammad, Campione del mondo dei pesi medio-massimi nel periodo 1980-1981.

Tyson comunque deve rinunciare, per il momento, ad avvicinarsi alla nobile arte perché, nonostante la tenera età, si trova sempre più coinvolto dalla violenza che caratterizza il contesto in cui cresce. Egli, ad appena dodici anni, diventa il membro più giovane della gang di strada conosciuta a Brownsville con il nome di The Jolly Stomper (tr.I picchiatori sorridenti) cacciandosi in ogni sorta di guaio. Michael infatti diventa un esperto in furti, aggressioni, risse e, inevitabilmente, mena le mani anche nei soggiorni in riformatorio, in particolare nel centro di detenzione Spofford, situato nel Bronx, dove avrà occasione di incontrare il Campione dei pesi massimi Muhammad Alì, venuto a visitare i ragazzi dell'istituto. Tuttavia, in realtà Mike aveva già avuto modo di vedere da vicino il mito al cinema, alla fine di un film biografico proprio su Alì, come Tyson ebbe a dire in un'intervista: quando il film finì lui entrò in sala... mi sembrava impossibile eppure era lì davanti a noi.

Incontro con la boxe[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'ennesimo scippo, per allontanarlo da Brooklyn e da un sicuro avvenire fatto di crimini più gravi, Tyson viene destinato al riformatorio per irrecuperabili di Tryon, ed è proprio lì che il destino cambierà il corso della sua esistenza. Tyson a 12 anni aveva già collezionato una trentina di arresti e detenuto in vari riformatori, ma la boxe era ormai la sua passione. Si allenava con grande impegno, tanto che sovente dovevano costringerlo ad andare a dormire. Era infatti sempre l'ultimo, poiché gli allenamenti non di rado, si protaevano fino alle 2 o alle 3 della notte. La svolta proprio in questo centro, quando il secondino ed ex-pugile medio-massimo professionista Bobby Stewart, lo notò. Colpito dalla prestanza e dalla straordinaria attitudine alla boxe del piccolo Tyson, Stewart decide di presentare Mike al leggendario Cus D'Amato, allenatore che in passato era diventato celebre per aver tirato su Floyd Patterson (il più giovane campione dei massimi (dal 1956 al 1962), prima dell'era di Mike) nonché Josè Torres detto Chegui, Campione dei medio-massimi nel periodo 1965-1966. L'entourage di Cus, annoverava pugili che divennero poi gli allenatori di questo promettente ragazzino. Primo tra tutti Teddy Atlas, che lo allenò dall'80 all'82, ma che lo abbandonò in seguito a dissidi con Cus e Mike stesso. Ciò perché le regole che fino ad allora vigevano nella palestra di Catskill, vennero più volte infrante da Mike, ma riparate da Cus. Si metteva nei guai a scuola, arrivava a sfidare gli insegnanti sul piano fisico. Una volta fu sospeso perché recatosi in mensa alle 10,00 del mattino, voleva a tutti i costi la colazione. Infuriatosi, iniziò a scagliare contro il muro i contenitori del latte. Atlas continua, raccontando che se qualcuno dei pugili non si comportava bene a scuola, veniva allontanato dalla palestra per una settimana, ma che per Mike vennero fatte eccezioni. La ragione di tutto ciò, era da ricercare nel fatto che Cus dopo la bruciante sconfitta di Patterson per mano di Sonny Liston, iniziò una lunga ricerca che si concluse non appena vide Mike. Capì immediatamente che le sue ricerche si erano concluse, aveva trovato un predatore, un ex-detenuto con tanta rabbia e determinazione dentro. Teddy racconta: La prima volta che lo vidi mi trovai di fronte un ragazzino di 12 anni che pesava già attorno agli 80-85 kg, ma senza un filo di grasso. Era tutto muscoli, tanto che fummo costretti a chiedergli il certificato di nascita. Decisi di fargli un provino con Stewart che dovette impegnarsi un po' per tenerlo a bada. Dopo un paio di riprese sanguinava dal naso, era grezzo, si muoveva male; ma aveva dalla sua parte una forza spaventosa. Avevo già deciso di prenderlo, ma lui voleva continuare. In realtà credo volesse solo dimostrarci di essere fortemente motivato, e non lo dico per vantarmi, ma con la sola forza non sarebbe mai diventato un campione del mondo. Occorreva la tecnica. Fin dall'inizio imparò prima di tutto a schivare i colpi degli avversari, visto il grosso handicap dell'altezza. (Mike era alto 178 cm, il più basso peso massimo assieme a Rocky Marciano, ad essere divenuto campione del mondo). Poi imparò a canalizzare la sua devastante potenza.

Il rapporto con Cus D'Amato e la carriera da dilettante[modifica | modifica sorgente]

Teddy Atlas: Dietro a quel quadretto di famiglia non erano tutte rose e fiori. Mike veniva da una realtà difficile e non di rado mancava di rispetto a me e a Cus. Ma per Cus non era importante, perché la cosa a cui veramente teneva, era di essere ricordato per essere riuscito a tirare su un nuovo campione; un campione speciale. Rivedo ancora oggi, davanti ai miei occhi, quell'immagine del vecchio e del ragazzo che camminano assieme. Mi stai chiedendo se Cus fece delle eccezioni per Tyson che non avrebbe fatto per un pugile privo del suo talento?; sì lo fece, ma non per questo deve essere considerato male. Promise di farlo studiare ma Mike venne espulso dalla scuola. Il fatto è che Cus alla vista del giovane Mike, quando per la prima volta lo osservò incrociare i guantoni con Bobby Stewart, arrivò a predire che quel ragazzo tredicenne, se guidato e allenato a dovere, sarebbe divenuto con tutta probabilità il prossimo campione dei pesi massimi. L'allenatore decide nel settembre del 1980, poco dopo il quattordicesimo compleanno di Tyson, di accoglierlo nella sua casa di Catskill nello stato di New York, salvandolo così dal riformatorio. Due anni dopo, nel 1982, D'Amato adotta Tyson legalmente, dopo che la madre di Mike muore di cancro, facendogli da padre e guida negli anni futuri. Mike Tyson, allenato da D'Amato e da un altro discepolo di Cus Teddy Atlas, vince nel 1982 l'oro nella categoria Pesi Massimi alle Olimpiadi Junior. Come dilettante disputa una eccellente carriera sostenendo in tutto 54 incontri di cui 48 vinti. Le frequenti soluzioni prima del limite, vinse il 1º incontro in 8 secondi, lasciarono intravedere per lui un brillante futuro tra i professionisti. Tyson ebbe una grossa delusione ai trials per la 23ª Olimpiade di Los Angeles. Venne infatti sconfitto due volte da Henry Tillman, e fu soltanto riserva. Ma si riscattò ampiamente poi.

Carriera da pugile[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi da professionista[modifica | modifica sorgente]

Cus decide che è tempo di passare ai professionisti e il debutto di Mike il 6 marzo del 1985 si risolve con una fulminea vittoria per KO al primo round, quando batte Hector Mercedes in appena 107 secondi. Il 1985 lo vedrà grande, e velocissimo, protagonista di ben 15 incontri tutti vinti per KO, di cui 11 alla 1ª ripresa.

Nell'85 ad appena 19 anni, riceve la copertina della più prestigiosa rivista sportiva d'America, Sport Illustrated che lo appella Kid Dynamite. L'anziano allenatore Cus D'Amato morirà a causa di una polmonite nel novembre del 1985 all'età di 77 anni, non riuscendo a vedere il proprio pupillo vincere il titolo.

Il titolo[modifica | modifica sorgente]

A poco più di 20 anni l'ente World Boxing Council dà l'opportunità a Tyson di affrontare il campione Trevor Berbick, noto per aver sconfitto Muhammad Ali nell'ultimo match di The Greatest. Tyson (27-0-0) batte per KO al secondo round Berbick (31-4-1) conquistando il titolo mondiale WBC a soli 20 anni 4 mesi e 22 giorni.[9] Il giovane pugile dedicherà questa vittoria al suo indimenticato tutore Cus D'Amato e nel corso dei nove mesi successivi, riunificherà la corona dei pesi massimi sconfiggendo prima ai punti in 12 riprese James Smith, detto Spaccaossa, per la cintura WBA e poi, sempre ai punti, Tony Tucker, detto TNT per il titolo della International Boxing Federation (IBF). Diviene così il primo peso massimo nella storia a detenere tre delle quattro cinture delle federazioni più importanti. Il regno di Iron Mike dura più di tre anni durante i quali egli appare un'imbattibile macchina da pugni. Nessun avversario sembra potergli resistere e ogni suo incontro si risolve inevitabilmente in impressionanti e rapidissimi KO. Tra le sue vittime vi sono: Pinklon Thomas, Tyrell Biggs (medaglia d'oro nei supermassimi alle Olimpiadi di Los Angeles dalle quali era stato escluso Tyson), Michael Spinks (vincitore della medaglia d'oro nei pesi medi, però alle olimpiadi del 1976, e messo KO in appena 91 secondi), Carl Williams detto The Truth e, addirittura, l'ex campionissimo Larry Holmes, che aveva conservato il titolo dei massimi per ben 7 anni, dal 1978 al 1985, difendendolo anche contro Muhammad Alì nel 1980. Tyson dimostra un'ulteriore eccezionale prova di forza mandando KO in appena 91 secondi l'ex imbattuto campione dei mediomassimi Michael Spinks che dopo questa sconfitta non metterà mai più piede sul ring.

Il passaggio con Don King[modifica | modifica sorgente]

Don King trama nell'ombra e nel 1988 licenzia Kevin Rooney, l'allenatore che aveva preparato Mike a tutti i suoi match da professionista. Teddy Atlas commenta l'accaduto nel DVD documentario: ...l'errore fu di affiancargli, non i migliori sul piano tecnico-professionale, ma persone con cui Mike andava d'accordo, amici, tutto qui. Nel match contro Douglas, alla fine del 7º round, Mike aveva l'occhio sinistro quasi chiuso. Ma nel suo angolo accade che non hanno una borsa con del ghiaccio, tanto da essere costretti ad usare un guanto di plastica con dell'acqua per diminuire il gonfiore. Molti interpretano questo momento come l'inizio del declino professionale e personale di Iron Mike.[10]

Nel 1989 Tyson affronta il britannico Frank Bruno, per la difesa del titolo. Un incontro altamente spettacolare, anche perché il palmares dell'inglese è di tutto rispetto: 32 vittorie di cui molte prima del limite, e solo 4 sconfitte. Il 1º round seppure vedrà prevalere Mike per aver messo in ginocchio Bruno, quindi di 3 punti, lo vede anche e per la prima volta nella sua carriera, centrato da un gancio sinistro d'incontro alla punta del mento che lo mette in seria difficoltà. La soluzione alla quinta ripresa, quando un gioiello di tecnica, un finto jab sinistro che Mike trasforma in un micidiale uppercut, centra Bruno. Tyson fiuta il momento, tanto che nelle immagini lo si vede stringere il guantone destro come a dire: preso. Le difese di Frank cedono, e finiscono per essere scardinate quando ormai alle corde e passivo, Bruno è centrato con due uppercut di destro, di cui il secondo devastante. Il tutto seguito un gancio sinistro. Mike conquista così la trentaseiesima vittoria, di cui 32 per KO. L'arbitro Richard Steel interviene, gettandosi tra i due, ma c'è da dire che seppure apprezzatissimo in questo caso, sarà molto contestato nell'incontro che vede Tyson contrapposto a Ruzzor Ruddock, per avere interrotto nel medesimo modo l'incontro alla settima ripresa. Sarà infatti sostituito nella rivincita, da Mills Lane. La dinamica incriminata; Ruddock resta un attimo di troppo fermo dopo avere portato un jab destro, Mike lo investe con due ganci di inaudita potenza in sequenza: uno destro alla figura, e uno sinistro fra collo e mascella che scuotono Ruddock in modo brutale. Seguono due-tre sventole larghe, Ruddock è ormai in balia dell'avversario e Steel si frappone dichiarando un KO tecnico. Ruddock che era finito alle corde completamente sbilanciato e privo di difesa, ha però un gesto; guarda il suo angolo come a dire: perché?. Sul ring si scatena un putiferio, ma l'intervento di Steel resta controverso: nella rivincita Tyson atterrerà Ruddock tre volte, ma non vincerà prima del limite. La supremazia di Tyson nei pesi massimi si conclude bruscamente e con grande sorpresa l'11 febbraio 1990 quando, a Tokyo, viene sconfitto da James Douglas detto Buster per KO alla decima ripresa. L'incontro vedrà un Tyson insolitamente sottotono, ma c'è da dire comunque che Douglas, pur avendo dominato il match fino all'8º round, va giù poco prima della fine di questo, dopo essere stato centrato da un micidiale uppercut destro di Mike. Vi furono grandi critiche per il conteggio arbitrale, considerato lento e partito in netto ritardo dopo l'atterramento. Nei filmati d'epoca, si vede chiaramente uno dei tre giudici a bordo ring, essere già al 4, mentre l'arbitro è solo a 2. Douglas si rialza comunque, ma viene salvato dalla campana che suona immediatamente. Comincia così la corsa di Tyson verso la riconquista del titolo mondiale ma nei due anni successivi egli disputa e vince solo 4 incontri (di cui 3 per KO).

Il declino[modifica | modifica sorgente]

L'accusa di stupro e il carcere[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1991 tuttavia, la rincorsa al titolo viene bloccata dall'accusa di stupro da parte della reginetta di bellezza Desirěe Washington. Segue un processo che viene seguito dall'intera America, divisa tra colpevolisti ed innocentisti, e che si conclude con una condanna a 10 anni di carcere (di cui 4 con pena sospesa). Tyson entra nel carcere di Plainfield, nello Stato dell'Indiana, nel febbraio del 1992 e ne esce già nel marzo del 1995 dopo 1095 giorni di reclusione e beneficiando, tra l'altro, di uno sconto sulla pena per buona condotta. La vita dell'ex-campione sta andando evidentemente a rotoli e in molti aspetti somiglia a quella, altrettanto tragica, di un altro pugile peso massimo che Tyson considera da sempre uno dei suoi idoli: Charles Sonny Liston, Campione del mondo dal 1962, quando batté Floyd Patterson, un altro allievo di Cus D'Amato, fino al 1964 quando venne sconfitto dall'astro nascente Cassius Clay che dopo questo incontro cambierà il suo nome in Muhammad Alì.

Il ritorno al pugilato[modifica | modifica sorgente]

Tyson, dal momento del rilascio, riprende subito la sua attività pugilistica e sostiene alcuni incontri con pugili di medio livello che batte con disinvoltura. I suoi tifosi e l'intero mondo della boxe, bisognosi di una figura carismatica in un'epoca di grossa crisi per questo sport, sperano in un ritorno in grande stile di Iron Mike. Tyson non delude nessuno perché conquista prima la versione WBC del titolo dei pesi massimi battendo il valido britannico Frank Bruno alla vecchia maniera, un KO alla terza ripresa e poi impiegando un solo round per sbarazzarsi di Bruce Seldon e fare sua anche la cintura WBA. Nel novembre del 1996, a 30 anni compiuti nonché dieci anni dopo aver conquistato il primo titolo mondiale, arriva il momento di difendere il titolo WBA contro un avversario di grande prestigio: l'ex re dei massimi leggeri e dei massimi The Real Deal Evander Holyfield, il cui incontro era stato già fissato nel 1991, prima della condanna di Tyson e che quindi ora è molto atteso dagli appassionati. In questo match molto combattuto e altamente spettacolare, Mike si lamentò fin dall'inizio dell'avversario che sistematicamente, quando la distanza si accorciava, abbassava pericolosamente la testa. Holyfield fu richiamato più volte, anche se non ufficialmente. Il primo atterramento di Tyson, nella sesta ripresa, lo si deve sì al colpo alla figura di Holyfield, ma c'è da dire che Mike cadde perché un istante prima, nel portare un colpo, perse l'appoggio del piede sinistro. In pratica, un fortuito e senza conseguenze knock-down, ma che lo mise in grave svantaggio di punti. Fu poi sconfitto alla distanza tra lo stupore collettivo, per KO tecnico all'undicesima ripresa. I dubbi su quanto sia rimasto delle sue qualità pugilistiche, della potenza ma soprattutto della freschezza e velocità incredibili per la categoria, che lo avevano reso celebre, in seguito alla prigione si fecero sempre più reali. C'è da considerare poi, qualcosa che raramente è stato preso in esame; e cioè che Mike fu un ragazzo prodigio e che espresse il meglio in età eccezionalmente giovane. Ciò prima di essere fermato in una serata no, ma anche per propria ammissione per apatia e una non adeguata preparazione, dal miglior Douglas mai visto. I grandi che Mike, dopo aver fatto tabula rasa, avrebbe potuto incontrare in tempi di forma fisica migliore, seppure più anziani, lo troveranno solo al loro top della forma: Evander Holyfield e Lennox Lewis.

Holyfield II e la squalifica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evander Holyfield vs. Mike Tyson (1997).

La rivincita con Holyfield si tiene a Las Vegas, in Nevada, il 28 giugno del 1997 ma questa volta le possibilità di vittoria di Iron Mike, solitamente favorito dai pronostici, sembrano essere poche.

Il copione fu il medesimo, ma stavolta le testate di Holyfield non viste dall'arbitro durante i corpo a corpo, provocano seri danni all'arcata sopracciliare destra dell'ex-campione del mondo, spaccandogliela. Nel corso del terzo round poi, sanguinante ma soprattutto esasperato, Tyson morde l'orecchio dell'avversario staccandogli un pezzo di cartilagine. L'arbitro Mills Lane richiama Tyson ufficialmente, avvertendolo che alla successiva sospenderà l'incontro. Ed è ciò che avviene, Tyson ha ormai perso la testa. Dopo altri due tentativi di mordere l'avversario infatti, viene assegnata la vittoria ad Evander Holyfield, per squalifica. In seguito a questo episodio, forse senza precedenti nella storia della boxe, la Commissione Atletica del Nevada decide di revocare a Tyson la licenza di pugile per un anno.

Il ritorno dopo la squalifica[modifica | modifica sorgente]

Mike, riottenuta la licenza e nonostante i guai che caratterizzano ormai la sua vita fuori dalle sedici corde, continua con altre rapide vittorie per KO che servono a ricostruire la sua immagine di pugile e a fargli ottenere una nuova chance per il titolo mondiale. Egli intanto divorzia dal socio-promoter Don King accusandolo di avergli sottratto circa 100 milioni di dollari dei suoi guadagni, Tyson vincerà anni dopo la causa ottenendo 14 milioni di dollari[senza fonte]. Nel 1999 Mike torna ancora una volta in prigione dove sconta 5 mesi dell'anno di reclusione inflittogli per aver aggredito fisicamente due automobilisti in seguito ad un tamponamento avvenuto nel Maryland.

Per Iron Mike seguono altri inevitabili ritorni sul ring con altrettante rapide vittorie che alimentano i dubbi a proposito del valore degli avversari scelti per affrontarlo. Fra tutti il match svoltosi a Glasgow nel giugno del 2000 contro Lou Savarese.[11]

L'incontro del secolo[modifica | modifica sorgente]

L'8 giugno 2002 a Memphis, un Tyson ormai trentaseienne, dopo ben 16 anni dalla prima conquista del titolo e pressoché irriconoscibile, ha una nuova possibilità per il titolo mondiale contro il detentore Campione dei pesi massimi: il britannico Lennox Lewis. Un incontro farsa, per quello che venne definito l'incontro del secolo, ma che desta comunque interesse per la presenza dell'ormai leggendario Mike Tyson, interesse in tutto il mondo. Durante la conferenza stampa pre-match, Mike Tyson aggredisce Lennox Lewis ed il suo entourage, scatenando una maxi-rissa. Nel match invece, Mike viene messo KO dall'inglese all'ottava ripresa.

Il tatuaggio[modifica | modifica sorgente]

A metà febbraio del 2003 Mike Tyson commissiona all'artista S. Victor Whitmill, alias Paradox, un tatuaggio sul volto: odiavo il mio volto, e volevo letteralmente cambiarmi i connotati, scrive nella sua biografia ("True, la mia storia", PIEMME 2013). Suggerì pertanto al tatuatore dei cuoricini sparsi dappertutto, ma l'artista si rifiutò suggerendo invece un disegno tribale Maòri. Dopo qualche giorno Mike si convince per questa soluzione moko (il tradizionale tatuaggio con cui i Maòri dipingono i loro volti) e da quel momento questo tatuaggio sul volto diventa il segno distintivo di Tyson e, in seguito, anche della sua attività di merchandising (guantoni, T-shirt, ecc).

La bancarotta[modifica | modifica sorgente]

Tyson nel 2003 dichiara bancarotta non essendo in grado di far fronte ai debiti maturati nei confronti del fisco americano che ammontano a 38 milioni di dollari.Il pugile arriva a questo dopo aver dilapidato circa 300 milioni di dollari guadagnati in carriera con spese folli, due matrimoni falliti, figli da mantenere, parcelle di avvocati che lo difendono nelle sue svariate cause, un esemplare di tigre bianca in giardino, macchine di lusso, gioielli.[senza fonte] Va comunque aggiunto che Mike denunciò sia Kevin Rooney che Don King per averlo derubato. Vinse entrambe le cause, ottenendo però risarcimenti ridicoli rispetto a quanto gli era stato sottratto, soprattutto da King, che se la cava con 15 milioni di dollari di risarcimento.

Nel 2004, oppresso dai debiti, egli tenta un nuovo ritorno sul ring, ma viene messo KO in quattro riprese dall'inglese Danny Williams. L'anno dopo, ritirandosi dopo la sesta ripresa dell'incontro che lo vede opposto all'irlandese Kevin McBride, Mike conclude definitivamente la sua carriera agonistica.

La fine della carriera[modifica | modifica sorgente]

Tyson, nella conferenza stampa che si svolge immediatamente dopo questo incontro, dichiarerà di non avere più il cuore e la disciplina necessari per fare bene la boxe e, cosa non meno importante, di non voler discreditare con prestazioni deludenti questo sport a cui deve tanto.

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Il Mike Tyson's world tour[modifica | modifica sorgente]

Mike Tyson su un ring a Las Vegas nel 2006

Mike indossa, nuovamente un paio di guantoni, solo per esibizione questa volta, il 20 ottobre 2006 quando affronta sulla distanza delle quattro riprese il peso massimo Corrie Sanders detto T-Rex. Si tratta del primo incontro del Mike Tyson's World Tour, che si tiene a Youngston nello Stato dell'Ohio e che, in futuro, prevede altri incontri del genere in diverse parti del mondo. Il Mike Tyson's World Tour era stato annunciato dallo stesso pugile qualche mese prima ed aveva lo scopo, neanche troppo taciuto, di riassestare le finanze dell'ex campione. L'attrazione che Tyson riesce ancora ad esercitare sul pubblico, nonostante le recenti sconfitte, è ben dimostrata dal successo della vendita dei biglietti di questo suo primo match-esibizione contro Sanders. Mike Tyson, per l'occasione, si presenta sul ring in discreta forma, avendo fatto registrare un peso di poco superiore ai 109 kg e, nel corso dei quattro round, porta buone combinazioni di colpi e appare ancora molto veloce. Mike, nella prima ripresa, riesce anche ad atterrare Sanders con un destro degno dell'Iron Mike dei tempi migliori e scatena immediatamente una vera e propria ovazione tra i suoi tifosi. Essi accorrono sempre in gran numero ad ogni evento che vede protagonista Mike Tyson e ciò è confermato, negli ultimi mesi del 2006, dalle palestre piene di sostenitori ben disposti a pagare il prezzo del biglietto pur di vedere il pugile impegnato in semplici sedute di allenamento. Centinaia di persone, infatti, ammirano l'ex campione che colpisce il sacco o che è intento a portare dei colpi sul ring contro alcuni sparring partner o contro gli speciali guanti dell'allenatore, l'ex pugile Jeff Fenech.

Altri guai giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Per Mike Tyson il 2006 si conclude con un altro guaio giudiziario perché il 29 dicembre egli viene arrestato all'uscita di un night club di Scottsdale, un sobborgo elegante della città di Phoenix, nell'Arizona. Mike, a bordo della sua BMW nera, aveva quasi tamponato l'auto dello sceriffo destando pertanto i sospetti delle forze dell'ordine. Tyson veniva fermato e, in seguito all'immediato controllo, appariva in evidente stato confusionale e nella sua auto venivano rinvenuti diversi grammi di cocaina. L'ex pugile veniva quindi incriminato per possesso di sostanze stupefacenti e guida in stato di ebbrezza. Il processo contro Mike Tyson si è concluso quasi un anno dopo quando, il 19 novembre del 2007, Tyson è stato riconosciuto colpevole dal giudice Helene Abrams del tribunale di Mesa in Arizona di tutti i capi d'accusa. Mike Tyson, che rischiava fino a tre anni e mezzo di prigione, fu invece condannato a scontare un solo giorno di detenzione nel carcere Maricopa County Jail, a pagare una multa di circa 3500 dollari e a prestare 360 ore di servizi sociali. Egli inoltre dovette sottoporsi a controlli periodici nei successivi tre anni. A molto valsero, per il raggiungimento di questa sentenza minima per Tyson, le lettere di clemenza scritte al giudice dalla dottoressa Monica Turner, ex moglie di Mike, e soprattutto il fatto che Tyson, dopo aver riconosciuto la sua dipendenza da cocaina e marijuana, avesse intrapreso un programma di riabilitazione per dipendenza da diverse sostanze e che fino alla data del processo avesse superato con successo ben 29 test antidroga. Il 20 ottobre 2007 alle 9 del mattino Mike Tyson fu rinchiuso nel carcere Maricopa County Jail, isolato dagli altri 1500 detenuti, per scontare la pena di 24 ore di incarcerazione. Rilasciato nella mattinata del 21 ottobre, dopo aver scontato la pena inflittagli, si recò dai suoi familiari per trascorrere alcuni giorni di vacanza assieme a loro.

La perdita della figlia e il nuovo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Il 26 maggio 2009, la figlia di 4 anni, Exodus, ha perso la vita per soffocamento in seguito a un incidente domestico avvenuto il giorno precedente, il 25 maggio. Due settimane più tardi si è sposato con Lakiha Spicer dalla quale ha avuto la figlia Milan e, il 26 gennaio 2011, il secondo figlio Morocco Elijah, che porta a otto il totale dei figli dell'ex Campione.[12]

Nel marzo 2011, Tyson appare al The Ellen DeGeneres Show dichiarando di condurre da due anni una vita sobria e di seguire una dieta vegana.[13]

Le voci sul ritorno e la pace con Holyfield[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 si sono diffuse alcune voci secondo le quali Mike sarebbe potuto tornare a combattere ad ottobre, contro Evander Holyfield per la terza ed ultima volta, ad Abu Dhabi. Tuttavia non ne è più stato niente.

Pare anche che abbia ricevuto una sfida dal pugile serbo Nenad Stankovic per combattere il 20 dicembre 2009, ma Iron Mike non ha dato una risposta.[14]

Al talk show della Winfrey si riconcilia con Holyfield 12 anni dopo il morso di Las Vegas. Mike: Evander è un uomo splendido. La replica: Siamo un esempio.

L'ammissione di aver fatto uso di cocaina[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre del 2013 esce la sua autobiografia Undisputed truth nella quale racconta: "Ero sotto l'effetto della cocaina durante gli ultimi incontri più importanti. Agli esami del doping avevo sotto i pantaloncini un pene finto con la pipì fatta da un mio amico. Usavo quella per riempire le boccette degli esami ed è sempre andata bene. Sono 90 giorni che non sto toccando nulla. Ho iniziato a frequentare gli alcolisti anonimi che mi stanno aiutando. Sto soffrendo ma ho ritrovato mia moglie Kiki al mio fianco. Voglio continuare a vivere la boxe come promoter, a occuparmi di spettacolo e cinema. Non ho mai abusato di Desiree Washington, le conseguenze della sua azione sono una cosa con la quale dovrà convivere per il resto della sua vita".[15]

Stile di combattimento[modifica | modifica sorgente]

Tyson è stato senz'altro un pugile fuori dal comune. Mike possedeva forza e velocità di braccia innate. Cus, gli insegnò prima di tutto a schivare i colpi degli sparring, poiché avrebbe sicuramente dovuto affrontare nella carriera, pugili quasi sempre più alti di lui. Poi si concentrò nel canalizzare la devastante potenza a sua disposizione, con la tecnica, affinandola sempre più. Velocità di busto, gambe, braccia, precisione ed una prontezza dei riflessi fuori dal comune, sono stati gli ingredienti per un cocktail di successo. Agile e potente nell'esecuzione inoltre, era dotato di una grande capacità nella scelta dei tempi. Notevoli le sue combinazioni in cui schivava il colpo dell'avversario, spesso giocando di busto, per poi affondare il suo(quasi sempre letale).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Fu eletto Fighter of the year (pugile dell'anno) dalla rivista americana Ring Magazine nel 1986 e nel 1988.

WWE Hall Of Famer 2012 per via di sue costanti e rilevanti apparizioni nella Word Wrestling Federation a fine anni novanta, durante la premiazione è stato introdotto dalla D - Generation X (Triple H e Shawn Michaels ), team di cui ha fatto parte.

Match dichiarato Ring Magazine fight of the year:

Ring Magazine lo inserisce inoltre al 16º posto in una propria classifica dei 100 migliori pugili di ogni epoca.

La International Boxing Hall of Fame e la World Boxing Hall of Fame lo hanno riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Match dichiarato Ring Magazine upsets of the year:

  • 1990 - Buster Douglas KO 10 Mike Tyson (alcuni esperti sostengono che questo sia stato il risultato più sconvolgente della storia dello sport: Douglas era dato perdente per 42 a 1)

Introdotto nella WWE Hall of Fame:

  • 2012

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Mike Tyson, durante la sua ventennale attività di pugile professionista (durata dal 1985 al 2005) ha disputato 58 incontri, compilando un invidiabile record di 50 vittorie, 6 sconfitte e due no-contest, (44 Knockouts).
  • Mike Tyson è stato, oltre che il più giovane pugile di sempre a vincere il titolo mondiale dei pesi massimi (20 anni), anche uno dei campioni più bassi di questa categoria essendo alto 178 cm (5' 10").
  • Tyson ha combattuto tra i 96,2 kg ed i 108,7 kg. All'apice della carriera le sue prestazioni migliori le ha offerte quando ha fatto registrare un peso di circa 98,4 kg (217 libbre)
  • Mike Tyson è stato Campione del mondo dei pesi massimi due volte. La prima dal 22 novembre 1986 all'11 febbraio 1990. La seconda dal 16 marzo 1996 al 9 novembre 1996.
  • Il quartiere di Brooklyn, noto come Brownsville, dove è cresciuto Tyson, ha dato i natali anche a molti altri pugili di altissimo livello entrati nella storia della boxe. Il primo fu un validissimo fighter attivo durante gli anni trenta e Quaranta: il peso leggero Al Bummy Davis. Davis fu un temibile avversario per Campioni del calibro di Tony Canzoneri, Lou Ambers, Fritzie Zivic, Bob Mongomery, Beu Jack, Henry Armstrong e Rocky Graziano.
  • Il primo pugile di Brownsville che riuscì invece a conquistare un titolo mondiale fu Eddie Mustafa Muhammad, nella categoria dei medio-massimi (versione WBA), nel 1980.
  • Nella categoria dei pesi massimi, dopo Iron Mike si sono affermati altri due pugili suoi coetanei e cresciuti a Brownsville a pochi isolati di distanza dall'abitazione di Tyson. Il primo è stato Riddick Bowe detto Big Daddy, Campione del mondo assoluto nel periodo 1992-1993 e poi della versione WBO nel 1995.Poi è stata la volta di Shannon Briggs The Cannon, che in carriera ha battuto l'anziano ma ancora formidabile Big George Foreman e che poi è diventato Campione del mondo WBO nel 2006.
  • È ancora in attività un altro ottimo pugile originario di Brownsville. Si tratta del peso welter Zab Judah detto Super, Campione IBF dei pesi super-leggeri tra il 2000 e il 2001; Campione WBO, sempre nei super-leggeri, nel 2003; ed infine Campione assoluto dei pesi welter nel 2005.
  • È anche il boss finale del videogioco sportivo Nintendo del 1987 dedicato a lui, Mike Tyson's Punch-Out!!: qui viene però chiamato Mr. Dream (il combattimento in cui bisogna affrontarlo è chiamato infatti The Dream Fight): sconfiggere Tyson (attraverso il mini-pugile protagonista (Little Mac) è estremamente difficile, dato che può stendere Mac giù con un singolo Dynamite Punch, ispirato al potentissimo destro che tirava il vero Mike.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Whoever thinks Mike couldn't box or wasn't skilled has probably never stepped into a gym, I mean...Cus taught him any trick in the book, he could bob and weave, he could make you miss, he was the ultimate swarmer, a master at the art of throwing the left hook-left uppercut combination, a relentless body puncher, a refined version of the late Dempsey or Frazier." - da "Mike Tyson, The Fallen Champ" di Emmanuel Steward
  2. ^ (2002), Lewis-Tyson: Tale of the tape, BBC Sport, Retrieved on 2007-11-01.
  3. ^ Sportscenter Biography: 'Iron Mike' explosive in and out of ring, ESPN, 10 ottobre 2005. URL consultato il 23/11/09.
  4. ^ a b "Mike Tyson Goes Bollywood" - CBC News, 13 April 2007
  5. ^ Phil Berger, A Body for Better Men to Beat On - New York Times, The New York Times, 19 ottobre 1989. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  6. ^ "Mike Tyson finds he's the man in Chechyna" - David Holley, Los Angeles Times, 16 September 2005
  7. ^ (EN) Tyson shows power of prayer, BBC News, 18 gennaio 2001, Ultimo accesso il 3 maggio 2007.
  8. ^ (EN) ESPN25: I 25 sportivi più indegni degli ultimi 25 anni, ESPN25.com, Ultimo accesso il 1º aprile 2007.
  9. ^ BritishBoxing.net - Latest Boxing News
  10. ^ SPORTS PEOPLE: BOXING - SPORTS PEOPLE: BOXING; King Accuses Cayton - NYTimes.com
  11. ^ Tyson, comincia lo show, Gazzetta dello Sport, 16 gennaio 1999. URL consultato il 17 agosto 2009.
  12. ^ Fiocco azzurro in casa Tyson, il campione dei pesi massimi otto volte padre, adnkronos.com, 26 gennaio 2011.
  13. ^ Mike Tyson Talks Sobriety and Vegan Life with Ellen DeGeneres! | UrbLife.com - The Voice of Gen-X Lifestyle
  14. ^ Mike Tyson torna sul ring?, Gazzetta.it, 7 luglio 2009.
  15. ^ Giampaolo Pioli, "Combattevo imbottito di coca" in La Gazzetta dello Sport, 14 novembre 2013, p. 11.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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