James J. Braddock

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James J. Braddock
Jim Braddock.jpg
Dati biografici
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 189 cm
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi massimi
Ritirato 21 gennaio 1938
Carriera
Incontri disputati
Totali 86
Vinti (KO) 51 (26)
Persi (KO) 26 (1)
Pareggiati 7
 

James Walter Braddock, soprannominato Cinderella Man (New York, 7 giugno 1905North Bergen, 29 novembre 1974) è stato un pugile statunitense, campione mondiale dei pesi massimi nel 1935 e riconosciuto dalla International Boxing Hall of Fame fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Saliva sul ring col nome di James J. Braddock, probabilmente in omaggio a due precedenti campioni: James J. Corbett e James J. Jeffries. Il suo riemergere da una carriera che sembrava rovinata (in quanto perse molti incontri, prima di essere costretto, per sostenere la sua famiglia, a lavorare al porto durante la grande depressione) gli valse il soprannome, attribuitogli da Damon Runyon, di Cinderella Man (l'uomo Cenerentola). Il suo manager era Joe Gould.

Gli inizi e la carriera da pugile[modifica | modifica sorgente]

Braddock era nato a Hell's Kitchen, un sobborgo di Manhattan a un paio di isolati dal Madison Square Garden, l'arena che lo rese famoso. La sua famiglia, di origini irlandesi e cattolica, era assai povera; Braddock dichiarò che da giovane aspirava a frequentare l'Università di Notre Dame e il suo sogno era di giocare a football col gruppo dei Four Horsemen allenati dal noto Knute Rockne; tuttavia lui stesso affermava di avere "più carne che cervello". Dopo una carriera da pugile amatoriale, durante la quale vinse il campionato amatoriale del New Jersey (nelle categorie dei pesi massimi e dei pesi mediomassimi), all'età di 21 anni divenne professionista nella categoria dei pesi mediomassimi. Dopo tre anni, Braddock aveva ottenuto 34 vittorie (21 per KO), 5 sconfitte e sette pareggi.

Nel 1928 fece scalpore la sua vittoria contro il pugile Tuffy Griffiths. L'anno successivo si guadagnò la possibilità di combattere per il titolo, ma perse di misura contro Tommy Loughran dopo 15 riprese. Iniziò per Braddock una grave depressione, alla quale si aggiunsero varie fratture alla mano. La sua carriera ne risentì molto, tanto che dei seguenti 33 incontri ne vinse solo 11, perdendone 20 e pareggiandone 2. Per supportare la sua famiglia durante la Grande Depressione, dovette abbandonare il ring lavorando al porto. Qui, per sopperire alla debolezza della sua mano destra, utilizzò soprattutto la sinistra, rinforzandola notevolmente rispetto all'altra.

Braddock campione dei pesi massimi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1934, Braddock ebbe la possibilità di combattere contro John Griffin, un pugile molto quotato. Quella che doveva essere una formalità per Griffin, si trasformò in una vittoria per il pugile di Hell's Kitchen, che mise KO il suo avversario dopo tre riprese. Dopo Griffin, fu la volta di John Henry Lewis, futuro campione dei pesi mediomassimi, che aveva sconfitto Braddock in passato. Sconfitto Lewis, l'ultimo ostacolo tra Braddock e la sfida per il titolo era Art Lasky. L'incontro si tenne il 22 marzo 1935 e a uscirne vincitore fu ancora Braddock.

Nella sfida decisiva, egli incontrò l'allora campione del mondo dei pesi massimi, Max Baer. Al Madison Square Garden, il 13 giugno 1935, il titolo fu assegnato a Braddock per decisione unanime dei giudici di gara.

La sconfitta contro Joe Louis e il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Il 22 giugno 1937 si tenne l'incontro, valido per il titolo, tra James Braddock e Joe Louis. Braddock aveva 32 anni, Louis 23. Quest'ultimo era il grande favorito e, infatti, uscì vincitore dal Comiskey Park.

Dopo l'incontro contro Braddock, Joe Louis dichiarò che il pugile proveniente da Hell's Kitchen era l'uomo più coraggioso contro cui avesse mai combattuto.

L'ultimo combattimento di Braddock ebbe luogo nel 1938, contro il gallese Tommy Farr. Anche qui, Braddock vinse per decisione unanime dei giudici, dopo aver messo al tappeto l'avversario per tre volte.

Dopo il ritiro, si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti (1942) insieme a Gould, il suo manager. Prestò servizio durante la Seconda guerra mondiale sull'isola di Saipan, istruendo i soldati nel combattimento corpo a corpo.

In seguito, lavorò come operaio specializzato e come fornitore di equipaggiamenti alla marina. Insieme a sua moglie Mae, crebbe tre figli (Jay, Howard e Rosemarie) in una casa nel New Jersey.

Morì nel 1974, all'età di 69 anni.

Il film: Cinderella Man[modifica | modifica sorgente]

Alla vita di Braddock si è ispirato il regista Ron Howard per il suo film Cinderella Man - Una ragione per lottare, uscito nel 2005 con Russell Crowe come protagonista, affiancato da Renée Zellweger (sua moglie Mae) e Paul Giamatti (il manager, Gould).Nel cast vi è anche Rosemarie DeWitt, nipote (figlia della figlia) di James J. Braddock.

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