Muhammad Ali
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| Dati biografici | ||
| Nome | Cassius Clay - Muhammad Ali | |
| Nato | 17 gennaio 1942 Louisville |
|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 190 cm | |
| Peso | 96 kg | |
| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Pugilato | |
| Categoria | pesi massimi | |
| Carriera | ||
| Incontri disputati | ||
| Totali | 61 | |
| Vinti (KO) | 56 (37) | |
| Persi (KO) | 5 (1) | |
| Pareggiati | - | |
| Palmarès | ||
| 1964 | Titolo mondiale Unificato* | massimi |
| 1964-1967 | Titolo mondiale WBC | massimi |
| 1974-1978 | Titolo mondiale WBA | massimi |
| 1974-1978 | Titolo mondiale WBC | massimi |
| 1978-1978 | Titolo mondiale WBA | massimi |
| Oro | Roma 1960 | mediomassimi |
Muhammad Ali premiato con la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Roma nel 1960
Muhammad Ali (nato Cassius Marcellus Clay Jr.; Louisville, 17 gennaio 1942) è un ex pugile statunitense, tra i più famosi e apprezzati della storia moderna.
Ha vinto l'oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un'ultima breve parentesi nel 1978. È stato eletto da Ring Magazine Fighter Of The Year nel 1963, 1972, 1974, 1975 e 1978 e dalla stessa prestigiosa rivista nel 1963, 1964, 1975 e 1978 ai suoi match è stato riconosciuto il premio di Fight Of The Year. Il suo match nel 1974 contro George Foreman è stato votato Fight Of The Century. Detiene anche i prestigiosi allori di Sportman Of The Century per Sport Illustrated, Miglior Peso Massimo di sempre per The Ring e secondo miglior pugile di sempre per ESPN.com . Dopo il suo ritiro dal mondo della boxe Muhammad Ali si è distinto per le sue azioni umanitarie per le quali gli è valsa la candidatura come Premio Nobel per la Pace nel 2007.
Indice |
[modifica] Biografia
Figlio di un pittore d'insegne e di una donna di religione cristiana battista, campione mondiale dei massimi, poeta e uomo di spirito, difensore dei diritti dei neri, obiettore di coscienza, filantropo, padre ed ora sette volte nonno, i ruoli che ha impersonato e le cause che ha abbracciato rimangono parte di lui, e standogli accanto si possono vedere e sentire tutti[1].
Nato a Louisville Kentucky, USA il 17 gennaio del 1942, a 12 anni inizia a frequentare la palestra Columbia, dove mette in mostra il suo talento.
Dopo una brillante carriera da dilettante si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l'oro nella categoria dei pesi mediomassimi.
Nel 1961 passò al professionismo e batté Lamar Clark per KO e poi Doug Jones. Il 25 febbraio 1964 a Miami conquistò per la prima volta la corona di Campione del Mondo dei pesi massimi, battendo il campione in carica Sonny Liston per abbandono all'inizio dell' ottava ripresa.
Il giorno dopo la conquista del titolo, nel 1964 Clay si convertì alla fede musulmana, aderì alla Nation of Islam e cambiò il suo nome in Muhammad Ali.
Rifiutato dalle principali sedi pugilistiche americane e da Las Vegas, il match di rivincita con Liston si disputò nel 1965 a Lewinston nel Maine.
Dopo appena un minuto il campione del mondo colpì l'avversario con un colpo d'incontro apparentemente innocuo, passato alla storia come il cosiddetto pugno fantasma (the phantom punch). Liston rimase al tappeto apparentemente tramortito; Clay sembrò consapevole di non aver colpito così duramente lo sfidante e lo invitò con veemenza ad alzarsi per continuare il combattimento. Secondo gli esperti che hanno visionato al rallentatore la ripresa, il colpo di Clay, assestato da brevissima distanza e quasi invisibile, sembra aver colpito la tempia dell'avversario, che in quel momento stava portando un attacco con il suo caratteristico stile ed era fortemente sbilanciato in avanti. L'immagine del campione del mondo che sovrasta Liston al tappeto è divenuta una delle icone pop della nostra epoca.
Nel 2004 Ali è tornato sull'argomento nella sua ultima intervista ufficiale, cui ha risposto con l'aiuto dei familiari.
| (EN)
« I love Sonny. He was a good man. And the punch did connect. I don't know how good the punch was, although I felt the connection. If he took a dive, he wouldn't have done it in the first round. »
|
(IT)
« Voglio bene a Sonny. Era un brav'uomo. Ed il pugno l'ha colpito. Non so bene quanto buono fosse il colpo, sebbene io abbia sentito il contatto. Se avesse voluto fingere un KO, non l'avrebbe mai fatto al primo round. »
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Ali difese il titolo per otto volte, poi la sua carriera fu interrotta quando si rifiutò di combattere in Vietnam. Ciò gli costò il ritiro della licenza da parte delle commissioni atletiche pugilistiche statunitensi. Note sono le sue battute a riguardo:
| (EN)
« Ali, you know where is Vietnam? — Yes, on TV. »
|
(IT)
« Ali, sai dov'è il Vietnam? — Sì, in TV. »
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| (EN)
« I got nothing against the Vietcong, they never called me nigger" »
|
(IT) |
Nel 1971 tornò sul ring vincendo con Jerry Quarry, poi perse contro il detentore del titolo dei massimi Joe Frazier in quello che è ricordato come "l'incontro del secolo".
Il 30 ottobre 1974 riconquistò il titolo mondiale battendo per KO George Foreman a Kinshasa, Zaire (ricordato nel film-documentario Quando eravamo re). Ali vinse l'incontro grazie ad una tattica che nessuno avrebbe mai pensato che attuasse; persino i suoi allenatori erano increduli e non si capacitavano. Il Campione si incollò alle corde per 8 riprese, facendo sfogare tutta la potenza di cui disponeva Foreman contro un bersaglio inaspettatamente "elastico" costituito dal corpo di Alì e le corde del ring; pur venendo colpito da pugni micidiali l'azione elastica delle corde attenuava la potenza dei colpi di Foreman. Quando, verso la fine dell'ottavo round, si accorse che Foreman era stremato, Ali sferrò una serie di jab e uppercut che fecero crollare il rivale al tappeto per il conteggio finale. Fu una vittoria memorabile.
Prima dell'incontro con Foreman si tenne anche la rivincita tra Ali e Frazier. Ai punti dopo 15 riprese vinse Ali. Il primo ottobre del 1975 Ali affrontò Frazier per la terza ed ultima volta, mettendo in palio il suo titolo mondiale, per stabilire chi dei due fosse definitivamente il più forte. L'incontro si tenne a Manila nelle Filippine e fu denominato "Thrilla in Manila". Fu un match drammatico che vide i pugili combattere con enorme ardore, senza risparmiarsi un istante. Prima dell'inizio della quindicesima ed ultima ripresa l'allenatore di Frazier ritirò il suo atleta, vedendolo letteralmente distrutto dai jab di Ali. Lo stesso Ali dichiarò che non avrebbe mai saputo se sarebbe stato in grado di continuare l'incontro qualora Frazier non si fosse ritirato. Comunque al momento del ritiro del rivale, il Campione era in vantaggio ai punti. Ancora oggi, per la rara bellezza tecnica e per l'enorme coraggio dimostrato da questi due immensi campioni, questo è ritenuto da molti il più grande incontro di tutti i tempi.
La sua boxe basata sul movimento di gambe resta inimitabile per qualsiasi pugile di categoria "pesante". Di lui si disse: "Vola come una farfalla e punge come un'ape", per sottolineare la leggerezza dei suoi movimenti, coadiuvata da una tecnica sopraffina.
Dal 1976 la velocità di Ali cominciò a diminuire, probabilmente causato dall'avanzare dell'età, e dal 1977 non riuscì più a mettere KO i suoi avversari.
Un segnale dell'evidente declino di Ali fu la vittoria unanime ai punti (anche se molto deludente) contro Alfredo Evangelista, un pugile poco dotato.
Nel 1978 perse il titolo per decisione non unanime ai punti contro Leon Spinks, il quale perse subito dopo il titolo WBC contro Ken Norton. Ali vinse per decisione unanime ai punti la rivincità contro Spinks, riottenendo il titolo WBA, ma subito dopo annuciò il suo ritiro.
Ritornò nel 1980 per tentare di riconquistare il titolo WBC contro Larry Holmes, ma perse per getto della spugna alla decima ripresa.
Combattè per l'ultima volta l'11 Dicembre 1981 contro Trevor Berbick e perse per decisione unanime ai punti dopo dieci round.
Su 61 incontri ha un record di 56 vittorie, 37 delle quali per KO. Ha perso per KO una sola volta.
Ritiratosi definitivamente dall'attività agonistica nel 1981, nel 1985 gli fu diagnosticato il morbo di Parkinson e ha commosso e stupito il mondo apparendo come ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996; in quell'occasione gli fu anche riconsegnata la medaglia d'oro vinta a Roma nel 1960, poiché si narra che abbia gettato l'originale in un fiume come plateale gesto di protesta verso il suo Paese e la perdurante discriminazione razziale che, al suo ritorno in patria dopo i fasti romani, portò un ristoratore a rifiutarsi di servirlo appunto perché nero.
Muhammad Ali è stato oggetto della biografia di Michael Mann nel film Alì del 2001. Il film racconta la vita del pugile (interpretato da Will Smith) dal match che gli valse per la prima volta il titolo mondiale dei pesi massimi fino alla riconquista, a Kinshasa nello Zaire, nel 1974 contro George Foreman.
Nel 2005 Muhammad Ali è stato insignito della Medaglia della pace Otto Hahn (in oro) della Deutsche Gesellschaft für die Vereinten Nationen (DGVN) a Berlino (Società Tedesca per le Nazioni Unite).
Il 9 novembre 2005 ha ricevuto la più alta onorificenza civile statunitense dal Presidente George W. Bush: la Medaglia presidenziale della libertà[2][3].
[modifica] Stile di combattimento
Lo stile di combattimento di Ali era molto particolare: nonostante fosse agilissimo aveva anche una grande potenza, testimoniato dai molti KO inflitti ai suoi avversari (circa l'80 percento delle sue vittorie totali).
[modifica] Il significato del nome
In un'intervista rilasciata al giornale "Selezione Reader's Digest" nel settembre 2002, all'inviato speciale Bingham così Alì rispose:
Muhammad significa degno di lode, e Alì significa altissimo. Clay significa creta, polvere.[4]
[modifica] Curiosità
- Il personaggio cinematografico Apollo Creed, appartenente alla saga dei film di Rocky, è modellato a immagine e somiglianza di Ali: infatti lo stile di combattimento di Apollo è identico a quello del pugile da cui è ispirato, cioè un mix di agilità e potenza e a quanto pare, naturalmente in senso fittizio, Apollo ha affrontato Ali e lo abbia sconfitto per KO, come è citato in Rocky IV:-Ho affrontato i migliori battendoli tutti!.
- Alì veniva chiamato sul ring Il migliore di tutti i tempi e Il labbro di Louisville per la valanga d'insulti che l'afroamericano lanciava sui suoi avversari sia in conferenza stampa che sul ring.
- Alì è recentemente comparso in Fight Night Round 4 titolo per Xbox 360 e Playstation 3 come personaggio giocabile.
[modifica] Note
- ^ Alì campione per sempre, Selezione Reader's Digest, marzo 2002 pag.36
- ^ (EN) http://web.archive.org/web/20080306114811/http://www.whitehouse.gov/news/releases/2005/11/20051103-5.html
- ^ (EN) http://sports.espn.go.com/sports/boxing/news/story?id=2219166
- ^ "Quando ho riflettuto su questo, ho capito tutto. Ci insegnano ad amare il bianco (white) ed odiare il nero (black). Il colore nero significa essere tagliato fuori, ostracizzato. Il nero era male. Pensiamo a blackmail (ricatto). Hanno fatto l'angel cake (pane degli angeli) bianco e il devil's food cake (torta del diavolo) color cioccolato. Il brutto anatroccolo è nero. E poi c'è la magia nera... Quel che voglio dire è che nero è bello. Nel commercio il nero è meglio del rosso. Pensate al succo di mora: più nera è la mora, più dolce il succo. La terra grassa, fertile, è nera. Il nero non è male. I più grandi giocatori di baseball sono neri. I più grandi giocatori di football americano sono neri. I più grandi pugili sono neri".
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Muhammad Ali
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN, FR) Profilo di Muhammad Ali sul sito del Comitato Olimpico Internazionale
- Intervista di Minoli a Gianni Minà su Muhammad Ali tratto da "La storia siamo noi"

