Rocky Balboa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando il personaggio, vedi Rocky Balboa (personaggio).
Rocky Balboa

Uno screenshot dal trailer originale del film
Titolo originale: Rocky Balboa
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 2006
Durata: 102 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 1.85:1
Genere: azione, drammatico, sportivo
Regia: Sylvester Stallone
Soggetto: {{{nomesoggetto}}}
Sceneggiatura: Sylvester Stallone
Produttore: William Chartoff
Kevin King
Charles Winkler
David Winkler
Produttore esecutivo: Robert Chartoff
Irwin Winkler
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
Episodi:
Fotografia: J. Clark Mathis
Montaggio: Sean Albertson
Effetti speciali: John C. Hartigan
Musiche: Bill Conti
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Franco-Giacomo Carbone
Costumi: Gretchen Patch
Trucco: Carlton Coleman, Carlton Coleman, Scott H. Eddo, Rich Knight, Rich Knight, Matthew W. Mungle, Nicole Venables
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Sbarazzati della bestia che hai dentro e falla finita una volta per tutte! »
(Frase detta da Paulie a Rocky)
« Lo hai detto a tuo figlio, non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti...in piedi! In piedi! In piedi! »
(Rocky pensando tra sé e sé)

Rocky Balboa è un film del 2006 diretto da Sylvester Stallone. Scritto, diretto, interpretato e prodotto da Sylvester Stallone che, 16 anni dopo Rocky V, torna ad interpretare uno dei personaggi che gli stanno più a cuore, il pugile italo-americano Rocky Balboa, con quello che è il sesto e presumibilmente l'ultimo film della fortunata saga iniziata nel 1976.

Il motivo per cui il sesto Rocky è invece arrivato, dopo 16 anni, e il quarto Rambo è uscito nelle sale nel 2008 è, secondo alcune fonti [1] [2], che Stallone in questi ultimi anni abbia subìto un notevole calo di popolarità e che egli, per recuperarla, abbia deciso di fare di nuovo leva sui suoi due personaggi di maggior successo, a costo di dover essere lui stesso ad impegnarsi per la sceneggiatura, la regia e la produzione.

Inizialmente la produzione non voleva continuare la saga di Rocky, anche dopo le varie insistenze da parte dello stesso Stallone. Successivamente in accordo con William Chartoff, Sly iniziò la stesura del copione e l'inizio delle riprese.

L'uscita del film fu il 20 dicembre 2006.

Indice

[modifica] Trama

[modifica] Vecchi ricordi

La storia inizia al cimitero di Filadelfia: una mattina d'inverno Rocky va a fare visita alla lapide della moglie Adriana, scomparsa l'11 gennaio 2002 a causa di un tumore al seno.

Rocky (Sylvester Stallone) ogni giorno va a pregare sulla sua tomba e, malinconicamente, continua a pensare al suo passato ed a rivisitarne idealmente i luoghi. Adesso, dopo essersi ritirato dal pugilato da parecchi anni, gestisce un ristorante a Filadelfia, l'"Adrian's" intitolandolo alla moglie, dove, fra l'altro, intrattiene i suoi clienti raccontando loro i suoi passati trionfi.

Il cognato Paulie (Burt Young) cerca inutilmente di riportarlo al presente. Dopo tanti anni Rocky incontra, in un bar, una sua vecchia conoscenza, Marie, che egli cercò (nel primo film della serie) di riportare ad una vita normale quando lei, allora ragazzina, frequentava un gruppetto di ragazzi di strada, ed ottenne per tutta risposta una sonora mandata a quel paese.

Marie, ora, è cambiata: ha un figlio, ormai quasi adulto, nato da una relazione con un uomo che la aveva poi abbandonata, vive in un tugurio e lavora al vecchio bar del quartiere che Rocky frequentava da giovane.

Rocky la ricorda ancora e fra i due comincia a nascere un tenero affetto, così la convince a lavorare nel suo ristorante dopo l'iniziale titubanza della donna, confusa da tanta generosità del suo vecchio amico.

[modifica] La simulazione

Un giorno viene proposta in TV una simulazione al computer: una sfida virtuale fra l'attuale campione mondiale dei pesi massimi Mason Dixon (Antonio Tarver) e l'ex-campione Rocky Balboa.

L'esito della simulazione dà per vincente Rocky.

Il campione del mondo Dixon, nonostante vinca tutti gli incontri, non gode di una grande credibilità da parte dei fans perchè spesso vince nel giro di un solo round e offre uno scarso spettacolo agli appassionati.

Così, facendo leva sul successo televisivo di questa simulazione e venuti a conoscenza che Rocky Balboa ha dichiarato pubblicamente di voler tornare a combattere (sia pure in incontri di modesto livello), gli agenti di Dixon tentano allora di convincerlo a tornare sul ring contro il campione per un match di esibizione.

Rocky, che aveva già chiesto alla commissione medica puglistica americana di poter riottenere l'idoneità fisica per combattere e nonostante l'ottimo esito degli esami medici, si vede rispondere comunque negativemente, ma riesce lo stesso ad ottenerla soltanto quando si appella al principio costituzionale della ricerca della felicità.

[modifica] L'ultimo match

Tuttavia si trova scoraggiato dal figlio Rocky Jr. e dal cognato Paulie, che non vedono di buon occhio questa decisione, ma per tornare a rivivere le emozioni del passato accetta lo stesso: dentro di lui è ancora vivo l'istinto del combattente.

L'allenatore, Duke (che già aveva allenato Rocky in predenti occasioni, assieme ad Apollo Creed in Rocky III e da solo in Rocky IV in vista dell'incontro con Drago), decide di prepararlo sulla potenza, in quanto Rocky non può più sfruttare l'agilità.

[modifica] Il ritorno di Rocky

Sottoposto ad estenuanti allenamenti, Rocky si presenta a questo match esibizione in gran forma. Benché tutto faccia pensare a un incontro burla e solo a scopo pubblicitario, già dai primi minuti si capisce invece che sarà una vera e propria battaglia in cui nessuno dei due pugili vorrà perdere ingloriosamente perché, in realtà, per ciascuno di essi c'è molto di più in gioco:

Dixon, il campione in carica, è ancora imbattuto da ben 33 incontri (di cui 30 per KO), ma non è mai andato oltre il secondo round, nessuno dei suoi precedenti avversari si è dimostrato alla sua altezza e tutti sono convinti che egli, al cospetto di un vero campione, avrebbe molto filo da torcere e probabilmente non reggerebbe fino alla fine;

Rocky, dal canto suo, deve invece dimostrare che ha ancora talento e classe da vendere nonostante la veneranda età e la sua lunga assenza dal ring.

Sarà un incontro esaltante, ricco di emozioni da entrambe le parti, che giungerà fino alla fine dell'ultimo round.

Sia pur con un verdetto non unanime, i giudici proclamano Dixon di strettissima misura vincitore ai punti, ma il risultato ormai non conta più nulla perché entrambi hanno comunque raggiunto il loro scopo:

Dixon ha dimostrato che è ormai maturo per combattere a lunga distanza contro chiunque mentre Rocky, in questo ultimo combattimento della sua carriera professionistica, ha dato un'ulteriore prova tangibile di essere ancora l'inossidabile e coraggioso campione che tutti ricordano.

[modifica] Produzione

George Foreman, ha ispirato Sylvester nel ritorno di Rocky sul ring nell'ultima trasposizione cinematografica del famosissimo pugile

[modifica] Origini

Nel 1990 dopo essere arrivato al quinto capitolo della saga, Stallone escluse, con assoluta certezza, che avrebbe girato ulteriori capitoli, mentre si disse scettico per una continuazione della saga di Rambo.

Il motivo per cui il sesto Rocky è invece arrivato, dopo 16 anni, e il quarto Rambo è uscito nelle sale nel 2008 è, secondo alcune fonti [3] [4], che Stallone in questi ultimi anni abbia subìto un notevole calo di popolarità e che egli, per recuperarla, abbia deciso di fare di nuovo leva sui suoi due personaggi di maggior successo, a costo di dover essere lui stesso ad impegnarsi per la sceneggiatura, la regia e la produzione.

Il film, come per il primo capitolo, è stato ispirato al ritorno sul ring del pugile afroamericano George Foreman. Il 5 novembre 1994 a Las Vegas (proprio dove si svolge l'ultimo incontro di Rocky) Foreman riesce a riprendersi il titolo mondiale dei pesi massimi ai danni di Michael Moorer per il WBO. A 45 anni e 9 mesi di età, George Foreman diventa dunque il campione del mondo più anziano della storia del pugilato.

[modifica] Pre-Produzione

Il Mandalay Bay Resort and Casinò a Los Angeles, dove si è svolto l'incontro tra Rocky e Dixon. La scena è stata girata prima di un vero incotro di boxe svolto proprio nello stesso edificio.

Il cast è molto diverso da quello dell'ultimo film, ad eccezzione di Burt Young, Tony Burton e ovviamente Stallone che hanno preso parte a tutta la saga del pugile italoamericano. Nell'ultimo film ritornano, invece, altri due attori che avevano partecipato esclusivamente al primo Rocky: Marie e Spider Rico, che è stato il primo pugile affrontato da Rocky nei sei film, e che nell'ultimo capitolo lo si vede come aiutante nel ristorante di Rocky e come "uomo di fede", visto che è proprio lui a

Sylvester nei panni di Rocky

recitare alcuni passi della Bibbia per Rocky prima dell'incontro con Dixon. Il figlio di Rocky è interpretato da Milo Ventimiglia, noto al grand pubblico per il ruolo di Peter Petrelli nella saga fantascientifica Heroes. Mason Dixon è interpretato dal vero campione mondiale dei mediomassimi Antonio Tarver, l'incontro è presentato da Michael Buffer, speaker ufficiale HBO e, a parte Stallone, tutto ciò che gravita intorno al film riproduce i veri match combattuti da Tarver a Las Vegas e trasmessi dalla HBO.

La moglie Adriana è morta perché Stallone ha deciso che il film avrebbe funzionato meglio facendola scomparire, piuttosto che apparire nel film. Occorre però dire che lo spirito di Adriana permea tutto il film, senza contare poi che Talia Shire, che ne interpretava il ruolo, ha declinato l'invito ad apparire ancora una volta nel personaggio che la rese famosa.

[modifica] Distribuzione

Il 16 febbraio 2007 Stallone, in Australia per promuovere il film, è stato fermato dai funzionari doganali all'aeroporto di Sydney. L'attore è stato trovato in possesso di alcune fiale (48) di Somatotropina, noto anche col nome GH (Growth Hormone), cioè Ormone della Crescita.[1]

I rappresentanti della legge australiana non hanno esitato ad indagare sull'attore statunitense. In seguito Stallone ha riconosciuto la sua colpevolezza per uso di sostanze dopanti,[2] sostenendo che sono composti da lui utilizzati durante la sua oltre trentennale carriera di attore.

L'ultimo film dedicato al pugile italoamericano Rocky incassa nel primo weekend negli Stati Uniti circa 12 milioni di dollari, battendo il film di Clint Eastwood Million Dollar Baby. Inseguito ha totalizzato 70 milioni e 85 nel resto del mondo. In Italia nel primo weekend un incasso superiore ai 2 milioni di euro e più di 6 milioni complessivamente.

Il 4 luglio 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Rocky Balboa. Il 12 gennaio 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora Rocky Balboa. Distribuita da EMI, il cd è composto da musiche di genere Pop e Rock Internazionale. Il 17 Novembre 2002 in occasione del film è uscito Rocky, un videogioco di boxe uscito per PlayStation 2, XBox, Gamecube e Game Boy Advance. Ripercorre la trama e gli incontri dei primi cinque film di Rocky. Le sequenze d'intermezzo riassumono brevemente la trama di tutta la saga dello "Stallone Italiano". Tra un incontro e l'altro sarà possibile allenare Rocky per migliorare le sue abilità in sei differenti campi.

[modifica] Colonna sonora

  1. Gonna Fly Now
  2. Rocky: Yo Adrian!
  3. Eye of the Tiger
  4. Adrian: The One Thing - Win!
  5. Going the Distance
  6. Rocky: The Pursuit of Happiness
  7. Living in America
  8. Redemption
  9. Fanfare for Rocky
  10. Duke: You Know What You Gotta Do
  11. Burning Heart
  12. Conquest
  13. Adrian
  14. Rocky: 'Cause I'm a Fighter
  15. No Easy Way Out
  16. Rocky: Go the Distance
  17. Rocky's Reward
  18. Alone in the Ring
  19. Rocky: Everybody Can Change!
  20. Heart's On Fire
  21. Can't Stop the Fire
  22. Mickey
  23. Overture
  24. Rocky: Ain't Nothin' Over 'Til it's Over
  25. It's a Fight
  26. Gonna Fly Now (John X Remix)

[modifica] Curiosità

  • Rocky Balboa è costato 24 milioni di $.
  • Per poter tornare sul ring, Stallone si è sottoposto ad un lungo e duro allenamento, nonché all'astinenza dal cibo. Finite le riprese è tornato quasi subito sovrappeso.
  • Il ristorante di Rocky nel film è un omaggio al vero ristorante posseduto da Rocky Marciano.
  • Nel film erano previsti anche camei per Mr. T il quale declinò per la scarsa grandezza della parte e per Dolph Lundgren alias Ivan Drago: quest'ultimo diede forfait giustificando il rifiuto per lo svolgimento di una regia cinematografica.
  • Si dice che Carl Weathers abbia chiesto molti soldi a Stallone per permettere a quest'ultimo di inserire alcune immagini di Apollo durante la pellicola. Stallone non prese bene la cosa e, stupito dell'avidità di Weathers, decise di soprannominarlo "Greed" parafrasando il cognome di Apollo, Creed. Greed significa appunto "avidità".
  • Nel DVD del film, il menu comprende anche scene tagliate, nonché un finale alternativo, poi scartato, che vede Rocky vincitore dell'incontro ai punti.
  • In questo capitolo, tuttavia, non viene fatto accenno ai danni al cervello che erano stati diagnosticati a Rocky nel precedente capitolo, danni che erano stati giudicati irreversibili. In questo film infatti nemmeno durante il combattimento Rocky sembra mostrare di avere questi danni.
  • Verso la fine del film fa una piccola comparsa anche Mike Tyson.
  • Il film incassò circa 191 milioni di dollari.
  • Oltre a Marie, l'altro personaggio che riappare dal primo film della saga è Spider Rico, che è stato il primo pugile affrontato da Rocky nei sei film, e che nell'ultimo capitolo lo si vede come aiutante nel ristorante di Rocky e come "uomo di fede", visto che è proprio lui a recitare alcuni passi della Bibbia per Rocky prima dell'incontro con Dixon.
  • Pur non essendo prevista nel copione originale, nel doppiaggio italiano Rocky, quando si riscalda con suo figlio dopo la conferenza stampa dell'incontro con Dixon, pronuncia la celebre frase "Ti spiezzo in due", che aveva pronunciato Ivan Drago prima del loro incontro in Rocky IV.

[modifica] Doppiaggio

  • L'edizione italiana del film è stata diretta da Claudio Sorrentino. Sorrentino era stato il doppiatore di Stallone in Cop Land, ma in questo film si è solo occupato della direzione, lasciando a Massimo Corvo il compito di prestare la voce al protagonista.
  • Massimo Corvo ha ovviato alla mancanza della storica "voce" italiana di Sly, Ferruccio Amendola, scomparso nel 2001, che aveva doppiato Rocky a partire dal secondo capitolo.
  • Il doppiatore di Paulie, è lo stesso di Tony Duke in Rocky 2.

[modifica] Note

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

La saga di Rocky con Sylvester Stallone
Film di Rocky:
Rocky | Rocky II | Rocky III | Rocky IV | Rocky V | Rocky Balboa
Personaggi principali:
Rocky Balboa | Apollo Creed | Paulie Pennino | Adriana Balboa | Mickey Goldmill | Clubber Lang | Ivan Drago | Tommy Gunn | Mason Dixon
  • cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema
Strumenti personali