Lonely Planet

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La Lonely Planet è una casa editrice australiana (con sede a Footscray un sobborgo di Melbourne, Victoria) che diffonde guide turistiche in tutto il mondo (in Italia tradotte e pubblicate dalla casa editrice EDT di Torino, partner italiano di Lonely Planet).

Lonely Planet possiede anche una società di produzione televisiva, che ha realizzato quattro serie: Lonely Planet Six Degrees, The Sport Traveller, Going Bush e Vintage New Zealand. Oltre alla sede australiana di Footscray, Lonely Planet ha uffici a Londra e Oakland, California.

Nell'ottobre del 2007 la BBC Worldwide, parte del gruppo britannico BBC, ha acquisito il 75% della casa editrice australiana, pagandolo 88,1 milioni di sterline. La famiglia Wheeler ha conservato il rimanente 25% della società fino al febbraio 2011, quando ha venduto la quota residua alla BBC. Nel marzo 2013 la BBC Worldwide ha venduto, per 75 milioni di dollari, la maggioranza delle azioni alla società statunitense NC2 Media[1], il cui azionista di riferimento è Brad Kelley, un miliardario del Kentucky che, dopo aver venduto il suo gruppo che produceva sigarette a basso costo, è attivo nella protezione e conservazione naturalistica, con la proprietà di vaste aree in Texas, Florida e Nuovo Messico, e la gestione di alcuni centri di conservazione di fauna a rischio.

Il successo iniziò nel ottobre 1973 con Across Asia on the cheap, la prima guida che Maureen e Tony Wheeler, i fondatori, scrissero al ritorno dal loro lungo viaggio attraverso l'Europa e l'Asia. In tre mesi vendette ottomila copie.

Inizialmente centrato sull'Asia, l'interesse di Lonely Planet si estende a tutto il globo. Nel 1989 erano in catalogo oltre 70 titoli che coprivano tutto il mondo fatto salvo per Europa Occidentale, Unione Sovietica e Stati Uniti.

Nel dicembre 1991 viene pubblicata la prima guida dell'URSS, proprio mentre l'URSS stava vivendo uno dei momenti più tragici della sua esistenza e il futuro del paese era molto incerto. La guida, dalla vita assai breve, ricevette molti apprezzamenti anche da parte degli stessi cittadini sovietici, che per la prima volta ebbero a disposizione un testo omnicomprensivo sul loro sterminato paese.

Alle produzioni consuete, shoestring (con quattro soldi, guide dedicate a regioni vaste o addirittura interi continenti come l'Africa) e travel survival kit (guide dedicate ad un solo paese), si affiancano i phrasesbook, i frasari di viaggio. I frasari Lonely Planet a differenza di altri omologhi non si limitano alle sole frasi per chiedere informazioni ma hanno ampie sezioni dedicate alla socializzazione con le popolazioni locali, gli usi e costumi, la religione.

All'attività editoriale dal 1986, si affiancano alcune importanti iniziative umanitarie: parte dei proventi della Lonely Planet vengono devoluti per la realizzazione di progetti umanitari in Africa, India, America Centrale e anche in opere di sensibilizzazione, come ad esempio la campagna con Greenpeace per fermare i test nucleari francesi nel Pacifico.

Con il tempo le guide e la filosofia Lonely Planet sono cambiate, senza tradire nulla dello spirito originario; oggi le guide non si rivolgono solo ai backpackers e contemplano anche passaggi aerei ed alberghi di lusso. Ricche di foto a colori e con la sezione itinerari in apertura, sono oggi tradotte in moltissime lingue, tra cui il cinese.

Il peso dell'autorevolezza acquisita negli anni da Lonely Planet è rappresentato da casi come il boicottaggio delle Lonely Planet in Myanmar. La Burma Campaign[2], campagna per i diritti umani e la democrazia in Birmania, ha indetto un boicottaggio alle guide di Lonely Planet. La casa editrice, al contrario di altre concorrenti, ha pubblicato una guida alla Birmania e incentiva attivamente il turismo verso di essa, ma secondo l'associazione i proventi del turismo vanno a sostenere direttamente il regime militare. Il boicottaggio terminerà quando la guida sarà ritirata.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo viaggio e i primi libri di Tony e Maureen Wheeler[modifica | modifica sorgente]

Il primo libro Lonely Planet, "Across Asia on the Cheap", fu scritto e pubblicato da Tony Wheeler, un ex ingegnere della Chrysler, e da sua moglie Maureen a Sydney nell'ormai lontano 1973, dopo un lungo viaggio che dalla Turchia li aveva condotti attraverso Iran, Afghanistan e Pakistan, fino all'India e al Nepal. Scritto in modo personale e brillante il volume divenne in poco tempo un piccolo best seller in Australia e spinse la coppia di viaggiatori a scrivere "South-East Asia on a Shoestring" (la ormai celebre Yellow Bible), che resta uno dei libri di maggior successo di Lonely Planet.

Il primo libro di Lonely Planet divenne in breve un punto di riferimento per i giovani viaggiatori attratti dal lungo itinerario via terra dall'Australia all'Europa (uno dei must dell'era hippie). Per le giovani generazioni degli anni settanta si trattava di una vera e propria iniziazione, soprattutto per australiani e neozelandesi, che a volte impiegavano mesi o anni per compiere l'impresa. Non dimentichiamo che in quel periodo pionieristico i servizi di viaggio erano ancora carenti, per non parlare delle soluzioni low-cost, cosa che rendeva ancora più elettrizzante l'avventura.

Questo periodo ruggente della storia di Lonely Planet e dei Wheeler è raccontato da Tony e Maureen nel libro Un giorno, viaggiando - The Lonely Planet Story.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ CNN International, 19 marzo 2013
  2. ^ The Burma Campaign UK: Email the Foreign Secretary