I due carabinieri
| I due carabinieri | |
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Scena del film. |
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| Titolo originale | I due carabinieri |
| Paese | Italia |
| Anno | 1984 |
| Durata | 120 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | commedia |
| Regia | Carlo Verdone |
| Soggetto | Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone |
| Sceneggiatura | Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone |
| Produttore | Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori |
| Fotografia | Danilo Desideri |
| Montaggio | Antonio Siciliano |
| Musiche | Fabio Liberatori |
| Scenografia | Franco Velchi |
| Interpreti e personaggi | |
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I due carabinieri è un film del 1984 diretto da Carlo Verdone.
[modifica] Trama
Marino è un ragazzo cocciuto e tutto d'un pezzo; Glauco è un ragazzo spigliato ed estroverso mentre Adalberto è un ragazzo sensibile che diventerà il terzo amicone. I tre si conoscono a Roma durante le selezioni per l'arruolamento nell'Arma dei carabinieri. Il film è comunque incentrato su Glauco e Marino che consolidano la loro amicizia durante il corso formativo e che, dopo il Giuramento, vengono trasferiti ad un Comando Stazione di Roma. Nella capitale i due carabinieri vengono impiegati in diversi servizi tra cui un piantonamento in ospedale di un detenuto malavitoso che, approfittando dell'ingenuità dei due, riesce a mettere dei soldi nella tasca della giacca dell'uniforme di Glauco.
Al rientro in caserma i due si accorgono del fatto e il giorno successivo cercano "gentilmente" di riconsegnare i soldi. Il detenuto, con l'aiuto di altri due complici, riesce ad uscire dall'ospedale sotto il naso dei due carabinieri, che una volta accortisi, lo inseguono con un taxi riuscendo a infine a ricondurre il detenuto in ospedale. Rita è la cugina di Marino, di cui lui è sempre stato maniacamente innamorato. Egli non sospetta però che Glauco, dopo averla conosciuta al Giuramento, successivamente si sarebbe frequentato proprio con lei. Deluso dall'ennesimo no della cugina e dall'esuberanza di Glauco durante il servizio, si trasferisce da Roma in Piemonte.
Il destino vuole che nella caserma di Biella - Piazzo, si ricompone la triade perché, oltre a Marino, anche Glauco e il fanciullesco Adalberto si ritrovano lì: il primo perché una volta saputo del trasferimento di Marino decide di trasferirsi anch'egli spinto, soprattutto, da un forte sentimento affettivo nei suoi confronti; il secondo invece era stato fatto trasferire per volontà dei genitori che lo volevano più vicino. Iniziano le birichinate e le vicende che celebrano l'Arma, ricordando, tra sentimento ed ironia, il delicato ruolo dei carabinieri. I tre vengono infatti impiegati per un servizio antidroga in un casolare nel quale Adalberto uccide un trafficante salvando la vita al suo comandante. Mentre quest'ultimo, al rientro in caserma si dispera per aver comunque ucciso una persona nonché coetaneo, Glauco e Marino si interrogano sul senso del loro mestiere affermando appunto che i Carabineri sono quelli che in tempo di pace sono costretti a fare la guerra.
La sera, rimasti soli nella fredda caserma piemontese, per vincere la malinconia, decidono di farsi una partita a carte e casualmente all'interno di una scatola trovano pochi grammi della cocaina sequestrata. Marino a Glauco cedono alla tentazione di sniffare la "droga" facendola sniffare, a sua insaputa, anche ad Adalberto che, dal piagnisteo dell'omicidio provocato qualche ora prima, rinvigorisce sentendosi "come una bestia". Mentre questi esce di pattuglia, Glauco e Marino, ormai su di giri, vanno a trovare due donne piemontesi conosciute qualche giorno prima durante la ricezione di una denuncia finendo inevitabilmente sotto le lenzuola. Glauco l'indomani all'alba, preso dal rimorso, chiama Rita chiedendole di raggiungerlo in Piemonte per incontrarsi, ormai consapevole che non può fare a meno di lei. Adalberto la stessa mattina perde la vita aprendo il bagagliaio di un'autobomba abbandonata.
I rapporti tra Marino e Glauco vanno a rotoli quando il primo sospettando che il secondo avesse occultato una bustina di droga durante il sequesto per rivendersela, lo trova in realtà in una camera di hotel a Torino in compagnia di Rita. Marino, ormai invaso dalla gelosia, non condivide tale situazione e inevitabilmente finisce alle mani con il collega/amico. Entrambi, quindi, vengono convocati dal Colonnello per valutare la loro posizione disciplinare visto che l'alterco iniziale era sfociato in rissa al centro di Torino. L'ufficiale concede a loro un periodo di licenza per riposarsi e "riflettere". Entrambi si ritrovano in un treno diretto a Roma e Marino, dopo l'ennesimo tentativo di riappacificazione di Glauco, cambia vagone finendo nelle mani di uno squilibrato che, armato di mitra, tiene in pugno il vagone di un gruppo di boy scout e minaccia di ucciderli uno ad uno. A salvare la vita di tutti sarà la furbizia di Glauco che, camuffandosi frate, si riscoprirà eroe. Sarà così perdonato e riceverà il benestare dell'amico cocciuto per portare all'altare Rita.
[modifica] Curiosità
- Il film, al suo primo passaggio televisivo (su Canale 5 nel 1987), fu visto da 13.495.000 telespettatori, con uno share del 48.53%; 7º film più visto in Italia dall'invenzione dell'Auditel (nel 1986).
- Il doppiatore di John Steiner, lo squilibrato nella scena sul treno, è Carlo Valli.
- I due attori protagonisti, Enrico Montesano e Carlo Verdone, nonostante la loro amicizia litigarono più volte durante la realizzazione della pellicola. Montesano accusava il regista/attore di rubargli troppo la scena, tenendosi per sè le battute migliori del film.
- Nel 1982 Montesano e Verdone avevano già recitato insieme nel film corale Grand Hotel Excelsior, anche se in scene diverse.
- Enrico Montesano e Massimo Boldi torneranno a vestire la divisa da carabiniere nel film Il tenente dei carabinieri del 1986.
- Negli ultimi passaggi televisivi, andati onda su Rai3, è stata inspiegabilmente tagliata una parte del Film, dalla scena in cui Verdone insegue Montesano a Torino, si passa alla scena in cui due sono sul treno; invece nel DVD prodotto dalla Cecchi Gori Group, tale parte è presente, seppur con una qualità d'immagine diversa dal resto del Film, probabilmente l'immagine originale rispetto al resto, soggetto a restauro
- L'idea di girare un film sui carabinieri fu di Mario Cecchi Gori. Scelse poi Verdone per girare la pellicola, ma impiegò un mese per convincerlo.
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