Dalila Di Lazzaro

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« Scrivo volendo forse ancora una volta recitare, ma questa volta il regista è Dio, e la trama è vera: è la vita – la mia vita – che spesso ci mette di fronte a delle grandi difficoltà »
(Dalila Di Lazzaro - da Il mio cielo - Ed. Piemme)
Dalila Di Lazzaro (1975)

Dalila Di Lazzaro (Udine, 29 gennaio 1953) è una modella, attrice cinematografica, cantante e scrittrice italiana.

Dalila Di Lazzaro
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Periodo di attività 1984 – in attività
Album pubblicati 1 (45 giri)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Dalila Di Lazzaro comincia la propria carriera nel mondo dello spettacolo come indossatrice: sfila per diversi stilisti, cimentandosi anche come stilista ed è poi scelta come testimonial pubblicitario per una nota casa di collirio.

La carriera di attrice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 debutta al cinema nel film spaghetti western dal titolo Si può fare... amigo di Maurizio Lucidi con lo pseudonimo di Dalila Di Lamar. Seguono numerose pellicole in ruoli minori, fino al 1974 quando recita in Il mostro è in tavola... barone Frankenstein di Paul Morrissey, avendola fortemente voluta i produttori Andy Warhol e Carlo Ponti.

Dopo essere stata definitivamente lanciata da Alberto Lattuada come attrice principale in Oh, Serafina! (1976), anche grazie alla sua bellezza altera, la Di Lazzaro verrà scelta e scritturata in seguito, essenzialmente per il ruolo della femme fatale, girando nel complesso più di trenta film e diverse fiction per la tv, divenendo così una protagonista del cinema italiano degli anni settanta, ottanta e novanta. Ha girato film anche in Francia, Svizzera e Regno Unito

Il ritiro dalle scene[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1991, in seguito alla perdita improvvisa dell'unico figlio Christian, vittima a 22 anni di un incidente stradale, la Di Lazzaro, fortemente provata, si allontana dalle scene cinematografiche lavorando saltuariamente in fiction televisive.

Negli anni successivi l'attrice sarà anche soggetta ad una forma di dolore fisico cronico, in seguito ad un incidente motociclistico che le ha causato la frattura della prima vertebra del collo (atlante), costringendola a rimanere immobile nel letto, distesa e convalescente per lungo tempo. Questo infortunio comporterà una lunga battuta d'arresto nella sua carriera di attrice.

Il ritorno al pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Da scrittrice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 ha pubblicato il suo primo libro-autobiografia, dal titolo Il mio cielo, seguito da L'angelo della mia vita. Piccoli miracoli intorno a me (2008), dedicato al figlio Christian, Toccami il cuore. Amori, sentimenti e passioni della mia vita. (2009), il suo secondo romanzo autobiografico, Il mio tesoro nascosto (2011) e Una donna lo sa, (2014), un romanzo che tratta della condizione femminile alla luce dei recenti episodi di cronaca sulla violenza contro le donne.

Da attrice[modifica | modifica wikitesto]

Nuovamente in veste di attrice partecipa al film L'ultima ruota del carro (2013), regia di Giovanni Veronesi, dove interpreta il ruolo di un'arricchita signora veneta, e alla fiction Rodolfo Valentino - La leggenda (2014), regia di Alessio Inturri e Luigi Parisi trasmessa su Canale 5, dove interpreta la contessa Nina Banzi.

Iniziative sociali[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla scrittura e al cinema, Dalila Di Lazzaro, è impegnata anche in iniziative a scopo sociale: durante la Settimana della moda di Milano del 2011, evento organizzato da Camera Moda, è stata posta a capo delle cosiddette "sentinelle anti-anoressia" aventi lo scopo di monitorare le modelle e di segnalare all'assessorato alla salute di Milano i casi patologici o a rischio[1]. È inoltre sostenitrice delle adozioni da parte di genitori non sposati.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Amante del mare da sempre, attualmente risiede, scrive e lavora tra Milano e la Costa Azzurra.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Dalila Di Lazzaro con Renato Pozzetto, durante le riprese di Oh, Serafina!, regia di Alberto Lattuada (1976).

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Dalila Di Lazzaro nella sua carriera ha anche inciso colonne sonore e un 45 giri:

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sentinelle anti-anoressia a sfilate Milano, Dalila Di Lazzaro madrina, adnkronos.com. URL consultato il 13 maggio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 80292475 LCCN: no97058305