Il tango delle capinere

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Il tango delle capinere è una canzone a ritmo di tango composta da Cesare Andrea Bixio su versi di Bixio Cherubini nel 1928 e portata al successo da Gabrè.

Spartito della canzone

Interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

La canzone, che allude ai temi del disagio sociale e soprattutto al trasgressivo fascino della prostituzione (come già Lucciole vagabonde, una precedente canzone composta dalla coppia Bixio-Cherubini),[1] è diventata un classico su cui numerosi artisti italiani si sono cimentati. Tra questi Luciano Virgili, Fred Buscaglione Giorgio Consolini, Luciano Tajoli, Nilla Pizzi, Gigliola Cinquetti e nel 1974 anche Claudio Villa.[2] Anche fuori dall'Italia diversi artisti hanno interpretato la loro versione, tra questi la famosa cantante francese Jeanne Bourgeois, in arte Mistinguett.

Testo[modifica | modifica sorgente]

Laggiù nell'Arizona,
terra di sogni e di chimere,
se una chitarra suona
cantano mille capinere.

Hanno la chioma bruna
hanno la febbre in cuor,
chi va cercar fortuna
lì troverà l'amor.

A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell'oscurità
ognuno vuol godere.

Son baci di passion,
l'amor non sa tacere,
è questa la canzon
di mille capinere.

Il bandolero stanco
scende la sierra misteriosa,
sul suo cavallo bianco
spicca la vampa di una rosa.

Quel fior di primavera
vuol dire fedeltà
e alla sua capinera
egli lo porterà.

A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell'oscurità
ognuno vuol godere.

Son baci di passion,
l'amor non sa tacere,
è questa la canzon
di mille capinere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Liana Cellerino, C. A. Bixio. Parlami d'amore Mariù. Musica per una vita, Firenze, Le Lettere, 2001, p. 56, ISBN 88-7166-575-9.
  2. ^ Claudio Villa l'ha incisa nel 1974 per l'Antologia della Canzone Italiana n. 4, Fonit Cetra, PL-456.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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