Persecuzione dei cristiani

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I dieci paesi dove sono in atto le più gravi persecuzioni contro i cristiani. Fonte Open Doors - WorldWatchlist 2011

Le persecuzioni dei cristiani sono un fenomeno oppressivo contro comunità e persone di fede cristiana.

Nel corso della storia i cristiani morti per la loro fede sono stimati in circa settanta milioni, di cui quarantacinque milioni solo nel XX secolo.[1][2]

Storia delle persecuzioni[modifica | modifica wikitesto]

Prime persecuzioni[modifica | modifica wikitesto]

Le prime comunità cristiane incontrarono presto l'ostilità del mondo esterno[3]. Le notizie che ci sono giunte sui primissimi anni del cristianesimo provengono principalmente dal Nuovo Testamento. Secondo quanto riportato dagli Atti degli Apostoli, in particolare, le autorità ebraiche di Gerusalemme avversarono fin dall'inizio i primi cristiani e tentarono con vari mezzi di impedirne la predicazione. Tra le vittime di queste prime persecuzioni vi furono Stefano, lapidato per blasfemia per aver affermato la divinità di Cristo (Atti 6,8-7,60), e l'apostolo Giacomo, fatto giustiziare dal re Erode Agrippa (Atti 12,1-2), mentre Pietro si salvò fuggendo da Gerusalemme. Anche in altre città, dentro e fuori dalla Palestina, le comunità ebraiche preesistenti si opposero alla diffusione del cristianesimo e Paolo in particolare ne fu spesso il bersaglio: nelle sue lettere racconta di essere stato più volte frustato, bastonato e persino lapidato[4].

Persecuzioni nell'impero romano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Persecuzione dei cristiani nell'impero romano.

La persecuzione di Nerone, riportata anche da Tacito, scoppiò nel 64 quando i cristiani furono accusati di avere appiccato il Grande incendio di Roma che distrusse gran parte della città di Roma. In questa persecuzione furono uccisi gli apostoli Pietro e Paolo.

Nei successivi due secoli e mezzo il cristianesimo rimase sempre formalmente una religione illecita punibile con le massime pene: i suoi fedeli venivano accusati, in particolare, di empietà in quanto si rifiutavano di compiere i sacrifici, obbligatori per legge, agli dei della religione romana ufficiale[5]. Rispetto a questa il cristianesimo appariva una forma di "ateismo", in quanto rinnegava ogni divinità tradizionale; si trattava quindi di una minaccia alla pax deorum ed alla stessa autorità dell'imperatore che doveva garantirla. Altri vi vedevano una superstitio, cioè una devozione irrazionale venata di magia, come altre che erano parimenti perseguitate o lo erano state. La volontà di liquidare il Cristianesimo[6], considerato una "deleteria superstizione"[7], emerge comunque dalla testimonianza di Plinio il Giovane che, in relazione alle persone accusate di essere cristiani e interrogate sotto tortura, scrive: "se perseveravano, ordinavano che fossero messi a morte".

Tuttavia fino al 250 non furono ricercati attivamente: questo consentì la diffusione del cristianesimo, ma in comunità semiclandestine che, anche per le particolari norme morali e familiari, erano oggetto di una accesa intolleranza popolare. Le persecuzioni consistevano per lo più in attacchi violenti, più o meno assecondati dalle autorità locali, verso i cristiani fatti capri espiatori di qualcosa[8][9][10].

Salito al trono in un periodo di grave crisi per l'impero, Decio nel 250 volle invece costringere ogni cittadino dell'impero, pena la morte, a professare devozione agli dèi pagani ed implicitamente all'imperatore, in primis i cristiani che erano ormai molto numerosi, soprattutto nelle regioni orientali dell'impero. Molti furono i martiri, ma molti di più furono i lapsi che cedettero alla forza. Anche la persecuzione di Valeriano si concluse in tempi brevi, ma si caratterizzò per l'attacco mirato ai leader delle comunità ed ai loro beni, segno della floridità economica acquisita. Partita nel 303 sulla stessa linea, la "grande persecuzione" voluta da Diocleziano diventò violenta nel 304, ma non in tutto l'impero. Fu proseguita principalmente da Galerio fino al 311. Lo stesso Galerio, con l'Editto di tolleranza, e Costantino I con l'editto di Milano del 313 ordinarono la cessazione delle persecuzioni, che tuttavia ebbero ancora strascichi con Licinio[11][12][13][14][15].

Le stime sul numero complessivo di cristiani uccisi si basano principalmente su fonti agiografiche del tempo e sono quindi materia di dibattito tra gli studiosi: si ritiene comunque che le vittime siano state migliaia[16].

Altre persecuzioni antiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 338 un intensificarsi nelle ostilità in corso tra la Persia sasanide e l'Impero romano sfociò in persecuzioni nei confronti dei cristiani da parte dei persiani[17]. I cristiani furono percepiti come potenziali traditori perché amici di una Roma ormai cristianizzata dopo Costantino e nei decenni successivi migliaia di loro, denominati oggi martiri persiani, persero la vita.

Nel III e IV secolo i missionari cristiani, e più di tutti Ulfila, convertirono i Goti alla cristianità ariana che i Goti vedevano come un attacco alla loro religione e cultura. Il re visigoto Atanarico avviò tra il 369 e il 372 una persecuzione dei cristiani[18], molti dei quali vennero uccisi.

Nel 429 i Vandali, anch'essi ariani, conquistarono l'Africa Romana, perseguitando con alterna intensità i cristiani non ariani[19].

Persecuzioni tra cristiani[modifica | modifica wikitesto]

I primi scontri tra cristiani avvennero nel IV secolo, quando si diffusero posizioni dottrinali, poi rifiutate come eretiche dalla Chiesa cattolica, come l'Arianesimo: molto spesso il potere politico si schierò a favore di una posizione, reprimendo chi sosteneva le posizioni contrarie.

Durante il Medioevo avvennero diversi episodi più o meno circoscritti di repressione di movimenti eretici: si possono citare i casi dei Valdesi, degli Hussiti, e quello di Fra' Dolcino, nominato anche da Dante. Invece per il più noto e importante movimento ereticale medievale, quello dei Catari, strettamente parlando non si può parlare di persecuzione dei cristiani, in quanto la dottrina catara era così distante da quella cristiana da configurarsi come una religione a sé stante.

Nei due secoli successivi alla Riforma protestante avvennero in alcune parti d'Europa numerosi episodi di persecuzione in tutte le direzioni: vi furono protestanti perseguitati dai cattolici, cattolici perseguitati dai protestanti, e anche diverse confessioni protestanti che si perseguitavano fra loro. Come esempi di questi tre casi si possono citare la strage di san Bartolomeo, avvenuta in Francia durante la guerra civile tra cattolici e ugonotti Nella notte di San Bartolomeo furono uccisi circa 30.000 ugonotti in Francia di cui 6000 solo a Parigi; la persecuzione dei cattolici in Inghilterra e Irlanda nel XVI e XVII secolo, tra le cui vittime vi furono san Tommaso Moro e numerosi Gesuiti; e la repressione dei puritani, sempre in Inghilterra, che portò i Padri Pellegrini ad emigrare in America, dove fondarono il primo nucleo delle colonie che divennero gli Stati Uniti.

Nell'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nagasaki, il monumento ai martiri cristiani giapponesi.

In epoca moderna, i cristiani sono stati perseguitati in diverse nazioni. Spesso, soprattutto al di fuori dell'Europa, essi venivano repressi anche perché considerati portatori di un'"influenza straniera" che si vedeva come una minaccia al potere costituito o alla struttura tradizionale della società. Questo è il caso, ad esempio, del Giappone nel XVII secolo, dove cristiani vennero crocifissi in pubblico: la persecuzione terminò nel 1637 con la ribellione di Shimabara, dove furono uccise 40.000 persone[20]. Da allora solo un piccolo numero di cristiani continuò a praticare in segreto in Giappone[20].

Negli ultimi duecento anni circa si è poi affermato un nuovo tipo di persecuzione, nel quale i responsabili sono stati alcuni propugnatori dell'ateismo, delle filosofie materialiste e della massoneria. Secondo questi gruppi, occorreva "liberare" il popolo dalla religione, che essi consideravano una superstizione che frenava il progresso della società.

Rivoluzione francese[modifica | modifica wikitesto]

Avrillé, due suore condotte all'esecuzione nel 1794.

Il primo caso fu quello della Rivoluzione francese: qui la persecuzione del cristianesimo si inquadrò in un più generale tentativo di sradicare completamente tutte le tradizioni dell'Ancien regime, con aspetti singolari come il culto della "dea Ragione" o la sostituzione dei nomi dei mesi del calendario.

L'assoggettamento della Chiesa cattolica da parte dello Stato francese si ebbe con Costituzione civile del clero, una legge che imponeva ai sacerdoti di giurare fedeltà alla Repubblica e rinnegare la Chiesa di Roma, per costituire una Chiesa nazionale alle dipendenze del potere politico. I "preti refrattari", cioè coloro che rifiutarono il giuramento (la grande maggioranza), potevano essere passibili anche di pena di morte ed infatti alcuni furono ghigliottinati. I conventi vennero chiusi e i religiosi dispersi.

La difesa del cristianesimo costituì una delle motivazioni dell'insurrezione armata della Vandea (1793), che dopo alcuni anni di scontri fu repressa con estrema violenza dall'esercito rivoluzionario. Questa repressione, le cui vittime furono circa 117.000[21], viene considerata da alcuni studiosi uno dei primi genocidi della storia moderna[22]. Solo di recente la repressione della Vandea ha cominciato a essere concettualizzata come genocidio, definizione questa oggetto in Francia di un acceso dibattito in ambito accademico.[23][24]

Il caso messicano[modifica | modifica wikitesto]

L'esecuzione di Miguel Agustín Pro, nel 1927.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cristeros.

In Messico a partire dalla metà del XIX secolo si affermò una classe politica anticlericale e massonica, che aveva tra i suoi obiettivi quello di distruggere la forte tradizione cattolica del paese. Dopo numerosi episodi di violenza e il varo di leggi che limitavano severamente la libertà religiosa, nel 1926 nella popolazione cattolica prese avvio una rivolta armata, la cosiddetta Cristiada: gli insorti riuscirono ad organizzare un vero e proprio esercito che giunse a contare anche 50.000 uomini. La Cristiada durò fino al 1929; seguì un periodo di dura repressione, nel quale i sacerdoti fedeli a Roma venivano ricercati e fucilati.

Il nazismo[modifica | modifica wikitesto]

Sono note le immani persecuzioni razziali rivolte contro coloro che avessero "sangue semitico", ma il Nazionalsocialismo attuò fortissime persecuzioni anche per motivi di religione. Lo scontro tra Chiesa e Nazismo, assopito dal concordato tra Santa Sede e Terzo Reich del 20 luglio 1933, diventò sempre più aperto e frontale. Pio XI nell'enciclica "Mit brennender Sorge" ("Con bruciante preoccupazione") del 1937 aveva dichiarato l'inconciliabilità della fede cristiana con la divinizzazione della razza germanica, del popolo tedesco e del Führer. E così, se la "soluzione finale" nei confronti degli Ebrei ebbe per i Nazisti una priorità rispetto al trattamento da riservare alla Chiesa, l'eliminazione di questa era "l'ultimo grande compito" che Hitler si riservava per il dopoguerra (come sappiamo dalle registrazioni di Bormann[25]). Nel 1941, in una circolare indirizzata ai gauleiter (ed allegata agli atti d'accusa a Norimberga), Martin Bormann espresse con chiarezza l'assoluta incompatibilità tra cristianesimo e nazionalsocialismo.

Già nel giugno 1934 in Germania era cominciata l'eliminazione fisica di membri della Chiesa distintisi per la loro opposizione al nazismo come Erich Klausener, Adalbert Probst, Fritz Beck e Fritz Gerlich. Le persecuzioni, gli arresti, le condanne a morte, le deportazioni in campo di concentramento dei cristiani continuarono con violenza distruttrice fino alla fine del regime nel maggio 1945. Giovanni Paolo II, citando Jakob Gapp, concordava con lui nel vedere in questa contrapposizione tra Cristianesimo e Nazismo un'espressione visibile della lotta apocalittica tra Dio e Satana. Padre Jakob Gapp, religioso austriaco, fu ghigliottinato dai nazisti il 13 agosto 1943.

Col dilagare della Seconda guerra mondiale e le occupazioni naziste morì per mano dei tedeschi anche un grande numero di preti, suore e religiosi. Diversi sacerdoti sono stati deportati e uccisi nei campi di concentramento: il più famoso di questi è Massimiliano Kolbe. A Buchenwald il sacerdote austriaco Otto Neururer, per aver battezzato un prigioniero, venne sospeso a testa in giù a una trave finché, dopo due giorni di agonia, morì (30 maggio 1940). A Mauthausen padre Edmund Kalas, polacco, aveva allontanato una guardia tedesca da un prigioniero che stava uccidendo a calci; la reazione fu feroce: il sacerdote venne fatto lapidare dagli stessi prigionieri (7 giugno 1943). Durante l'occupazione nazista di Roma (1943-1944), lo stesso papa Pio XII rischiò di essere deportato in Germania: il piano tedesco prevedeva di relegarlo in un monastero del Wartburg oppure nel Liechtenstein[26].

È innegabile, dunque, che durante i dodici anni di vita del Terzo Reich, la Chiesa dovette subire restrizioni e vessazioni perché giudicata ostile dal governo nazista.Durante il processo di Norimberga. uno dei capi d’accusa imputati al leader nazisti era la persecuzione religiosa. L’accusa dichiarò infatti: «Essi ( I cospiratori nazisti) hanno dichiarato il loro obiettivo di eliminare le chiese cristiane in Germania ed hanno perciò cercato di sostituirle con le istituzioni e le credenze naziste; in ordine di ciò hanno perseguito un programma di persecuzione di sacerdoti, chierici e membri di ordini monastici che essi ritenevano opporsi ai loro intenti, ed hanno confiscato le proprietà della chiesa» [27] I nazisti  , come confessato a Norimberga, erano intenzionati a distruggere l'influenza della chiesa nella società e si adoperarono a far chiudere scuole, giornali e associazioni cattoliche, a licenziare i religiosi dalle scuole pubbliche, a togliere i crocifissi dagli edifici, a limitare i pellegrinaggi, a confiscare monasteri e a proibire la pubblicazione di articoli a carattere religioso[28].«Più di un terzo del clero secolare e un quinto circa del clero regolare, ossia più di 8000 sacerdoti furono sottoposti a misure coercitive (arresti illegali,prigione,campi rieducativi ...), 110 morirono nei campi di concentramento,59 furono giustiziati,assassinati o perirono in seguito ai maltrattamenti ricevuti»[29]. Dal conteggio sono ovviamente esclusi i laici vicino alla Chiesa e i dati riportati si riferiscono alla sola  Germania e non a tutti i territori occupati , dove la persecuzione contro la chiesa fu ancora più tragica

I regimi comunisti[modifica | modifica wikitesto]

La distruzione della Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, nel 1931.

La persecuzione dei cristiani è stata una costante anche dei regimi comunisti, iniziando dalla Russia nel 1917 per proseguire, dopo la Seconda guerra mondiale, in tutti i paesi dietro la cortina di ferro. Ai cristiani di quei paesi, costretti alla clandestinità, si usava riferirsi con l'espressione Chiesa del silenzio.

Nikolaj Bucharin (1888 - 1938) nella sua opera "L'ABC del Comunismo" (1919) dichiarò che "la religione e il Comunismo sono incompatibili sia in teoria che in pratica".[30] Nel 1931 a Mosca la Cattedrale di Cristo Salvatore, la più grande chiesa ortodossa mai costruita, venne deliberatamente distrutta. Nella Russia sovietica, l'aperta persecuzione contro i cristiani proseguì per buona parte degli anni trenta e si tradusse in numerose uccisioni, torture e deportazioni. Oltre a confiscare beni ecclesiastici e chiudere chiese per convertirle in musei antireligiosi, le autorità tentarono inoltre di guidare un movimento modernista denominato "chiesa vivente", che non trovò però seguito presso la popolazione[31].

Nel pieno delle persecuzioni, Pio XI nell'enciclica "Divini Redemptoris" del 1937 definì il Comunismo "flagello satanico" che "mira a capovolgere l'ordinamento sociale e a scalzare gli stessi fondamenti della civiltà cristiana" facendo precipitare le nazioni in una barbarie "peggiore di quella in cui ancora giaceva la maggior parte del mondo all'apparire del Redentore". Fu anche emanata la scomunica ai comunisti.

Con il tempo, soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale, la dirigenza sovietica prese però atto della persistenza della religione, comunque considerata un nemico dichiarato, e scese a compromessi, concedendo ai fedeli un proprio spazio di libertà, sia pure molto ristretto e soggetto a pressioni[31].

Persecuzioni oggi[modifica | modifica wikitesto]

Una giovane con il volto bruciato dopo che una bomba è stata lanciata nella sua casa, durante le violenze anticristiane nello stato dell'Orissa, in India, nel 2008.
Un'immagine d'archivio della cattedrale di Mogadiscio, distrutta dai fondamentalisti nel 2008.

Secondo il quotidiano cattolico Avvenire, al 2011 i cristiani sono vittime del 75% delle violenze anti-religiose ed in Medio Oriente rischiano l'estinzione.[32] I martiri cristiani sono stati calcolati in 105.000 all'anno, uno ogni cinque minuti.[2] Nel 2011 il Parlamento europeo, rilevando come la maggior parte degli atti di violenza religiosa nel mondo siano perpetrati contro cristiani, ha condannato tali attacchi e ha chiesto lo sviluppo di una strategia comune per tutelare la libertà religiosa[33].

I tre paesi nei quali nel 2010 si sono registrate le forme di persecuzione più gravi sono stati la Corea del Nord, l'Iran e l'Afghanistan[34].

Attualmente persecuzioni contro i cristiani sono in atto in diversi paesi del mondo, sia ad opera di fondamentalisti islamici o indù che di regimi comunisti, con attacchi a singoli fedeli[35][36], attentati in luoghi di culto[37], o restrizioni governative che impediscono la pratica religiosa.

I due continenti nei quali le persecuzioni contro i cristiani sono maggiormente presenti sono l'Africa e l'Asia. In generale nei paesi arabi i cristiani nonostante che in tutto il Vicino Oriente ed in Nordafrica incluso il Sudan costituissero la popolazione originaria, sono oggetto, da parte della popolazione musulmana, di forme di discriminazione più o meno gravi, che negli ultimi decenni hanno portato molti di loro a emigrare o forzati a convertirsi all'Islam. La popolazione cristiana è in calo più o meno pronunciato in tutti i paesi del Vicino Oriente, ed in via di sparizione dall'Iraq. La conversione di musulmani al Cristianesimo è poi vista come un crimine (apostasia) la cui pena è la morte e, anche nei paesi in cui la legge non la vieta apertamente, i convertiti sono spesso oggetto di minacce, vendette, ricatti, linciaggi da parte della popolazione. Alcune organizzazioni monitorano tale fenomeno e redigono da anni un elenco dei 50 paesi nei quali è più pericoloso essere cristiani[38].

Africa[modifica | modifica wikitesto]

  • Algeria Algeria: nel maggio 2011 nella Provincia di Béjaïa è stata ordinata la chiusura di sette luoghi di culto evangelici[39].
  • Egitto Egitto: nel 2011 un attentato nella chiesa dei Santi, ad Alessandria d'Egitto, ha provocato 21 morti.[40] L'episodio si inserisce nel contesto di numerosi attacchi alla chiesa cristiano-copta: nel 2010 un agguato all'uscita della messa di Natale aveva provocato otto vittime[41]. La situazione è degenerata ulteriormente il 9 ottobre 2011, quando migliaia di cristiani copti si riuniscono a Il Cairo per manifestare contro l'ennesimo attacco a una chiesa: l'intervento dell'esercito provoca una strage, con più di 20 morti e 200 feriti[42]. L'episodio ha avuto un precedente nel novembre 2010, quando due cristiani sono stati uccisi, e quasi duecento arrestati, durante una protesta per il rifiuto alla costruzione di una chiesa a Giza[43]. Contrasti e prevaricazioni da parte dei musulmani nel paese sono spesso legate alla mancanza di eguaglianza tra moschee e chiese: mentre le prime possono infatti essere costruite ovunque, per le chiese cristiane dei copti, che rappresentano circa il 5-10% della popolazione egiziana, è invece necessario un permesso da parte del Presidente della Repubblica[44].
  • Libia Libia: Nel gennaio 2012 viene annunciata la creazione del primo partito islamico libico, che mira alla costruzione del nuovo Stato secondo la sharia, annunciando il rifiuto di trattare con "formazioni in contraddizione con la sharia", la quale proibisce l'evangelizzazione e prevede la pena di morte per "bestemmia" (critica dell'islam) e "apostasia" (conversione ad altra religione).[45]
  • Nigeria Nigeria: la vigilia di Natale 2010 è segnata da una serie di attacchi armati ed esplosivi che causano 86 vittime[46]. La vicenda si ripete l'anno successivo, dove già a novembre sei chiese erano state attaccate a Damaturu, con numerose vittime. In occasione del Natale 2011, cinque attentati sono stati condotti contro chiese cristiane provocando la morte di almeno 39 persone[47]. Nelle settimane successive una serie ulteriore di attentati, realizzati da una setta musulmana con l'obiettivo dichiarato di provocare l'esodo dei cristiani dal nord del paese, ha provocato la morte di altre 28 persone[48]. Gli eventi provocano la fuga di decine di migliaia di cristiani dal nord del paese[49]. L'8 aprile 2012, in occasione della Pasqua, un nuovo attentato con esplosivo vicino a una chiesa a Kaduna ha colpito la Nigeria settentrionale: almeno venti i morti e decine i feriti[50]. Poche settimane dopo, un commando armato ha aperto il fuoco sui fedeli che assistevano a una messa a Kano, causando venti morti e decine di feriti gravi[51]. Il 3 giugno 2012 un attacco condotto da un kamikaze che conduce un'auto imbottita di esplosivo contro una chiesa a Yalwa (Bauchi) nel nord del Paese, causa oltre 15 morti[52]. La settimana successiva un duplice attentato condotto da un kamikaze e da uomini armati contro due chiese durante lo svolgimento di funzioni religiose ha causato la morte di almeno quattro persone e il ferimento di decine, alcune delle quali in gravissime condizioni. Anche questi attentati sono stati rivendicati dalla setta islamica Boko Haram, che vuole cacciare i cristiani dal Nord del Paese, dove vuole imporre un califfato islamico[53]. Il macabro rituale degli attentati contro i cristiani in occasione delle messe festive è proseguito anche nella domenica successiva: nello Stato settentrionale di Kaduna sono state colpite tre chiese, con un bilancio di almeno 23 morti, compresi diversi bambini, e circa 80 feriti[54].
  • Somalia Somalia: nel 1989 fu ucciso il vescovo di Mogadiscio e nel 2008 rasa al suolo la cattedrale. Ogni pratica religiosa diversa dall'islam è proibita. Il 25 settembre 2011 un ragazzo cristiano di 17 anni, rapito, viene decapitato ad Oddur da militanti al-Shabaab. Gli stessi estremisti islamici sono responsabili dell'uccisione di donne cristiane a Mogadiscio (7 gennaio 2011), Warbhigly (gennaio 2011), della decapitazione di un altro giovane cristiano il 2 settembre 2011, e dell'uccisione a colpi di arma da fuoco di un giovane cristiano di 21 anni il 18 aprile 2011. Ad essi viene attribuito il rapimento di due volontari spagnoli dal campo profughi di Dadaab il 13 ottobre 2011.[55]
  • Sudan Sudan: il conflitto tra nord del paese prevalentemente arabo ed un sud cristiano e animista ha alimentato da una guerra civile che è durata più di 40 anni e costituisce una delle più gravi situazioni umanitarie esistenti e ha portato all'indipendenza del Sud Sudan il 9 luglio 2011. Tuttavia questo ha lasciato i cristiani del nord, oltre 1 milione, in una situazione molto precaria. L'8 giugno 2011 uno studente del Seminario di San Paolo è ucciso di fronte alle porte della Missione ONU a Kadugli's al Shaeer. Il 18 luglio, estremisti islamici attaccano la casa del vescovo anglicano Andudu Adam Elnail, al momento fortunatamente assente, con l'intenzione di ucciderlo. Gli attaccanti lasciano una lettera minatoria. Il 5 agosto cristiani che lavoravano alla costruzione della Chiesa Sudanese di Cristo vicino Khartoum sono aggrediti e gli viene intimato che "il Cristianesimo non è più una religione accettata nel paese".[56] Nel 2014 ha suscitato l'attenzione dei media la vicenda di Mariam Yehya Ibrahim, una donna di 27 anni all'ottavo mese di gravidanza condannata a morte perché ha professato la fede cristiana, nonostante il padre sia musulmano[57].

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Un edificio religioso distrutto nel corso di violenze in India.
  • Afghanistan Afghanistan: la conversione al cristianesimo è ancora punibile con la morte[58]. I cristiani non si radunano pubblicamente e, se sono noti come tali, subiscono pressioni dalla società e dalle istituzioni[59].
  • Arabia Saudita Arabia Saudita: in base alle disposizioni sciaraitiche circa la dhimmitudine, che significa soggezione con umiliazione, è formalmente vietata ogni religione che non sia quella musulmana; la presenza di stranieri cristiani è tacitamente tollerata, ma essi non possono in alcun modo manifestare la propria fede. Persino il possesso della Bibbia è considerato un crimine.
  • Bhutan Bhutan: il processo di transizione democratica, sancito nel 2008 dall'approvazione della Costituzione da parte del parlamento, sta migliorando notevolmente il livello di libertà religiosa nel paese. La pratica cristiana è comunque ancora esercitata privatamente, e con discrezione[60]. Nel 2010 un cristiano nepalese è stato condannato a tre anni per "tentata promozione di disordini civili" dopo aver proiettato film a contenuto cristiano.[61]
  • Corea del Nord Corea del Nord: la dittatura comunista proibisce qualsiasi appartenenza a gruppi cristiani. Dal 1949 non si hanno più notizie del vescovo di Pyongyang, mons. Francis Hong Yong-ho e di altri 166 sacerdoti.
  • Cina Cina: il governo ha istituito una "Chiesa patriottica nazionale", separata da Roma. I cattolici fedeli al Papa sono considerati "agenti di una potenza straniera". Anche se in tempi recenti il governo cinese ha aperto una trattativa con il Vaticano, tuttora continuano le incarcerazioni di sacerdoti e vescovi. Secondo il rapporto pubblicato dall'organizzazione ChinaAid nel 2013 le persecuzioni contro i cristiani sono in costante aumento .[62]Nel 2014 il governo cinese ha approntato e iniziato a realizzare un progetto di contrasto alla diffusione del cristianesimo demolendo le chiese e i simboli religiosi cristiani presenti nei territori dove è maggiore il proselitismo.[63] Anche altre religioni "non autorizzate" vengono duramente represse.
  • India India: molti cristiani sono oggetto di torture ed uccisioni da parte di fondamentalisti indù.[64] Nel 2008 un'ondata di violenza culminata con numerose uccisioni ha costretto 20 000 cristiani a cercare riparo in rifugi allestiti nello Stato dell'Orissa.[65] Il 14 gennaio 2012 viene pubblicato il rapporto sulle persecuzioni in India dal "Catholic Secular Forum", organizzazione ecumenica fondata da cattolici indiani e sostenuta dal cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay. In esso si afferma che nel 2011 sono stati 2.141 i cristiani colpiti in India da aggressioni, attacchi e persecuzioni, senza contare familiari ed amici, e che le violenze, in gran parte opera di gruppi estremisti indù, sono destinate a crescere nel 2012.[66]
  • Indonesia Indonesia: dal 1975 al 30 agosto 1999 la regione di Timor Est, prevalentemente cristiana, è stata occupata dal regime di Suharto nonostante l'opposizione dell'ONU. L'occupazione militare ha provocato 200.000 vittime e 250.000 profughi su una popolazione totale di circa 800-900 000 abitanti.
    Nel 1999 iniziano le stragi nell'arcipelago delle Molucche che causeranno almeno 13.500 vittime e circa 500.000 profughi. Numerosi sono i casi registrati di conversioni forzate, circoncisioni fatte col rasoio e senza anestesia, stupri, infibulazioni, evirazioni, sventramenti e decapitazioni. E poi distruzioni di chiese, scuole, ospedali, lebbrosari e centri medici.
    A Poso tre ragazze furono assalite mentre andavano ad una scuola cattolica e sgozzate. La testa di una di loro fu ritrovata davanti alla chiesa cristiana di Kasiguncu.[67][68]
    Dal 17 al 19 ottobre 2011 oltre 5000 abitanti della Nuova Guinea Occidentale si riunirono a Jayapura per il terzo Congresso annuale, il quale si apre con preghiere ed al quale presenziano molti leader religiosi. Il 19 ottobre giunsero oltre 3100 militari in assetto da combattimento: oltre 300 gli arresti, decine i feriti, e sei i morti.[69]
  • Iran Iran: le persecuzoni contro i cristiani e altre minoranze religiose hanno conosciuto un crescendo dopo le elezioni presidenziali del 2009: Amnesty International denuncia casi di imprigionamento, anche senza processo. Particolare attenzione presso i media ha destato la vicenda di un sacerdote cristiano, Yousef Nadarkhani, che, essendo nato da genitori musulmani, rischia una condanna a morte per apostasia[70]. Nel luglio del 2012 le autorità iraniane hanno deciso la chiusura della Chiesa protestante Immanuel di Teheran. Secondo quanto riportato dal reverendo Sergey Shaverdian, la chiusura della Chiesa sarebbe stata ordinata dall'apparato di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Va ricordato che, importanti membri della Chiesa - quali il Signor Mehrdad Sajadi e sua moglie e Forogh Dastianpoor, sono stati arrestati nel maggio del 2012[71].
  • Iraq Iraq: molti cristiani vengono uccisi, perseguitati o costretti ad abbandonare il paese[72]. Dal 2004 al 2009 si sono registrati circa 65 attentati a chiese cristiane[73]: quello realizzato nel 2010 nella chiesa della Nostra Signora della Salvezza, a Baghdad, ha provocato da solo oltre 50 morti.[74]
  • Maldive Maldive: L'Atto di Unità Religiosa, proclamato nel 1994, vieta la promozione di ogni religione diversa dall'Islam o di ogni opinione che sia in disaccordo con quella degli esperti islamici. Nel 2011 le autorita espellono un'insegnante accusata di diffondere il Cristianesimo, dato il ritrovamento di una Bibbia nella sua casa.[75] Il 10 dicembre 2011 manifestanti riuniti per chiedere la libertà di religione nelle Maldive sono attaccati con lancio di sassi e minacciati di morte.[76]
  • Pakistan Pakistan: la legge contro la blasfemia viene utilizzata come strumento di pressione: la semplice professione di fede cristiana può diventare bestemmia punibile con la pena di morte. In generale, i membri delle minoranze religiose soffrono nel paese di abusi crescenti che riguardano omicidi, sequestri e intimidazioni. Le manifestazioni di intolleranza, anche violenta, sono numerose: nel 2010 a Gorja, nel Punjab, una folla di mille persone ha attaccato un quartiere cristiano, bruciando vive sei persone, tra le quali un bambino.[77] Nello stesso anno la condanna a morte per blasfemia di una donna cristiana, Asia Bibi, ha sollevato ampie proteste internazionali. L’Asian Human Rights Commission ha inoltre denunciato la diffusione ormai allarmante raggiunto dalla pratica del sequestro e dello stupro di donne per forzarne la conversione all'islam: il fenomeno si estende e si allarga anche per l'atteggiamento delle forze di polizia, che si schiera a fianco dei gruppi islamisti e tratta le minoranze religiose come "forme inferiori di vita"[78]. La pressione e la discriminazione in atto contro i cristiani sono confermate anche da un recente provvedimento dell'Autorità per le Telecomunicazioni che ha imposto alle società di telefonia mobile di bloccare ogni SMS contenente la parola "Gesù Cristo". Contro il divieto ha protestato P. John Shakir Nadeem, della locale Conferenza Episcopale, che ha affermato: "Se il divieto venisse confermato, sarebbe davvero una pagina nera per il paese, un ulteriore atto di discriminazione verso i cristiani e una aperta violazione del Costituzione del Pakistan."[79]
  • Siria Siria: con lo scoppio della guerra civile in Siria sono iniziate violente persecuzioni contro le comunità cristiane delle regioni sotto il controllo degli insorti[80]
  • Vietnam Vietnam: tutti i gruppi religiosi devono essere registrati presso il governo. Nel 2010-2011 i cristiani che vivono nelle montagne centrali e frequentano chiese non registrate sono stati vittime di un'ondata di violenze, arresti e intimidazioni[81].

Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • Unione europea Unione europea: il rapporto pubblicato dall’Osservatorio sull’intolleranza e sulla discriminazione contro i cristiani in Europa (OIDCE in acronimo inglese), organizzazione non governativa con sede a Vienna, in Austria ,membro della Piattaforma dei diritti fondamentali dell’Agenzia europea dei diritti fondamentali, segnala come nel Vecchio Continente i casi di intolleranza e di discriminazione nei confronti dei cristiani siano in aumento. Diversi i casi riportati nei vari paesi membri in cui la negazione dei pari diritti e l’emarginazione sociale dei cristiani è stata evidenziata.[82]
  • Turchia Turchia: il 25 dicembre 2010 la messa di Natale celebrata nei villaggi di Rizokarpaso e Ayia Triada per i trecento cristiani residenti nel Cipro settentrionale è stata interrotta con la forza dalle autorità locali. Il Parlamento europeo ha condannato l'episodio.[33]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Alcune celebri opere letterarie che rievocano episodi di persecuzione dei cristiani:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barrett, Johnson
  2. ^ a b Massimo Introvigne, Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti, CESNUR, 8 giugno 2011. URL consultato il 17 luglio 2011.
  3. ^ Secondo C.G. Starr, "Le Chiese erano ancora piccole ed erano osteggiate ugualmente dagli ebrei e dai pagani", cfr. C.G. Starr, Storia del mondo antico, Editori Riuniti, 1977
  4. ^ Seconda lettera ai Corinzi, cap. 11 v. 24.
  5. ^ Cfr. la testimonianza di Policarpo di Smirne in C.G. Starr, Storia del mondo antico, Editori Riuniti, 1977.
  6. ^ Colin M. Wells, L'impero romano, Il Mulino, 1984.
  7. ^ Plinio il Giovane, cit. in Colin M. Wells, L'impero romano, Il Mulino, 1984.
  8. ^ Lepelley cit.
  9. ^ W. Liebeschütz La religione romana in AA.VV. Storia di Roma - vol. 2 L’impero mediterraneo, tomo III La cultura e l’impero, 1992, Torino, Einaudi
  10. ^ W.A. Meeks Il cristianesimo in AA.VV. Storia di Roma - vol. 2 L’impero mediterraneo, tomo III La cultura e l’impero, 1992, Torino, Einaudi
  11. ^ W.H.C. Frend Persecutions: genesis and legacy in AA.VV., The Cambridge History of Christianity - Vol. 1: Origins to Constantine, 2006, New York, Cambridge University Press
  12. ^ L. Pietri Le resistenze: dalla polemica pagana alla persecuzione di Diocleziano in AA.VV., Storia del Cristianesimo – Vol. 2 La nascita di una cristianità (250 – 430)
  13. ^ G. Filoramo Alla ricerca di un'identità cristiana in AA.VV., a cura di G. Filoramo e D. Menozzi Storia del Cristianesimo – L’antichità, 1997, Editori Laterza, Bari
  14. ^ A. Chastagnol L’accentrarsi del sistema: la tetrarchia e Costantino in AA.VV. Storia di Roma - vol. 3 L’età tardoantica, tomo I Crisi e trasformazioni, 1993 Einaudi, Torino,
  15. ^ A. Marcone La politica religiosa in AA.VV. Storia di Roma - vol. 3 L’età tardoantica, tomo I Crisi e trasformazioni, 1993 Einaudi, Torino
  16. ^ La stima del numero totale di vittime è estremamente difficile: C. Lepelley (I cristiani e l’Impero romano in AA.VV., Storia del Cristianesimo – Vol. 1 a cura di L. Pietri Il nuovo popolo: dalle origini al 250, 2003, Borla / Città Nuova, Roma, p. 248) sostiene che fino a prima della persecuzione di Decio i martiri sarebbero stati “diverse migliaia”. Le cifre non dovettero variare molto in seguito: secondo W.H.C. Frend (Martyrdom and Persecution in the Early Church, 1965, Basil Blackwell, Oxford, p. 413) furono probabilmente centinaia sotto Decio; per la "grande persecuzione", A. Marcone (La politica religiosa in AA.VV. Storia di Roma - vol. 3 L’età tardoantica, tomo I Crisi e trasformazioni, 1993 Einaudi, Torino, p. 239) ritiene abbastanza attendibile la cifra di 91 vittime fornita da Eusebio per la sola provincia di Siria Palestina. Solidoro Maruotti riporta una stima complessiva di 18 mila martiri o meno (in Laura Solidoro Maruotti, Sul fondamento giuridico della persecuzione dei cristiani, Lezione tenuta presso la Sede napoletana dell'AST il 17 febbraio 2009).
  17. ^ A. Corbin, Storia del cristianesimo, 2007, pag. 123.
  18. ^ A. Corbin, Storia del cristianesimo, 2007, pag. 129.
  19. ^ A. Corbin, Storia del cristianesimo, 2007, pag. 55.
  20. ^ a b L. E. Sullivan, P. Villani, Grandi religioni e culture nell'estremo oriente: Giappone, 2006, pag. 79
  21. ^ "[...] anche se spesso viene raccontato come una guerra civile, di fatto venne condotto un genocidio su larga scala in Vandea, in cui furono assassinati indiscriminatamente circa 117.000 abitanti", in Rudolph Joseph Rummel, Stati assassini. La violenza omicida dei governi, Rubettino, 2005.
  22. ^ Reynald Secher, Il genocidio vandeano, Effedieffe, 1989.
  23. ^ Adma Jones, Genocide: A Comprehensive Introduction, 2010.
  24. ^ François Lebrun, "La guerra della Vandea: massacro o genocidio? "La Storia", Parigi, n° 78, luglio 1985, pag. 93-99. Nel n° 331 di "La Storia", pubblicato nel maggio 2008, ha dichiarato che l'uso del termine genocidio "per le violenze commesse dalle truppe repubblicane sulla Vandea durante la guerra civile è storicamente ingiustificata. "
  25. ^ Martin Bormann. Jewish Virtual Library
  26. ^ Antonio Spinosa, Pio XII. Un Papa nelle tenebre, 2004.
  27. ^ Robert A. Graham, “Pio XII e il regime nazista. Note dagli archivi tedeschi”
  28. ^ A. Riccardi, “Il secolo del martirio”, Milano 2000 pp. 63-83
  29. ^ G. Miccoli, “I dilemmi e i silenzi di Pio XII”, nota 54, p. 444
  30. ^ MIA - Bucharin: L'A.B.C. del Comunismo (1919)
  31. ^ a b Nicholas V. Riasanowsky, "Storia della Russia", 2004.
  32. ^ Franco Serra, Medio Oriente, cristiani a rischio di estinzione in Avvenire, 28 gennaio 2011. URL consultato il 29 gennaio 2011.
  33. ^ a b Risoluzione del Parlamento europeo del 20 gennaio 2011 sulla situazione dei cristiani nel contesto della libertà religiosa
  34. ^ Open Doors - WorldWatchlist 2011, url consultato il 30 ottobre 2011.
  35. ^ Nigeria, 500 cristiani uccisi a colpi di machete. Centinaia in fuga in Corriere della Sera, 7 marzo 2010. URL consultato il 18 dicembre 2010.
  36. ^ Stefano Vecchia, Pakistan, cristiano arso vivo. Non voleva convertirsi in Avvenire, 23 marzo 2010. URL consultato il 18 dicembre 2010.
  37. ^ Il Sole 24 Ore, Strage di cristiani in Egitto, kamikaze uccide 21 persone, 1º gennaio 2011, url consultato l'11 febbraio 2011.
  38. ^ L'elenco ::: porteaperteitalia.org ::: | WWlist è sempre più citato a livello internazionale. L'organizzazione che la redige è di ispirazione cristiana evangelica, ma si distingue per la sua neutralità e per un'opera non missionaria, ma di sostegno e aiuto nelle situazioni di maggior bisogno. Una mappa è disponibile a questo indirizzo.
  39. ^ "Algeria, chiuse sette chiese protestanti", Corriere della Sera, 24 maggio 2011, url consultato il 24 maggio 2011
  40. ^ La Stampa, Massacro di cristiani in Egitto, 1º gennaio 2011, [1], url consultato l'11 febbraio 2011.
  41. ^ Amnesty International, Egitto: agguato mortale a cristiani copti, url consultato il 13 febbraio 2011
  42. ^ Corriere della Sera, "Egitto, scontri tra cristiani copti ed esercito : 24 morti , oltre 200 feriti", 9 ottobre 2011, [2]
  43. ^ Amnesty International, "Egypt: Amnesty International condemns deadly attack on church in Alexandria, calls for improved protection ahead of Coptic Christmas", 5 gennaio 2011, [3].
  44. ^ Secondo la Chiesa copta sarebbero inoltre inadeguate le pene previste nel confronto dei frequenti attacchi alle chiese. La Stampa, "Egitto, no all'eguaglianza fra chiese e moschee", 25 ottobre 2011, [4]
  45. ^ Libia, nato partito islam secondo Sharia.
  46. ^ Nigeria, morti e feriti in un doppio attacco contro le chiese, La Stampa, 10 giugno 2012
  47. ^ Corriere della Sera, Terrore in Nigeria, bombe contro chiese cattoliche durante la messa di Natale, 25 dicembre 2011.
  48. ^ La Stampa Nigeria, un altro massacro di cristiani, 6 gennaio 2012
  49. ^ Migliaia di cristiani in fuga dal nord della Nigeria.
  50. ^ La Stampa, Strage alla chiesa cristiana. Pasqua di sangue in Nigeria, 8 aprile 2012.
  51. ^ La Stampa, Attacco ai cristiani in Kenya e Nigeria, 29 aprile 2012.
  52. ^ La Stampa Nigeria, bomba in una chiesa: 15 morti, 3 giugno 2012.
  53. ^ Nigeria, assalti ai cristiani: strage in due chiese, Corriere della Sera, 10 giugno 2012.
  54. ^ La Stampa, Nigeria, le stragi delle domeniche cristiane, 17 giugno 2012.
  55. ^ Al Shabaab Continues Slaughter of Christians in Somalia.
  56. ^ In Sudan, Anti-Christian Hostilities Galvanize in North.
  57. ^ Corriere della Sera, "Sudan, cristiana condannata a morte. «È un’infedele: sarà impiccata»", 15 maggio 2014, [5], url consultato il 17 maggio 2014
  58. ^ "Afghan facing Islamic court, execution, for Christian faith", 21 novembre 2010, [Afghan facing Islamic court, execution, for Christian faith]
  59. ^ OpenDoors, Country Profile: Afghanistan, [6].
  60. ^ UNHCR, 2009 Report on International Religious Freedom - Bhutan, 29 ottobre 2009, url consultato il 14 febbraio 2011
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  63. ^ http://www.asianews.it/notizie-it/Zhejiang,-la-lista-e-le-foto-di-64-chiese-cristiane-demolite-31135.html
  64. ^ (EN) Daily updates about Christian persecution in India. URL consultato il 29 gennaio 2011.
  65. ^ Amnesty International, India: Amnesty International sollecita il governo a far seguire alle parole i fatti e fermare la violenza contro le minoranze cristiane nello Stato di Orissa, 2 ottobre 2008, [7], url consulato il 12 febbraio 2011.
  66. ^ L'Osservatore Romano - Il dolore dei cristiani dell’India. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  67. ^ Antonio Socci, Nessuno tocchi Caino, di Abele chi se ne frega in Libero, 24 settembre 2006. URL consultato il 18 giugno 2011.
  68. ^ Antonio Socci, Salviamo Asia Bibi in Libero, 11 novembre 2010. URL consultato il 18 giugno 2011.
  69. ^ Worldwide Persecution of Christians.
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  71. ^ News Flash-“Immanuel Church” in Tehran closed following official order
  72. ^ Asianews, Patriarca caldeo: cristiani perseguitati da governo iracheno e truppe straniere, 8 maggio 2007, [9], url consultato il 12 febbraio 2011.
  73. ^ Amnesty International, Iraq: i cristiani iracheni temono un aumento degli attentati per il Natale, 20 dicembre 2010, url consultato il 13 febbraio 2011
  74. ^ Corriere della Sera, Bagdad, blitz nella chiesa con ostaggi Oltre 50 vittime e molti feriti tra i fedeli, 31 ottobre 2010, [10], url consultato il 12 febbraio 2011.
  75. ^ Maldives Arrests, Deports Indian Teacher for Owning Bible.
  76. ^ Protesters calling for religious tolerance attacked with stones, threatened with death.
  77. ^ Amnesty International, Pakistan Report 2010, url consultato il 15 febbraio 2011.
  78. ^ Asian Human Rights Commission, "PAKISTAN: The forced marriages of religious minority women must be annulled and the victims returned to their families and communities", 25 ottobre 2011, [11].
  79. ^ Corriere della Sera, Pakistan, vietato scrivere «Gesù Cristo» in un sms, 21 novembre 2011.
  80. ^ http://www.rightsreporter.org/siria-cristiani-perseguitati-e-massacrati-convertitevi-o-morirete/
  81. ^ Human Rights Watch, Montagnard Christians in Vietnam. A Case Study in Religious Repression, marzo 2011, [12]
  82. ^ http://www.intoleranceagainstchristians.eu/publications/report-2013.html e http://www.lastampa.it/2013/11/19/blogs/san-pietro-e-dintorni/leuropa-odia-la-fede-um4qmjWYTIGICoFm2ZXPdK/pagina.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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