Franco Tosi Meccanica

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Franco Tosi Meccanica S.p.A.
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1881 a Legnano
Fondata da Franco Tosi
Sede principale Legnano
Settore Industria metalmeccanica
Prodotti Turbine, generatori di vapore, scambiatori di calore e pompe
Slogan A reference standard in the power generation industry
Sito web www.francotosimeccanica.it

La Franco Tosi (oggi Franco Tosi Meccanica) è una azienda metalmeccanica italiana fondata nel 1881 da Franco Tosi, pioniere di questo campo dell'industria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli stabilimenti della Franco Tosi all'inizio del XX secolo

Nata come Cantoni-Krumm nel 1874, il primo motore che fu sviluppato dall'azienda fu uno di 2,2 kW. Nel 1881 seguì il Ryder da 30-37 kW.

La Franco Tosi sviluppò nel 1904 il primo motore a vapore da MW e nel 1907 diventò la prima azienda italiana a produrre i motori diesel. Prima dello scoppio della prima guerra mondiale alla Franco Tosi lavorò Ettore Maserati, uno dei fondatori della Maserati. Ricopriva il ruolo di ingegnere capo per lo sviluppo dei motori.

Negli anni venti i sommergibili costruiti dai cantieri Tosi divennero famosi in tutto il mondo perché per primi raggiunsero la profondità di immersione di 75 m. Negli anni trenta la Franco Tosi fornì i macchinari necessari (turbine, motori Diesel, caldaie, ecc.) all'attivazione della Centrale Montemartini di Roma[1][2]. Questa centrale fu il primo impianto pubblico di produzione elettrica della Capitale.

Negli anni settanta, periodo di maggior sviluppo, impiegava circa 6000 lavoratori. Per commercializzare nel mondo le turbine nel campo nucleare e i generatori di vapore iniziò a collaborare, rispettivamente, con le aziende americane "Westinghouse Electric Corporation" e "Combustion Engineering Company".

Negli anni novanta, in un periodo di ristrutturazione dell'industria dell'energia, fu acquistata dall'Ansaldo (gruppo Finmeccanica). Nell'estate del 2000 il "Gruppo Casti" acquistò da Finmeccanica l'azienda. In questo momento prese il nome di "Franco Tosi Meccanica S.p.A.".

Al 2001, la potenza installata nel mondo grazie ai componenti ed alle macchine prodotte della Franco Tosi ammonta a circa 75 GW. Nel giugno 2009 la Franco Tosi viene acquistata dalla società indiana Gammon Group, specializzata in opere civili[3].

Il 25 luglio 2013 il tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza per l'azienda[4][3] a cui ha fatto seguito la decisione di porre la società in amministrazione straordinaria[5].

La Centrale Regina Margherita[modifica | modifica sorgente]

Una motrice a vapore prodotta dall'azienda è conservata presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. È installata nella centrale termoelettrica "Regina Margherita", visibile all'ingresso del museo e funzionante con cilindri e pistoni.

Progettata al Politecnico di Milano, era installata nel setificio Egidio e Pio Gavazzi di Desio. È stata inaugurata il 9 novembre 1895. Alla cerimonia erano presenti il Re d'Italia Umberto I e Margherita di Savoia, a cui la macchina fu dedicata. La centrale ha terminato di fornire energia nel 1954. Nel 1958 è stata donata al museo dagli eredi Gavazzi.

La centrale "Regina Margherita" non era all'avanguardia per l'epoca. Dieci anni prima dell'inaugurazione esisteva già la turbina a vapore. Questa è più efficiente di un sistema con cilindri e pistoni perché permette di eliminare le perdite d'energia dovute all'attrito. Con la turbina, infatti, il vapore agisce direttamente sulle pale della ruota creando il movimento necessario per la produzione dell'energia elettrica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Centrale Montemartini: archeologia classica e industriale a Roma, nuok.it. URL consultato il 13 aprile 2014.
  2. ^ Sala Macchine ((PDF)), aragon.es. URL consultato il 13 aprile 2014.
  3. ^ a b Tribunale fallimentare Milano dichiara insolvenza Franco Tosi Meccanica, Reuters, 25 luglio 2013. URL consultato il 27 luglio 2013.
  4. ^ Tosi: dichiarato stato insolvenza per l'azienda di Legnano, Libero, 25 luglio 2013. URL consultato il 27 luglio 2013.
  5. ^ Comunicazione procedura di amministrazione straordinaria, Tribunale di Milano, 28 settembre 2013. URL consultato il 22 marzo 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]