Telelombardia

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Telelombardia
Logo telelombardia.PNG
Paese Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista, regionale
Data di lancio 1974
Share 1.118.844 (2005, Auditel)
Editore Gruppo Mediapason
Sito www.telelombardia.it
Diffusione
Terrestre
Lombardia UHF 46 - lcn 10
Via cavo
Swisscom TV canale n.
Ticinocom TV canale n.

Telelombardia è una televisione regionale della Lombardia con sede a Milano in via Colico 21, una strada privata nel quartiere della Bovisa, area situata nella zona Nord Ovest di Milano. Gli studi si trovano a pochi passi dalla fermata Bovisa del passante ferroviario di Milano e nei pressi dell'insediamento universitario del Politecnico di Milano alla Bovisa.

L'editore attuale è Mediapason, società che fa riferimento all'imprenditore Sandro Parenzo e che da qualche anno ha assorbito altre due reti locali, Canale 6 e, dal 2004, anche Antenna 3, storica emittente lombarda. In seguito a questa fusione alcuni conduttori televisivi appaiono ora indifferentemente sui vari canali dal gruppo.

Dal 2009 il meglio delle trasmissioni di Telelombardia e della consorella Antenna 3 sono stati visibili anche sul canale satellitare T-Sat (dal 2006 era presente la sola Telelombardia). Il 1º dicembre 2010 T-Sat diventa visibile solo per i possessori della piattaforma televisiva Sky abbonati al pacchetto "News" e si sposta dal canale 901 al 591, per poi passare sul canale 511 il 4 luglio 2011. Il 30 agosto 2013 T-Sat cessa definitivamente le trasmissioni.

Programmi[modifica | modifica sorgente]

Nata nel 1974, in tempi decisamente pionieristici per la TV commerciale, Telelombardia ha sempre cercato di proporre una programmazione "vicina" al cittadino lombardo.

La programmazione attuale spazia in vari settori: l'attualità vicina ai cittadini (Buongiorno Lombardia), l'attualità politica (Iceberg e Iceberg Lombardia), le nuove tecnologie (Netc@fé), lo sport (Qui studio a voi stadio) e la musica (Tutta un'altra musica, Festa in Piazza e Vamos a Bailar).

Tra i personaggi che hanno dato lustro a Telelombardia troviamo Daniele Vimercati, prematuramente scomparso, Milo Infante oggi giornalista Rai, il "ribelle" Roberto Poletti e Gianni Rivera (conduttore di Prima serata).

In ambito musicale va sottolineato lo spazio dato dall'emittente alle canzoni popolari milanesi e lombarde, con gruppi come I Cantamilano e Gli Stramilano.

Qui studio a voi stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Qui studio a voi stadio.

Il calcio è la maggiore "fonte attrattiva" per gli spettatori di Telelombardia: non a caso la trasmissione ammiraglia della rete è tuttora Qui studio a voi stadio (QSVS), nata nel 1987 con la conduzione di Tony Damascelli. Il programma non fa altro che seguire minuto per minuto le partite di campionato (e ormai da anni anche delle Coppe Europee) utilizzando anche diversi inviati sui campi di gioco.

Attualmente la trasmissione è condotta dal giornalista milanese Fabio Ravezzani, che ricopre anche il ruolo di direttore della redazione sportiva. Tra i giornalisti sportivi, oltre al già citato Tony Damascelli, troviamo anche Michele Plastino e Giorgio Micheletti, anch'essi ex conduttori di QSVS.

È stato il primo esperimento di questo tipo compiuto in televisione, esperimento che si può ritenere davvero riuscito data l'enorme diffusione di questa tipologia di programmi nelle varie reti italiane nazionali e locali. QSVS ha inoltre contribuito, prima fra tutte, alla costruzione dell'immagine del "giornalista tifoso", che non deve nascondere la squadra per cui fa il tifo e che, anzi, arriva a sostenerla senza remore.

Tra i "giornalisti tifosi" del passato ricordiamo, per quanto riguarda il Milan, Carlo Pellegatti (ora passato a Mediaset), Tiziano Crudeli ed Elio Corno (quest'ultimo per l'Inter, entrambi passati a 7 Gold) e Mauro Suma (direttore di Milan Channel, responsabile del sito del Milan e allo stesso tempo opinionista della trasmissione).

Oggi i "giornalisti tifosi" sono Gian Luca Rossi per l'Inter, Cristiano Ruiu per il Milan, Marcello Chirico per la Juventus, Nicola Gallo per il Torino e Stefano Donati per l'Atalanta. Di questi, Rossi è il personaggio più longevo, facendo parte di Telelombardia dal lontano 1988.

Sedi dell'emittente[modifica | modifica sorgente]

La prima sede dell'emittente, dal 1975 ai primi anni '80, era a Cologno Monzese (MI) in via Cinelandia (teatri di posa dove in passato veniva girato Carosello), nel complesso della Icet Studios che poi verrà acquisito dall'allora Fininvest.

Nei primi anni '80 la sede venne trasferita a Milano in via A. Bordoni n.2 (zona Garibaldi-Repubblica).

Nel 2001 avviene un nuovo trasferimento in via Colico 36 a Milano, in una struttura che si trova di fronte all'attuale sede al civico 21 e che diventa operativa nel 2007. Il nuovo polo televisivo digitale di Telelombardia viene realizzato nel 2007 sull'area dismessa ex Tenax dalla società di progettazione EuroMilano Spa con a capo Alessandro Pasquarelli, all'interno del progetto della riqualificazione dell'ex quartiere industriale della Bovisa. Tale centro televisivo, progettato su preesistenti edifici industriali, ospita 2.250 m² di uffici e comprende studi di registrazione, 15 sale per il montaggio, spazi per allestimenti scenografici, ristorante e bar.[1]

Multiplex Telelombardia[modifica | modifica sorgente]

Sul multiplex di Telelombardia sono presenti canali televisivi tutti in chiaro (non criptati, quindi fruibili gratuitamente).

Canali televisivi[modifica | modifica sorgente]

LCN Nome Canale Note
10-510 Telelombardia presente segnaposto sulla lcn 510
11-511 Antennatre presente segnaposto sulla lcn 511
19-519-621 Espansione Tv presente segnaposto sulle lcn 519-621
114 Top Calcio 24
116-691 Tele Pavia presente segnaposto sulla lcn 116
180 TG Norba 24 presente segnaposto senza lcn
191 Milanow
192 Top Gusto - C6
216 Seilatv[2]
294 Top Tech[3]
613 Top Music

Canali radiofonici[modifica | modifica sorgente]

LCN Nome Canale Note
Radio Evangelo FTA
Radio Viva Fm

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il progetto del nuovo polo televisivo realizzato da EuroMilano
  2. ^ Dal 20 febbraio 2014
  3. ^ Dal maggio 2011

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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