San Fiorano

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San Fiorano
comune
San Fiorano – Stemma
San Fiorano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lodi-Stemma.png Lodi
Amministrazione
Sindaco Antonio Mariani (Partito Democratico) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°08′14″N 9°43′24″E / 45.137222°N 9.723333°E45.137222; 9.723333 (San Fiorano)Coordinate: 45°08′14″N 9°43′24″E / 45.137222°N 9.723333°E45.137222; 9.723333 (San Fiorano)
Altitudine 56 m s.l.m.
Superficie 8,97 km²
Abitanti 1 795[1] (30-11-2012)
Densità 200,11 ab./km²
Frazioni Campone, Divizia, Lazzaretto, Regone
Comuni confinanti Codogno, Fombio, Maleo, Santo Stefano Lodigiano
Altre informazioni
Cod. postale 26848
Prefisso (+39) 0377
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 098047
Cod. catastale H844
Targa LO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 701 GG[2]
Nome abitanti sanfioranesi
Patrono San Fiorano
Giorno festivo 4 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Fiorano
Posizione del comune di San Fiorano nella provincia di Lodi
Posizione del comune di San Fiorano nella provincia di Lodi
Sito istituzionale

San Fiorano (San Fiuràn in dialetto lodigiano) è un comune italiano di 1.795 abitanti[1] della provincia di Lodi in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di San Fiorano viene citato per la prima volta in un documento del 997. Rogerio di Bariano fu nominato feudatario dall'imperatore Ottone III. A causa del suo possesso sanfioranese, Rogerio ebbe una lite il 5 agosto dell'anno 1000 con il vescovo di Lodi, giudicata da Benzone conte di Lodi nel placito di Turano.

Il castello sanfioranese nel 1216 fu distrutto dai Milanesi alleati ai Piacentini nella guerra contro i Pavesi, Lodigiani e Cremonesi. Ricostruito, nel 1239 fu preso e incendiato dai Piacentini in guerra coi Lodigiani, che parteggiavano per l'imperatore Federico II di Svevia. Ricostruito, fu di nuovo conquistato dai Milanesi ne1 1278, ma in seguito i Lodigiani, alleati ai Cremonesi se ne impadronirono e lo distrussero. Il castello, tornato a nuova vita, servì da rifugio ai Tresseni, fuggiaschi da Lodi per motivi politici, che tennero San Fiorano fin verso la fine del XV secolo.

Di fianco al castello, sull'area dell'attuale cimitero, sorgeva la chiesa plebana di Santa Elisabetta, citata in un documento del 1261, anno in cui pagava una tassa al Vescovo di Lodi. Era la Chiesa del vecchio paese, essendo l'attuale costruita a partire dall'anno 1502. Narra Lorenzo Monti, storico codognese della fine del XVIII secolo, come nelle mura esterne dell'abside, rivolte verso il lago Barilli, fossero infissi dei grossi anelli di ferro che servivano per ancorare le barche dei pescatori.

All'inizio del XVI secolo la proprietà di San Fiorano passò alla famiglia milanese dei Trivulzio; nel 1543 il conte Gian Fermo Trivulzio ottenne dall'imperatore di Spagna Carlo V il permesso di tenere un mercato in una delle sue terre e fissò questo privilegio in San Fiorano, com'era ricordato da una lapide marmorea che si trovava di fronte al Municipio. Il mercato di San Fiorano nei secoli scorsi era molto rinomato e richiamava commercianti e curiosi di tutto il circondario; gli ultimi affari si sono consumati fino alla guerra del 15/18. Nei giorni immediatamente precedenti la Sagra patronale del 4 maggio, si svolgeva in paese una grande fiera detta di Santa Croce che godeva di grande fama presso tutte le terre del medio corso del Po. Il poeta lodigiano Jacopo Gabiano (sec. XVII) fa cenno del mercato di San Fiorano nel suo poema "Laudiade".

Il 16 maggio 1645 Giangiorgio Pallavicino acquistò il feudo di San Fiorano, iniziando così il "dominio" della sua casata sul paese. Il più illustre discendente della nobile casata fu senza dubbio Giorgio Guido, il grande patriota del risorgimento italiano.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[3]

Sanfiorano.gif
« Scudo sormontato da una corona e suddiviso in quattro parti. A sinistra in alto tre biscioni viscontei su fondo rosa, a sinistra in basso, fondo verde, a destra in alto l'immagine di San Florano Martire su fondo bianco e a destra in basso tre fiori azzurri su banda bianca dal centro verso destra su fondo rosso. »

Gonfalone[4]

« Drappo quadrangolare di un metro per due di colore cremisi con ricamato lo stemma del Comune sul fronte e sul retro la figura di San Florano Martire, patrono del Comune. »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Tre sono i luoghi di interesse: la chiesa fondata nel 1502 e dedicata a San Floriano, il castello, e il Lazzaretto, chiamato anche Mortorino, nel quale sono conservati affreschi settecenteschi della Via Crucis, probabilmente opera del pittore varesino Giovanni Battista Ronchelli allievo di Pietro Antonio Magatti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti nel comune di San Fiorano in totale sono 60[6], pari al 3,43% della popolazione. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo:

Paese Popolazione (2008)
Marocco Marocco 28
Romania Romania 17

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Segue un elenco delle amministrazioni locali.[7]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1951 Giuseppe Travaini Sindaco
1951 1956 Pietro Tirelli Sindaco
1956 1964 Antonio Cigolini Sindaco
1964 1975 Giovanni Fugazza Sindaco
1975 1995 Angelo Omini Democrazia Cristiana Sindaco
1995 2004 Angelo Fugazza Forza Italia Sindaco
2004 Antonio Mariani Partito Democratico Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Art. 3 comma 4 dello Statuto Comunale
  4. ^ Art. 3 comma 5 dello Statuto Comunale
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Dati demografici ISTAT
  7. ^ Lista pubblicata in Il Lodigiano. Quarant'anni di autonomia, Provincia di Lodi, 2008, p. 290.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]