Natura morta
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La natura morta è un tipo di rappresentazione pittorica che consiste nel ritrarre oggetti inanimati. Solitamente gli oggetti ritratti sono frutta e fiori, ma anche oggetti di vario tipo, come strumenti musicali.
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[modifica] Prime tracce di natura morta
In epoca ellenistica si svilupparono tra il II e il III sec. A.c asarotos (casa non spazzata) e xenia (doni augurali agli ospiti) . I primi erano decorazioni a mosaico sui pavimenti che rappresentavano resti di cibo come ad esempio scorze di limone attribuite a Sosos. Probabilmente l’idea traeva spunto dal culto dei morti: il cibo caduto da tavola era destinato ai famigliari defunti. Ancora non chiara invece è la funzione degli xenia, si tratta di affreschi che secondo alcune ipotesi di studiosi erano dei doni di benvenuto agli ospiti.
La natura morta si svilupperà definitivamente nelle fiandre del '700
[modifica] Il gotico internazionale
Vasari narra un aneddoto interessante su Giotto ancora allievo di Cimabue un giorno dipinse una mosca su un affresco e Cimabue vedendola cercò di scacciarla per poi accorgersi dello scherzo e di come l’allievo fosse stato abile. L’ attenzione per la raffigurazione dell’ oggetto si ripresenta solo dopo secoli, a partire dal 1300 quando la cultura presta attenzione al valore simbolico degli oggetti, come ad esempio i teschi che rappresentano il “memento mori” e la “vanitas“, o i fiori appassiti che ricordano all’ uomo che la bellezza è effimera e passeggera. Spesso si tratta di moniti. L’oggetto è simbolo di un messaggio e non fine a se stesso. Si riscontra un largo uso di rappresentazioni di fiori, frutta e animali soprattutto nelle grottesche.
[modifica] Bascemo e la natura morta
Nel Seicento, fra gli altri, opera Evaristo Baschenis, di cui alcune opere sono esposte all' Accademia Carrara di Bergamo. Principalmente i suoi soggetti sono gli strumenti musicali che riflettono l'importanza del legame fra musica e spiritualità. Dipinge con grande attenzione per il vero, creando dei trompe l'œil che non riguardano più solo i soggetti del dipinto: in un caso particolare dipinge uno strato di polvere che sembra rivestire il quadro, creando così concettualmente un trompe l' œil sul dipinto anziché nel dipinto. Propone un modo nuovo di vivere l'esperienza della percezione, può dipingere una mosca come se facesse parte del quadro oppure come se si trovasse accidentalmente sul quadro, sono livelli diversi della stessa finzione.
[modifica] Bibliografia
- Stefano Zuffi, Lucia Impelluso, Matilde Battistini. La Natura Morta, La storia, gli sviluppi internazionali, i capolavori.
- Giorgio Vasari. Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e achitetti.
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