Sottostazione elettrica

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Le sottostazioni elettriche (spesso abbreviate SSE) sono localizzate in prossimità di un impianto di produzione, nel punto di consegna all'utente finale e nei punti di interconnessione tra le linee: costituiscono pertanto i nodi della rete di trasmissione dell'energia elettrica.

Le sottostazioni svolgono una o più delle seguenti funzioni:

  • interconnettere tra loro più linee elettriche AT allo stesso livello di tensione, creando un nodo della rete (tramite le sbarre);
  • interconnettere tra loro più linee elettriche AT a diversi livelli di tensione (tramite i trasformatori);
  • rifasare la potenza apparente della rete (tramite batterie di condensatori od induttori di rifasamento, detti anche "reattori" in quanto assorbono potenza reattiva);
  • convertire la tensione da alternata in continua e viceversa (sottostazioni di conversione).[1]

Trasmissione dell'energia elettrica[modifica | modifica wikitesto]

Le sottostazioni elettriche di trasmissione, poste nelle vicinanze delle centrali elettriche, elevano la tensione di produzione dai valori di Media tensione (tra i 5 e i 30 KV) ai valori di alta tensione (132, 150, 240 o 400 KV) quindi, attraverso gli elettrodotti di trasmissione, l'energia giunge alle sottostazioni ricevitrici dove la tensione viene nuovamente abbassata a valori 132 o 150 KV (più raramente a 60 KV); dalle sottostazioni ricevitrici l'energia giunge alle cabine primarie da dove verrà infine distribuita all'utenza.

Le sottostazioni elettriche sono normalmente equipaggiate da uno o più trasformatori di grande potenza (oltre 100 MW) e da diversi sezionatori ed interruttori per distribuire l'energia elettrica verso gli elettrodotti.

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impianto di sottostazione elettrica ferroviaria.
Sottostazione elettrica di RFI

In ambito ferroviario le SSE sono una parte fondamentale della Trazione Elettrica. Ogni linea elettrificata ne ha più di una distanziate a seconda della potenza delle stesse e delle cadute di potenziale. Le SSE in campo ferroviario esistono di due tipi, a seconda che debbano alimentare una linea a corrente alternata o a corrente continua. Nel primo caso la SSE è costituita dal solo trasformatore (monofase), mentre nel secondo oltre al trasformatore (trifase) è presente anche un raddrizzatore trifase. Le SSE sono alimentate tramite elettrodotto trifase dedicato da 130 KV. Da alcuni anni le Ferrovie stanno acquistando anche SSE compatte in Media Tensione a 15.000 V. Queste SSE di nuova generazione sono di ridotte dimensioni rispetto alle precedenti ma forniscono le stesse alimentazioni necessarie alla linea di trazione elettrica. Le SSE possono essere collegate tramite un binario per permettere l'ingresso di una SSE Mobile in caso di mancato funzionamento della SSE. Le SSE sono distribuite lungo linea ogni 20 km ( la direttissima Roma-Firenze ha distanze di 16 km ) ma comunque dipende dalle caratteristica della linea.

SSE delle linee a corrente alternata[modifica | modifica wikitesto]

Quanto segue vale sicuramente per tutte le linee ad Alta Velocità italiane (la Roma - Napoli ad esempio) ma è ragionevole pensare che lo stesso sistema venga usato anche all'estero. Un elettrodotto trifase (da 150 kV) corre lungo tutta la linea ed alimenta le varie SSE. I trasformatori sono monofasi da 50 kV avente il secondario a presa centrale da 25+25 KV. Le SSE sono alimentate dalla linea trifase su fasi alterne per equilibrare il carico di linea. Le due linee che vengono fuori dal trasformatore (entrambe da 25 kV)I trasformatori hanno due secondari con una presa centrale (che viene messa a terra) un primo secondario alimenta la linea di contatto, l'altro invece alimenta il Feeder.

Tra due SSE con trasformatori c'è sempre una SSE con un autotrasformatore che, oltre ad alimentare la linea, serve a capovolgere la fase (sfasamento di 180°).

La potenza erogata da una SSE della Roma-Napoli (alta velocità) è di 2 MW / km e sono distribuite ogni 48 km.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ J.D. McDonald (a cura di), Electric Power Substation Engineering, CRC Press, 2003, ISBN 0-8493-1703-7.