Codogno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Codogno
comune
Codogno – Stemma Codogno – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lodi-Stemma.png Lodi
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Ceretti (lista civica di centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°09′46″N 9°42′12″E / 45.162778°N 9.703333°E45.162778; 9.703333 (Codogno)Coordinate: 45°09′46″N 9°42′12″E / 45.162778°N 9.703333°E45.162778; 9.703333 (Codogno)
Altitudine 58 m s.l.m.
Superficie 20,87 km²
Abitanti 15 462[1] (30-11-2012)
Densità 740,87 ab./km²
Frazioni Maiocca, Triulza
Comuni confinanti Camairago, Casalpusterlengo, Cavacurta, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini
Altre informazioni
Cod. postale 26845
Prefisso 0377
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 098019
Cod. catastale C816
Targa LO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 545 GG[2]
Nome abitanti codognesi
Patrono San Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Codogno
Posizione del comune di Codogno nella provincia di Lodi
Posizione del comune di Codogno nella provincia di Lodi
Sito istituzionale

Codogno (Cudogn in dialetto lodigiano) è un comune italiano di 15.462 abitanti della provincia di Lodi, in Lombardia. È il centro principale della pianura nota come Basso Lodigiano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Codogno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'insediamento parrebbe risalire alla penetrazione romana nella Gallia Cisalpina forse con funzione di accampamento. Il nome Codogno, antica "Cothoneum", deriverebbe infatti da quello del Console Aurelio Cotta (vincitore dei Galli Insubri che popolavano quelle terre) ma non se ne ha la certezza in quanto la prima testimonianza certa dell'esistenza di Codogno la si ha solamente nel 997, quando il centro abitato viene citato in un diploma dell'Imperatore Ottone III (e’ all’inizio dell'undicesimo secolo la donazione del feudo da parte dell'imperatore Ottone III ad un conte Reglerio o Ruggero) divenne poi feudo del vescovo di Lodi dall'undicesimo al XV secolo. Il nome potrebbe anche essere stato tratto dal pomo "cydonio", o melo cotogno, frutto tipico del luogo.

Dopo la lunga giurisdizione dei vescovi di Lodi, viene ceduta nel 1441 da Filippo Maria Visconti (signore di Milano) alla famiglia Fagnani e successivamente (nel 1450) ai Trivulzio (sotto il cui operato, Codogno ottenne il rango di borgo da parte di Francesco Sforza).

All'epoca Codogno aveva forte tensione autonomistica, con un propria vita commerciale, piccolo polo di attrazione per tutti i paesi limitrofi, tant'è che i codognesi si slegarono dalla realtà del territorio dei Trivulzio e chiesero di essere considerati piacentini, allo scopo di avere un mercato più libero e più ampio. Così, con un atto ratificato il 21 aprile 1492, i codognesi divennero cittadini piacentini, e vollero, a dimostrazione della propria gratitudine, la lupa piacentina nel proprio stemma, legata con una catena d'oro all'albero di mele cotogne.

Molti loro prodotti, infatti, trovavano collocazione sul mercato di Piacenza che i codognesi raggiungevano attraversando il Po, via di comunicazione privilegiata anche con Venezia per l’accesso agli scali del Levante. Lì esportavano specialmente i prodotti caseari (non a caso a Codogno sorse la prima industria italiana del settore lattiero-caseario, la Zazzera, e successivamente la più rinomata Polenghi Lombardo) ma anche tele di lino e seta. Era quindi vantaggioso raggiungere quel mercato come cittadini, status che li esentava da ogni peso fiscale, tanto per le merci in vendita, quanto per quelle acquistate).

L'inizio del XVI secolo fu caratterizzato dalle battaglie fra Francia e Spagna per l'occupazione dell'Italia (culminate con il saccheggio della città da parte del Duca di Borbone diretto a Pizzighettone) e dalla peste del 1516 che arrestarono lo sviluppo del borgo. In seguito alle guerre (nel 1524) la città venne fortificata.

La parrocchiale di San Biagio (ove si ammirano, fra gli altri dipinti, una "Natività" di impronta leonardesca, del XVI secolo, forse di Bernardino Luini, nonché dipinti dei Piazza, del Crespi, del Morazzone e del Procaccini) viene costruita in questa periodo

Nel 1639 subì l'occupazione dei Lanzichenecchi che vi diffusero la peste. I residenti tuttavia pur ridotti di un quinto raggiunsero la soglia dei 6500 garantendo alla città una fiorente e stabile ricchezza.

L'affermata prosperità economica spinse i reggitori del borgo a chiedere l'emancipazione della servitù feudale. Alla morte del principe Antonio Teodoro Trivulzio, non avendo questi lasciato figli maschi, decisero di giurare fedeltà direttamente al sovrano, Carlo II. In seguito all’estinzione del ramo maschile della famiglia dei trivulzio, il 6 giugno 1672, Carlo II con un diploma reale stabilì "in perpetuo" la loro libertà da ogni feudo; Codogno divenne infatti Regio Borgo.

In età napoleonica (1809-16) al comune di Codogno furono aggregate Gattera, Retegno e Triulza, ridivenute autonome con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto. Gattera e Triulza furono riaggregate definitivamente nel 1869[3].

In quegli anni, le cospirazioni prima e le guerre del risorgimento poi trovarono numerosi e ferventi partecipanti: ben 283 parteciparono alle varie guerre come volontari, e 10 di essi, come ricorda una lapide posta nel cortile del palazzo Comunale, non tornarono.

Codogno continuò a progredire fino ad assumere un ruolo importante nell'area milanese nella fine dell'Ottocento. Considerando come confini dell'area milanese quelli della vecchia Provincia di Milano (includendo, quindi, anche le attuali province di Lodi e diMonza e Brianza, più il circondario di Gallarate), Codogno era il quarto comune del territorio per numero di abitanti nei censimenti del 1861, 1871e 1881, dietro alle città di Milano, Monza e Lodi. Rimanendo nei primi 15 dell’area milanese fino al grande boom degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che portò i comuni attorno a Milano a espandersi esponenzialmente per numero di abitanti.

Negli anni della II guerra mondiale, dopo i numerosi morti della I, molti codognesi aderirono alla Resistenza, e questo nonostante la vicinanza con il grosso centro fascista di Piacenza e la zona tatticamente difficile, dalla quale passavano i tedeschi in ritirata per lasciare l'Italia.

Nel 1955 Codogno ottenne il titolo di città[4] soddisfacendo il desiderio che gli abitanti avevano già espresso a Napoleone Bonaparte oltre 150 anni prima, con una petizione del 5 ottobre 1796, che non aveva trovato allora favorevole accoglimento

Il 9 dicembre del 1957 nei pressi di Codogno, avvenne un disastro ferroviario che provocò la morte di 15 persone ed oltre 30 feriti.

Nel 1992 il comune di Codogno è passato dalla provincia di Milano alla provincia di Lodi. Il codice ISTAT del comune prima della variazione era 015079.

Nella nuova Programmazione 2007-2013 della politica di coesione economica e sociale dell'Unione Europea il comune rientra nell'Obiettivo "Competitività regionale e occupazione". A partire dal 1º gennaio 2007 nelle aree rientranti in tale obiettivo l'impiego dei "fondi strutturali" europei punta a rafforzare la competitività, l'occupazione e l'attrattiva delle regioni, ad anticipare i cambiamenti socioeconomici, a promuovere l'innovazione, l'imprenditorialità, la tutela dell'ambiente, l'accessibilità, l'adattabilità dei lavoratori e lo sviluppo dei mercati.

La Codogno moderna ospita, oltre ai consueti uffici municipali e postali, anche una stazione dei carabinieri e una sezione di pretura. Vive dei prodotti dell'agricoltura, quali cereali, ortaggi e foraggi, e di quelli derivanti dall'allevamento di bovini, suini e, in misura minore, equini; sviluppa è l'industria, operante nei comparti alimentare, tessile e dell'abbigliamento, metalmeccanico, di fabbricazione di apparecchi elettrici, automobilistico (accessori per auto), edile, chimico, della stampa; si producono, inoltre, vetro, articoli in gomma e plastica e in legno.

È prodotta e distribuita l'energia elettrica e, per il terziario, oltre ai servizi di consulenza informatica, è presente il credito. Le industrie sono concentrate in un Polo Industriale, che conferisce una peculiare impronta urbanistica al territorio comunale. La diffusione dell'informazione è incrementata da emittenti radiofoniche e televisive.

Il servizio sociale è offerto da una casa di riposo. Oltre alle scuole dell'obbligo vi sono licei (classico e scientifico) e istituti tecnici (agrario, commerciale e per geometri) e professionali (industriale). Fra le strutture culturali sono la biblioteca civica (XIX secolo), che possiede un incunabolo e alcune cinquecentine, e la pinacoteca in cui è conservata la raccolta d'arte Lamberti, ospitata nel palazzo omonimo. Le strutture ricettive garantiscono ampiamente la ristorazione e quelle sanitarie comprendono, oltre al servizio farmaceutico, quello ospedaliero.

Oggi Codogno è, per importanza storica, economica e per numero di abitanti, il principale centro della provincia di Lodi dopo il capoluogo. È frequentata soprattutto per la presenza del presidio ospedaliero, delle industrie e delle scuole, che esercitano un forte richiamo sul circondario. Ha inoltre una tradizione di centro di diffusione ed incremento della cultura; ha infatti ospitato accademie letterarie e musicali, nonché un teatro, purtroppo distrutto da un incendio. Molto importante anche dal punto di vista storico è la fiera autunnale che si tiene ogni anno, dalla fine del Settecento, il terzo mercoledì di novembre.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma

« D'azzurro, alla lupa al naturale, passante sulla pianura erbosa di verde, collarinata e legata d'oro ad un albero di codonio al naturale, fruttato d'oro, nodrito sulla pianura. Ornamenti esteriori da Comune.[3] »

Nell'agosto del 1492, desiderosi di estendere il loro commercio, i codognesi chiesero alla comunità di Piacenza di essere dichiarati cittadini di quella città, offrendo una certa somma in compenso del passaggio e del dazio delle mercanzie. Così Codogno, in senso di gratitudine, inserì nel proprio stemma, che rappresentava il melo cotogno, la lupa romana, emblema di Piacenza, legandovela con una catena d'oro[4]. Gonfalone

« Drappo partito di verde e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in oro: "Città di Codogno". Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati frangiati d'oro.[5] »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 26 giugno 1955

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Artisticamente la città presenta edifici di notevole interesse, sorti parallelamente allo sviluppo economico e agricolo, che già in passato aveva caratterizzato Codogno.

Vanno a tal proposito menzionati:

  • la chiesa parrocchiale di San Biagio (1511), il più importante edificio religioso, di scuola leonardesca con il suo concerto di 9(8+1) campane in Sib2 ottolina;
  • le due nuove parrocchie di Santa Francesca Cabrini e di San Giovanni Bosco, costruite negli anni ottanta - novanta
  • il santuario della Beata Vergine di Caravaggio (1711-1714);
  • il neoclassico "Ospedale civile" (1779-1781);
  • la chiesa delle Grazie, opera secentesca, cui fu aggiunto un secolo più tardi un classico chiostro a 14 arcate;
  • i palazzi "Trivulzio" e "Lamberti".
  • il cimitero monumentale;
  • numerose ville in stile liberty e neomedievale, tra cui la villa Biancardi
  • Stadio internazionale di baseball

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

L’archivio del Comune di Codogno ha subito nel corso dell’ultimo secolo numerosi riordini, l’ultimo dei quali negli anni 2000

L’archivio è attualmente conservato in un locale interno all’edificio municipale, a destinazione esclusiva e comprende anche i piccoli archivi dei cessati comuni di Gattera con Maiocca e di Regina Fittarezza. Si tratta di documentazione che va 1495 al 1949 riordinata in serie e sottoserie, raggruppate in tre grandi sezioni cronologiche (Atti antichi 1495 – 1797; Atti da 1859 al1897; Atti dal 1898 al 1949). L’archivio conserva, oltre agli atti dell’attività amministrativa e finanziaria, anche documenti relativi alla vita sociale, economica e culturale della città. La serie sullo stato della popolazione, quelle relative alla sicurezza pubblica, alla sanità e assistenza ai bisognosi, all’istruzione, i documenti sulle attività produttive e commerciali, sull’edilizia pubblica: da tutto ciò si ricava l’immagine di Codogno attraversata nel tempo dai diversi avvenimenti di più ampio respiro politico e storico, come il ventennio fascista e le due guerre del novecento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti nel comune di Codogno in totale sono 1.405[7], pari al 9,13% della popolazione. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo:

Paese Popolazione (2008)
Marocco Marocco 244
Romania Romania 203
Albania Albania 185
Egitto Egitto 104
Brasile Brasile 67
Ecuador Ecuador 58
Seychelles Seychelles 52
Perù Perù 46
Macedonia Macedonia 43
India India 43

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

A Codogno ebbe sede il Collegio Ginnasio Ognissanti, punto di riferimento della zona[8] e un Collegio femminile[9]

Persone legate a Codogno[modifica | modifica wikitesto]

Nati a Codogno

Vissuti a Codogno

Morti a Codogno

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo statuto comunale, il territorio comunale comprende le frazioni di Maiocca e Triulza[10]. Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di Codogno, le frazioni di Maiocca e Triulza, e le località di Catanzino, Cucca e Sigola[11].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Una parte del panorama economico di Codogno è tuttora rappresentato dall'agricoltura, che vanta oltre una sessantina di aziende.

Anche l'attività del secondario è fiorente, con la presenza di importanti industrie di medie dimensioni.

Numerose aziende ed industrie manifatturiere sono e sono state presenti a Codogno: c'è il caso singolare della ditta Felisi (manifattura tessile per decorazioni e stemmi), che prese vita nel 1911: l'azienda fu fortemente legata al volere della Santa Francesca Cabrini: si crearono infatti le sinergie fra l'azienda e la Congregazione religiosa: prestavano lavoro infatti nell'azienda sia le religiose che le ragazze orfane appartenenti all'Istituto.

Fu famosa pure la ditta Mario Polenghi (industria metalmeccanica di precisione), che in tanti anni di attivita' produsse ciclomotori (il "Polenghino"), valvole, e pure componenti bellici durante i conflitti.

Nelle vicinanze di Codogno vi fu un importante sito di produzione Chimica che fu del Gruppo Montedison.

Codogno assume anche una particolare rilevanza come nodo ferroviario, all'incrocio fra le linee Milano–Bologna e Pavia–Cremona.

Fra le altre attività va inoltre ricordata la fiera autunnale di novembre, che vanta una tradizione plurisecolare (inaugurata nel 1791, è arrivata alla 220ª edizione)[4]: la fiera è una rassegna zootecnica-agricola di importanza nazionale.

La maggiore attività di Codogno è stata, fin dall'epoca medioevale, quella casearia, che ebbe il suo prodotto principale nel formaggio grana. I documenti di storia locale dicono che l'esportazione annua, nel XVII secolo, arrivava a circa 40.000 forme, il che tradotto in peso, equivale alla bellezza di 11.000 quintali.

Codogno si impose dunque come la capitale del formaggio di grana e fu anche la prima città d'Italia ad esportarlo all'estero, quando l'imperial regio governo austriaco volle mandare in Brasile una nave carica dei prodotti più rappresentativi dell'impero asburgico.

A Codogno sorse nel 1880 la prima industria italiana del settore lattiero-caseario, la Zazzera, e quindi la Polenghi Lombardo[4].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1947 Paolo Gnocchi Democrazia Cristiana Sindaco
1947 1956 Emilio Bignami Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1970 Ermanno Santelli Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1975 Giovanni Ferrari Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1976 Luigi Morisi Partito Socialista Italiano Sindaco
1976 1985 Gianluigi Pandolfi Partito Socialista Italiano Sindaco
1985 1990 Ermanno Santelli Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Giovanni Pagani Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1996 Alessandro Fiammenghi Partito Popolare Italiano Sindaco
1996 2006 Adriano Croce Forza Italia Sindaco
2006 2011 Emanuele Dossena Il Popolo della Libertà Sindaco
2011 Vincenzo Ceretti Lista civica (centrosinistra) Sindaco

Fonte:[12]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Codogno è gemellata con[13]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

In città hanno sede tre società calcistiche, l'Associazione Calcio Codogno 1908 (squadra che ha preso parte alla prima Coppa Italia nel 1922), il San Biagio e la Codognese.

Nel 2007 è stato giocato il primo derby cittadino di campionato tra Codogno e San Biagio.

Tra le società sportive principali della città vi sono il Baseball Codogno (vincitore del Campionato di Serie A nel 1976) campioni d'italia juniores nel 1982 e vice campioni d Italia di serie A nel 2010 e stella di bronzo nel 2009 Stadio per partite internazionali tra cui hanno giocato le squadre di CUBA, CINA-TAIWAN,ITALIA,FRANCIA,SPAGNA E GERMANIA Presidente attuale da 9 anni Marco Bacciocchi Categoria massima attuale SERIE A Rosa completa anno 2012 Bacciocchi,Corio,Rasoira,Armigliati,Cufrè,Alagna,Zazzi, alberi, tanco,Calamia,Albergoni,Langone,Bodini,Martinelli, tosi, capdevilla....

La città ospita inoltre il PalaCampus dell'Assigeco Casalpusterlengo, società che ha militato nel campionato di basket di Legadue fino al 2011.

In città si trova un campo di rugby al viale Amedeo d'Aosta. Che ospita anche il sede di RCC, Rugby Club Codogno. Il Rugby Club Codogno si presenta con la prima squadra poi la società fa a crescere goivanili in sezione di under8-10-12-14-16-18. La società è nato nel anno 1969. I creatori eravano Albano Zagni, Enzo Tirelli ed il professor Girelli. Loro hanno formato la prima squadra da una folla di ragazzi entusiasti per la palla ovale. In 2012/13 la prima squadra giocava nella seria C. La quadra ha raggiunto momenti indimenticabili negli anni 70, da menzionare la partecipazione alla manifestazione del torneo internazionale a sette di Neuchâtel in Svizzera (1979 quinta classificata e 1980 quarta classificata).

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La vita musica locale vanta una floridezza che pochi centri lombardi hanno avuto nel corso dei secoli dal Seicento al Novecento: il "terminus ad quem" degli anni sessanta del XX secolo è un punto fermo decisivo a causa dell'abbattimento per speculazione edilizia del Teatro Sociale, maggior perno della vita musicale locale. Il Teatro veniva scelto da primarie compagnie (anche del Teatro alla scala di Milano) per la rappresentazione di opere liriche e melodrammatiche spesso ancor prima della "prima". Già dai primi decenni del Seicento si ebbe una fioritura di musicisti di fama quali Francesco Ugoni ed altri autori di madrigali e villanelle per formazioni corali. Anche la musica strumentale(per chitarra solista od "ensemble"; o per archi) godette di una certa fortuna nel XIX secolo. La ricostruzione del panorama pressoché completo del composito quadro si deve al musicologo M.G.Genesi, mediante una fitta serie di pubblicazioni "ad hoc".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Provvedimento del Capo del Governo, 13 novembre 1930
  4. ^ a b c >
  5. ^ Provvedimento del Presidente della Repubblica, 30 maggio 1956
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati demografici ISTAT
  8. ^ Comune di Codogno
  9. ^ Gino Capponi
  10. ^ Art. 1.1.3, capo 1, comma b dello Statuto Comunale
  11. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate
  12. ^ Lista pubblicata in Il Lodigiano. Quarant'anni di autonomia, Provincia di Lodi, 2008, p. 272.
  13. ^ Gemellaggio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Cfr., di Mario G.Genesi, i seguenti contributi: "Il Teatro Sociale di Codogno dal 1872 al 1900", in "Archivio Storico Lodigiano" 2004, pp. 127–195; "Cronologia degli spettacoli musicali a Lodi e Codogno: addenda 1676-1828", in "Archivio Storico Lodigiano" 1999, pp. 151–203; "Teatro Sociale di Codogno-Cronologia degli spettacoli dal 1835 al 1871", in Archivio Storico Lodigiano 1994, pp. 210–280; "Il Teatro Nuovo di Codogno nel Settecento", in "Archivio Storico Lodigiano" 1991, pp. 35–80; "Francesco Ugoni: canzoni e madrigali per Codogno (1616)", Trento, Nova S.M., 1997, pp. XLV+104; "La fioritura di accademie letterario-musicali a Codogno tra il 1580 ed il 1650 circa: Novelli-Rinascenti-Geniali-febiarmonici", in Archivio Storico Lodigiano 2000, pp. 63–93.

"I Lodigiani nella Guerra del 1860" editrice Quirico e Camagni 1910 (Museo Civico di Bologna). "Lo Spirito di un'epoca" (a cura della Prefettura di Lodi, ed Skira, 2007).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lombardia