Pendolarismo

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Il pendolarismo è il fenomeno che consiste nel reiterato spostamento di persone, quotidiano o a cadenza settimanale[senza fonte], che si muovono alternativamente dal proprio luogo di residenza al luogo di studio, lavoro o ad altra destinazione. Deriva il nome dal movimento del pendolo.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Tipicamente i pendolari si spostano giornalmente per i motivi suddetti da aree periferiche di metropoli all'interno di queste ultime (per lavorare o studiare)[E tutti quelli che si spostano dalle città o nelle campagne?]. I mezzi più usati per gli spostamenti sono treno, automobile, autobus e metropolitana. È però crescente anche l'utilizzo della bicicletta, sia da sola che in combinazione con altri mezzi di trasporto (intermodalità)[Al contrario: in quasi tutto il mondo il mezzo più utilizzato è l'automobile].

Il fenomeno del pendolarismo si è diffuso con l'evolversi dei mezzi di trasporto e della rivoluzione industriale che concentrava in pochi opifici o fabbriche un gran numero di operai. Prima del XIX secolo, il pendolarismo, in una società prevalentemente agricola, era pressoché sconosciuto. Il luogo di lavoro nelle campagne coincideva con l'abitazione, tranne che per le città fortificate dove i contadini uscivano la mattina e rientravano la sera. Inoltre a quel tempo il luogo di lavoro era raggiungibile solamente a piedi o con mezzi a trazione animale per cui le distanze percorribili erano relativamente brevi e lo spostamento piccolo confrontato coi movimenti odierni.[senza fonte]

Il pendolarismo ha portato le città ad allargarsi fino a dimensioni che sarebbero state impraticabili precedentemente, portando alla creazione nelle zone circostanti di quartieri o interi paesi destinati quasi esclusivamente ad accogliere le persone al termine dell'attività lavorativa definiti quartieri dormitorio o città dormitorio.[E perché il pendolarismo sarebbe la causa di tutto ciò?]

Problemi[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno riveste una sempre maggiore importanza nella società moderna[senza fonte] ed è considerato uno dei fattori che maggiormente ha portato ad un innalzamento dell'inquinamento atmosferico, dovuto al maggior flusso di veicoli privati ed al conseguente congestionamento della strade urbane[E delle altre no?].

In ogni nazione si cercano provvedimenti per rendere maggiormente praticabile la strada del trasporto pubblico in alternativa a quello privato[Citazione necessaria per affermazione dubbia], sia con l'ausilio di treni rivolti alle esigenze di questo tipo specifiche per questo tipo di utenza, sia con l'offerta di abbonamenti convenienti per chi fa un uso frequente dei mezzi pubblici[Tali abbonamenti sono in realtà frutto di politiche commerciali].

Altre misure sono il contenimento degli aumenti tariffari per il trasporto locale, a sfavore delle tratte a più lunga percorrenza e dei treni ad alta velocità e Intercity.[senza fonte]

A Los Angeles esistono corsie percorribili solo da automobili con più di una persona a bordo (car pooling).

Pendolarismo in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico è materia di competenza esclusiva delle Regioni. Lo Stato trasferisce risorse agli enti locali per il finanziamento del servizio universale di trasporto pubblico.
Le direttive europee hanno avviato un processo di liberlizzazione privatizzazione dei settori di interesse economico generale (acqua, energia, trasporti, telecomunicazioni) dopo un periodi di di prevalente partecipazione e protagonismo pubblico in questi settori.
Il modello di trasporto cosiddetto "sociale" delle vecchie Ferrovie dello Stato -ma in modo simile anche per le tratte di volo aereo di Alitalia- aveva un elemento fondante nel fatto che il 20% delle tratte e dei km determina l'80% dei ricavi dell'operatore ed è sufficiente a cross-finanziare senza ulteriori contributi (se gestito in modo efficiente) il servizio sul rimanente 80% di km che sarebbe da solo in perdita operativa, mantenendo un complessivo equilibrio economico e finanziario. Questo modello è superato da direttive che impongono la distinzione fra tratte gestite in regime di libera concorrenza con tariffe a mercato libero,
[senza fonte] e tratte cosiddette a fallimento di mercato comunque di interesse collettivo nelle quali il servizio di trasporto privato non è remunerativo e non avrebbe luogo senza il necessario intervento di un soggetto pubblico, ad integrazione dei ricavi dalla vendita dei biglietti. Il contributo consente il pareggio dei costi e la sua sostenibilità operativa.[Non è proprio così; in ogni caso in bibliografia si chiama "liberalizzazione per il mercato"] Il contributo riguarda sia i costi operativi dei singoli treni sia l'acquisto di mezzi-locomotori e di materiale rotabile. Per le normative europee, il contributo deve essere concesso con un bando di gara di appalto a livello europeo a fronte di una Carta dei Servizi da fornire agli utenti, per cui il beneficiario del contributo può non necessariamente risultare il principale operatore italiano di trasporto su rotaia.[Passaggio localistico e senza fonti, che comprende errori concettuali]

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Note[modifica | modifica wikitesto]

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