Cane a sei zampe

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Il cane a sei zampe nella versione originale del 1953.
Il cane a sei zampe, nella versione ristilizzata da Bob Noorda nel 1972.
Il gatto a tre zampe, marchio dell'Agipgas.
Il serpente dell'Energol, disegnato da Federico Seneca.
« Il cane a sei zampe fedele amico dell'uomo a quattro ruote »
(Slogan pubblicitario AGIP[1])

Il cane a sei zampe è il marchio dell'Eni, da sempre associato al logo della compagnia (e al logo di ciascuna azienda del gruppo, come l'Agip). L'autore del marchio è Luigi Broggini[2], il rifinitore Giuseppe Guzzi.

Secondo l'interpretazione ufficiale della società, le sei zampe del cane simboleggiano le quattro ruote dell’automobile e le due gambe del guidatore[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

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All'inizio degli anni Cinquanta l'Agip immise sul mercato una benzina interamente lavorata in Italia, dalla materia prima (giacimento di petrolio di CortemaggiorePC, scoperto nel 1949) fino alla benzina raffinata.
Enrico Mattei (dal 1945 presidente dell'Agip) volle che ad ogni nuovo prodotto fosse associata un'immagine pubblicitaria che lo rendesse riconoscibile. Rifondò l'ufficio pubblicità e lanciò il nuovo prodotto con una campagna pubblicitaria in stile moderno, articolata su tre lati:

Fino ad allora, né l'Agip né i singoli prodotti avevano ancora avuto un loro marchio. Mattei allora decise di indire un concorso per l'immagine pubblicitaria dei due prodotti di punta della compagnia (Supercortemaggiore e Agipgas). Il concorso ebbe come oggetto la creazione di:

  • marchio dei due prodotti (40 × 20 cm);
  • cartelloni stradali (100 × 70 cm);
  • colorazione delle colonnine dei distributori.

Furono stanziati 10 milioni di lire come premio per i vincitori[4]. Enrico Mattei incaricò il famoso architetto Giò Ponti di guidare la commissione esaminatrice (della quale facevano parte figure di primo piano dell'arte e del design italiani, come Mario Sironi, Mino Maccari, Antonio Baldini e Silvio Negro). Ponti fece pubblicare il bando in aprile sulla sua rivista, Domus.
La commissione si riunì nei giorni 8, 9 e 10 settembre 1952 senza l'architetto Giò Ponti perché trattenuto oltre il previsto in America del Sud. Tutti i disegni vincitori dei quattro concorsi sono consultabili sulla rivista Domus numero 275 del novembre 1952. Tra i disegni proposti prevalsero nettamente le fiamme, di ogni tipo e dimensione. Per il cartellone, invece, Giuseppe Guzzi presentò il disegno di un drago-cane nero a sei zampe che sputava una grossa fiamma rossa (in realtà opera dello scultore varesino Luigi Broggini).

A settembre furono scelti i vincitori, che furono:

  • cartellone di Supercortemaggiore: "cane a sei zampe" presentato da Giuseppe Guzzi;
  • cartellone di Agipgas: il bozzetto di Enzo Rota;
  • marchio Supercortemaggiore: i bozzetti presentati dai due artisti Carlo Dradi e Fulvio Pardi (con Giuseppe Guzzi terzo);
  • marchio Agipgas: il bozzetto di Egidio Matta, che aveva realizzato un gatto a tre zampe con la coda di fuoco.

Il drago-cane di Broggini-Guzzi era rivolto in avanti, ed emetteva la fiamma in avanti. Poteva sembrare che avesse l'intenzione di bruciare qualcuno. Lo stesso Mattei lo considerò "aggressivo", per cui la posizione della testa, e di conseguenza la fiammata, furono corrette all'indietro, anche se così la postura del cane non apparve del tutto naturale.

Il marchio con il cane a sei zampe venne presentato per la prima volta nel 1954 e subito divenne il marchio dell'Eni, nata l'anno precedente. Come autore del bozzetto figurò il designer Giuseppe Guzzi. Broggini non ammise mai la paternità dell'opera, che gli fu attribuita dopo la sua morte (avvenuta nel 1983) in base alle testimonianze del figlio.

Sia il cane che il gatto appaiono come esseri mostruosi, tipici di divinità o figure mitologiche ctonie (come Cerbero o la Chimera), come del resto è nella natura di una compagnia legata allo sfruttamento del sottosuolo. Si confronti a questo proposito anche il serpente-drago dalla lingua di fuoco disegnato nello stesso periodo da Federico Seneca per il lubrificante Energol della BP e commercializzato in Italia dall'Agip. Un'altra teoria vede il cane a sei zampe ispirato al fantastico drago Tarantasio, personaggio d'una leggenda lodigiana: quando fu scoperto il metano in quelle zone, infatti, si immaginò che l'animale, un tempo guardiano delle paludi e poi scomparso sotto terra dopo la loro bonifica, fosse riapparso in forma di gas[5].

I restyling[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972 venne contattata l’agenzia Unimark International per dar vita al primo restyling del cane a sei zampe. A Bob Noorda venne affidato l’incarico di creare un progetto di comunicazione comune che valesse anche per la rete di distributori Agip, insieme alla realizzazione di una nuova identità societaria dalla forte riconoscibilità, in grado di unificare l’immagine coordinata del gruppo Eni. Il marchio rielaborato vede il famoso cane a sei zampe inscritto in una palina, un quadrato giallo dagli angoli smussati. Bob Noorda fece piccoli interventi sul cane disegnato da Broggini, con l’obiettivo di renderlo più familiare e moderno: il cane venne leggermente “accorciato”, venne modificata l’inclinazione, le creste diventarono meno marcate e l’occhio diventò tondo e più piccolo. L’agenzia Unimark si occupò anche di creare un nuovo lettering aziendale per Eni, personalizzando un carattere classico, lo Standard Bold, inserendo in ogni lettera un sottile filetto bianco al centro, simbolo di una strada a due corsie divise dallo spartitraffico[6].

Il logo del gruppo è stato aggiornato nuovamente il 1º febbraio 1998, in seguito alla trasformazione dell'Ente nazionale idrocarburi in Società per azioni. Fu sempre Bob Noorda ad occuparsi del secondo restyling. Il cane a sei zampe venne inscritto in un quadrato giallo insieme al logo Eni; a separare i due elementi un sottile filo rosso orizzontale[7].

Nel 2008 il gruppo Eni decide nuovamente di intervenire sulla sua immagine e nel 2009 lancia un nuovo marchio completamente rinnovato. Questa volta tocca all’agenzia Inarea di Antonio Romano intervenire sul nuovo restyling[8]. Il nome Eni viene adottato per tutte le società, dalle pompe di benzina al gas e all’elettricità, dai campi di produzione alla Borsa ed il cane a sei zampe risulta essere l’unico vero elemento unificante. Con il nuovo marchio il cane esce dal quadrato, si muove, mentre la scritta "eni" appare tagliata in basso e tutta minuscola, per simboleggiare il rapporto di vicinanza tra l’azienda e i soggetti influenti (stakeholder)[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giuseppe Accorinti, Quando Mattei era l'impresa energetica. Io c'ero, Halley 2007
  2. ^ La paternità dell'opera gli fu riconosciuta solamente post-mortem, in base alle testimonianze del figlio.[senza fonte]
  3. ^ Cosa rappresenta il "cane a sei zampe" simbolo dell'Eni?. URL consultato l'11 ottobre 2011.
  4. ^ Equivalenti a circa 124.000 euro del 2003.
  5. ^ Dal drago Tarantasio al "cane" di Mattei in Corriere della Sera, 30 giugno 2002. [1]
  6. ^ Eni – Il cane a sei zampe
  7. ^ Eni – Il cane a sei zampe
  8. ^ Eni – Il cane a sei zampe
  9. ^ Eni – Il cane a sei zampe

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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